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In
350.000 a vedere un museo vuoto
Il museo ebraico di Berlino, che ha aperto ufficialmente in settembre,
è stato visitato, prima della realizzazione dell'allestimento della
collezione quando le sue sale erano vuote, da 350.00 persone. Molti dei
visitatori erano mossi da ragioni estetiche, ma molti altri erano
spinti da motivazioni interiori e religiose, a dimostrazione della forza
evocativa dell'architettura di Daniel Libeskind.
The New Republic 1.10.2001
E
se lo avessero lasciato vuoto?
L'apertura del Museo ebraico di Berlino ha posto una nuova
questione riguardo al rapporto tra funzione dei musei e significato, o
bellezza, dell'architettura degli edifici museali. Il labirinto di sale
di nudo cemento dell'edificio progettato da Daniel Libeskind aveva una
forza evocativa assai maggiore della collezione allestita ora al loro
interno.
Frankfurter Allgemeine Zeitung 10.9.2001
Con
l'esposizione 2000 anni di storia ebraica a Berlino si apre il Museo
ebraico
Il museo, la cui gestazione è iniziata nel 1971, apre in un
momento particolare della storia della città tedesca: Berlino è
ritornata ad essere la capitale della Germania e la sua comunità
ebraica è quella con il tasso di crescita più veloce al mondo. Ad essa
il museo si rivolge con una esposizione che ne celebra la storia.
Ha'retz 6.9.2001
Berlino
fu ricostruita in meno tempo
Il Museo ebraico è inaugurato dodici anni dopo che la decisione
ufficiale di costruirlo fu presa; sette anni dopo che la costruzione
fu iniziata; due anni dopo che fu aperto ufficiosamente al pubblico,
senza una collazione in mostra; un anno dopo che la data di
inaugurazione prevista fu rinviata per un difetto all'impianto di
condizionamento. Il resto di Berlino fu ricostruito dopo
l'unificazione in meno tempo. Tutto questo sembra aver fatto bene alla
popolarità del museo che, dopo il Guggenheim di Bilbao, è quello che
ha maggiormente suscitato la curiosità dei mezzi di comunicazione.
Ha'retz 6.9.2001
Pronto
l'allestimento del Museo ebraico di Berlino
IL 9 settembre sarà aperto il Museo ebraico di Berlino
nell'edificio progettato da Daniel Libeskind. L'allestimento della
collezione è stato affidato a Ken Gorbey, già curatore di quello del
museo Te Papa in Nuova Zelanda. Dice Gorbey: " Un museo è come un
film o una commedia: è una esperienza discontinua con fortissimo
e pianissimo. Questa è una delle cose che abbiamo cercato: ci
siamo chiesti dove sono luoghi nei quali il pubblico ha esperienze
forti, quelli dove è felice o stimolato, quelli ancora dove è
contemplativo o rilassato." Nelle sue intenzioni, il museo, pur
essendo basato su una solida ricerca scientifica, ha un approccio adatto
ad un pubblico di tipo generico identificato nelle famiglie. Gli
approfondimenti sono possibili nel Learning Centre del museo.
L'allestimento si è mantenuto lontano dalla crude immagini del
Yad-Vashem Memorial in Israele e dell'Holocaust Museum di Washington,
per abbracciare una visione più generale della storia degli Ebrei in
Germania, e non focalizzare l'attenzione solo sull'Olocausto. Il numero
dei visitatori - attesi 500.000 all'anno - sarà limitato dalla
necessità di rispettare le norme di sicurezza all'interno
dell'edificio.
The Art Newspaper 3.9.2001
Il
sito del Museo
ebraico di Berlino e il sito del Te
Papa Tongarewa Museum of New Zealand, interessante esempio di
museo contemporaneo.
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