torna alla prima pagina
 
MASSIMILIANO FUKSAS Vs BIENNALE DI VENEZIA

 

Indice degli speciali

 

Baratta parla, ma soprattutto dice d'altro

Intervista di Paolo Baratta che dice: "Il protagonismo di Fuksas era straripante, ma non è mai stato un problema: qualsiasi diciamo indisciplina durante la mostra era stata abbondantemente digerita, tutte le tensioni assorbite; poi, c’è stata però una degenerazione, e il normale, efficace e corretto lavoro di un’istituzione è divenuto impossibile." E puntualizza: "La Biennale ha qualche merito, che nessuno potrà mai disconoscerle: sull’Arsenale, è stata la prima a non far solo parole; anzi, tanti fatti concreti." 5 miliardi di spesa per il restauro di 7.500 mq.
Il Messaggero 8.11.2000

Fuksas puntualizza ma non spiega

“Il comitato scientifico non è una questione irrilevante ma è il punto saliente della questione. Esiste una legge fatta sotto il ministero Veltroni che va rispettata. il comitato scientifico è un organo deliberante (non consultivo), importantissimo. Questo non è stato mai né insediato né riunito dal Presidente Paolo Baratta, di fatto è stata violata la legge istitutrice. Il discorso è chiaro: c'è il comitato scientifico formato dai direttori del settore e convocato dal presidente della Biennale che delibera sulla gestione culturale della società, il consiglio di amministrazione su progetto deliberato dal comitato scientifico assegna gli stanziamenti per ogni settore. Nella gestione della biennale è mancato tutto questo quindi dal punto di vista giuridico c'è una grande anomalia.” Così scrive Masismiliano Fuksas. Non si può non registrare come sull'argomento Fuksas non raccolga nessuna solidarietà dagli altri direttori, membri come lui del trascuratissimo comitato scientifico.
Il Manifesto 7.11.2000

Paolo Baratta rispedisce le accuse al mittente

Spiega Baratta. “I problemi sono di altra natura: sono connessi a come il direttore Massimiliano Fuksas ha gestito i rapporti all’interno della struttura organizzativa e alle critiche infondate da lui mosse anche al ministero e all’organo di vigilanza. Una situazione incompatibile con la possibilità di proseguire il rapporto. Tutte tensioni che sono diventate con il tempo delle vere aggressioni”. Per quanto riguarda la questione del comitato scientifico: “Sotto questo aspetto c’è libertà assoluta da parte dei direttori di progettare e gestire le proprie iniziative.” La questione dei fondi: “Ancora siamo in fase di bilanci, ma la cifra dovrebbe aggirarsi sui dodici miliardi. Non sono noccioline.”
Il Messaggero 4.11.2000

Non tutte le ragioni dello scontro Baratta – Fuksas sono chiare

L'oggetto del contendere non è ben chiaro. Sicuramente finora la Biennale ha messo Fuksas nelle condizioni di operare con mezzi e spazi che nessun altro direttore aveva avuto prima. Per Fuksas tutto ciò non basta a far uscire l'architettura italiana dal suo torpore e questo è certamente un argomento di discussione possibile, e che coinvolge le difficoltà di gestione di tutti i grandi enti - alla Triennale stanno sicuramente peggio - ma che è difficile trasformare in un atto d'accusa immediato contro la presidenza. La sensazione è che non tutto lo scontro sia emerso in superficie, e che probabilmente Fuksas non è riuscito ad ottenere assicurazioni e impegni sufficienti per i suoi programmi da qui al 2002 e che abbia allora preferito un'uscita clamorosa, alla Marcello Lippi per capirci, cercando il "licenziamento".
Il Manifesto 4.11.2000

Renzo Piano: Fuksas ha aperto la Biennale a una lettura più articolata della realtà

Dopo il licenziamento di Fuksas, inizia la discusisone. Renzo piano lo appoggia. Si attende l'opinione del ministro Melandri, che lunedì sarà a Parigi parteciperà alla cerimonia di consegna dell’onorificenza di commendatore all’ex direttore della Biennale.
La Repubblica 4.11.2000

Fuksas licenziato dalla Biennale architettura

Scrive Fuksas al direttore della Biennale Baratta: "Rileggendo lo statuto della Società di Cultura la Biennale di Venezia, che rispecchia la legge istitutrice dell’ente rinnovato, mi si è chiarito il perché dello strano modo che, a parer mio, hai di gestire la "tua" Biennale. Il legislatore questa volta ha fatto una buona legge. All’art. 4 si precisa che il Comitato Scientifico è uno degli organi della Società di Cultura al pari del Consiglio di Amministrazione e del Collegio dei Revisori dei Conti. Il Comitato Scientifico, che riunisce tutti i direttori dei settori culturali, viene insediato e riunito dal presidente della Società di Cultura. All’art. 9 si esplicita che il Comitato ha un ruolo importantissimo, non limita l’autonomia dei direttori, ma stabilisce i programmi e l’indirizzo culturale della Biennale, e ancora, predispone le proposte di stanziamenti, sempre in accordo con le risorse messe a disposizione dal Consiglio di Amministrazione.
Caro Paolo, non avendo mai riunito il Comitato Scientifico, che ha la gestione della politica culturale dell’Ente, lo hai di fatto "eliminato" dallo Statuto. In questo modo sei rimasto l’unico ad accentrare i due poteri: amministrativo e culturale. Questo è l’arcano!
Il Messaggero 3.11.2000

Litigano presidente della Biennale Paolo Baratta e Massimiliano Fuksas curatore della sezione architettura

Il contratto di Fuksas ha una durata di quattro anni ma il curatore è in contrasto con il presidente Baratta tanto che a Venezia sta per arrivare un ispettore ministeriale. Sul piatto il mancato rinnovo dei contratti dei collaboratori di Fuksas e la definizione del budget per le attività permanenti e la preparazione della Biennale 2002. In discussione anche il progetto per il recupero dell'Arsenale.
La Repubblica 30.10.2000