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YOUNG BRITISH ARTISTS

Indice degli speciali

 

Viva Damien Hirst

"Il primo obiettivo di Hirst è di creare un avvenimento. Quello a cui lui è interessato sono gli effetti. La sua terza esposizione personale a New York è estremamente professionale e desiderosa di divertire. Tutto è grandioso, teatrale, lustro e piacevole." Così l'entusiastica recensione di Village Voice. A voi la lettura del resto delle lodi sperticate di Jarry Saltz.
The Village Voice 11.10.2000

OK Mr Hirst: abbiamo capito. Ma adesso basta!

L'ultima mostra di Damien Hirst suscita qualche perplessità per la sua ripetitività, il gigantismo e la quantità dei pezzi esposti che occultano la presenza dei (pochi) significativi. L'articolo ha anche alcune immagini che illustrano la mostra.
Artnet 4.10.2000

Damien Hirst il replicante

“Non credo che la mano dell’artista sia importante a qualsiasi livello perché quello che stai cercando di fare è comunicare una idea” dice Damien Hirst, l’artista che, spinto dai critici, è diventato un fenomeno commerciale. “Io credo che diventare un marchio di fabbrica” continua Hirst” sia un momento importante della vita. È il mondo nel quale viviamo. Devi averci a che fare, capirlo e cavalcarlo. Fino a quando non diventi la proiezione di te stesso, non sarai in grado di fare altri Damien Hirst”. Più di 5.000 beautiful people hanno affollato a New York l’inaugurazione della prima personale di Hirst da tre anni. Le opere esposte sono valutate 11 milioni di dollari, ma lo stesso artista ammette che a stento egli ha alzato un dito per farle.
Independent 1.10.2000

Gli artisti sono diventati parte dello show-biz. Proprio come i cantanti, gli attori, i registi…

Gli artisti come le star. I giornali trattano l’arte contemporanea e i suoi protagonisti con la stessa enfasi e le stesse modalità comunicative delle notizie scandalistiche. Ciò che importa non è l’arte ma lo shock che provoca. Questa tendenza è assecondata dalle stesse istituzioni. Norman Rosenthal, responsabile delle mostre della Royal Academy di Londra, afferma “La gente non vuole aprire la propria mente. Non vogliono affrontare la realtà. La vogliono bella e graziosa. Ma l’arte non è fatta per fare del mondo un posto migliore”. Sarà questa la ragione delle scelte fatte per la mostra Apocalypse, oppure, più prosaicamente, il fatto che l’accademia ha bisogno dei soldi portati dal numeroso pubblico richiamato dal clamore?
New York Times 25.9.2000 (*)

I dilemmi della RAA: quale identità tra classico e contemporaneo?

Ha 232 anni e li dimostra. La Royal Academy, fondata nel 1768, sembra essere una istituzione schizifrenica. Da una parte segue la sua missione di offrire al pubblico esposizioni di arte “storica”, dall’altra cerca di cavalcare la tigre ruggente delle avanguardie britanniche. Il risultato non sembra soddisfare il critico del Times
Times 24.9.2000

Dopo il Rinascimento (ubriaco) presentato in Sensation nel 1997 non restano che gli avanzi

"Apocallisse: bellezza ed orrore nell'arte contemporanea avrebbe dovuto chiamarsi: Rimasugli: alcuni mozziconi trovati nel posacenere del concettualismo contemporaneo". Questo in sintesi il tagliente giudizio di Will Self, critico dell'Independent, sulla mostra della RAA. Segue una analisi di pari tono dei lavori dei singoli artisti e dell'opera dei curatori.
The Independent 24.9.200

Apocalyps fa sensazione

Apocalyps è un titolo presuntuoso per una esposizione. Con Apocalyps, la Royal Academy of Arts vuole bissare il successo di pubblico di Sensation, la mostra di arte d'avanguardia organizzata tre anni fa. Tuttavia, mentre quella non aveva altra pretesa che presentare i giovani artisti inglesi, questa pretende di unificare le opere presentate con un medesimo tema. Non riuscendoci, ma provocando molta pubblicità. E le opere? Come al solito: alcune buone, altre no.
The Independent 22.9.2000

Apocalypse: dalle stelle alle stalle

Commento del Times alla mostra, con una dettagliata recensione delle opere di Gregor Schneider, Maurizio Cattelan, Luc Tuymans, Mariko Mori, Mike Kelley, Wolfgang Tillmans, Chris Cunningham, Tim Noble e Sue Webster, Jake e Dinos Chapman e Jeff Koons.
The Times 21.9.2000

Royal Academy of Arts

Apocalypse: beauty and horror in contemporary art. Il sito della mostra

250.000 visitatori per l'Apocalisse

La mostra Apocalypse, che aprirà il 23 settembre alla Royal Academy di Londra, cercherà di bissare il successo di Sensation, la mostra che infuocò le cronache artistiche l'anno passato e che, replicata al Brooklyn Museum di New York,  fu censurata da Rudolph Giuliani a causa dello sterco di elefante usato da Chris Ofili nelle sue opere. 
Daily Telegraph 20.9.2000

FAQ su Tracey Emin

Tracey Emin, 37 anni, enfant terrible della British Art, espose alla Tate Gallery durante la Turner Prise Exhibition una installazione consistente nella ricostruzione del proprio letto dopo cinque giorni di depressione. altri due artisti, Yaun Cai e Jian Jun Xi, hanno approfittato della situazione e hanno schiacciato un pisolino tra quelle lenzuola. L’opera è stata acquistata per 150.000 sterline da Charles Saatchi, nella cui galleria si sta svolgendo Ant Noises 2 dove Emin espone una cabina della spiaggia di Whitstable, Kent.Nel frattempo, Cij e Xi, “artisti da guerriglia”, hanno proseguito la propria opera dissacratoria utilizzando la famosa Fontana di Duchamp per il suo uso originario. Il mondo dell’arte è in subbuglio.
The Scotsman 15.9.2000

Le formiche atto secondo alla Saatchi Gallery non aggiungono niente di nuovo

Si apre domani la mostra Ant Noises 2 alla Saatchi Gallery di Londra. Adrian Searle commenta: “La mostra può interessare solo chi non ha visto gli artisti selezionati per il Turner Prize, Sensation o le mostre nelle gallerie dove molti dei pezzi esposti sono già stati presentati.” Saatchi sta perdendo fiuto e smalto?
The Guardian 12.9.2000

A caccia di giovani talenti

Il ribollire del mercato artistico inglese si mostra anche nella ricerca di giovani sui quali investire. Non solo Saatchi o David Bowie, ma anche Jay Jopling direttore della galleria White Cube, che rappresenta alcuni tra i più quotati artisti come Damien Hirst e Tracey Emin sono tra i più intraprendenti in questo senso. Diversi studenti del Royal College of Art presenti alla mostra del Fine art MA hanno ricevuto la loro visita. L'articolo riferisce riguardo alle tendenze emerse alla mostra e indica dove vedere i lavori degli artisti più promettenti.
The Independent 25.8.2000

 

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