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| YOUNG BRITISH ARTISTS | |||||||
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"Il primo
obiettivo di Hirst è di creare un avvenimento. Quello a cui lui è
interessato sono gli effetti. La sua terza esposizione personale a New
York è estremamente professionale e desiderosa di divertire. Tutto è
grandioso, teatrale, lustro e piacevole." Così l'entusiastica
recensione di Village Voice. A voi la lettura del resto delle lodi
sperticate di Jarry Saltz. OK Mr Hirst: abbiamo capito. Ma adesso basta! L'ultima mostra di
Damien Hirst suscita qualche perplessità per la sua ripetitività, il
gigantismo e la quantità dei pezzi esposti che occultano la presenza
dei (pochi) significativi. L'articolo ha anche alcune immagini che
illustrano la mostra. “Non credo che la
mano dell’artista sia importante a qualsiasi livello perché quello
che stai cercando di fare è comunicare una idea” dice Damien Hirst,
l’artista che, spinto dai critici, è diventato un fenomeno
commerciale. “Io credo che diventare un marchio di fabbrica”
continua Hirst” sia un momento importante della vita. È il mondo nel
quale viviamo. Devi averci a che fare, capirlo e cavalcarlo. Fino a
quando non diventi la proiezione di te stesso, non sarai in grado di
fare altri Damien Hirst”. Più di 5.000 beautiful people hanno
affollato a New York l’inaugurazione della prima personale di Hirst da
tre anni. Le opere esposte sono valutate 11 milioni di dollari, ma lo
stesso artista ammette che a stento egli ha alzato un dito per farle. Gli artisti sono diventati parte dello show-biz. Proprio come i cantanti, gli attori, i registi… Gli artisti come le star. I giornali
trattano l’arte contemporanea e i suoi protagonisti con la stessa enfasi
e le stesse modalità comunicative delle notizie scandalistiche. Ciò che
importa non è l’arte ma lo shock che provoca. Questa tendenza è
assecondata dalle stesse istituzioni. Norman Rosenthal, responsabile delle
mostre della Royal Academy di Londra, afferma “La gente non vuole aprire
la propria mente. Non vogliono affrontare la realtà. La vogliono bella e
graziosa. Ma l’arte non è fatta per fare del mondo un posto
migliore”. Sarà questa la ragione delle scelte fatte per la mostra
Apocalypse, oppure, più prosaicamente, il fatto che l’accademia ha
bisogno dei soldi portati dal numeroso pubblico richiamato dal clamore? I dilemmi della RAA: quale identità tra classico e contemporaneo? Ha 232 anni e li dimostra. La Royal Academy, fondata nel 1768, sembra essere una istituzione schizifrenica. Da una parte segue la sua missione di offrire al pubblico esposizioni di arte “storica”, dall’altra cerca di cavalcare la tigre ruggente delle avanguardie britanniche. Il risultato non sembra soddisfare il critico del TimesTimes 24.9.2000 Dopo il Rinascimento (ubriaco) presentato in Sensation nel 1997 non restano che gli avanzi "Apocallisse:
bellezza ed orrore nell'arte contemporanea avrebbe dovuto chiamarsi:
Rimasugli: alcuni mozziconi trovati nel posacenere del concettualismo
contemporaneo". Questo in sintesi il tagliente giudizio di Will Self,
critico dell'Independent, sulla mostra della RAA. Segue una analisi di
pari tono dei lavori dei singoli artisti e dell'opera dei curatori. Apocalyps è un titolo presuntuoso
per una esposizione. Con Apocalyps, la Royal Academy of Arts vuole bissare
il successo di pubblico di Sensation, la mostra di arte d'avanguardia
organizzata tre anni fa. Tuttavia, mentre quella non aveva altra pretesa
che presentare i giovani artisti inglesi, questa pretende di unificare
le opere presentate con un medesimo tema. Non riuscendoci, ma provocando
molta pubblicità. E le opere? Come al solito: alcune buone, altre no. Apocalypse: dalle stelle alle stalle Commento del
Times alla mostra, con una dettagliata recensione delle opere di Gregor
Schneider, Maurizio Cattelan, Luc Tuymans, Mariko Mori, Mike Kelley, Wolfgang
Tillmans, Chris Cunningham, Tim Noble e Sue Webster, Jake e Dinos Chapman
e Jeff Koons. Apocalypse: beauty and horror in contemporary art. Il sito della mostra 250.000 visitatori per l'Apocalisse La mostra
Apocalypse, che aprirà il 23 settembre alla Royal Academy di Londra,
cercherà di bissare il successo di Sensation, la mostra che infuocò le
cronache artistiche l'anno passato e che, replicata al Brooklyn Museum
di New York, fu censurata da Rudolph Giuliani a causa dello sterco
di elefante usato da Chris Ofili nelle sue opere. Tracey Emin, 37 anni, enfant
terrible della British Art, espose alla Tate Gallery durante la Turner
Prise Exhibition una installazione consistente nella ricostruzione del
proprio letto dopo cinque giorni di depressione. altri due artisti, Yaun
Cai e Jian Jun Xi, hanno approfittato della situazione e hanno
schiacciato un pisolino tra quelle lenzuola. L’opera è stata acquistata
per 150.000 sterline da Charles Saatchi, nella cui galleria si sta svolgendo
Ant
Noises 2 dove Emin espone una cabina della spiaggia di
Whitstable, Kent.Nel frattempo, Cij e Xi, “artisti da guerriglia”, hanno proseguito
la propria opera dissacratoria utilizzando la famosa Fontana di Duchamp
per il suo uso originario. Il mondo dell’arte è in subbuglio. Le formiche atto secondo alla Saatchi Gallery non aggiungono niente di nuovo Si apre domani la mostra
Ant Noises 2 alla Saatchi Gallery di Londra. Adrian Searle commenta: “La
mostra può interessare solo chi non ha visto gli artisti selezionati per
il Turner Prize, Sensation o le mostre nelle gallerie dove molti dei pezzi
esposti sono già stati presentati.” Saatchi sta perdendo fiuto e smalto? Il ribollire del mercato
artistico inglese si mostra anche nella ricerca di giovani sui quali investire.
Non solo Saatchi o David Bowie, ma anche Jay Jopling direttore della galleria
White Cube, che rappresenta alcuni tra i più quotati artisti come Damien
Hirst e Tracey Emin sono tra i più intraprendenti in questo senso. Diversi
studenti del Royal College of Art presenti alla mostra del Fine art
MA hanno ricevuto la loro visita. L'articolo riferisce riguardo alle
tendenze emerse alla mostra e indica dove vedere i lavori degli artisti
più promettenti.
N.B.: Gli articoli del New York Times sono disponibili registrandosi gratuitamente. |
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