La crisi della cultura USA

Indice speciali

 

Il Whitney Museum of American Art licenzia 14 lavoratori
Colpito dal calo del turismo - l'affluenza settimanale è passata da 12.500 a 9.000 ingressi - il Whitney Museum of American Art ha deciso di licenziare 14 dei suoi 210 lavoratori. Il museo ha inoltre deciso di ridurre il programma delle mostre con  l'obiettivo di risparmiare in totale 1 milione di dollari (2 miliardi di lire).
Nando Times 2.12.2001

Crolla il turismo a San Francisco e con lui anche i sussidi per l'arte
L'8% delle tasse che i turisti pagano quando pernottano a San Francisco va ad alimentare il Grants for the Arts/San Francisco Hotel Tax program, un fondo che sostiene 220 gruppi artistici. Prima dell'11 settembre il tasso di occupazione delle stanze d'albergo era dell'88%. Dopo è crollato al 64%. Di conseguenza, i soldi a disposizione del fondo per le arti sono diminuiti di un quarto. Questo colpisce particolarmente le organizzazioni di piccole e medie dimensioni, che ricevevano dal Tax program un sostegno determinante per il loro funzionamento, e le cui produzioni sono normalmente le più innovative e rischiose.
San Francisco Gate 28.11.2001

50 milioni dalla Mellon Foundation per la cultura
La Andrew W. Mellon Foundation ha istituito un fondo di 50 milioni di dollari (100 miliardi di lire) per aiutare le organizzazioni culturali newyorchesi, colpite da un taglio del 15% del budget comunale, pari a 20 milioni di dollari su un totale di 137.
Gotham Gazette 21.11.2001

Leggi l'annuncio della Mellon Foundation.

Le difficoltà nel settore dello spettacolo dal vivo negli USA saranno più evidenti sul medio periodo
Secondo una ricerca condotta su un campione di 885 organizzazioni artistiche, mentre i musei hanno sofferto immediatamente del calo dei visitatori dopo l'attentato dell'11 settembre, lo spettacolo dal vivo, soprattutto i teatri d'opera e le orchestre che vendono una parte significativa dei loro biglietti sotto forma di abbonamenti, risentirà della crisi sul medio periodo. L'articolo propone una survey di alcune importanti organizzazioni USA ed in particolare newyorchesi.
Andante 21.11.2001

La situazione di arte e cultura a New York dopo l'11 settembre
Una ricerca condotta dal Center for an Urban Future tra 40 operatori culturali e 150 organizzazioni ha messo in evidenza tre punti principali: le fonti di finanziamento vacillano; ci saranno licenziamenti su larga scala, i newyorchesi hanno ripreso a frequentare i locali.
Center for an Urban Future 19.11.2001

Mio Dio come è caduto in basso!
Meno 60% nell'affluenza metterebbe in crisi qualsiasi museo e il Guggenheim non fa eccezione. Venerdì sono partite lettere di licenziamento per 80 suoi dipendenti, preludio a una dismissione di personale che potrebbe arrivare al 40% del totale. Nel frattempo, le prossime esposizioni sono state rimandate, e il progetto per un web site da 20 milioni di dollari (40 miliardi di lire) ha un futuro incerto. 
Per ridurre a 28 milioni di dollari l'importante debito - 42 milioni di dollari - che grava sulla Guggenheim Foundation, l'istituzione di governo dell'intero sistema mondiale dei musei Guggenheim - New York, Las Vegas, Berlino, Bilbao e Venezia - il direttore Thomas Krens ha fatto ricorso al patrimonio della fondazione, lasciandola in possesso di una dotazione di soli 58 milioni di dollari, cifra giudicata bassa considerato la dimensione del suo impero.
The New York Times 20.11.2001 (*)

Culture Counts: un rapporto sul valore delle industrie culturali a News York: un rapporto sul valore delle industrie culturali a News York
Le industrie culturali portano 12 miliardi di dollari (24 mila miliardi di lire) all'anno all'economia della città attraverso la creazione di occupazione e la raccolta fiscale, con un ritorno del 240% degli investimenti comunali. Questi alcuni dei dati contenuti nel rapporto Culture Counts: Strategies for a More Vibrant Cultural Life for New York City pubblicato dalla New York Foundatrion for the Arts.
Gotham Gazette novembre 2001

Leggi il rapporto.

Grande incertezza tra gli operatori culturali di New York
Dopo l'11 settembre il turismo a new York è caduto del 10-15%. Si prevede che il comune avrà un debito di 6 miliardi di dollari (12 mila miliardi di lire) su un bilancio di 40 miliardi. Di conseguenza, non c'è da aspettarsi molto dai fondi pubblici per la cultura. La crisi economica, che già si annunciava, è stata fatta precipitare dagli attentati. Di conseguenza, le aziende saranno meno propense a sostenere le arti e le fondazioni, il cui capitale è perlopiù investito in azioni, avranno meno fondi da distribuire. In questa situazione, teatri e musei - in primo luogo il Guggenheim la cui frequentazione è diminuita del 60% - stanno reagendo con tagli del personale e cancellazione di eventi.
The Globe and Mail 17.11.2001 

Il difficile compito di Michael Rubens Bloomberg, nuovo sindaco di New York
New York accoglieva annualmente 40 milioni di turisti, molti dei quali europei; questi rappresentavano, ad esempio, il 60% dei visitatori del Guggenheim Museum. Dopo i disastri che hanno colpito la città e la conseguente caduta del turismo, il superamento delle difficoltà nelle quali versa il mondo della cultura si presenta difficile perché ad essa saranno preferite altre necessità più urgenti che godranno dei fondi disponibili nelle dissestate casse comunali. Intanto il Guggenheim ha annunciato tagli al personale e i fondi del New York City's Department of Cultural Affairs sono stati diminuiti del 15%.
The Art Newspaper 16.11.2001

Chiodo scaccia chiodo: tregua nella Culture Wars
I mesi precedenti l'attentato dell'11 settembre sono stati caratterizzati dagli scontri tra destra e sinistra sul contenuto della produzione artistica. In particolare, erano stati messi sotto accusa le produzioni hollywoodiane per i contenuti violenti e sessualmente espliciti, e le opere e le esposizioni d'arte, all'indice per le loro provocazioni antireligiose. 
L'attentato al WTC sembra aver messo in secondo piano le differenze: nonostante le fazioni opposte affermino di sorvegliarsi vicendevolmente, sembra prevalere un clima culturale unificante.
The New York Times 13.11.2001 (*)

Dopo l'11 settembre diminuiscono le donazione alle organizzazioni culturali
Le organizzazioni culturali sono state le prime ad essere colpite dalla crisi economica USA dopol'11 settembre. Esse sono colpite non solo la riduzione dei budget - le organizzazioni no-profit si aspettano un calo delle donazioni tra il 20% e il 25% - ma anche dal mutato orientamento dei donatori, più inclini a dare alle organizzazioni che si occupano delle conseguenze dell'attacco al WTC, che a quelle dedite all'arte e alla cultura. L'articolo passa in rassegna alcune tecniche di fund raising per fare fronte alla situazione.
BisinessWeek on line 25.10.2001

 

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