Musei

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  Gennaio - Marzo 03

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Pochi visitatori: la direttrice lascia
Elizabeth Usher, direttrice di Urbis a Manchester, si è dimessa dal suo incarico dopo che la Hallogen, la società che possiede il museo, ha deciso di prendere nuovo iniziative per incrementare i visitatori del museo.
Urbis è un museo dedicato alle città del mondo ospitato in un avveniristico edificio di vetro costruito nel Millennium Quarter: la sua inaugurazione è stato l'ultimo tassello della rigenerazione del centro cittadino dopo l'attentato dell'IRA del 1996.
Aperto nel giugno 2002, il museo ha avuto 62.000 visitatori nei primi tre mesi, ma nel febbraio del 2003 il numero totale di ingressi è salito solo a 137.000.
BBC News 3.3.2003

 

Musei gratis: i ricchi entrano di più, i poveri no
Secondo l'Association of Leading Visitor Attractions l'introduzione dell'ingresso gratuito ai musei statali inglesi non ha aumentato i visitatori appartenenti alle fasce sociali con redditi più bassi.
BBC News 2.3.2003

Un sistema di musei pubblici per la provincia di Roma
Rifondazione comunista ha proposto la costituzione di un sistema museale della provincia di Roma, a carattere totalmente pubblico, per sostenere e promuovere i musei di Roma e della provincia nello svolgimento dei loro compiti di ricerca scientifica, di promozione della cultura, di conservazione, restauro, catalogazione ed esposizione.
Il Manifesto 2.3.2003

Rudi Fucks lascia lo Stedelijk Museum of Contemporary Art
Il direttore dello Stedelijk Museum of Contemporary Art di Asterdam, Rudi Fucs, ha rassegnato le sue dimissioni alla fine di gennaio.
Il museo è da lungo tempo nel mezzo di un piano di ampliamento che tuttavia non decolla a causa delle difficoltà della amministrazione cittadina nel definirne il progetto.
The Art Newspaper 28.2.2003

Operativa la Fondazione Torino Musei
La Fondazione Torino Musei, primo esperimento italiano di fondazione pubblico-privata consentita dall’art. 35 della Finanziaria 2002, è nata per gestire i musei del territorio: Galleria civica d’Arte moderna-Gam, Museo d’Arte antica a Palazzo Madama, il costituendo Museo d’Arte Orientale, Borgo e Rocca Medievali.
Circa i soci, la neo presidente dell'istituzione, Giovanna Cattaneo Incisa, precisa: "Per quanto riguarda i nuovi possibili ingressi tra i soci fondatori, siamo in attesa del rappresentante della Regione Piemonte, mentre la Compagnia di San Paolo e la Fondazione Crt, che già hanno un rappresentante in consiglio, sono in un momento di difficoltà per la riforma delle fondazioni a livello nazionale. Altri soci, seppur non fondatori, sono previsti e auspicati, soprattutto dal settore privato".
Il Giornale dell'arte 24.2.2003

Un dandy al museo
La nomina sei mesi fa di Charles Saumarez Smith a direttore della National Gallery aveva suscitato perplessità: troppo delicato per sedersi su una poltrona tanto rovente.
Ora ha per le mani un compito veramente difficile: trovare i 42,5 milioni d euro che servono ad acquistare la Madonna dei garofani di Raffaello che il duca di Northumberland ha venduto all'asta al Getty Museum di Los Angeles.
Saumarez Smith ha immediatamente dichiarato che si sarebbe impegnato a convincere l'Heritage Lottery Fund a sborsare il necessario.
Le sue dichiarazioni sono state prese seriamente in considerazione, tanto che il permesso di esportazione del quadro è stato ritardato per concedergli il tempo di tentare la raccolta di tanto denaro.
Il Raffaello era stato prestato dal duca alla National Gallery 10 anni fa. Esso è rimasto appeso tra gli altri Raffaello del museo e, fino alla vendita, nessuno pensava che questa situazione sarebbe cambiata .
Successivamente all'asta, i rapporti tra il duca e il museo si sono deteriorati. Il primo si è sentito  ricattato perché vendesse il dipinto alla National Gallery ad un prezzo ribassato, il secondo si è offeso per non essere stato invitato a competere all'acquisto.
Per gestire questo garbuglio occorrono doti diplomatiche non comuni: Charles Saumarez Smith , noto per il suo modo di fare non sempre serio e compassato, sarà all'altezza della situazione?
The Guardian 24.2.2003
Charles Saumarez Smith

I musei di Parigi svuotano i sotterranei
Circa 100.000 oggetti d'arte tra dipinti, disegni, sculture, statue e libri, saranno tolti dai sotterranei dei musei parigini e collocati in depositi più sicuri.
Quello che si annuncia come il più grosso trasporto di opere d'arte dopo la Seconda guerra mondiale è stato deciso per scongiurare i danni che potrebbero essere causati da una possibile eccezionale piena della Senna.
The New York Times 19.2.2003

Niente quiete dopo la tempesta
I musei di Dresda hanno tenacemente resistito all'inondazione e il loro personale ha fatto l'impossibile per mettere in salvo i capolavori in essi custoditi dalla minaccia dell'acqua .
Ora, tuttavia, passato il pericolo, la situazione stenta a tornare alla normalità perché, a causa delle difficoltà economiche nelle quali si trova la Germania, non sembra possibile a trovare una soluzione per il futuro condivisa tra governo e operatori dei musei.
Mentre i primi vorrebbero semplicemente risistemare i depositi sotterranei riparando i danni dell'inondazione, i secondi, giudicando questi luoghi inaffidabili per la conservazione delle opere, vorrebbero la costruzione ex novo di un deposito sicuro.
The New York Times 17.2.2003
Il Palazzo Zwinger a Dresda

 

Mostre di giro
Proprio come è accaduto per il teatro, anche le mostre sono sempre più spesso organizzate da società che le allestiscono per poi venderle ai musei, che le ospitano così come i teatri fanno con le compagnie di giro.
Questa considerazione nasce dalla constatazione dell'attività della Clear Channel Communications.
La mostra San Pietro e il Vaticano, organizzata dalla Clear Channel e secondo gli organizzatori la più grande esposizione di oggetti d'arte di proprietà del Vaticano mai presentata in Nord America aprirà il mese prossimo a Houston, per proseguire per Cincinnati, San Diego e Ft. Lauderdale. 
La stessa società ha organizzato Chicano Visions: American Painters on the Verge che sarà in tournée in 15 città a partire dal National Hispanic Cultural Center di Albuquerque.
Clear Channel stima esserci ampie possibilità di crescita e di profitto nel mercato delle mostre, nel quale impone un modello commerciale profit, che sovverte i normali parametri economici dei musei, istituzioni not for profit finanziate da denaro pubblico o da donazioni di privati.
Questo tipo di approccio alle mostre non necessita delle competenze scientifiche artistiche, ma solo di capacità organizzative: lo stesso staff che si occupa dei tesori del Vaticano sta anche allestendo una mostra sugli autocarri. Salta dunque il modello tradizionale di organizzazione delle mostre basato su scambi e prestiti tra musei. Le scelte curatoriali e i propositi didattici o educativi passano in secondo piano rispetto allo showbiz.
Il fenomeno è ancora troppo nuovo per capire se i musei ne trarranno qualche beneficio: per il momento l'unica cosa chiara è che i musei necessitano di Clear Channel meno di quanto quest'ultima necessiti dei musei.
Clear Channel è una società con un fatturato di quasi 8 miliardi di euro, opera nei settori della radio, televisione, intrattenimento - nel 2001 ha messo in scena 26.000 spettacoli dal vivo; è proprietaria di 135 locali per spettacoli; ha prodotto i tour di Madonna e degli U2; domina il mercato dei concerti negli USA vendendo il 70% dei biglietti. È entrata nel mercato delle mostre nel 1992 acquistando la BBH Inc, leader del settore in quel momento.
Chicago Tribune 16.2.2003

Che s'ha da fà pe' campà
Il Courtauld Institute di Londra ha stipulato un accordo con il Paul Getty Museum di Los Angeles secondo il quale il primo avrebbe ricevuto dal secondo 10 milioni di euro in cambio del prestito di alcune opere della sua collezione.
Il Cuortauld Institute dispone di una importante collezione di maestri antichi, impressionisti e post-impresisonisti.
Il problema nasce dal fatto che alcune dei quadri che il Getty ha chiesto fanno parte della donazione del conte Antoine Seilern, il cui legato impedirebbe il prestito delle opere al di fuori di Londra.
Il condizionale è d'obbligo, perché prontamente il Courtauld Institute ha chiesto alla Charity Commission una modifica del legato. La cosa ha suscitato qualche perplessità nell'ambiente artistico britannico.
The New York Times 14.2.2003

La Phillips Collection di Washington si allarga
La Phillips Collection non è certo la più grande degli USA, ma è la più antica collezione di arte moderna, particolarmente ricca di autori dell'ultimo '800 e primo '900 tra i quali spiccano diversi Braque, Picasso e un Renoir.
Il museo ha acquistato un nuovo edificio per 1,4 milioni di euro e ha intenzione di raccogliere 20 milioni di euro per adattarlo e allestire il nuovo museo.
The New York Times 11.2.2003

La classifica delle mostre
Pubblicata la annuale classifica delle mostre più visitate. Quest'anno stravince Van Gogh. (In formato pdf.)
The Art Newspapaer 11.2.2003

Joey Tanenbaum dona la propria collezione d'arte
Joey Tanenbaum, facoltoso industriale canadese, ha annunciato la sua intenzione di donare al museo di Hamilton la propria collezione d'arte, il cui valore è stimato in 50 milioni di euro.
La collezione ha una composizione molto eterogenea, e comprende opere dei maggiori artisti del 19esimo secolo.
Globe and Mail 10.2.2003

Manchester e Liverpool spendono più di Londra
Nell'ultimo anno le due città del nord ovest dell'Inghilterra hanno speso 150 milioni di euro per la costruzione o il restauro di musei, tre volte quanto ha speso Londra per lo stesso scopo.
The Guardian 9.2.2003

I musei USA hanno speso nel 2001 un miliardo di dollari per la didattica
Secondo una ricerca dell'Institute of Museum and Library Services, nel 2001 i musei degli Stati uniti hanno speso più di un miliardo di dollari per i programmi didattici destinati ai ragazzi.
Secondo la ricerca, la spesa media per museo è cresciuta dai 4.000 euro del 1996 ai 22.500 euro del 2001, passando dal 3% al 12% del loro budget operativo.
Eileen Maxwell dell'Institute of Museum and Library Services ha commentato: "Questo è indicativo del cambiamento dei musei: non sono più depositi di cimeli, ma centri attivi nella comunità con lo scopo di contribuire all'apprendimento".
Roky Mountains News 30.1.2003

Leggi il testo della ricerca (in formato pdf).

Paolucci esternalizza
il soprintendente al Polo museale fiorentino Antonio Paolucci ha richiesto all’agenzia di servizi per le amministrazioni pubbliche Consip 100 custodi a tempo determinato per le emergenze durante il periodo di maggior afflusso di visitatori, e annuncia che ricorrerà sempre più spesso a servizi affidati ad agenzie esterne.
I sindacati protestano e chiedono l'assunzione del personale precario impiegato a tempo parziale.
La Repubblica of the Arts 30.1.2003

Ha 37 anni ed è costaricano il nuovo direttore del National Museum of Natural History
Cristian Samper, già responsabile del Tropical Research Institute a Panama, è stato nominato dalla Smithsonian Institution direttore del National Museum of Natural History di Washington.
Samper eredita una istituzione in gravi difficoltà sia economiche, sia nel trovare la propria ragione d'essere.
Il museo, che ha una collezione di 124 milioni di pezzi, 300 dipendenti e un budget annuale di 61 milioni di euro, ha avuto sei direttori negli ultimi 12 anni.
Tra le esperienze che Samper vanta nel proprio curriculum, vi è l'aver condotto nel 1993 in Colombia un programma di educazione ambientale per 10.000 scuole.
The New York Times 30.1.2003

Nuovi templi dell'arte contemporanea a New York e Basilea
Apre in maggio a Beacon, circa 90 Km fuori da New York lungo il fiume Hudson, in uno stabilimento già della Nabisco, il nuovo museo dove sarà esposta la collezione del Dia Center. Finalmente le opere di grandi dimensioni di Donald Judd, Dan Flavin, Hanne Darboven, Gerhard Richter, Michael Heizer potranno disporre di tutto lo spazio che necessitano per essere apprezzate.
Nello stesso periodo apre a Schaulager, vicino a Basilea, un grande edificio - delle dimensioni del Centre Pompidou di Parigi - iniziato dalla Laurenz Foundation e costruito su progetto di Herzog & de Meuron per ospitare la collezione di arte moderna della Emanuel Hoffmann Foundation che presenterà anche le nuove opere di Robert Gober e Katherina Fritsch. Una retrospettiva su Dieter Roth inaugurerà il centro, che sarà visitabile solo su appuntamento.
The New York Times 19.1.2003

Più visibilità per la collezione islamica del Louvre
Il presidente della repubblica Jacques Chirac ha incontrato il ministro della cultura Jean-Jacques Aillagon per discutere come dare maggiore visibilità e una sede nuova alla collezione di arte islamica del Louvre. 
Con questa iniziativa, l'intento del presidente è di lottare contro la discriminazione e di favorire l'integrazione della popolazione islamica, compito che non può essere affidato al solo Institut du monde arabe.
Le Monde 16.1.2003

Palais de Tokio: dispenser di cibo per la mente
Inaugurato un anno fa a Parigi, il Palais de Tokyo è diventato il luogo privilegiato della creazione artistica contemporanea, aperto alla cultura mondiale emergente.
Aperto sei giorni alla settima fino a mezzanotte, situato vicino al Musée d'art moderne de la Ville de Paris, il Palais accoglie un pubblico del tutto differente dagli altri musei parigini: visitatori francesi o stranieri, spesso giovani, professionisti del settore o amanti del contemporaneo, frequentano questo luogo ambiguo dove artisti sconosciuti espongono accanto a personalità affermate come Louise Bourgeois o Rebecca Horn.
Il ristorante, la caffetteria e la libreria, centri di gravità dell'istituzione, soddisfano coloro che lo frequentano anche soltanto per tirare tardi e goderne la particolare atmosfera conviviale.
Le Monde 8.1.2003

In forse il nuovo Guggenheim a New York
Il nuovo Guggenheim Museum che l'architetto Frank O. Gehry aveva progettato per la zona di Downtown Manhattan a New York non verrà costruito per mancanza di fondi. Al momento manca la conferma ufficiale da parte della fondazione Guggenheim.
La Repubblica of the Arts 3.1.2003

Chiude il Guggenheim di Las Vegas
Inaugurato da soli 15 mesi, il Museo guggenheim progettato da Rem Koolhaas all'interno del Venetian Resort-Hotel-Casino di Las Vegas chiude i battenti per mancanza di sponsor.
The New York Times 24.12.2002

Questione di prezzo
L'abolizione del biglietto di entrata ai musei statali londinesi ha causato un aumento strabiliante dei visitatori: il Victoria & Albert Museum ha visto crescere gli ingressi del 111%, mentre il Science Museum e il  Natural History Museum, per visitare i quali una famiglia spende circa 45 euro, sono cresciuti del  100% e dell'83% rispettivamente.
Sembra tuttavia che la politica di eliminare il biglietto di ingresso non sia destinata ad allargarsi ad altre istituzioni londinesi come la Dulwich Picture Gallery, il Design Museum, il London Transport Museum.
Due grosse questioni rimangono aperte: l'aumento dei finanziamenti governativi per coprire i mancati introiti, e il dubbio che l'ingresso gratuito non abbia in realtà aumentato il numero globale dei frequentatori dei musei, ma abbia semplicemente spostato i visitatori verso quelli che dispongono delle collezioni più attraenti. Di conseguenza, si avanzano dei dubbi sull'efficacia culturale ed educativa del provvedimento.
The Guardian 1.1.2003

15 euro sono troppi per un museo solo
A tanto ammonta il biglietto di ingresso al Museum of Fine Arts di Boston. Il prezzo sale a 20 euro per le mostre temporanee.
Troppo se confrontato con quanto avviane ad esempio ad Amsterdam, dove in occasione della Notte dei musei i 25.000 biglietti da 15 euro l'uno messi in vendita sono andati a ruba. Il biglietto consentiva la visita a 30 musei più la libera circolazione sui mezzi pubblici tra le 7 di sera e le 2 del mattino.
O, ancora, esso è ben lontano dalla possibilità offerta a Parigi e a Madrid di acquistare un conveniente biglietto cumulativo per più musei.
Questo è merito della politica culturale dei governi europei che finanziano i musei, considerati una parte esenziale della nazione più di quanto non sia negli USA.
Boston Globe 1.1.2003