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Goffredo
Petrassi
Goffredo Petrassi è stato, molto a lungo, uno straordinario
didatta. Dal 1939 al 1960 ha tenuto la cattedra di composizione al
Conservatorio di Santa Cecilia, poi, fino al 1978, ha insegnato ai corsi
di perfezionamento dell'Accademia. È stato invitato al Mozarteum di
Salisburgo, a Tanglewood negli Stati Uniti, all´Accademia Chigiana di
Siena.
"L'attuale appiattimento della vita concertistica sul repertorio più
scontato non consente al grande pubblico, oltre agli addetti ai lavori, di
rendersi conto della varietà e dell'attrattiva dell'opera di Petrassi;
certo alcuni lavori, il Coro di morti, alcuni Concerti per orchestra,
qualche pezzo da camera, appaiono ogni tanto nei programmi, ma non con la
frequenza che meriterebbero e comunque lasciando fuori troppe partiture
ugualmente classiche."
Goffredo Petrassi è morto a Roma all'età di 98 anni.
La Stampa 4.3.2003
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Maurice
Blanchot
Figura dalla biografia inafferrabile tanto è stata difesa e
segretata, Maurice Blanchot, autore di saggi e romanzi, è stato tra i
critici più influenti del 20esimo secolo, le cui analisi hanno permesso
di leggere in modo nuovo Kafka, Hölderlin o Bataille.
Il posto che Blanchot occupa nel mondo francese delle lettere negli ultimi
cinquanta anni è paradossale. Da un lato, egli è straordinariamente
importante per l'influenza e la fascinazione che ha esercitato su
generazioni di scrittori e lettori; dall'altro la sua presenza è
nascosta, mancante, come se avesse voluto celarsi ai suoi lettori.
Maurice Blanchot è morto a Yvelines all'età di 95 anni.
Le Monde 24.2.2003
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Giorgio
Gaber
Il primo giorno dell'anno si è portato via Giorgio
Gaber, uno dei cantautori più bravi e schivi di questo paese
(non a caso la sua prima canzone, Ciao ti dirò,
l'aveva scritta in coppia con Luigi Tenco). Una voce scomoda,
spesso contro tutto e tutti. Un interprete-autore teatrale «fuori
dal coro», acuto e attento, abilissimo nel dipingere e prendere
in giro i comportamenti umani di una certa Italia, conformista e
rampante. E' morto ieri pomeriggio nella villa di Montemagno,
sulle colline toscane, dove stava trascorrendo questi giorni di
festa ma era seriamente malato da parecchio tempo. Aveva 63
anni.
Il Manifesto 2.1.2003
È
un periodo di egoismo e cattiveria E noi siamo complici di tutto
questo
Da una sua intervista rilasciata nel 2001: "La
canzone Il potere dei più buoni è un attacco al
buonismo, al volontariato, alla solidarietà.
È una canzone reazionaria, nel senso che è una reazione a questa aria di bontà o di
buonismo, chiamiamola come vogliamo, che sembra in fondo coinvolgerci tutti, mentre io credo che questo sia un periodo in cui trionfano la cattiveria e l’egoismo. Canto una sensazione di ipocrisia da parte di certe associazioni. Canto atteggiamenti dietro i quali c’è la convenienza di qualcuno. Io credo che l’intervento diretto sulle persone che si vogliono aiutare sia molto più opportuno e sicuramente molto più efficace".
Corriere della Sera 2.1.2003
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