Cinema

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  Gennaio - Marzo 03

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A Londra nove chilometri di costumi per Hollywood
Nel nord di Londra, in un anonimo edificio industriale, si trova Angels, il più grande deposito di costumi di scena al mondo.
120 dipendenti gestiscono migliaia di costumi custoditi in nove chilometri di appendiabiti: il loro compito è di soddisfare gli ordini delle produzioni attingendo dallo straordinario assortimento a loro disposizione.
Angels è specializzata in costumi d'epoca - "in america non si trova un costume precedente al 1800" precisa il proprietario Tim Angel: la ditta ha fornito gli abiti per più di trenta pellicole premiate con l'Oscar tra cui: Il gladiatore, Il paziente inglese, Titanic,   Shakespeare in Love, L'ultimo imperatore, Star Wars, Momenti di gloria.
Liberation 4.3.2003

Fespaco a Ouagadougou
Il festival del cinema africano Fespaco che si tiene a Ouagadougou nel Burkina Faso, permette di vedere i film africani sul suolo africano, nel mentre la maggior parte delle sale del continente nero o sono chiuse o privilegiano le produzioni indiane, americane o europee. Fespaco è alla sua 18esima edizione.
Le Monde 3.3.2003

Lacrime di coccodrillo
Dopo l'attacco terrorista alle torri gemelle dell'11 settembre 2001 Hollywood si è interrogata sul contenuto delle sue produzioni, ma il senso di colpa per aver spesso rappresentato ciò che la realtà a poi mostrato è durato poco. Un nuova ondata di violenza rappresentata sullo schermo e in televisione sta avanzando, anche grazie alle possibilità tecniche offerte dagli effetti speciali.
Christian Science Monitor 28.2.2003

Arrivano i nostri
Nel 2002 li investimenti italiani nella produzione cinematografica sono aumentati del 29 per cento equivalenti a 277 milioni di euro e le opere in lavorazione fanno ben sperare per il futuro.
Il Messaggero 25.2.2003

A Roman Polanski il Cesar per il miglior regista
Assegnati i premi Cesar, l'Oscar francese. Il film di Roman Polaski, Il pianista, vince i premi più prestigiosi. Adrien Brody, che recita il ruolo del  protagonista nello stesso film, vince i premio per il miglior attore.
Le Figaro 24.2.2003

Il palamares
Le Figaro 24.2.2003

Roman Polanski vince il Bfta
Il pianista ha vinto il premio Bafta, l'Oscar inglese, come miglior film e per la miglior regia, sovvertendo i pronostici che davano per favoriti Chicago e Gangs of New York.
Nicole Kidman ha visto il premio come miglior attrice per aver recitato il ruolo di Virginia Woolf in The Hours di Stephen Daldry.
BBC News 24.22003

Roman Polanski a Parigi

Adrien Brody a Londra
Costi bassi e professionalità alta: Hollywood ritorna a Vancouver
Il settore cinema del British Columbia fatturava nel 2000 più di un miliardo di dollari canadesi; nel 2001 la cifra è salita a 1.2 miliardi creando un impatto economico di 2.82 miliardi, ma nel 2002 si prevede che si sia ritornati al di sotto del miliardo.
La buona notizia che ha risvegliato le speranze riguarda tre film di Hollywood che verranno girati a Vancouver in primavera. 
Si tratta di Paycheck di John Woo, con Ben Affleck, tratto da un racconto di Philip K. Dick; I, Robot, di Alex Proyas con Will Smith, tratto dal romanzo di Isaac Asimov; Chronicles of Riddick, di David N. Twohy, il sequel di Pitch Black (prodotto in Australia), con Vin Diesel di nuovo nel ruolo di protagonista.
Il budget di queste produzioni non è stato ancora rivelato, ma si tratta comunque di una notizia fantastica per Vancouver, terzo polo produttivo del Nordamerica (dopo Los Angeles e New York), che dà lavoro a circa 35.000 persone, mentre circa 50.000 cittadini residenti sono in qualche modo legati all'industria, e sembra avere conquistato la fiducia degli investitori statunitensi più di Toronto. 
L'attrazione del British Columbia per i produttori hollywoodiani potrebbe essere in crescita grazie anche a un nuovo accordo ratificato lo scorso dicembre tra i cinque sindacati più grandi della provincia e due associazioni di produttori. Il contratto, che congela i salari per un anno e garantisce relazioni di lavoro pacifiche per tre, fa del British Columbia una significativa e appetibile alternativa rispetto a Los Angeles, dove le prolungate e nervose trattative tra Alliance of Motion Picture & Television Producers e International Alliance of Theatical Stage Employees alla fine hanno garantito ai lavoratori del settore salari molto più alti (ma non per coloro che lavorano in tv saltuariamente).
Il Manifesto 22.2.2003
Reel West è il periodico di settore che tratta delle produzioni cinematografiche a Vancouver

 

Tavernier attacca: Hollywood instupidisce
Secondo l'esperienza di  Bertrand Tavernier nelle scuole francesi, i ragazzi non sono capaci di cogliere l'idea, il concetto di un film, ma invece sono abilissimi nel giudicare l'esecuzione degli effetti speciali: "Del nazista che spara alla testa di un personaggio in Shindler's list - riporta Tavernier - dicono: Era molto ben fatto, emozionante!"
BBC News 19.2.2003

Pacifico plantigrado
In una edizione del Berlinale all'insegna della celebrazione della tolleranza, la giuria presieduta dal regista canadese Atom Egoyan ha assegnato l'Orso d'oro al film-documentario In this World, dell'inglese Michael Winterbottom, che racconta la storia di due cugini afgani, Jamal e Enayat, rifugiati in Pakistan e candidati all'emigrazione clandestina in Inghilterra.
Liberation 17.2.2003

Calma piatta
Si chiude il festival cinematografico di Berlino, caratterizzato dall'assenza di proposte rivelazione e dalla buona prestazione del giovane cinema tedesco emergente.
Le Monde 17.2.2003

TV inglese costretta a finanziare il cinema?
Questa sarebbe la conseguenza di un emendamento proposto dal Partito Laburista al Communications Bill, la legge in discussione al Parlamento inglese che regolerà il settore dei media.
La proposta arriva giusto dopo che Channel Four, uno dei canali privati, ha chiuso a causa del pesante passivo accumulato il dipartimento che si occupava della produzione cinematografica.
L'industria cinematografica inglese ha un fatturato di 840 milioni di euro, ma lavora soprattutto per produzioni USA. Nel 2002 sono stati prodotti solo 42 film inglesi, 9 in meno rispetto all'anno precedente.
BBC News 14.2.2003

Meno tasse per chi gira negli USA
Due rappresentanti dello stato della California, il repubblicano David Deier e il democratico Howard Berman, hanno presentato una proposta di legge per per offrire vantaggi fiscali alle produzioni cinematografiche realizzate negli USA.
L'intenzione dei due politici è di arginare la migrazioni delle produzioni verso il Canada che si stima costi agli USA l'equivalente di 10 miliardi di euro.
Se sarà approvata, la nuova legge offrirà un credito del 25% sulle tasse pagate sul salario dal personale impiegato nelle produzioni con uno stipendio superiore a 25.000 dollari .
BBC News 13.2.2003

Oscar 2003: scelte sofisticate. Non è la solita logica degli incassi
Scrive Tullio Kezich: "A giudicare dalle nomination, Hollywood scoppia di salute tanto da potersi permettere delle scelte sofisticate.Tradizionalmente legati alla logica degli incassi, stavolta i votanti dell’Academy hanno indicato parecchi titoli di grande prestigio ma incerto risultato economico. 
Nelle settimane che ci separano dall’Oscar Night del 23 marzo stiamo attenti, perciò, alla tabella del Box Office di Variety . Dopo aver lamentato tante volte che Hollywood è schiava del dio denaro, stavolta ci sarebbe addirittura d’avanzare riserve su taluni eccessi di intellettualismo."
Corriere della sera 12.2.2003

Dominio Miramax
Con Chicago, Gangs of New York, Frida, The Quiet American e con The Hours che ha coprodotto con la Paramount Pictures, la Miramax ha dominatole nomination agli Oscar 2003 come nessun altra casa di produzione aveva fatto nei passati 50 anni.
The New York Times 11.2.2003

Chicago fa 13
Ecco la lista completa delle nomination per gli Oscar 2003, rese note oggi: la parte del leone spetta a Chicago con 13 citazioni. 
The New York Times 11.2.2003

L’avvocato De Gregorio di Squitieri non esce nelle sale
"Sono disperato. Il mio film ha partecipato a vari festival, ottenendo favorevoli accoglienze di critica. De L’avvocato De Gregorio hanno parlato bene anche quei critici che non amano i miei film. Ma tutto ciò non è bastato per conquistare uno sbocco sul mercato". Lo ha denunciato Pasquale Squitieri sul Giornale dello Spettacolo
Corriere della Sera 6.2.2003

Il mio nome è Kosslick. Dieter Kosslick
Il direttore della Berlinale è un personaggio degno di nota: profondo conoscitore del cinema tedesco ed europeo, nel 2000 ha ricevuto un incarico quasi impossibile: dirigere il Festival di Berlino succedendo a Moritz de Hadeln, che lo aveva guidato  come fosse sua proprietà per più di 20 anni.
Financial Times 3.2.2003

Fate i film non la guerra
Conferenza stampa di presentazione della Berlinale 2003: il direttore Dieter Kosslick, temendo che l'annunciata guerra all'Iraq releghi il festival in una zona d'ombra del mare della comunicazione, ha spiegato che il motto della edizione di quest'anno, towards tolerance, verso la tolleranza, non stia solo a significare l'idea che la selezione del festival comprende sia pellicole leggere come opere impegnate, ma vuole anche sottolineare che una competizione con artisti internazionali può essere una faccenda pacifica (sic).
300 saranno le opere presentate durante i 10 giorni del festival, delle quali 59 prodotte in Germania. Si prevede che il festival porterà a A Berlino 100.000 visitatori. Apertura il 6 febbraio 2003.
DW.World.de 29.1.2003

Pordenone e Bologna fanno scuola
Serge Toubiana, già redattore e direttore di Cahiers du cinéma, è stato incaricato di esaminare le prospettive delle istituzioni parigine che si occupano della conservazione e della diffusione del patrimonio cinematografico storico, la Cinémathèque française, la Bibliothèque du film e gli Archives du film.
Toubiana è stato incaricato di studiare una strategia che ponga fine alla sovrapposizione e alla mancanza di coordinamento tra i tre istituti. La sua proposta prevede la fusione dei primi due - privati, ma finanziati dallo stato - indirizzando la loro missione alla programmazione di mostre cinematografiche, mentre l'archivio dovrebbe andare alle dipendenze della Bibliothèque nationale de France, diventando, grazie al deposito legale, l'archivio nazionale del film  orientato alla conservazione del patrimonio.
Nel suo rapporto Toubiana si è espresso in modo molto positivo riguardo al futuro del cinema di repertorio, rivitalizzato dalla diffusione del DVD e dei canali tematici, e ha proposto l'organizzazione di un festival sul modello di quelli di Pordenone e di Bologna.
Le Figaro 28.1.2003

Sundance Hollywood style
Una volta festival al quale sconosciuti si presentavano nella speranza di essere scoperti e dove distributori cercavano spasmodicamente il nuovo grosso successo, il sundance film Festival è a poco a poco diventato tanto una occasione d lancio quanto un mercato del cinema, il tipo di evento nel quale un distributore può pensare di far debuttare una pellicola che sarà nelle sale nei prossimi mesi, nella speranza di attrarre attenzione e pubblicità.
The New York Times 23.1.2003

Vancouver supererà la crisi? Forse, grazie a salari bloccati e pace sindacale
Vancouver è la terza città americana per la produzione cinematografica, dopo Los Angeles e New York.
Dopo l'11 settembre, la crisi degli studios ha colpito duramente l'industria locale, che impiega 35.000 persone ed è molto più dipendente da Hollywood di Toronto.
Il rilancio è affidato a un accordo tra i sindacati e a Film commission di Vancouver da una parte, e le associazioni dei produttori di Hollywood dall'altra, che ha bloccato i salari per un anno e ha garantito relazioni sindacali tranquille per tre.
Globe and Mail 16.1.2003

Alberoni e Urbani sul cinema italiano
"Ormai di scuole di cinema, anche prestigiose, in Italia ce ne sono tante. La nostra deve essere diversa. O offriamo qualcosa di specifico rispetto agli altri o non si può giustificare l'impegno economico del governo." Così Francesco Alberoni, da 6 mesi presidente della Scuola nazionale di Cinema, che sta per riprendere il nome di Centro sperimentale di cinematografia.
I suoi obiettivi sono: la formazione e la scoperta di giovani talenti, il recupero e valorizzazione del patrimonio del cinema italiano, la collaborazione con enti europei.
Aggiunge Alberoni: "L’80% dei film che arriva al grande pubblico viene dagli Usa. Va bene il 60, il resto può essere italiano, europeo, ma anche indiano o cinese". Mentre Urbani promette: "Allestiremo una rete di sale per garantire presenza e diffusione al cinema di qualità". 
Corriere della sera 16.1.2003