Spettacolo

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  Maggio - Giugno 02

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Il Piccolo Teatro diventa una brand per l'esportazione
Scrive il Corriere: "Sarà una grande stagione, anzi un triennio, di esportazione del marchio di fabbrica Piccolo Teatro. Si stringono legami con Brooklyn e l’Academy of Music, con il Mit di Boston, il prestigioso Massachusetts Institute of Technology, sedotto da Infinities di Ronconi, e in particolare con la città di San Pietroburgo che nel 2003 festeggerà i suoi 300 anni anche attraverso questo gemellaggio, pronubo il premier Putin. Farà laboratori e concederà borse di studio l’Accademia del Mediterraneo che, su ideazione del Piccolo, produrrà un Festival con Spagna, Grecia, Tunisia, dedicato ai giovani." Ecco il programma.
Corriere della sera 28.6.2002

Montpellier Danse 02
Dal 28 al 6 luglio si tiene il festival Montpellier Danse 02: in 9 giorni e 59 spettacoli esso offre una istantanea dello stato dell'arte della danza contemporanea. Tra le stelle del programma, i coreografi americani Trisha Brown, Susan Buirge, John Jasperse; Bernardo Montet che lavora con gli artisti africani, e Akram Khan, che mischia la sua formazione contemporanea con la danza classica indiana, il kathak.
Liberation 28.6.2002

Considerazione, formazione e spazi in cima alle richieste dei danzatori francesi
Il problema irriducibile con il quale si scontrano gli artisti protagonisti della danza contemporanea - coreografi e danzatori - si riassume in una frase: l'ignoranza e la mancanza di riguardo dei loro interlocutori. 
Prima necessità: la formazione. La dimostrazione: il rapporto di Marc Sadaoui, ex direttore di gabinetto dell'ex ministro della cultura Catherine Trautmann, sull'insegnamento della danza pubblicato nel 2001. Nel rapporto, su 80 artisti intervistati, 78 appartenevano al mondo della danza classica.
Ma Mathilde Monnier non si limita alla formazione: ciò che serve, secondo la direttrice del Centre chorégraphique de Montpellier, sono anche i luoghi dove fare danza: occorre aprire degli spazi di lavoro per la diffusione delle opere e per stabilire un diverso rapporto con il pubblico, stanco di essere considerato solo come consumatore
Le Monde 27.6.2002

Sapreste nominare 5 compositori con meno di 50 anni?
Nessun problema con architetti, artisti o commediografi, ma i compositori sono sicuramente la categoria di artisti che meno beneficia delle attenzioni delle cronache, forse perché il comporre è un lavoro duro che lascia poco tempo per soddisfare le esigenze dei media e della comunicazione.
Quanto ai nomi, ecco un aiutino: Mark-Anthony Turnage, Michael Kamen, Wolfgang Rihm, Hans-Werner Henze, Nicholas Maw. Leggete l'articolo se volete sapere chi sono.
London Evening Standard 27.6.2002

Tre tenori al capolinea
Dopo che Luciano Pavarotti ha annunciato la decisione di abbandonare la scena nel 2005 in coincidenza con il suo 70esimo compleanno, anche la premiata ditta Tre Tenori ha deciso, dopo 12 anni di sodalizio, di porre fine alle sue affollatissime e acclamatissime performance con il concerto dato allo stadio di Yokohama in occasione della Coppa del mondo di calcio.
I Tre Tenori è stato uno dei marchi più di successo nell'ambito della musica lirica, dando a arie e romanze una diffusione prima sconosciuta.
BBC News 27.62002

Il Cirque du Soleil allo zenit
Fondato 18 anni fa da Guy Laliberté, ex-mangiafuoco oggi 42enne, il Cirque du Soleil ha oggi 5 spettacoli itineranti e 3 fissi: 2 a Las Vegas e 1 ad Orlando, Florida, presso Disney World. La compagnia, che ha iniziato la sua attività grazie ad un finanziamento della regione del Quebec di circa 1 milione di euro, ha oggi un giro di affari di 350 milioni di euro 90% del quale generato dagli spettacoli, e 2.400 dipendenti.
Il modello di business del Cirque du Soleil non prevede che esso si impegni in attività di gestione dell'intrattenimento, ma la compagnia si presenta come puro content provider, occupandosi della formazione, promozione e circolazione degli artisti, insieme a tutti gli aspetti del processo creativo come, ad esempio, la preparazione di costumi, o il benessere degli artisti stessi.
I piani per i prossimi 5 anni prevedono una espansione del suo giro di affari del 25% all'anno, il che gli farebbe raggiungere un fatturato di 1 miliardi di dollari nel 2007.
Tra i programmi, l'apertura di 2 nuovi show a Las Vegas e spettacoli a Londra, New York e Tokio. Altre aree di espansione saranno gli hotel, la tv e il cinema.
Il successo del Cirque ha smentito quanti, dopo l'affermazione della francofonia in Quebec negli anni '70 e '80 e la conseguente diaspora delle compagnie anglofone verso gli altri stati, avevano previsto il disastro economico della regione.
Business Week 25.6.2002

Pina Bausch a Parigi con Agua
Pina Bausch e il suo Tanztheater di Wuppertal presentano a Parigi dal 18 al 30 giugno lo spettacolo Agua, concepito durante un soggiorno della coreografa e danzatrice in Brasile a Rio, San Paolo e soprattutto a Bahia.
Le Monde 17.6.2002

Contro tutte le previsioni
La Scottish Opera compie 40 anni, e gode di ottima salute, nonostante lo scetticismo che aveva accompagnato la sua fondazione ad opera dell'Arts Council nel 1962.
The Herald 5.6.2002

The Goat, or Who Is Sylvia? di Edward Albee vince il Tony Awards per la migliore commedia
Nel settore dei musical, dove la concorrenza è agguerritissima, i premi sono stati divisi tra il classico Thoroughly Modern Millie, basato su un film del 1967 interpretato da Julie Andrews, e la produzione off-Brroadway Urinetown, che inaspettatamente ottiene un riconoscimento al coraggio dei suoi autori e produttori nel proporre un soggetto il cui successo sembrava tutt'altro che scontato.
The New York Times 3.6.2002

Carolyn Carlson: "In Italia per la danza c’è ancora molto da fare"
"Posso dire che i giovani italiani sono letteralmente affamati di esperienze. C’è così poco in termini di opportunità, che si fa tesoro di tutto. Con un rispetto, una considerazione, una gratitudine che sono incredibili, quasi imbarazzanti. E di certo esiste un pubblico per la danza! Quel che manca è la determinazione a cambiare le cose su un piano diverso, direi... culturale. Il Belgio, l’Olanda, la Germania dopo Pina Bausch, la Spagna da qualche anno a questa parte e adesso anche la Svizzera, hanno realizzato tanto. La Francia forse supera gli Stati Uniti per varietà e qualità dell’offerta."
Il Messaggero 29.5.2002

A Chicago il teatro prospera
La quantità di nomination ai Tony Awards - l'Oscar per il teatro - raccolte da lavori che sono stati creati a Chicago è la più chiara dimostrazione che questa città sta diventando uno dei centri propulsori dello spettacolo dal vivo negli Stati Uniti.
Thoroughly Modern Millie, che ha fatto il pieno con 11 nomination, è stato prodotto da un impresario di Chicago, Urinetown, 10 nomination, è stato scritto da due co-fondatori di Neo-Futurists, una compagnia teatrale di Chicago nota per il suo impegno nella satira politica e sociale.
Dice Mary Zimmermann, regista e autrice teatrale: "Chicago offre una atmosfera estremamente positiva per creare lavori teatrali. C'è una grande attenzione per le novità e la gente non ha paura delle nuove idee. Con tanto fermento in città, sicuramente qualcosa di buono viene fuori. I produttori di New York lo sanno, e guardano con un occhio di riguardo a quello che stiamo facendo qui."
Robert Brustein, direttore artistico dell'American Repertory Theater di Cambridge, Massachusetts, aggiunge: "È una grande città, le fonti di finanziamento sono estremamente abbondanti e c'è una energia positiva che vibra nell'ambiente della cultura."
Da dove è nato questo fenomeno?
Il teatro a Chicago ha raggiunto una massa critica dopo essere cresciuto costantemente in quantità e qualità a partire dagli anni '80. Chicago è diventata la piazza dove debuttano gli show destinati a Broadway e dove sono valutate le loro potenzialità di successo; ma soprattutto in città hanno trovato spazio compagnie che si dedicano al teatro di nicchia e a quello delle etnie minoritarie asiatiche, afro-americane o europee, e grazie al sindaco Richard M. Daley nuovi teatri sono stati costruiti con finanziamenti pubblici per milioni di dollari.
L'importanza del fenomeno, tuttavia, non deve trarre in inganno: l'incasso dei biglietti staccati nei teatri di Chicago è valutato in circa 223 milioni di euro, meno di un terzo del valore dei biglietti staccati a New York.
The New York Times 28.5.2002

Una ambasciata della musica inglese a New York?
Il mese scorso la classifica dei 100 dischi più venduti negli USA compilata da Billboard non conteneva nessun pezzo inglese. La cosa non succedeva dal 1963.
L'evento ha suscitato grande apprensione nell'industria discografica britannica tanto da spingere la Association of Independent Music (AIM), che rappresenta le etichette più piccole, a chiedere al governo di sua maestà l'apertura di un ufficio negli USA per promuovere la musica inglese su quel mercato. La proposta ha trovato l'appoggio delle altre associazioni interessate.
La più consistente quota di mercato della musica inglese negli USA è stata del 32% nel 1986, mentre nel 2001 essa era crollata allo 0,2%. Secondo un rapporto presentato dalla AIM, la ragione del declino è nella nascita negli USA di forme innovative di espressione musicale come rap, hip-hop e nu-metal, generi rispetto ai quali la musica britannica non è in grado di competere.
BBC News 27.5.2002

Philip Glass e Tom Waits al Next Wave Festival presso la Brooklyn Academy of Music
La 20esima stagione del Next Wave Festival che inizierà il 1 ottobre 2002 vedrà in debutto di 14 nuovi lavori, trai i quali Galileo Galilei scritto da Glass insieme a Mary Zimmerman, che ne cura anche la regia, e Woyzeck, adattamento dell'opera di Georg Büchner del 1837 ad opera di Waits e Kathleen Brennan, messa inscena da Robert Wilson e interpretata dalla compagnia danese Betty Nansen Theater.
The New York Times 26.5.2002

Michael Clark a Parigi con due spettacoli
Il danzatore e coreografo scozzese Michael Clark ritorna dopo sei anni a Parigi mettendo in scena due spettacoli. Uno di essi propone una nuova edizione di I Am Curious Orange Fall, mitico lavoro del 1988 su musiche dei Fall, gruppo rock di Manchester.
Nella intervista rilasciata a Liberation, Clark descrive in questo modo la situazione della creazione nel settore della danza: "Mi piacerebbe avere una compagnia permanente, ma in Inghilterra sono date sovvenzioni solo ai progetti. questo mi obbliga a cercare cooproduttori all'estero. Il prossimo progetto debutterà a Berlino: l'Europa rappresenta qualcosa di essenziale, senza la quale non esisteremmo del tutto. del resto ho perduto qualsiasi interesse per gli Stati Uniti: lì gli artisti passano il loro tempo a cercare finanziamenti ed è senza dubbio il paese dove è più difficile creare."
Michael Clark, nato ad Aberdeen nel 1962, ha iniziato la carriera giovanissimo dimostrando qualità eccezionali. Ammirato per la sua grazia e per la sua tecnica sorprendente, egli è diventando l'enfant terrible della danza inglese negli anni '80: sia come esecutore che come coreografo, Clark ha sovvertito i canoni tradizionali della danza proponendo opere basate su musica rock tanto da meritarsi il titolo di principe punk della danza. Negli anni '90 ha poi recuperato una vena più lirica, dimostrando nei suoi lavori di quegli anni sensibilità poetica e un ritorno ai fondamentali della danza classica. Ritiratosi dalla scena per un lungo periodo, è ritornato sul palcoscenico come coreografo nel 1998, collaborando con l'artista Sarah Lucas.
Liberation 25.5.2002

Bernard Haitink nominato direttore della Staatskapelle Dresden
Bernard Haitink, 73 anni, attualmente direttore della Royal Opera House di Londra, è stato nominato direttore della Staatskapelle di Dresda. Egli ricopre il posto resosi vacante in seguito alla scomparsa del maestro Giuseppe Sinopoli.
Haitnik dirigerà l'orchestra tedesca a partire dalla stagione 2002/2003.
Andante 23.5.2002

L'australiano Michael Lynch nominato direttore del South Bank Centre di Londra
Già direttore della Sydney Opera House, Michael Lynch, 51 anni, è stato scelto per dirigere uno dei centri culturali più importanti ed in crisi di Londra.
The Independent 23.5.2002

Video danza al festival Art Rock di Saint-Brieuc
Il duo di danzatori coreografi tedeschi Klaus Obermaier e Chris Haring si è esibito al festival Art Rock con il loro spettacolo intitolato DAVE (Digital Amplified Video Engine).
La performance si basa sui movimenti eseguiti in scena da Haring che sono ripresi ed elaborati da Obermaier. I movimenti sono poi proiettati su uno schermo. L'immagine riprodotta propone le metamorfosi possibili e impossibili del corpo del danzatore, superandone i limiti fisici e estetici, dissolvendola distinzione tra reale e virtuale attraverso la creazione di una fusione illusoria tra uomo e tecnologia.
Liberation 22.5.2002

Il Theater am Turm di Francoforte chiude all'avanguardia
In Germania non tornano i conti delle spese per la cultura e gli spettacoli d'avanguardia sono i primi a farne le spese.
Dopo la bancarotta del governo cittadino di Berlino anche a causa delle ingenti spese per le strutture culturali, dopo i tagli al bilancio della cultura operati da Amburgo e Brema, è ora la volta di Francoforte dove il Theater am Turm - TAT, già palcoscenico dell'avanguardia tedesca sul quale sono state rappresentati lavori di Joseph Beuys, Claus Peymann, Peter Handke, Rainer Werner Fassbinder, Ulrich Waller, Tom Stromberg, è destinato a ricoprire un ruolo subalterno al più tradizionale e finanziariamente più ricco Teatro municipale.
La situazione è l'effetto delle indecisioni dei politici locali, che non hanno saputo valorizzare l'esperienza del TAT decidendo se il teatro d'avanguardia fosse nelle priorità della città e quanto denaro avrebbero dovuto investire per sostenerlo.
Di fatto, il TAT è stato prima colpito dal taglio dei finanziamenti pubblici, poi snaturato nella sua identità dalla direzione artistica di Robert Schuster e Tom Kühnel, che hanno puntato su testi classici come Euripide e Brecht, cercando in questo modo di andare incontro ai gusti di un pubblico più vasto, ma di fatto tradendo la natura della storica sala. Il risultato di queste scelta artistica è che ora il ruolo del teatro si è ulteriormente ridotto: esso si dedicherà unicamente alla danza e a ospitare compagnie di giro.
Frankfurter Allgemeine Zeitung 20.5.2002

La generazione del dopo Herbert von Karajan
Claudio Abbado, pur permettendosi la capricciosa saggezza di dimettersi dal suo incarico, ha fatto molto per la Filarmonica di Berlino nei 12 anni durante i quali ne è stato il direttore. Ci vorrà del tempo per capire le conseguenze di come ha dato forma, cambiato e promosso l'orchestra. Quello che tuttavia è chiaro fin da subito è che a Berlino ha trovato posto una nuova e solida generazione di direttori post Herbert von Karajan.
Frankfurter Allgemeine Zeitung 15.5.2002

Nuovi ambiziosi programmi per il Barbican Centre
Il direttore artistico del Barbican Centre di Londra, Graham Sheffield, ha annunciato i nuovi programmi per il teatro londinese, già storica sede della Shakespeare Company nella capitale inglese che da quest'anno ha scelto di non avervi una sede fissa.
Per riempire gli spazi lasciati liberi dalla RSC, prosa, danza e opera saranno i protagonisti della prossima stagione, .
Tra le produzioni che saranno messe inscena figurano la nuova opera di Philip Glass basata sulla vicenda di Galileo Galilei, il debutto in Gran Bretagna della regista americana Mary Zimmerman, la premiere del lavoro del coreografo USA Merce Cunningham creato per celebrare il 50esimo anniversario della sua compagnia, e un pezzo di Pina Bausch creato appositamente per danzatori over 65.
The Guardian 15.5.2002

Divorzio con recriminazioni
Durante la presentazione della nuova stagione del Barbican Centre, il suo direttore artistico Graham Sheffield non è stato certo tenero verso la Royal Shakespeare Company e l'Arts Council.
Sheffield ha accusato la RSC di aver abbandonato il centro dopo che i suoi palcoscenici sono stati costruiti rispettando le specifiche della compagnia, e ha sottolineato come l'Arts Council, l'istituzione governativa responsabile della maggioranza dei finanziamenti alla RSC, abbia rinunciato a far prevalere il buon senso, preferendo non valutare le potenzialità della collaborazione di un centro culturale di rinomanza mondiale come il Barbican con la compagnia teatrale simbolo della cultura inglese.
Infine, Sheffiel non ha mancato di stigmatizzare il comportamenti di Adrian Noble, direttore dimissionario della RSC, che ha rinunciato al suo incarico dopo aver prodotto la rottura, evitando di portare a compimento il piano da lui concepito.
The Independent 15.5.2002

Dominique Ziegler mette in scena i rapporti tra la Francia e il suo passato coloniale
La visita di un dittatore africano ad un presidente francese si trasforma momento ufficiale pubblico dove la cordialità la fa da padrona, a scambio di colpi bassi nel retrobottega. Interessi finanziari e passioni carnali del ex-colonizzatore salgono alla superficie prepotentemente in una udienza a porte chiuse durante la quale le maschere cadono e sono messi in campo i reali rapporti di forza. La comica distanza tra la faccia pubblica e quella privata si rivela nella sua crudezza al pubblico.
Questa, in estrema sintesi, la sostanza della trama di N'Dongo est de retour, la commedia con la quale Dominique Ziegler denuncia il neocolonialismo francese, rivangando in chiave satirica i rapporti, non sempre adamantini, trascorsi tra i capi di stato francesi e di alcuni paesi africani. Ad esempio, come dimenticare l'elogio fatto da Jacques Chirac rivolgendosi a Mobutu in questo modo: "Il presidente Mobuto è per me un saggio al quale domando consiglio in caso di difficoltà."
In scena al Théâtre de la Main d'or di Parigi fino al 18 maggio.
Liberation 7.5.2002

Play with fire
Tony Kusher è l'autore di Homebody/Kabul, una commedia ambientata nell'Afghanistan dei Talebani scritta prima dell'11 settembre, il cui debutto è previsto a Londra per il 22 maggio al teatro Young Vic.
L'attacco alle Torri gemelle, gli eventi che ne sono seguiti e il pesante clima culturale che li ha accompagnati, hanno messo Kusher nella posizione di dover in qualche modo spiegare, se non giustificare, la sua commedia, prima ancora che essa debutti sulla scena.
Scrive dunque Kusher: "Homebody/Kabul è una commedia sull'Afghanistan e la relazione passata e presente dell'Occidente con questo paese. È anche una commedia sul viaggio, sulla conoscenza e il comprendere attraverso la ricerca della diversità, sul cercare di fuggire l'infelicità della nostra vita con l'incontro dell'alterità. Se alcune battute di Homebody/Kabul sembrano premonitrici, questa non è che una indicazione di come le informazioni necessarie per prevedere i guai puntualmente accaduti fossero così abbondanti che anche un commediografo le ha potute trovate."
The Times 7.5.2002

Ecco le nomiation al Tony Awards
Rese note le nomiation per i Tony Awards, l'equivalente nel settore del teatro di ciò che l'Oscar rappresenta per il cinema.
Il musical Thoroughly Modern Millie, tratto dal film Millie del 1967, ha fatto la parte del leone con 11 nomination, ottenute nonostante la critica avesse recensito lo spettacolo con scarso entusiasmo.
Per quanto riguarda la categoria commedie, le nomination sono state: The Goat or Who Is Sylvia; Fortune's Fool; Metamorphoses; Topdog/Underdog, L'autrice di quest'ultima commedia, Suzan-Lori Parks, è stata la prima donna afro-americana a ricevere il Pulitzer Prize nel settore del teatro.
The New York Times 7.5.2002

Orpheus Orchestra fa a meno del direttore amministrativo
Il gruppo Orpheus Orchestra, il gruppo che si è fatto un nome perché da 29 anni non ha direttore, ha ora deciso di fare a meno anche della figura di  direttore amministrativo.
Il consiglio di amministrazione e lo staff dell'orchestra hanno infatti deciso di costituire dei comitati che si occuperanno di questioni finanziarie e gestionali, tipiche del direttore amministrativo. Ciò è avvenuto pochi giorni dopo le dimissioni di Harvey Seifter, manager del gruppo dal 1998, il che lascia supporre che fosse ormai nell'aria l'intenzione degli orchestrali di gestire anche questa parte della loro attività.
Secondo Connie Steensma, presidentessa del consiglio di amministrazione, questa sarà una opportunità esaltante di mettere alla prova il modello di collaborazione della Orpheus Orchestra in ogni parte della sua organizzazione.
The New York Times 4.5.2002

La morte di Danton di Georg Büchner in scena a Parigi
Georg Büchner (1813 - 37), commediografo e medico tedesco, geniale anticipatore del movimento espressionista morto di tifo a soli 24 anni, ha lasciato tre commedie di soggetto politico nelle quali ha espresso le proprie simpatie per gli oppressi. La morte di Danton, nonostante fosse stata la prima ad essere scritta, fu messa in scena solo nel 1903.
La commedia è una appassionata discussione tra i personaggi che si interrogano sul significato della politica e della repubblica, intesa come cosa di tutti in opposizione al governo come espressione degli interessi particolari e privati. Nell'idea dei Giacobini di Büchner, la repubblica non è tanto un problema di gestione ma di principi: in opposizione al principio della regalità, essi la sognavano guidata solo dal primato della legge.
La morte di Danton, in scena all'Odéon-Théâtre de l'Europe con la regia di Georges Lavaudant, riceve in questo articolo una recensione molto favorevole.
Liberation 2.5.2002

Fermate il tempo, portate indietro gli orologi
La crisi della Royal Shakespeare Company ha avuto inizio un anno fa quando il suo direttore Adria Noble ha presentato un piano di riorganizzazione della compagnia che ne rivoluzionava lo spirito e l'assetto organizzativo.
In primo luogo esso prevedeva l'abbandono della sua sede londinese, il teatro al Barbican Centre, per adottare una struttura produttiva più flessibile in grado di adattarsi alle esigenze di altre sale, sia a Londra che nel resto dell'Inghilterra o fuori da essa, in particolare negli USA. Per raggiungere questo scopo l'intenzione di Noble era di modificare anche i contratti con gli attori, aprendo la possibilità di ingaggiare per brevi periodi star della scena in grado di attrarre più pubblico.
La seconda mossa è stata proporre un piano di ristrutturazione del teatro di Stratford-upon-Avon che ne comportava la demolizione per costruire al suo posto quello che Noble ha chiamato lo Shakespeare village.
Entrambe le iniziative hanno suscitato un clamore enorme e molte reazioni negative che hanno portato alle dimissioni dello stesso Noble.
Il critico del Guardian Michael Billington propone la sua ricetta per ridare alla RSC il lustro di un tempo. Essa, esposta in 9 punti, sostanzialmente mira a riportare indietro la compagnia alla organizzazione che tanta buona prova i sé aveva dato fino ad un anno fa.
The Guardian 2.5.2002

Manager come allenatori di calcio: ogni anno se ne cambia uno
Sempre più numerose le grandi istituzioni culturali la cui guida è vacante. Sempre più spesso, i posti più prestigiosi sono troppo caldi perché qualcuno si senta di assumersi la loro responsabilità.
L'elenco nella sola Londra comprende tre colossi dello spettacolo come il South Bank Centre, il Royal National Theatre, che sarà abbandonato tra pochi mesi da Trevor Nunn, la Royal Shakesteare Company - RSC. Inoltre, la Royal Opera House - ROH - ha cambiato cinque direttori esecutivi in altrettanti anni, e la English National Opera tre in dieci anni.
Fuori da Londra, la Scottish Opera and Ballet cambia direttore ogni anno e, a New York, tanto il Lincoln Center che la Carnegie Hall hanno perso le rispettive guide.
La causa di questa situazione è, secondo Adrian Noble dimissionario direttore della RSC, e Michael Kaiser, già direttore della ROH, nella forte pressione esercitata sui responsabili di tali istituzioni dalle critiche sollevate dalle loro decisioni e dalla esagerata burocratizzazione delle procedure che devono essere seguite nei processi decisionali.
Ad esempio, il nome del futuro responsabile del South Bank Centre deve essere preventivamente approvato da 4 organismi differenti prima che possa essere negoziato un accordo personale con il candidato. Questi avrà 3 mesi per produrre un piano di rilancio del centro - il quarto in 10 anni - e dovrà poi a sua volta ottenere il supporto finanziario di 5 istituzioni per farlo marciare. Non c'è da meravigliarsi che nessuno voglia il posto e che i milioni che si possono guadagnare con gli spettacoli nel West End attraggano i più quotati manager dello spettacolo inglesi.
London Evenoing Standard 1.5.2002