Politiche culturali

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Scottish Arts Council: dietro la nebbia niente
Aspre critiche agli interventi di Scottish Arts Council dopo che il suo presidente James Boyle ha presentato le linee programmatiche della istituzione pubblica incaricata di supportare le arti e la cultura.
In particolare è messa sotto accusa la mancanza di una politica culturale chiara, che comprenda non solo interventi estemporanei, ma che miri a promuovere la cultura scozzese.
Herald 29.8.2002

Madamina il catalogo è questo
Il primo elenco dei beni culturali, ambientali e paesaggistici a possibile rischio vendita  come previsto dalla legge che ha istituito la Patrimonio Spa.è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di pochi giorni fa. In esso il Demanio tira le prime somme, censisce e individua alcuni immobili che potranno essere messi sul mercato. Tra i beni inseriti figurano l'isola di Gorgona, quella di Pianosa, Alba Fucens, l'insediamento romano abruzzese del 303 a.C., Villa Jovis, residenza dell'imperatore Tiberio a Capri, il centro urbano di Mercato Saraceno, la Certosa di San Martino a Napoli, una parte del bosco di Capodimonte, l'isola di Nitida, il carcere di San Vittore, la stazione ferroviaria di Pesaro.
E "non sono tutti i beni - avverte il sottosegretario all'Economia, Maria Teresa Armosino - Si tratta di un primo censimento che va avanti da settembre dell'anno scorso. Non è un elenco completo".
Repubblica of the Arts 22.8.2002

Beni culturali siciliani trasferiti dallo stato alla Regione
L'assessore regionale ai Beni culturali della Sicilia, Fabio Granata, ha comunicato il trasferimento dei beni culturali nel territorio di Messina dallo stato alla regione.
Sino ad oggi, la maggior parte di siti archeologici o monumentali siciliani, pure essendo gestiti dalle Soprintendenze per conto della Regione Sicilia, risultano nella disponibilità del Demanio statale.
Repubblica of the Arts 19.8.2002

Scontro fra sindacati e ministero sull'affidamento dei musei ai privati
Inizia il confronto tra sindacati e ministero sul regolamento di attuazione dell'articolo 33 ella legge finanziaria che prevede la possibilità di dare la gestione dei servizi dei Beni culturali a soggetti diversi da quelli statali
Le differenze tra i due soggetti riguardano soprattutto il destino dei lavoratori dei musei, ma si scontrano soprattutto due filosofie opposte. Secondo il ministero - afferma Cerasoli, segretario generale della Uil Beni e attività culturali - il sistema Beni culturali è in grado di produrre guadagni, secondo i sindacati no. Gli studi che il ministero in parte ha gia fatto per i poli museali, dimostrano che "tranne i casi unici della Grotta Azzurra e del Cenacolo Vinciano tutti gli altri beni culturali non porteranno alcun utile agli eventuali concessionari." Lo dimostra ancora il polo museale fiorentino che "nonostante le cospicue sponsorizzazioni e donazioni liberali per gli Uffizi, la Galleria dell'Accademia, il Bargello e gli altri siti, nel 2001 ha incassato unitamente ai biglietti 17 milioni di euro, ma i costi della sua struttura sono stati 27."
Certamente questo regolamento - afferma la Uil - provocherà richieste di concessione - con una durata prevista di cinque anni - "da parte di soggetti che dopo un anno o poco più capiranno che tale gestione non è produttiva."
La Repubblica of the Arts 25.7.2002

La ricerca artistica dovrebbe avere lo stesso riconoscimento di quella scientifica
Questo è il principio sul quale si basa la richiesta, contenuta in un rapporto del governo inglese, di dare all'Arts and Humanities Research Board - AHRB -, l'organismo che finanzia la ricerca in queste discipline, lo stesso statuto dato agli istituti che finanziano la ricerca scientifica.
La richiesta è motivata dal ruolo crescente che le industrie creative hanno nell'economia nazionale. La loro crescita è tre volte superiore a quella dell'economia nel suo complesso. Il rapporto è dunque il primo riconoscimento ufficiale al ruolo che questo comparto ha nella crescita economica nazionale inglese.
Grazie al riconoscimento quale istituto di ricerca, l'AHRB accederebbe a risorse maggiori delle attuali.
I finanziamenti elargiti dal AHRB ammontano a 117 milioni di euro, mentre la ricchezza prodotta delle industrie creative è calcolata in 188 miliardi di euro.
The Guardian 23.7.2002

Via gli stranieri dal Consiglio Scientifico dell'Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani
Il rinnovo dell'organo che ha il compito di dare la linea editoriale dell'Istituto ha visto l'ingresso di Marcello Pera, presidente del Senato, Paolo Mieli, direttore di RCS, dell’accademico dei Lincei Antonio Giuliano, degli storici Girolamo Arnaldi e Pietro Scoppola, del direttore generale dei Beni Librari Francesco Sicilia, del senatore di AN Domenico Fisichella, del direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa Salvatore Settis, di Nino Dazzi, Luciano Canfora, Giuseppe Galasso, Paolo Galluzzi, Carlo Jean e Bruno Forte.
Non saranno più presenti: Miguel Angel Garrido Gallardo, Bronislaw Geremek, Geoffrey Lloyd, Dominique Ponnau, Paul Poupard, Jacques Revel e Peter Stein, oltre allo scomparso.Hans-George Gadamer.
Il Messaggero 18.7.2002

Più privato meno stato
Più qualità e più privati negli Enti lirici. È la richiesta del ministro della cultura Giugliano Urbani che ha aggiunto: Più del 50% del Fondo unico per lo spettacolo - oltre 500 miliardi di vecchie lire - è per la lirica ma il criterio della spesa storica non è più accettabile.
Corriere della sera 18.7.2002

Il New Labour non sa scegliere
L'attenzione del governo New Labour per la cultura è scarsa. La settimana scorsa, il commediografo Tom Stoppard non ha avuto peli sulla lingua rilasciando una intervista nella quale equiparava apertamente la sensibilità dell'attuale governo a quella dei tempi della Thatcher.
Il problema è genetico: il Partito Laburista non è mai stato a suo agio con la cultura. Esso ha costruito la sua immagine a partire dalla cultura dei giornali popolari e la sua politica culturale è orientata a soddisfare il gusto dei quella fascia di pubblico che gradiscono i tabloid.
"Politica culturale è uno di quei termini che fa tremare il New Labour perché essa implica dover dire che una cosa è più meritevole di essere sostenuta di un'altra. Invece, il New Labour preferisce valutare l'arte in termini del suo valore nei termini del suo impatto sulla società e della sua capacità di collaborare all'educazione della popolazione. Per esempio, in mancanza della forza di affermare che una orchestra sinfonica è una ricchezza perché la musica sinfonica è uno delle grandi realizzazioni della cultura occidentale, il New Labour preferisce definire la sua politica in termini di accesso alla musica sinfonica. Una orchestra sinfonica è meritevole di sostegno se lavora con le minoranze o con le scuole, ma non per il solo fatto che è una buona orchestra sinfonica."
La cultura è, dunque, vista strumentalmente, come un mezzo per raggiungere obiettivi, ad esempio, nel campo della inclusione sociale e della rigenerazione urbana.
The Guardian 11.7.2002

Creatività britannica alla corda
Ricordate la Cool Britannia? Sembra che il ciclo della creatività britannica si stia esaurendo. "La creatività non è una scienza esatta, ma nessuna branca del sapere può pensare di sopravvivere senza un costante investimento in ricerca e sviluppo. Non c'è sostegno sistematico per la cultura e le arti, ma solo una impaziente insistenza sul prodotto, sia esso una produzione teatrale realizzata in funzione delle celebrità che vi appariranno o un programma di educazione popolare all'arte. Si vuole vedere  risultati, ma non pagare per il processo attraverso il quale li si raggiunge."
The Guardian 11.7.2002

Ministero della cultura francese verso la paralii finanziaria
La crescita delle spese fisse del ministero della cultura del governo francese sta avvenendo con un ritmo superiore all'aumento del suo budget totale. Di conseguenza, i suoi margini di manovra si vanno progressivamente riducendo. Lo rivela uno studio commissionato dallo stesso ministero che proietta i trend di spesa degli anni 1999-2002 fino al 2006.
Le Monde 5.7.2002

Negli USA nel 2001 non crescono le donazioni al settore nonprofit
Uno studio dell'American Association of Fundraising Counsel (AAFRC) ha riscontrato che nel 2001 gli americani hanno donato al settore nonprofit 212 miliardi di dollari, con un incremento dello 0,5% rispetto al 2000. Secondo lo studio, le donazione effettuate da singoli, che rappresentano il 75% del totale, sono aumentate del 1,1% - ma sono diminuite del 1,7% in termini reali al netto dell'inflazione - mentre i lasciti e le donazioni da aziende sono entrambi diminuiti, i primi del 4,5% e i secondi del 12,1%.
Un altro studio preparato dallo Foundation Center intitolato Arts Funding Update rileva la situazione per quanto riguarda le donazioni delle fondazioni al settore delle arti. Questo calcola che le donazioni siano passate da 1,8 miliardi di dollari del 1996 a 3,7 del 2000, con un incremento totale del 83% e del 16,3% su base annua. Nello stesso periodo, la fetta delle donazioni destinata all'arte è costante nel tempo, rimanendo intorno al 15% del totale del denaro a disposizione delle fondazioni per attività filantropiche.
Backstage.com 1.7.2002

Leggi il rapporto dello Foundation Center (in formato pdf).

Anche il Perù ha privatizzato i beni culturali
Commentando la costituzione della Patrimonio spa e della Infrastrutture spa, DW-World.de scrive: "L'Italia non è il primo paese a privatizzare parzialmente i suoi tesori. Quando era al potere il deposto leader Alberto Fujimori, i peruviani cercarono di vendere oggetti preziosi per raccogliere denaro. Tra i progetti più controversi ci fu la possibilità di concedere il permesso per l'apertura di attività commerciali e di un hotel nel sito archeologico del Machu Picchu.
DW-World 1.7.2002