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Nuovi
musei? No grazie!
La crisi economica ha messo in seria difficoltà i piani di
espansione dei musei americani. Non solo quelli di Thomas Krens direttore
della Guggenheim Foundation sono sono stati messi in discussione
radicalmente da un articolo del New York Times, ma altri progetti sono
ormai nei cassetti.
Il consiglio di amministrazione del Los Angeles Country Museum of Art ha,
per esempio, deciso di soprassedere al progetto di espansione del museo
preparato da Rem Koolhaas e che sarebbe dovuto costare 300 milioni di
euro. Alla base di questa decisione la difficoltà di raccogliere tanto
denaro e il precedente della negativa esperienza vissuta dalla città con
la costruzione del Walt Disney Concert Hall progettato da Frank Gehry. I
costi della sala da concerto sono tanto lievitati durante la fase di
realizzazione da prosciugare le disponibilità: la cosa ha causato seri
problemi alla amministrazione cittadina, tanto che il completamento
dell'edificio è stato a lungo in forse. Di conseguenza i donatori si sono
dati alla macchia.
Questo è il sintomo di un trend più generale che vede il brusco
raffreddamento dei piani di costruzione di nuovi edifici per i musei.
Dall'altra parte, nemmeno i musei che hanno già completato la loro
espansione stanno meglio.
Illuminante è l'esempio del Milwaukee Art Museum progettato da Santiago
Calatrava. I costi di manutenzione del nuovo edificio sono talmente alti
da essere superiori al budget che il museo aveva prima dell'espansione per
le mostre, i curatori e la conservazione. Per sopportarli, il museo ha
ridotto a due i curatori a tempo pieno.
The Art Newspaper 20.12.2002
Onore
al merito
"Viene da lontano questo Mart, concepito da Gabriella Belli,
il direttore dal cuore di ferro in apparenze di velluto che, unica in
Italia, ha saputo portare a compimento un'ardua impresa come quella di
convincere i politici che investire nell'arte moderna e contemporanea è
importante per la nostra storia e soprattutto il nostro futuro culturale e
può diventare un business.
Certo l'apertura di questo Mart è una grande e complessa operazione che
come tale, insieme alle luci ha alcune ombre, attira le invidie, non
accontenta tutti: alcune delle obiezioni registrate riguardano i costi
faraonici settanta milioni di euro, il forte decentramento (rispetto
all'Italia) dell'ubicazione, il fatto che sia nato lontano dai grandi
centri urbani (Rovereto conta appena 33 mila abitanti) oppure il fatto che
l'architettura non sia poi così eclatante di novità come ci si potrebbe
aspettare. Ogni critica o parere contrario deve però tenere conto della
realtà attuale italiana, deve considerare che se corrono tempi difficili
per altri settori, tanto più lo sono per l'arte contemporanea verso la
quale manca, per consolidata e quasi universale tradizione, una vera
sensibilità . Onore quindi al merito di chi ha saputo condurre in porto
questa impresa e un sincero invito a una visita su Mart".
Il Manifesto 19.12.2002
Il
grande malato della cultura occidentale in cura
Grande malato della cultura occidentale. In questo modo Eduardo
Serra, presidente della Fondazione del Prado, aveva definito il museo
madrileno.
Dopo interminabili polemiche e litigi, i lavori per la ristrutturazione e
l'ampliamento dell'edificio del museo secondo il progetto di Rafael Moneo
sono finalmente iniziati.
Insieme ai lavori strutturali, Serra sta anche sovrintendendo la
trasformazione della struttura amministrativa del museo che dovrebbe,
almeno nelle sue intenzioni, snellirne la burocrazia ed aumentarne
l'efficienza. Ma non tutti la pensano così. I critici vedono in questo
processo il tentativo di privatizzare il museo.
Liberation 16.12.2002
MART
MART urrà
Domenica 15 dicembre a Rovereto si inaugura il Mart, Museo di arte
moderna e contemporanea di Trento e Rovereto: la nuova strutturaè stata
progettata nella città del futurista Fortunato Depero dall’architetto
ticinese Mario Botta con Giulio Andreolli.
Botta ha costruito un museo senza fronte, senza immagine forte, ma con una
corte sotto la cupola di vetro che è una piazza dove poter
passeggiare.
Il museo è compreso in un un complesso dal costo di 60 milioni di euro
che comprende la nuova biblioteca civica e un auditorium da 434 posti per
musica, teatro e cinema. Al di fuori degli orari di apertura offre
anche una libreria d’arte, un ristorante, parcheggi sotterranei, un
giardino di sculture.
Committenti dell’impresa la Provincia autonoma di Trento con il Comune
di Rovereto. Sono previsti 130-150 mila visitatori l’anno.
La Repubblica of the Arts 13.12.2002
I
musei inglesi necessitano di un maggiore finanziamento pubblico
Secondo un rapporto del Department for Culture, Media and Sport, i
musei inglesi necessitano di un maggiore finanziamento da parte del
governo, altrimenti saranno costretti a reintrodurre il biglietto di
ingresso abolito due anni fa.
BBC News 11.12.2002
Fine
di un'era
Thomas Krens è stato il profeta del museo come brand globale.
Ora, costretto dalle mutate condizioni economiche e dalla diminuzione
della propensione del pubblico a viaggiare, Krens ha dovuto ammettere che
i piani di espansione del Guggenheim Foundation erano sovrastimati.
Risultato: il budget attuale del museo è circa la metà di quello che era
alcuni anni fa e si levano critiche alla gestione allegra delle sue
finanze.
"Il successo di Mr Krens è da sempre dipeso dalla percezione del suo
successo, cosa che ha tenuto i suoi progetti sospesi nell'aria come bolle
di sapone. Questo è ciò che ha attratto gli speculatori. Quando una
bolla è scoppiata, le illusioni hanno cominciato a svanire.
Cosa rimane oggi di un museo la cui immagine è inestricabilmente legata
alla idea di espansione, di mobilità, di scambio globale e di new
economy?
Bigger is not better; better is better. Questa è la lezione
dell'economia del momento. L'ossessione dell'espansione e
dell'architettura come simbolo della marca, sostenuta dall'esempio di
Krens, è la insidiosa eredità degli anni '90."
The New York Times 6.12.2002
Centrali
i servizi collaterali
L'importanza dei servizi collaterali nei musei italiani è
confermata dai dati resi noti in occasione del Salone dei Beni culturali,
in corso a Venezia.
Il giro d’affari dei concessionari dei servizi aggiuntivi nei musei
statali è stato nel 2000, al lordo dei costi d'impianto e di gestione, di
circa 65 miliardi di vecchie lire e dal 1997 al 2000 il numero di addetti
nel settore è decuplicato.
Secondo una ricerca dell'Enit, inoltre, a fronte di un calo medio di
visitatori nei musei italiani del 12% tra settembre e dicembre del 2001
per effetto degli attentati alle Twin Towers sarebbero invece aumentati
gli introiti dei 33 musei-campione presi in esame, passati dai 62 milioni
di euro del 2000 ai 66 milioni di euro del 2001.
La Repubblica of the arts 2.12.2002
Manager
e non curatori per
i musei in Giappone
La crisi che da tempo caratterizza l'andamento dell'economica
giapponese ha avuto significative ripercussioni sul settore dei musei,
causando ridimensionamenti e chiusure, soprattutto tra i musei di
titolarità privata.
Nel settore dei musei pubblici, invece, si sta registrando un impegno
governativo crescente.
L'esempio più significativo è l'apertura a Kobe del Hyogo Prefectural
Museum of Art - un edificio di 27.500 mq progettato da Tadao Ando e
costato circa 250 milioni di euro - costruito sul lungomare, parte del
rilancio della città, distrutta nel 1995 da un violento terremoto.
Il museo dovrà ricevere annualmente almeno mezzo milione di visitatori
per recuperare i costi di gestione: per questo motivo sono previste mostre
blockbuster - Van Gogh - e il museo funzionerà, sul modello del Centre
Pompidou, anche come teatro e sala da concerto.
Un approccio simile caratterizza la gestione di musei municipali d Tokio,
alla cui direzione il sindaco Shintaro Ishihara ha collocato manager
amici, piuttosto che curatori artistici, con l'obiettivo di renderli più
accessibili ai cittadini.
The Art Newsper 29.11.2002
Un
museo profittevole
Nonostante sia vietato ai minori di 18 anni, il Sex Museum a New
York ha avuto 15.000 visitatori durante le prime 6 settimane di apertura,
superando le più rosee previsioni.
Grazie ad un biglietto di entrata il cui costo è di 17 dollari, il museo
sta assicurando ai suoi proprietari un profitto significativo.
The New York Times 20.11.2002
Calano
del 25% i visitatori al Guggenheim Museum di New York
Il calo rappresenta un vero problema per il museo, il cui budget
è dipendente dagli ingressi più di quanto non lo sia quello di altri
musei.
Di conseguenza, per fare quadrare il bilancio 2003 la Guggenheim
Foundation ha deciso di diminuire il personale, ridurre le ore di apertura
e cambiare i programma delle esposizioni.
The Art Newspaper 16.11.2002
Mamco
apre all'esagono
Il museo di arte contemporanea Mamco di Ginevra ospita una
selezione di opere di artisti acquistate dal Fonds national d'art
contemporain, che normalmente acquista opere da destinare ai musei locali
francesi.
Liberation 14.11.2002
Pinakothek
der Moderne a Monaco di Baviera
Monaco fa le cose in grande, ma non rinuncia alla
discrezione.
La appena inaugurata Pinakothek der Moderne, progettata da Stephan
Braunfels, pur non offrendo una estetica fuori dall'ordinario nel solco
della voga iniziata dal Guggenheim di Bilbao, puntando sulla ricchezza
della sua straordinaria collezione lancia la città bavarese nel circuito
dell'arte moderna e contemporanea, facendo diventare Monaco una delle
primarie destinazioni per gli amanti dell'arte.
The New York Times 10.11.2002
Fare
di un problema una opportunità
Un gruppo di ragazzi è solito usare la gradinata davanti
all'ingresso principale della Gallery of Modern Art di Glasgow - un
imponente edifici neoclassico - come luogo per cimentarsi in acrobazie con
i pattini a rotelle.
Che fare? Come destreggiarsi con la loro presenza? Invitandoli ad entrare,
perché no? Il museo ha deciso di affidare a nuArts, una
organizzazione artistica e educativa guidata dal video.maker Graham
MacIver, la realizzazione di video che documentano la vita e le speranza
dei Ragazzi. In mostra alla GoMA dal 15 novembre al 3 febbraio 2003.
The Herald 4.11.2002
Il
paese dei musei
suicidi
Philippe de Montebello festeggia 25 anni alla guida del
Metropolitan Museum di New York. Probabilmente nessun altro direttore di
museo americano può vantare tanta longevità alla guida di una
istituzione tanto prestigiosa.
"Bisogna essere pratici e non ipocriti - dice de Montebello - La
commercializzazione e le attività collaterali aiutano a pagare i
conti." Ma i musei che si giocano principalmente sul mercato del
intrattenimento proponendosi come una ennesima alternativa, al pari del
cinema o dello sport, stanno virtualmente suicidandosi, continua. "In
un mondo sempre più prosaico e materialista dove la superficialità la fa
da padrone, specialmente grazie alla crescita dei nuovi media elettronici,
il mistero, il meraviglioso, la presenza del reale rappresenta l'elemento
distintivo dei musei ed è ciò che dobbiamo orgogliosamente, gioiosamente
esaltare".
The New York Times 3.11.2002
Come
stanno cadendo in basso!
Natinal e Tate Gallery verso la decadenza? Non ancora, ma è
questo lo scenario che i direttori delle due istituzioni londinesi
prefigurano a causa dei tagli ai finanziamenti governativi per gli
acquisti.
Il caso che ha sollevato la questione è l'acquisto da parte del Getty
Museum di un dipinto di Raffaello posseduto dal Duca di Northumberland.
Per contrastare l'esportazione del dipinto, la National Gallery ha
lanciato, con poche speranze in verità, un appello per raccogliere i 45.5
milioni di euro necessari al sua acquisto.
Questo è una conseguenza dei tagli ai fondi per l'incremento delle
collezioni - la National Gallery ha un budget più piccolo di quello
che aveva 20 anni fa - che non consentono ai due musei di aggiornare e
completare le raccolte.
Charles Saumarez Smith, direttore dalla National Gallery, è categorico: a
causa dei tagli, l'immagine internazionale del museo sta decadendo a
livello di quella dei musei dell'ex Europa comunista. Un vero disastro: il
museo accoglie annualmente circa 2,5 milioni di turisti stranieri che
rimarrebbero delusi se trovassero un museo dimesso e non all'altezza delle
loro aspettative.
The Guardian 2.11.2002
Le
collezioni dei musei californiani online
Solo il 7% del patrimonio dei musei americani è visibile al
pubblico.
Il Museums and the Online Archive of California Project vuole
mettere online l'intero patrimonio dei musei californiani. Per il momento
l'archivio contiene 150.000 immagini che documentano le collezioni di 11
musei - su più di 2000 attivi nello stato.
Wired 29.10.2002
Il
J. Paul Getty Museum acquista la Madonna dei garofani di Raffaello
Senza troppo rumore, il J. Paul Getty Museum ha acquistato dagli
eredi del decimo Duca di Northumberland la Madonna dei garofani di
Raffaello. Il dipinto di 29 x 23 cm, eseguito nel 1507-8, è stato pagato
meno di 51 milioni di euro.
The Art Newspaper 29.10.2002 Inaspettata
pioggia sui musei inglesi
Il governo inglese ha stanziato un fondo straordinario di 3,2
milioni di euro perché 10 musei situati a Liverpool, Londra, Bradford,
Oxford e Newcastle migliorino la presentazione del loro patrimonio.
BBC News 28.10.2002
Jeu
de paume racconterà la storia della fotografia
Cambio di orientamento per il museo Jeu de paume di Parigi.
Situato alla termine del giardino delle Toileries, il museo è stato
destinato dal 1991 all'esposizione delle arti plastiche contemporanee, ma
a partire dal 2004, fuso con il Centre national de la photographie e
l'associazione Patrimoine photographique ospiterà la documentazione della
storia della fotografia, del video e del multimedia.
Le Monde 26.10.2002
Il
British Museum ha bisogno di più soldi ma deve anche essere più
efficiente
Chris Smith, già ministro della cultura nel precedente governo
Balir, scende pesantemente in campo e striglia tutti, dl Tessa Jowell a
Neil MacGregor.
A suo dire, il British merita essere aiutato finanziariamente sia perché
sta fornendo più servizi che in precedenza, sia perché difficoltà
oggettive come il calo del turismo ne hanno diminuito le entrate. A questo
proposito egli sottolinea che i finanziamento per il British sono stai
aumentati dell'1%, mentre quelli per la National Gallery sono cresciuti
del 6,2 e quelli per la Tate Gallery dell'8,5%.
Ma il museo deve essere anche avere una gestione molto più efficiente.
Come? Ad esempio snellendo il proprio consiglio di amministrazione, troppo
numeroso e quindi troppo burocratico, adottando un sistema di controlli
finanziari più efficiente, e trasformando il modo in cui esso si
relaziona al pubblico, presenta i suoi tesori e coinvolge i visitatori
nella storia dell'umanità che si spiega davanti ai loro occhi sala dopo
sala.
The Guardian 24.10.2002 Natural
History Museum +70% ma...
A tanto ammonta l'incremento degli ingressi al museo di storia
naturale londinese da quando 10 mesi fa è diventato gratuito.
Tuttavia il museo ha calcolato che la perdita di introiti è superiore di
775.000 euro al maggiore finanziamento promesso dal governo. Sicché la
reintroduzione del biglietto è all'ordine del giorno
BBC News 23.10.2002 Se
111 milioni vi sembran pochi
Secondo i direttori dei musei regionali - quelli che si trovano
sparsi nella provincia e nelle città, fuori Londra - il finanziamento di
111 milioni di euro annunciato dal governo inglese è inferiore di 47
milioni di euro ai fondi necessari per finanziare il programma per il
rinnovamento degli istituti da loro gestiti.
The Guardian 23.10.2002 111
milioni di euro per i musei inglesi
Il ministro della cultura Tessa Jowell ha annunciato
l'assegnazione di un finanziamento per i musei di 111 milioni di euro, che
sembra essere il più cospicuo mai erogato a favore dei musei regionali.
Il solo British Museum riceverà un finanziamento di 58,4 milioni di euro
a partire dal 2003, cifra che salirà a 60 milioni nel 2004/5.
Ciò nonostante il direttore del British, Neil MacGregor, pur
riconoscendolo sforzo governativo, ha commentato l'annuncio sottolineando
che tali cifre non consentiranno di sviluppare sul lungo periodo il pieno
potenziale del museo.
BBC News 22.10.2002
46
milioni di euro spesi in sordina
Contrariamente all'uso in voga negli ultimi anni, il Museo del
Prado è nel mezzo di un processo di rinnovamento importante e costoso,
che rivoluzionerà le sue possibilità espositive ma non lascerà traccie
all'esterno.
Insomma, niente architetture stravaganti o in contrasto con l'aspetto
austero dell'edificio che ospita l'istituzione madrilena.
The New York Times 21.10.2002
Il
British Museum vende
Per ripianare il bilancio il Britsh Museum ha avviato la procedura
per ottenere l'autorizzazione a vendere un edificio di sua proprietà nel
centro di Londra.
Secondo voci non ufficiali, il museo dovrebbe ottenere il permesso per
effettuare l'operazione che porterebbe nelle sue casse 55,3 milioni di
euro.
BBC News 14.10.2002
Imre Kertész
Premio Nobel per la letteratura
Imre Kertész, ungherese, 72 anni, sopravvissuto ai campi di
sterminio nazisti, ha ottenuto il Premio Nobel per la letteratura per
"un'opera che mette a fuoco l'esperienza fragile dell'individuo di
fronte al barbaro arbitrio della storia."
Le Monde 11.10.2002
Mala
tempora currunt
Quando l'anno passato la commissione governativa Resource
aveva presentato il suo rapporto
sullo stato dei musei di provincia inglesi non aveva potuto fare altro che
dipingere una situazione deprimente, prendendo atto delle chiusure di
molte istituzioni per mancanza di fondi e dello stato di degrado nel quale
versavano molte di quelle ancora in attività.
Di conseguenza, era stato richiesto al governo di intervenire con un
finanziamento di 264 milioni di euro per affrontare il problema.
Ora il governo ha deciso di concedere un finanziamento di 63,2 milioni di
euro, ben al di sotto di quanto stimato necessario da Resource.
Di conseguenza, il ministro dalla cultura del governo laburista di Blair,
Tessa Jowell, è al centro delle polemiche, soprattutto se paragonato ai
successi ottenuti dal suo predecessore, Chris Smith.
The Guardian 10.10.2002
Chiude
il Museum of the Moving Image di Londra
Inaugurato nel 1988, chiuso nel '99 per ristrutturazione, il museo
non sarà riaperto.
Al suo posto dovrebbe sorgere entro il 2007-2008 il Film Centre, "un
centro innovativo e dinamico sulla cultura cinematografica e
televisiva."
BBC News 7.10.2002
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Case
vuote alla Tate: Niente quattrini per le acquisizioni
Sir Nicholas Serota si lamenta che la Tate Gallery,
della quale è il direttore, perde ogni settimana una buona
occasione per arricchire la sua collezione: infatti le sue
risorse per gli acquisti sono meno di quelle che l'istituzione
aveva a disposizione 20 anni fa.
Attualmente la Tate ha a disposizione per gli acquisti 3,2
milioni di euro, contro 3,52 del 1982.
Con un budget così risicato, non può competere sul mercato
delle aste con una ragionevole speranza di successo di colmare i
buchi nella sua collezione, particolarmente nel settore
dell'arte britannica.
The Guardian 25.9.2002
Crollano
i visitatori alle Tate Gallery
Dopo un exploit iniziale dopo l'apertura nel 2000 - 5,25
milioni di visitatori il primo anno - i visitatori della Tate
Modern sono crollati ad una meno astronomica cifra di 3,6
milioni nei 12 mesi successivi.
Uguale sorte è toccata anche alle cifre che riguardano le 4
sedi del museo - due a Londra, una a Loverpool e una a St. Ives
- con un dato al marzo 2002 che registra una caduta degli
ingressi di 1,2 milioni di visitatori.
Di conseguenza il budget del museo sarà tagliato di 2,4 milioni
di euro. Il direttore Nicholas Serota ha annunciato un
ridimensionamento dei programmi futuri, mentre un portavoce del
museo ha minimizzato la situazione interpretando il fatto come
un naturale calo della frequentazione dopo l'assalto del
pubblico il primo anno, molto maggiore delle aspettative.
Da notare che il calo è avvenuto nonostante la presenza di
mostre di grande successo, come quella su Warhol - 220.000
visitatori in 2 mesi - e Matisse-Picasso - 500.000 visitatori in
3 mesi.
BBC News 24.9.2002
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| L'inaugurazione
in pompa magna della Tate Modern |
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La
Barnes Foundation on the move
La Barnes Foundation, in grossi guai finanziari, ha iniziato le pratiche
per chiedere al tribunale il permesso di potersi spostare dalla sua
attuale sede nei sobborghi di Philadelphia a un nuovo edificio sul
Benjamin Franklin Parkway, dove già sono situati altri musei,
il maggiore dei quali è il Philadelphia Museum of Art.
i 150 milioni di dollari necessari per effettuare l'operazione
sarebbero messi da Pew Charitable Trusts e da Lenfest Foundation.
Il permesso del tribunale è necessario perché il trasloco
contraddirrebbe le volontà di Albert C. Barnes, l'eccentrico
miliardario che ha raccolto una formidabile collezione di
Impressionisti valutata in 25 miliardi di dollari.
The New York Times 25.9.2002
Dall'Archivio di DiArte:
La curiosa storia della Barnes
Foundation
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| 1.200
visitatori al mese: troppi per i facoltosi vicini della
Barnes Foundation |
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Apre
la Pinakothek der Moderne a Monaco di Baviera
Dopo sei anni di lavori, è stata inaugurata la
Pinakothek der Moderne, terza pinacoteca di Monaco insieme alla
Alte Pinakothek - dedicata alle opere dal 14esimo al 18esimo
secolo e la Neue Pinakothek - dedicata alle opere del 18esimo e
19esimo secolo.
Il nuovo museo, dedicato alla creazione contemporanea,
orgogliosamente posto da Edmund Stoiber in competizione con la
Tate Modern di Londra e il Modern Art Museum di New York,
dispone di una collezione che comprende, oltre a opere
pittoriche e grafiche, un museo del design e uno
dell'architettura.
Frankfurter Allgemeine Zeitung
20.9.2002 |
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| La
cupola all'interno della Pinakothek der Moderne |
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A
Roma novità MACROscopiche
Il MACRO, già GCAMC, Galleria
Comunale di Arte Moderna e Contemporanea, ora Museo di Arte
Contemporanea di Roma, la lancia come città centro dell'arte
contemporanea. In programma l'espansione all'interno
dell'ex-birreria Peroni e nel quartiere Testaccio,
collaborazioni con l'università, un master per curatori,
nuove acquisizioni e conferenze internazionali.
Dice il direttore Danilo Eccher: "Partiamo l'11 ottobre
2002 con una serie di eventi, proprio per sottolineare la
volontà del MACRO di porsi come museo ampio, aperto a quelle
che sono le nuove ricerche e i nuovi linguaggi; quindi più che
aprire con un solo allestimento abbiamo pensato ad una serie di
iniziative, che andranno a caratterizzare l’attività di
questo spazio museale.
Sono molto soddisfatto perché vedo attorno al MACRO un grande
entusiasmo, una grande condivisione dei progetti, un forte
sostegno da parte di tutte le strutture che possono aiutarci.
Mi ha fatto ancora più piacere constatare che la realtà
romana è una realtà vivissima. Vedo che ci sono spazi
importanti con cui collaborare, la GNAM, il CNAC insieme ad
altre vivacissime attività private che consentono a Roma di
cominciare davvero a giocare la partita sul
contemporaneo..."
Exibart 20.9.2002 |
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Quanto
e come si parla di scienza sui media italiani
Per sei mesi, dal novembre 2001 al maggio 2002, studenti ed
esperti di comunicazione hanno monitorato la comunicazione scientifica sui
media italiani raccogliendo dati analizzati dal gruppo di lavoro
coordinato dal Master in Comunicazione della Scienza della Sissa di
Trieste.
Secondo i dati presentati la scienza sui media è abbastanza presente: ognuno
di noi ha a disposizione circa 2,7 notizie di scienza al giorno se legge i
quotidiani e 2,5 se guarda un qualsiasi canale tv.
"Il problema non sta tanto nella quantità - ha commentato Edoardo
Boncinelli, biologo e direttore della Sissa -, quanto piuttosto nella
qualità degli articoli, che contengono sempre poca spiegazione
scientifica, e negli argomenti che vengono scelti." A fare la parte
del leone sono infatti gli articoli che parlano di salute e medicina
seguiti a ruota dall'ambiente, con in testa i temi relativi
all'inquinamento e alla conservazione della biodiversità.
Il Manifesto 19.9.2002
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Aperto
il primo museo d'arte contemporanea del Belgio francofono
Mentre nella parte fiamminga i musei d'arte
contemporanea sono due - si trovano ad Anversa e Gand - nella
parte francofona del Belgio mancava una istituzione dedicata
alla creatività del presente.
La lacuna è stata colmata dopo un periodo di gestazione durato
12 anni con l'inaugurazione a Grand-Hornu
del Musée d'Art contemporain.
Il museo si trova nel il sito del villaggio operaio costruito
tra il 1820 e il 1835 da Henri Degorge di servizio alle miniere
di carbone di sua proprietà.
Chiuse le minuere nel 1954, il sito era in stato di abbandono.
Per ospitare il museo, gli edifici sono stati ristrutturati e,
accanto a loro, è stato costruito un nuovo padiglione ad opera
dell'architetto Pierre Hebbelinck.
L'operazione fa parte di un piano di rigenerazione della
provincia di Hainaut, nella quale i comuni di La Louvière e di
Roeulx sono compresi nella World Heritage List dell'Unesco,
piano che comprende anche la costruzione un parco scientifico
Liberation
18.9.2002 |
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Amici
dei musei: quali i vantaggi per i soci?
Le azioni per fidelizzare il cliente sono ormai parte
anche della pratica dei musei. Grazie alle associazioni degli
amici essi si garantiscono entrate sicure, ma quali sono i
vantaggi per i soci?
Non tutti musei londinesi offrono le stesse attrattive. Se
sconti e/o ingressi gratis sono standard, se l'apertura serale
è una opportunità da considerare perché consente di visitare
le mostre quando sono meno affollate, alcuni vantaggi sono
esclusivi di certi musei. Ad esempio, solo Royal Academy,
Victoria and Albert, le due Tate e ICA (Institute of
Contemporary Arts) offrono la disponibilità di sale riservate e
pochi consentono di invitare un amico o di associare i familiari
a prezzo ridotto.
Insomma: anche in questo settore la concorrenza per accaparrarsi
i clienti è sensibile e ciascun contendente cerca di
differenziarsi con una offerta esclusiva.
I prezzi della associazione variano molto: da 16 euro per il
Barbican, fino a 70 per la Royal Academy, ma ciò che si ha in
cambio varia in molto sensibile. Nell'articolo il dettaglio
delle offerte.
The Guardian 17.9.2002 |
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| La
sala riservata agli amici della Royal Academy of Arts:
un luogo dove incontrarsi a due passi da Piccadilly |
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Piatto
ricco mi ci ficco
Annunciato dalla Gulbenkian Foundation l'avvio di un premio per il
museo che nel 2002 ha presentato la mostra, l'allestimento o l'iniziativa
per il pubblico più innovativa o di maggiore impatto.
Il premio, dotato della straordinaria posta di 160.000 euro, è stato
creato per stimolare i musei inglesi, particolarmente di quelli di
provincia, che soffrono di una minore considerazione rispetto ai più
blasonati colleghi situati nelle città più popolose.
La borsa, il cui ammontare è molto maggiore di qualsiasi premio
attualmente assegnato nell'ambito artistico, dovrà essere usata dal
vincitore per creare una iniziativa per favorire l'accesso del pubblico.
The Guardian 16.9.2002
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Concorrenza
Il guru della pubblicità e vorace collezionista d'arte
contemporanea Charles Saatchi ha annunciato la prossima apertura
della sua nuova galleria d'arte nella quale esporrà la sua
formidabile collezione.
L'edificio scelto per lo scopo è la County Hall, la vecchia
sede del sindaco della Great London Ken Livingstone, per il
quale è stato costruito un nuovo quartiere generale più a est
lungo il Tamigi.
La scelta della location non è del tutto casuale, visto che si
trova nei pressi della Tate Modern e del London Eye, la grande
ruota panoramica che attrae 4 milioni di visitatori all'anno. In
questo modo, Saatchi spera di indurre 750.000 persone a pagare
per vedere i suoi tesori.
La galleria sarà inaugurata con una mostra di opere di Damien
Hirst, Tracey Emin, i fratelli Chapman, Sarah Lucas e Jenny
Saville.
Guardian 13.9.2002 |
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| Il
London Eye con a destra il County Hall |
|
A
caccia di sponsor
Non è solo in British Museum ad avere dei seri guai con il
pareggio di bilancio. Molti grandi musei in Europa - da Parigi a Firenze -
vivono la stessa crisi, anche se in modo meno accentuato.
Per fare fronte alla caduta dei finanziamenti pubblici, il ricorso i
finanziamenti privati è sempre più massiccio. Per esempio, l'intero
programma 2002 delle esposizioni temporanee del Louvre è sostenuto solo
attraverso la sponsorizzazione.
Per questo motivo, Henri Loyrette, direttore del museo francese, spera di
poter presto ampliare l'ufficio che si occupa della ricerca di
finanziamenti, composto attualmente da 5 persone, ben poche se confrontate
alle 50 del Metropolitan Museum di New York. Il desiderio di Loyrette è
di arrivare ad una dimensione simile a quella del British, che dispone di
uno staff di 12 dedicate al corporate fund raising.
Businness Week 12.9.2002
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La
curiosa storia della Barnes Foundation
La Barnes Foundation di Philadelphia possiede una delle
più straordinarie collezioni di impressionisti al mondo, ma non
è in grado di valorizzare tale straordinario patrimonio a causa
delle disposizioni testamentarie del suo eccentrico
proprietario, il milionario Dr. Albert C. Barnes, morto all'età
di 78 anni nel 1951, e delle liti che ne sono seguite.
La collezione, formatasi negli anni '10 e '20 grazie al
formidabile intuito di Barnes, comprende un numero di Renoir
doppio rispetto a quelli posseduti dal Musée d'Orsay di Parigi;
grossomodo uguale è il rapporto tra i Cezanne posseduti da
Barnes e quelli del Museum of Modern Art di New York: 69 il
primo, 39 il secondo.
La Fondazione non è stata concepita da Barnes come un museo, ma
come una scuola d'arte: egli era solito intrattenere i
visitatori con lezioni nelle quali illustrava le sue teorie
interpretative utilizzando i pezzi della sua collezione come
esempi, e giustapponendo le opere degli Impressionisti a quelle
di artisti di tutt'altra estrazione, africani o navajo, ad
esempio. Di conseguenza, Barnes proibì qualsiasi tipo di
attività che non rientrasse tra quelle didattiche, in
particolare quelle di carattere espositivo, sociale e
commerciale normali in un museo USA.
Da questa volontà del fondatore sono nate liti tra la direzione
della fondazione, che vorrebbe una gestione di tipo più
imprenditoriale, e i sostenitori della impostazione originaria.
Anche per questo motivo, la fondazione è costretta a far pagare
un biglietto di ingresso ridicolmente basso - 5 dollari - e a
non modificare la disposizione delle opere nelle sue gallerie,
mantenendo gli accostamenti voluti da Barnes stesso.
Oltre a ciò, sono iniziate feroci liti con i vicini della
fondazione, che ha sede in un quartiere residenziale di alta
classe. Questi la accusano di aver portato scompiglio nella vita
della comunità a causa dei numerosi visitatori che
quotidianamente sono attratti dalla ricchezza custodita tra le
sue mura.
Le liti continuano e una soluzione non sembra essere vicina.
Questo sta portando la fondazione verso la bancarotta,
nonostante essa custodisca un patrimonio di ingente valore.
Los Angeles Times 4.9.2002 |
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La
collezione di Friedrich Christian Flick rifiutata da Zurigo va a
Berlino
Sono in corso trattative tra Peter Klaus Schuster,
direttore di Stiftung Preussischer Kulturbesitz, il dipartimento
amministrativo dei musei di Berlino, e Friedrich Christian Flick,
milionario svizzero, proprietario di una collezione di opere
d'arte contemporanea che conta 2.500 pezzi, tra cui Santa
Chocolate Shop di Paul McCarthy, esposto nella retrospettiva
dell'artista tenuta a New York lo scorso anno.
Friedrich Christian Flick aveva tentato di costruire un musei
per la propria collezione a Zurigo su progetto di Rem Koolhaas,
ma aveva poi rinunciato al progetto per l'opposizione della
comunità ebraica. Flick è erede della famiglia di più
importanti costruttori di armi durante il nazismo, e deve la sua
ricchezza anche allo sfruttamento del lavoro dei deportati.
The Art Newspaper 2.9.2002 |
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| Santa
Chocolate Shop di Paul McCarthy’ |
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