Musei

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  Maggio - Giugno 02

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Un fantastico magazzino
Domani apre la nuova sede del Modern Art Museum a Queens. Gli ambienti chiusi, privi di finestre e dal soffitto basso offrono una nuova possibilità di relazionarsi con i capolavori di Cézanne, Seurat and Braque che per la gioia degli frequentatori e dei turisti sono stati trasportati nell'ex magazzino industriale che ospiterà parte della collezione fino all'apertura della sede storica ampliata e rinnovata.
The New York Times 28.6.2002

Il British Museum finanziato in modo inadeguato al suo ruolo
Lo ha sostenuto davanti ai deputati il direttore uscente Robert Anderson. In particolare, Anderson ha sostenuto che il finanziamento governativo è ampiamente insufficiente perché il museo continui a mantenere il suo prestigio.
Il direttore ha difeso l'efficienza dello staff del museo, affermando che esso sopporta uno straordinario carico di lavoro e che esso è altamente efficiente.
Il British Misuem ha accumulato un deficit di quasi 11 milioni di euro per recupare il quale sono stati decisi 150 licenziamenti tra i suoi 1.000 dipendenti.
Guardian 26.6.2002

Bruno Racine presidente del Beaubourg
Racine, 50 anni, diplomatico specialista in questioni strategiche, attualmente direttore di Villa Medici a Roma e già consigliere diplomatico di Jacques Chirac e suo fedele servitore, è stato nominato alla testa del Beaubourg in sostituzione di Jean-Jacques Aillagon, diventato ministro della cultura.
Le Monde 26.6.2002

A cena con i dinosauri
Le cene nei musei sono un importante strumento di fund raising. La formula ha avuto inizio negli USA, dove i direttori sono impegnati costantemente nella ricerca di fondi per la loro istituzione, ma ha trova una progressiva popolarità anche in Inghilterra, man mano che i musei hanno visto la diminuzione del finanziamento pubblico.
Questo fatto, insieme ad una politica culturale che valorizza i musei come strumento per l'inclusione sociale delle fasce marginali della popolazione, hanno giovato ai musei che sono diventati molto più attenti alle esigenze del pubblico, ma la necessità di ricorrere al sostegno dei privati ha distolto molte delle energie prima dedicata alla cura degli aspetti scientifici ed artistici.
London Evening Standard 25.6.2002

Jack Lohman nominato direttore del Museum of London
Jack Lohman, attualmente direttore di Iziko, una organizzazione che gestisce 15 musei a Cape Town tra cui il South African Museum e il South African National Gallery, è stato scelto per dirigere il Museum of London, in sostituzione di Simon Thurley, diventato diretore di English Heritage.
Lohoman ha una vasta esperienza cosmopolita. Di origini polacche, ha lavorato nei musei di 4 continenti. Pur non essendo uno specialista della storia di Londra, la sua esperienza nella organizzazione e nella presentazione delle collezioni può essere difficilmente eguagliata.
The Art Newspaper 15.6.2002

Profondo rosso per la RNM
La Réunion des musées nationaux - RMN -, braccio commerciale ed esecutivo della direction des Musées de France - DMF -, ha chiuso il suo bilancio 2001 con un passivo di 7,7 milioni d euro, contro un attivo di circa 200mila euro dell'anno precedente.
La disastrosa gestione 2001 è dovuta in parte al calo del pubblico nei musei - meno 10% - e al forte aumento dei costi delle esposizioni temporanee. Ma è la gestione dei negozi e dei prodotti editoriali a segnare la perdita più consistente, pari a quasi 8 milioni di euro, due volte e mezzo superiore a quella dell'anno precedente.
Il disastro sembra essere dovuto solo in parte alla sfavorevole congiuntura economica, mentre un ruolo significativo è da attribuire alla poca competitività dei servizi commerciali della RMN e alla bassa qualità del assortimento merceologico dei negozi.
Già nel 1996 lo stato aveva rimpinguato le casse della RNM in crisi con una iniezione di 12 milioni di euro: sei anni dopo la crisi della RNM si ripete tale e quale, facendo supporre che essa non sia dovuta motivi congiunturali, ma a ragioni strutturali. Di volta in volta questi sono state identificate negli intrecci troppo stretti tra RNM e DMF, nella scarsa cultura imprenditoriale della RMN, nella mancanza di strumenti di marketing, nella sua inerzia.
Qualunque sia la causa, resta il fatto che una riforma della RMN è ormai non più procrastinabile.
Per il momento, saranno diminuite le risorse per mostre e nuove acquisizioni.
Le Monde 13.6.2002

Sciopero al British Museum
I lavoratori del British Museum scipereranno per 24 ore lunedì prossimo. L'iniziativa intende protestare contro il taglio di 150 posti di lavoro voluto dalla direzione a causa del taglio delle sovvenzioni al museo di 5 milioni di sterline. Il finanziamento pubblico al museo è diminuito del 30% negli ultimi 10 anni.
Questo sarà il primo sciopero in un museo inglese nella storia degli ultimi 250 anni.
The Guardian 11.6.2002

Dopo i marmi del British, i legni del museo reale
Dopo le polemiche seguite all'uso di una pietra più economica ma diversa dall'originale per la costruzione del portico nel Great Court del British Museum, è ora la volta dell'appena inaugurato Museo della Regina ad essere nel mirino a causa dei materiali usati per il suo allestimento.
Questa volta sotto accusa sono i legni, in particolare quelli usati per i parquet e le porte, che proverrebbero da abbattimenti illegali di piante pregiate avvenuti in Africa e non sarebbero in possesso della certificazione della agenzia indipendente Forest Stewardship Council. La cosa desta maggiore scandalo in relazione alle posizioni in sostegno alla conservazione delle foreste pluviali assunte dal Duca di Edimburgo, presidente emerito del WWF.
Gli architetti John Simpson and Partners, responsabili del progetto del museo, hanno ammesso l'errore, commesso nonostante nel contratto da loro fosse affermato che i materiali dovessero provenire da foreste gestite in modo sostenibile. Secondo lo studio di architettura, l'uso di materiali illegalmente esportati è stato possibile a causa dell'allentarsi dei controlli per la lunga catena di subappalti delle forniture.
The Guardian 6.6.2002

Il MoMA trasloca
Per consentire l'ampliamento della sua attuale sede a Manhattan, dal 29 giugno il MoMA si sposta a Queens, e diventa MoMA QNS occupando gli spazi di un edificio industriale.
27.000 progetti di architettura, 43.000 stampe e libri illustrati, 21.000 fotografie, 6.200 disegni, 550 quadri e 450 sculture hanno preso la strada della nuova sede dal marzo scorso. Il trasloco è costato 20 milioni di dollari, mentre per la ristrutturazione dell'edificio che provvisoriamente ospiterà il museo ci sono voluti altri 30 milioni di dollari. Il MoMA ha lanciato una campagna di fund raising per 800 milioni di dollari allo scopo di finanziare l'ampliamento della sua sede.
Art News online 5.6.2002

Smithsonian in crisi di identità
Dall'arrivo di Lawrence Small alla guida della ciclopica istituzione di Washington i malumori del personale, soprattutto dei ricercatori, si sono manifestati clamorosamente: i direttori di 6 musi si sono dimessi; il Congresso ha dovuto assumere dei provvedimenti per salvare la ricerca scientifica avanzata; un mecenate ha ritirato una donazione di 42 milioni di euro dopo che le sue indicazioni circa l'utilizzo della somma sono stati rifiutati dallo staff del museo; 200 accademici hanno protestato per la commercializzazione del museo.
Ciò che è in discussione è se l'istituzione debba essere indirizzata verso funzioni educative e di ricerca, oppure debba essere un centro di divertimento e di profitto.
Sintetizza un ex direttore di museo che ha chiesto di rimanere anonimo: "L'errore di Small è stato di applicare delle modalità decisionali tipiche del mondo aziendale, senza considerare che lo Smithsinian è più simile ad una università che ad una impresa."
Los Angles Times 2.6.2002 

Uno spagnolo alla guida della Tate Modern
Vicente Todoli è stato scelto per dirigere al Tate Modern di Londra. Todoli, 43 anni, ha studiato arte a Valencia e a Yale, ed è stato curatore e direttore artistico dell'IVAM - Instituto Valenciano de Arte Moderno - prima di dirigere il Museu Serralves a Porto, in Portogallo.
Il direttore della Tate Gallery, Nicholas Serota, si è detto molto soddisfatto della scelta, evidenziando che il museo londinese è stato in grado di attrarre uno dei più dotati e preparati direttori di gallerie d'arte contemporanea. "Vicente Todoli ha gestito uno dei musei di arte contemporanea che ha riscontrato maggiore successo tra quelli aperti negli ultimi cinque anni. Il suo ingaggio dimostra che oggi il mondo dell'arte è realmente internazionale."
Todoli prende il posto di Lars Nittve, che ha lasciato la Tate per ritornare in Svezia, suo paese d'origine.
BBC News 29.5.2002

Piccoli musei furti facili
Il caso di Stéphane Breitwieser, il ladro di opere d'arte che per sei anni ha imperversato indisturbato nei musei di Francia, Svizzera, Germania, Olanda, Danimarca, Belgio e Austria (vedi l'Archivio di Diarte), ha portato alla ribalta il problema della sicurezza delle collezioni nei piccoli musei, in particolare durante gli orari di visita.
In effetti, Breitwieser ha compiuto tutti i furti alla luce del giorno, approfittando delle scarse condizioni di sicurezza. Paradossalmente, i musei sono più sicuri di notte che di giorno, quando i sistemi di allarme sono disinseriti e non sempre il personale è sufficiente per il servizio di guardia nelle sale.
The New York Times 29.5.2002

Il Milwaukee Art Museum ha dato la sua collezione in garanzia per ottenere un prestito?
Secondo quanto rivelato da The Milwaukee Journal Sentinel, il Milwaukee Art Museum avrebbe dato la propria collezione in garanzia per ottenere un prestito di 45 milioni di dollari da un consorzio di banche.
Il prestito servirebbe al completamento del nuovo edificio progettato da Santiago Calatrava, i cui costi sarebbero superiori al previsto. Secondo Donald Baumgartner, presidente del consiglio di amministrazione del museo, questi sarebbero saliti a 120 milioni di dollari dai 100 previsti.
Christopher Goldsmith, direttore esecutivo del museo, ha tuttavia negato che  la collezione sia stata offerta in garanzia del prestito.
Il nuovo edificio costruito su progetto di Calatrava è caratterizzato da una coppia di ali che si aprono a comando per l'apparente scopo di ripararlo dalla luce solare. Vai qui per vedere una galleria fotografica sul museo.
The Art Newspaper 25.5.2002

Più soldi e personale per il Prado
Eduardo Serra e Miguel Zugaza, rispettivamente presidente e direttore del Museo del Prado, hanno presentato il piano fino al 2004 per il rinnovo e il rilancio della istituzione madrilena.
Le parole d'ordine sulle quali si basa il progetto di ampliamento della sede e di ammodernamento delle attività e dei servizi sono: maggiore autonomia, più soldi e più personale.
In particolare, il budget del museo è stato portato dai 15 milioni di euro del 2000 ai 25,8 milioni del 2001; 3,5 milioni dell'aumento sono allocati per l'assunzione di 100 persone, tra cui 20 specialisti di alto livello come Gabriele Finaldi, attualmente conservatore per la pittura spagnola e italiana alla National Gallery di Londra, nominato vicedirettore responsabile per la conservazione.
Il progetto culminerà nel 2004 con l'apertura dei nuovi spazi ricavati nel chiostro e nella chiesa del padri gerosolimitani, attigua al museo.
El Pais 24.5.2002

Museo macchina da soldi
Uno studio condotto da Mt. Auburn Associates e da Economic Development Research Group e commissionato dal Museum of Fine Arts di Boston ha valutato l'impatto economico dell'istituzione nella regione.
Lo studio sottolinea, tra l'altro, che il museo con i suoi 1.351 impiegati si colloca tra i 33 più importanti datori di lavoro della città, e calcola che esso metta in moto un giro di affari annuale di 221 milioni di dollari. Ulteriori 148 milioni sono generati da attività collaterali.
Lo studio è stato presentato in occasione del lancio della campagna per raccogliere 425 milioni di dollari per costruire una nuova ala del museo. Tuttavia, nonostante le cifre molto positive in esso contenute, le istituzioni pubbliche si sono dimostrate poco inclini a concedere fondi per l'opera.
Boston Globe 23.52002

In mostra i tesori della corona d'Inghilterra
Nuovo museo a Backingham Palace per fare posto alla collezione regale di opere d'arte. 
La prima mostra allestita offre al pubblico 450 pezzi provenienti dalla Royal Collection, vale a dire dalla collezione privata della regina. Questa è considerata la migliore al mondo: formata dai membri della famiglia reale nell'arco di 500 anni, essa comprende dipinti, disegni, mobili, porcellane, argenti, sculture, gioielli, libri, armi e armature, tessili.
Telegraph 22.5.2002

Il MoMA chiude per lavori
Il Modern Art Museum di New York chiude oggi per consentire i lavori di ampliamento della sede del museo secondo il progetto dell'architetto giapponese Yoshio Taniguchi che sarà completato nel 2005 e che consentirà  un aumento della superficie espositiva del 50%.
Il 29 giugno 2002 sarà inaugurata la sede del museo a Long Island City che ospiterà le iniziative del museo fino alla riapertura della sede storica.
ArtNet Magazine 21.5.2002

Un milione di visitatori in meno al British Museum: crisi da troppa offerta
Con 5,6 milioni di ingressi, il British Museum era il luogo pubblico ad ingresso libero più visitato della Gran Bretagna dopo la spiaggia di Backpool. Questo invidiabile primato è ormai un ricordo del passato. 
Nell'ultimo anno, nonostante l'apertura della Great Court e della antica sala di lettura della British Library, i visitatori del Brtish sono scesi a solo 4,6 milioni. La cosa, di per sé preoccupante, causa la diminuzione delle vendite di oggetti nei negozi e di servizi di ristorazione all'interno del museo. I proventi di queste attività commerciali collaterali sono decisivi per fare quadrare il bilancio che, anche a causa del loro calo, segna un passivo di 8 milioni di euro per ripianare il quale sono stati licenziati 150 lavoratori.
Se le ragioni di questa crisi devono essere ricercate nella scarsa efficienza del  management del museo, nella crisi del turismo seguita alla diffusione dell'afta epizootica e all'attentato dell'11 settembre, agli scarsi finanziamenti del governo, tuttavia non può essere nascosto che l'offerta di musei a Londra  è fortemente aumentata negli ultimi due anni, in particolare dopo l'apertura della Tate Modern e delle British Galleries al Victoria & Albert Museum. 
In altre parole, la concorrenza tra musei nella capitale inglese sarebbe talmente aumentata da mettere in difficoltà una istituzione che, come il British, conta sulla attrattiva della propria paludata immagine tradizionale.
Se quest'ultimo fattore si dimostrerà vero, l'attività del governo che negli ultimi anni ha utilizzato a profusione i fondi provenienti dalla lotteria nazionale per finanziare nuovi musei in tutto il paese dovrà essere riconsiderata. Questo vorrebbe dire, infatti, che anche le molte realizzazioni finanziate nel resto del paese potrebbero aver causato un eccesso di offerta di musei.
In un libro uscito recentemente intitolato The Poetic Museum, Julian Spalding, già direttore dei musei di Glasgow, mette in discussione la possibilità che ci sia pubblico sufficiente per tutti i nuovi musei costruiti in Gran Bretagna. Secondo i suoi calcoli, per raggiungere gli ambiziosi obiettivi posti nei loro business plan, ogni inglese dovrebbe passare 4 settimane all'anno nei musei, mentre attualmente essi dedicano solo 4 giorni alla loro visita.
Per ovviare il possibile disastro che sembra aleggiare inesorabile sui 1.800 musei britannici, secondo Spalding, essi hanno bisogno di nuove idee per combattere più efficacemente sul mercato del tempo libero, ripensando il modo in cui essi comunicano le loro collezioni, rendendo più attraenti ed interattive le esposizioni, raccontando storie ai visitatori che spieghino il significato degli oggetti e non limitandosi ad esporli. In questo, le nuove tecnologie possono avere un ruolo decisivo.
The Times 8.5.2002

Dure critiche piovono sul National Museum of American History
La Blue Ribbon Commission on the National Museum of American History, una commissione incaricata di esaminare la situazione del museo dal consiglio di amministrazione della Smithsonian Institutions di Washington, ha emesso un verdetto senza appello: nonostante il museo abbia una importantissima collezione e nonostante la suo ruolo nel documentare la cultura e la storia americana sia oggi più importante che mai, le sue potenzialità sono ampiamente sotto utilizzate a causa della disorganizzazione, anche degli spazi fisici, che lo caratterizza.
Il National Museum of American History è il terzo più visitato museo al mondo, dopo altri due che fanno parte sempre della Sithsonian Institutions: l'Air and Space Museum e il Museum of Natural History.
La pubblicazione del rapporto cade in un momento particolarmente delicato della Smithsonian Institutions, scossa da un anno di polemiche seguite alle radicali svolte gestionali del segretario Lawrence Small, accusato dai ricercatori di accettare un orientamento delle collezioni in accordo con i desideri dei finanziatori privati.
Washington Post 8.5.2002

Il museo come medium: nuovi approcci all'esperienza e all'interpretazione
Questo il titolo del seminario in programma l'11 maggio al Guggenheim Museum di New York che si occuperà di esplorare il museo contemporaneo in quanto strumento di apprendimento, discussione critica e di riflessione. Il seminario è la conclusione di un simposio organizzato dal Guggenheim per esaminare argomenti come la collezione degli oggetti, l'ambiente del museo e la trasgressione dei confini fisici e teoretici nella pratica dei musei.
L'intervento di apertura sarà tenuto da Stephen Jay Gould, professore di zoologia e antropologia alla Harvard University.
e-flux 5.5.2002

Inaugurato il Centro studi della Tate Gallery
il nuovo centro studi, che raccoglie la biblioteca e l'archivio della galleria, è collocato nei locali situati nei pressi della nuova Manton Entrance, progettati appositamente da John Miller & Partners e costati 3,55 milioni di euro.
La biblioteca, che  raccoglie documentazione sull'arte britannica a partire dal 1500 e sull'arte internazionale dopo il 1900, possiede, tra l'altro, una collezione di 120.000 cataloghi di mostre.
Il centro è stato finanziato dalla Kreitman Foundation, ed è stato intitolato a Hyman Kreitman, già presidente della Tesco, una delle maggiori catene di supermercati del Regno unito.
The Art Newspaper 4.5.2002

Il British Museum prevede di licenziare 150 lavoratori
Il British Museum ha confermato l'intenzione di licenziare 150 lavoratori - il 10% dei suoi impiegati. La riduzione del personale, che dovrà essere discussa con i sindacati, servirà a ridurre il deficit del museo, valutato in 5 milioni di sterline (8 milioni di euro).
The Guardian 2.5.2002

Visitatori alle stelle nei musi inglesi dopo l'introduzione dell'ingresso gratuito
I visitatori sono aumentati del 75% dopo l'eliminazione del biglietto di ingresso.
BBC News 1.5.2002