Musei

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  Gennaio - Febbraio 02

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Israel Museum di Gerusalemme rinuncia ad una donazione di 42 milioni di dollari
A causa della situazione politica ed economica attuale in Israele, il piano per la costruzione di un visitors' centre e per il rifacimento dell'ingresso dell'Israel Museum di Gerusalemme è stato soppresso.
A causa dell'Intifada e del crollo del turismo mondiale il numero di visitatori del museo è dimezzato, con una diminuzione dell'80% di quelli stranieri.
I direttori del museo hanno valutato che il centro sarebbe costato 1 milioni di dollari all'anno per la sua gestione, troppo per le casse del museo. Un tentativo di convincere Martin Gross di New York, il donatore dei 42 milioni di dollari (48 milioni di euro) necessari a finanziare il progetto, a ridimensionare il progetto è stato vano. Il museo ha quindi perduto la più sostanziosa donazione mai offerta a una istituzione israeliana.
la costruzione della nuova struttura aveva suscitato una ondata di opposizione nella comunità locale a causa della sua estetica povera e della sua dimensione imponente.
Ha'aretz 27.2.2002

Disponibili 80 miliardi di lire per i Grandi Uffizi. I lavori termineranno nel 2005
La realizzazione del progetto di ampliamento del museo aveva avuto subito un  rallentamento. 
"Il ministro ha assicurato che ci sono 80 miliardi, ma, ha detto, il loro uso finora è stato in parte rallentato da alcune norme legislative, ad esempio la legge Merloni sugli appalti nel settore dei beni artistici."
Kw Art 26.2.2002

Apre a Barcellona CaixaFórum
Il nuovo centro culturale ha trovato spazio nella Fábrica Casarramona, un edificio industriale costruito tra il 1909 e il 1911 dall'architetto e politico catalano Josep Puig i Cadafalch. Esso ospita 72 opere scelte tra le 800 della  collezione di arte contemporanea creata dalla Fundación La Caixa a partire dal 1985 sotto la direzione di María Corral.
La ristrutturazione dell'edificio, iniziata nel 1998, è costata 30,05 milioni di euro.
El Pais 26.2.2002

I musei inglesi dovranno pagare una tassa del 6% sul valore degli immobili
La possibilità che questo accada è seria. Essa deriva da una nuova norma finanziaria  del governo inglese il cui scopo è di assicurare che gli enti dello stato facciano un uso più efficiente delle loro proprietà. Questo risultato sarebbe raggiunto attraverso una tassa del 6% sui edifici e terreni.
SEcondo quanto disposto del ministero delle finanze e della cultura i musei non sono esclusi, anche se il proposito iniziale era che essi  dovessero comprendere anche il valore delle loro collezioni nel calcolare il montante su cui pagare la tassa. In seguito è stato considerato che le collezioni sono proprietà inalienabili, e quindi sono state escluse dal computo.
Deve essere considerato che la tassa potrebbe essere appropriata per molti enti pubblici ubicati in aree di grande prestigio immobiliare, ma che potrebbero spostarsi facilmente in zone meno pregiate se incapaci di fare fronte agli oneri imposti dalla tassa. I musei si trovano, invece, in una posizione differente: essi non sono in grado di spostare la propria sede da zone dove il valore degli immobili è elevato a zone più convenienti. Il British Museum non potrebbe facilmente affittare una sede in una città diversa da Londra, se Bloomsbury, il quartiere dove si trova da 250 anni, dovesse risultare troppo caro.
The Art Newspaper 23.2.2002

Un museo per superare l'esclusione sociale
Oldham, nei pressi di Manchester, fu teatro nel maggio del 2001 di proteste e violenti scontri razziali.
La Gallery Oldham, appena inaugurata, ha l'ambizione di creare un migliore ambiente sociale, nella convinzione che l'arte possa fare la differenza.
Il museo, la cui costruzione era iniziata nel 1999, è stato completato in un tempo record. Esso è costato 9 milioni di sterline (13,6 milioni d euro), metà dei quali finanziati dal Fondo per lo sviluppo regionale della Unione europea.
Telegraph 22.2.2002

Conservatori museali: la Francia ripensa la loro formazione
Se le belle arti sono state l'ambito privilegiato della formazione dei conservatori museali, in Francia si sta pensando di ampliare l'ambito della loro formazione, armonizzandola con la più ampia varietà di soggetti - storia, società, etnologia, architettura, ad esempio - presentati dai musei, soprattutto da quelli di nuova costituzione. 
In alcuni settori, infatti, i posti disponibili non trovano copertura a causa della mancanza di personale preparato nelle materie specifiche: ad esempio il Musée du quai Branly - dedicato a arti e civiltà di Africa, Asia, Oceania e Americhe - ha difficoltà ad assumere conservatori a causa della scarsa considerazione goduta dallo studio dell'arte primitiva. Ugualmente, al Centre Pompidou sono in organico esperti di arte contemporanea che non hanno il titolo di conservatore.
Per risolvere questo stato di cose, si pensa a consentire l'accesso all'Institut national du patrimoine - fondato nel 1990 da Jack Lang per la formnazione dei conservatori museali e dei restauratori - a specialisti con 5 anni di esperienza nel settore o provenienti dalla formazione universitaria. 
Quest'ultimo aspetto è critico a causa della una rivalità consolidata tra conservatori ed universitari. I primi accusano gli altri di incapacità gestionale, mentre i secondi mettono in dubbio il lavoro scientifico dei primi. Testimonianza ne sia l'accoglienza fredda riservata dai conservatori del Musée d'Orsay alla nomina di Serge Lemoine alla testa dell'istituzione. Lemoine è docente alla Sorbona ed è stato direttore del Musée de Grenoble.
Le Monde 21.2.2002

 

A beneficio anche dei contribuenti del nord dell'Inghilterra
La National Portrait Gallery - NPG - sta valutando la possibilità di aprire una succursale a Durham, 500 km a nord della sua sede londinese, per offrire la sua collezione anche ai contribuenti che non vivono nella capitale. L'apertura della NPG a Durham è ipotizzata per il 2009.
The Guardian 18.2.2002

Düsseldorf alla riscossa
Grandi aspettative a Düsseldorf per gli esiti della apertura dei rinnovati musei cittadini: la Kunsthalle, nuovamente aperta dopo una lunga chiusura, il Kunstverein, inaugurato dopo la ristrutturazione dell'edificio che lo ospita, e il nuovo spazio K21 annesso al Kunstsammlung. Oltre a questi, il museum kunst palast - esempio di collaborazione tra pubblico e privato nel finanziamento di una istituzione culturale - presenta una ulteriore possibilità ai frequentatori delle mostre d'arte, pur non mostrando una chiara strategia nella scelta dei loro temi e sollevando qualche dubbio perché tre di esse sono aperte contemporaneamente.
Frankfurter Allgemeine Zeitung 17.2.2002

Museum kunst palast

 

 

"Il modello americano non ha mai ipotizzato che il museo possa essere una fonte di reddito"
Lo scrive Anna Coliva, direttrice della Galleria Borghese, la quale, dopo aver constatato che "l'affidamento dei beni culturali del Paese a soggetti genericamente definiti privati" è una ipotesi trasversale agli schieramenti politici e in discussione da almeno 20 anni," ipotizza due possibili scenari futuri.
Il primo estende ai musei "l'esperienza del sistema di gestione delle mostre affermatosi negli ultimi tempi" Esso "può suggerire che si pensi a qualcosa di analogo, con i gestori impegnati sì a fornire i servizi, ma anche a procacciare sponsorizzazioni da cui trarre naturalmente un utile. Trasferito a un grande museo tale sistema, si verrebbero a creare degli intermediari stabili tra l’Istituzione - di cui possono spendere l’autorevole nome - e il capitale privato che desiderasse identificarsi con essa, con il conseguente, abnorme aumento dei costi per il proprio mantenimento.
Il secondo nasce dalla proposta di seguire non tanto il - supposto - modello di gestione profit statunitense, ma di mutuare la normativa là in vigore.
"Se si lavorasse, invece, in sede legislativa ad una normativa che regoli elargizioni liberali o il trust di scopo, i musei sarebbero in grado di procurarsi da sé le proprie risorse. Il problema dei mezzi di sostentamento alla cultura si risolverebbe in piena normalità ed efficacia, il concetto di privato avrebbe immediatamente il suo ruolo etico e sociale, lo Stato riceverebbe sostanziosi finanziamenti senza dover ricorrere a figure estranee e da retribuire per procacciare denaro."
Corriere della sera 17.2.2002

Guggenheim Bilbao in cifre
Nel 2001 930.000 persone hanno visitato il museo Guggenheim di Bilbao - cifra di poco inferiore rispetto al 2000 - il 48% dei quali non era spagnolo.
Il museo calcola che il suo impatto sull'economia locale sia valutabile in 28 miliardi di peseta (170 milioni di euro circa), equivalente a 4.415 posti di lavoro.
La mostra più visitata è stata quella su Giorgio Armani. La collezione permanente è stata vista da 250.000 persone.
The Art Newspaper 16.2.2002

The Museum Company dichiara fallimento
The Museum Company è una società fondata nel 1989 ipotizzando che una parte dei visitatori dei musei vi andassero principalmente per fare acquisti nei  negozi che vi si trovano.
Sulla base di questo assunto, la società forniva nei suoi 100 negozi tutto quello che si trova in un museo, meno le opere d'arte. 
In passato, i rapporti tra musei e Museum Company sono stati tesi a causa della politica commerciale di questa, volta a fare credere ai clienti che i suoi negozi fossero una diretta emanazione degli stessi musei.
La società ha dichiarato fallimento lamentando le deludenti vendite del periodo natalizio.
The Art Newspaper 16.2.2002

Affidato a Norman Foster l'ampliamento del Museum of Fine Arts di Boston
Il progetto, finalizzato a migliorare l'esperienza offerta al pubblico dalla vista, sarà studiato dallo studio londinese Foster and Partners.
BBC News 15.2.2002

425 milioni di dollari: dove trovare tanti soldi?
Malcolm Rogers, direttore del Museum of Fine Arts, non scuce informazione riguardo ai finanziatori del rifacimento del museo, ma voci assicurano che ha già trovato la metà dei 425 milioni di dollari (483 milioni d euro) necessari al completamento dell'opera.
Boston Globe 15.2.2002

Malcolm Rogers, a sinistra, e Norman Foster davanti al modello dell'ampliamento del MFA di Boston

Smithsonian licenzia 45 lavoratori
Inseguito al calo dei visitatori, la Smithsonian Institution di Washington ha deciso una seconda tornata di licenziamenti, dopo quella di ottobre-novembre, quando 60 persone furono licenziate. Questa volta tocca a 45 impiegati della sezione amministrativa.
La Smithsonian Institution ha 6.300 dipendenti. Dopo  l'11 settembre, la caduta delle visite è stata del 35-45% rispetto agli stessi mesi dell'anno precedente.
Le perdite in seguito al calo dei visitatori sono state stimate in 9 milioni di dollari (più di 10 milioni di euro). Particolarmente colpiti i ristoranti e i negozi.
Washington Post 14.2.2002

A Napoli un unico biglietto per musei e trasporti
Un biglietto della durata di  60 ore permetterà di accedere a sei musei a prezzi scontati - in due, a libera scelta, l'ingresso sarà gratuito - e consentirà la libera circolazione su tutta la rete dei trasporti pubblici. La card offre anche sconti sugli spettacoli. Il suo prezzo è di 13 euro e di 8 euro per i minori di 25 anni.
Kw Art 13.2.2002

Spirale discendente: il Guggenheim tocca il fondo
Jerry Saltz, critico dell'arte del settimanale Village Voice, scrive riguardo al  Guggenheim: "Per il direttore del Guggenheim Thomas Krens è giunto il momento di andarsene. I trustees e i membri del consiglio di amministrazione che lo hanno aiutato a tramutare questa istituzione in una specie di GuggEnron dovrebbero seguirlo. Quando se ne saranno andati, dopo che avremo tirato un sospiro di sollievo e valutato i danni che hanno fatto, qualcuno dovrà rimettere il Guggenheim insieme. Krens & Co. hanno tramutato una già fragile istituzione in una istituzione imbellettata, rotto il suo patto di lealtà con l'arte, e spogliata della reputazione conquistata da generazioni di artisti e curatori."
Continua Saltz: "L'obiettivo di Krens era di avere più pubblico, e di fare più soldi. Diversamente da molte istituzioni europee, i nostri musei non sono finanziati prevalentemente dallo stato, il che lascia la porta di servizio costantemente socchiusa agli affari. Krens ha fatto diventare entrata principale la porta di servizio."
Village Voice 13.2.2002

Nuovo museo archeologico in Egitto: ma quello attuale com'è?
Inaugurato nel 1902 in pieno centro de Il Cairo, il museo archeologico egiziano con 2,5 milioni di ingressi è uno dei più visitati del mondo. "Spaventati dall'accumulo dei pezzi esposti, la maggior parte dei turisti si accontenta di visitare solo il primo piano, che conserva il gioiello del museo: il tesoro di Toutankhamon." Le reazioni dei visitatori sono contraddittorie: essi trovano il museo allucinante, confuso, vergognoso, mal tenuto, oppure, al contrario, pieno di charme antico, avvincente, estremamente ricco
Questo potrebbe non durare a lungo: all'inizio di febbraio il presidente della repubblica Hosni Moubarak ha posto la prima pietra del nuovo museo, nei progetti enorme, che sorgerà nei pressi delle piramidi. Tuttavia, dice un archeologo: "È dieci anni che se ne parla, e questa è almeno la seconda volta che posano la prima pietra. Il vecchio museo de Il Cairo ha ancora un futuro davanti a sé." 
Nel frattempo la collezione non è inventariata, i magazzini sono stracolmi e il rischio di furto è alto.
Liberation 12.2.2002

Il museo con un missione impossibile
Il nuovo museo archeologico egiziano dovrebbe conciliare una impostazione espositiva di tipo ottocentesco, con i compiti attuali di centro di orientamento e smistamento dei flussi turistici sul territorio.
Secondo il bando di concorso internazionale per la progettazione, il nuovo museo "deve estendersi su un'area di cinquanta ettari (!!) compresa tra il deserto, un sistema di svincoli ai margini della nuova città di Fayum e il paesaggio sconvolgente dell'area archeologica di Giza con le sue piramidi e la sfinge. Non solo Giza però, perché il museo si troverebbe al centro di un sistema archeologico che si estende per un raggio di almeno trenta chilometri, con i siti di Abu Rawash, Dahshur, Abu Sir e Saqqara. Nel museo si prevede di alloggiare circa 150.000 pezzi pregiati, da disporre, detta il bando, in modo da rendere chiaro il contributo fondamentale dei sette millenni di storia egiziana ai tre millenni della civiltà occidentale."
Il Manifesto 10.2.2002

Il Los Angeles County Museum of Art raddoppia la sua collezione di arte islamica
Con l'acquisizione di 775 oggetti il museo raddoppia la sua collezione di arte islamica, guadagnandosi un posto tra i 10 più importanti musei al mondo per quanto riguarda questo specifico settore.
La collezione è stata venduta al museo da Maan Madina, professor emeritus di lingue mediorientali alla Columbia University, per una cifra mantenuta segreta. La collezione è stata valuta 15 milioni di dollari da studiosi della materia.
Los Angeles Times 12.2.2002

Musée national du Moyen Age: rinnovamento in tre atti
Il Musée national du Moyen Age, allestito a Paris nell'Hôtel de Cluny, ha adottato una strategia dei piccoli passi per mettere in atto il rinnovo di allestimento e collezioni.
Prima atto: il restauro. Nel dicembre 2000 il museo ha formato un accordo con la Fondation d'entreprise Gaz de France per il restauro di più di 100 vetri - su 300 in suo possesso. Una prima tranche è ora esposta al pubblico.
Secondo atto: il prestito. Approfittando della chiusura per lavori del museo  Schnütgen di Colonia, Cluny ha avuto in prestito dodici capolavori del Medioevo renano, che completano le sue collezioni.
Terzo atto: le acquisizioni. L'Associazione degli amici del museo sta acquistando d un collezionista una statua lignea del 12esimo secolo di origine catalana rappresentante la vergine. Il prezzo dell'oggetto non è stato reso noto, ma si dovrebbe aggirare sui 150.000 euro.
Le Monde 11.2.2002

L'IVAM di Valencia cede fa spazio ad un nuovo museo sull'arte del 19esimo secolo
Il Centre de El Carme, una delle due sedi dell'Institut Valencià d'Art Modern, sarà utilizzata per creare un nuovo museo dedicato all'arte del 19esimo secolo.
La scelta ha suscitato critiche verso una politica che crea una nuova istituzione riducendo le possibilità espositive di un'altra.
Inoltre, non è chiaro come sarà formata la collezione del nuovo museo. 
Infatti, Valencia non ha che poche opere di Joaquín Sorolla (1863-1923), l'artista che meglio ha ritratto l'ambiente e i personaggi della città, né sembra una soluzione facilmente praticabile la stipula di convenzioni con le istituzioni proprietarie delle opere che potrebbero popolarne le sale..
Il completamento del museo è previsto per il marzo 2003, giusto prima delle elezioni locali.
El Pais 11.2.2002

Gli eredi non hanno alcun titolo per reclamare le tele di Brera
Il Gabinetto del ministro Giuliano Urbani ha precisato che "Il Romanino fu venduto a un’asta fallimentare nel ’40 dai nonni dei richiedenti e non confiscato a causa delle leggi razziali. E’ poi passato in due diverse mani e noi siamo i terzi proprietari." L’Italia lo ha infatti acquistato nel 1998 da un collezionista milanese. "I quadri del Louvre erano stati accatastati dai tedeschi; sono un caso diverso. Forse, gli eredi hanno male interpretato l’affermazione del ministro Melandri quando disse che avremmo restituito tutti i beni di guerra."
Corriere della sera 7.2.2002

Brera fa orecchie da mercante
Gli eredi di Federico Gentili, incaricato d'affari dell'Italia a Parigi prima della guerra, sono impegnati da tempo nel recupero della sua collezione d'arte antica, confiscata durante l'occupazione tedesca e dispersa all'asta nel 1941. Essi hanno già recuperato due Tiepolo dal Louvre e dalla Gemäldegalerie di Berlino, una tavola dal museo di belle arti di Lione, e hanno raggiunto accodi con i musei di Strasburgo e Chicago.
La Pinacoteca di Brera a Milano possiede due opere provenienti dalla collezione di Gentili: un Cristo porta croce di Girolamo Romanino, e una Vergine con il bambino di Vincenzo Civerchio. Del primo quadro, che è stato acquistato nel 1998, il museo milanese poteva difficilmente ignorare l'origine, documentata nel catalogo ragionato dell'autore.
Lo stato italiano non ha mai risposto alle richieste di restituzione
Liberation 6.2.2002

Nigeria e Francia raggiungono un accordo per l'esposizione delle terrecotte Nok al Louvre
Tre statue di terracotta Nok, contrabbandate dalla Nigeria, potranno essere legalmente esposte al Louvre dopo la stipula di un accordo tra Nigeria e Francia. Le due nazioni hanno convenuto di riconoscere alla prima la proprietà giuridica degli oggetti, alla seconda la possibilità di averli in prestito per un periodo di 25 anni.
Le Monde 7.2.2002

Dall'archivio di DiArte
Secondo l'ICOM Metropolitan e Louvre non rispettano il codice etico dei musei
L'accusa viene da Manus Brinkman, segretario generale della sezione olandese dell'International Council of Museums - ICOM. Secondo la sua valutazione, i due musei non rispettano il codice etico datosi dall'ICOM che impone l'accertamento della provenienza delle opere d'arte. Il primo è stato messo sotto accusa dal libro Loot, Legitimacy and Ownership di Colin Renfrew, mentre il secondo è nei guai per alcune statue Nok reclamate dalla Nigeria. Il valore del mercato illegale dell'arte raggiunge 1 miliardo di dollari all'anno - 2.000 miliardi di lire - ed è in crescita.
The Art Newspaper 3.9.2001

Nel 2000 222 musei aperti 11 ore per 6 giorni alla settimana
Il dato è stato reso noto dalla Corte dei conti che ha valutato l'operazione musei aperti. Altri 61 hanno aumentato l’orario di apertura di cinque ore settimanali. Nel 2000 i visitatori sono stati oltre 32 milioni - + 10% sul 1999 -, gli incassi hanno sfiorato i 150 miliardi - +17% sul 1999 - mentre le entrate dai servizi aggiuntivi sono state di 19 miliardi - 19% sul 1999.
Il Messaggero 5.2.2002

A caval donato non si guarda in bocca?
Catherine B. Reynolds ha rinunciato a donare 38 milioni di dollari alla Smithsonian Institution
La donazione della donna di affari - pari a 43,6 milioni di euro - avrebbe dovuto servire a creare presso il National Museum of American History una esposizione sulle storie di successo di eminenti personaggi americani.
La stessa Reynolds si era spinta a suggerire che della mostra avrebbero dovuto fare parte i vincitori di premio Nobel e coloro ai quali è stata assegnata la Medaglia d'onore, insieme al presidente di AOL Time Warner Steve Case, l'imprenditrice  Martha Stewart, l'attivista per il riconoscimento dei diritti civili Coretta Scott King, la pattinatrice Dorothy Hamill e il giornalista Sam Donaldson.
La questione ha suscitato la reazione critica dello staff di curatori della Smithsonian Institution. Essi hanno sollevato perplessità di ordine etico circa il potere che il donatore ha nell'influenzare le scelte del museo nell'utilizzare il denaro donato.
Tagliando corto di fronte alle polemiche, Catherine B. Reynolds ha fatto marcia indietro.
Washington Post 5.2.2002

Tre nuovi musei guidano la rinascita culturale del Nord dell'Inghilterra
La Walker Art Gallery di Liverpool è la prima a riaprire i battenti in questi giorni dopo il completamento del restauro dell'edificio costato 4,3 milioni di sterline (6,5 milioni di euro). Seguirà il museo di Oldham - 9 milioni di sterline di spesa, pari a 13,5 milioni di euro - e in maggio la Manchester Art Gallery, trasformata con una spesa di 35 milioni di sterline (52,5 milioni di euro). 
Le tre inaugurazioni sottolineano la rinascita del nord dopo anni di dominazione culturale londinese. Le istituzioni sono indirizzate particolarmente verso l'educazione e intendono avvicinare all'arte nuovo pubblico.
The Guardian 4.2.2002

Gli artisti locali sono le prime vittime della ricerca di uno status internazionale per i musei di Edimburgo
Il Playfair Project era stato avviato per dare alla National Gallery of Scotland e alla Royal Scottish Academy uno status tale da consentire loro di competere con i musei più rinomati al mondo. Completato in tre anni con una spesa di 26 milioni di sterline (39 milioni di euro), il progetto comincia ora a dare i primi risultati, accendendo polemiche nel mondo della cultura scozzese.
Per decisione del consiglio di amministrazione dei musei, la Exhibiting Societies of Scottish Artists - la società che raccoglie gli artisti scozzesi - ha visto diminuire da 15 a 8 settimane il periodo che finora le era concesso per esporre le opere dei suoi membri, mentre il costo dell'affitto delle sale è salito da 300 a 3.000 sterline alla settimana.
Scotsman 2.2.2002

Fuori da New York musei USA in perfetta salute
Una indagine compiuta dalla Association of Art Museum Directors presso 134 musei di diverse dimensioni ha verificato che l'80% di essi non ha avuto significativi cambiamenti nel numero dei visitatori dopo l'11 settembre 2001.
Solo il 28% ha ridotto il personale e circa un quarto ha tagliato le proprie iniziative.
Sul lungo periodo, in dieci anni il loro patrimonio finanziario è cresciuto del 113%, mentre l'investimento in progetti di ampliamento sono aumentati del 483%.
In difficoltà soprattutto i musei di New York, colpiti dal calo del turismo.
The Art Newspaper 2.2.2002

Vermeer and the Delft school al Metropolitan Museum di New York la mostra più visitata del 2001
Pubblicata la classifica delle mostre più visitate del 2001. La mostra del Metropolitan ha accolto 8.033 visitatori al giorno. I Maestri antichi prevalgono sull'arte moderna e contemporanea, ma la mostra su Jacqueline Kennedy - sempre al Metropolitan - fa il pieno. Scarica la classifica in formato pdf.
The Art Newspaper 2.2.2002

"I visitatori non sono clienti: sono i proprietari"
Parola di Neil MacGregor, direttore della National Gallery di Londra. 
MacGregor è un idealista, ma pragmatico; un accademico erudito, ma populista. La sua nomina alla National 15 anni fa aveva suscitato critiche acide. Direttore di Burlington Magazine, non aveva mai lavorato prima in un museo. Ora è rispettato come un monumento nazionale, e tra poco guiderà il British Museum, lasciato a pezzi da manager provenienti dal mondo delle aziende. 
"Non sono sicuro di aver mai capito come essere un manager. Un ospedale o una ferrovia ha bisogno di un manager, ma i musei sono caratterizzati da un forte senso di identità. Non puoi guidarlo se non ne percepisci le qualità, non lo ami. I quadri fanno andare avanti il museo, non il direttore. Tutto quello che c'è da fare è appendere i quadri, essere aperti e non si può sbagliare. 
Il senso comune vuole portare i centri commerciali nei musei, ma i musei non sono negozi. I quadri chiedono la  tranquillità, la possibilità di acquisire lentamente dimestichezza con essi, la scoperta e la reiterazione delle visite. Lo shopping è compra o rendi. Per questo i musei devono essere gratis.
I bambini resistono solo 20 minuti in un museo: pochi genitori correrebbero il rischio di comperare il biglietto per così poco. Io stesso non posso guardare quadri per più di mezz'ora. Dovremmo avere la possibilità di entrare in un museo quando ci viene voglia!"
Telegraph 1.2.2002
Neil MacGregor

 

Ispettore delle finanze analizza impietosamente le debolezze della gestione dei musei francesi
Un rapporto datato novembre 2001 preparato dall'ispettore delle finanze Guillaume Cerutti, sul tavolo di Catherine Tasca e mai reso pubblico ufficialmente, mette impietosamente alla luce le debolezze della gestione dei 33 musei statali francesi.
Il meccanismo si basa su un triangolo tra musei, Direction des musées de France (DMF) e Réunion des musées nationaux (RMN).
La RNM gestisce le biglietterie, i negozi, le mostre e gli acquisti dei musei. Nell'espletare questa attività, la RNM ha accumulato nel 2000 un passivo di 6,6 milioni di euro per il settore esposizioni e di 3,75 per quello editoriale. Il bilancio 2001 si preannuncia anche peggiore.
I 33 musei sono posti sotto la tutela della DMF e sono vincolati ad un sistema mutualistico nel quale l'attore principale è la RMN. Questa raccoglie le entrate e le distribuisce finanziando gli acquisti. Il Louvre e Versailles, versano solo una quota delle loro entrate. In questo modo i grandi musei, in attivo, contribuiscono alla vita di quelli minori, in passivo.
Il rapporto di Cerutti chiarisce che questo sistema non è trasparente, che l'aspetto mutualistico è marginale e serve a mascherare il cospicuo debito della RMN. Questa ha ricevuto nel 2000 13,43 milioni di euro dalla biglietteria del Louvre e Versailles, e 10,09 milioni da quella degli altri musei. La RNM ha restituito ai primi due 4,01 milioni e 5,66 agli altri, ricevendo, al contempo, 3,34 milioni di sovvenzione diretta dallo stato per finanziare gli acquisti. L'inefficienza del sistema è evidente: la RNM è strutturalmente deficitaria. 
La soluzione proposta dal rapporto Cerutti è di trasformare i grandi musei - Louvre, Versailles e Orsay - in istituzioni pubbliche autonome che incasseranno la totalità delle entrate dalla biglietteria, mentre il finanziamento statale sarà diminuito di una uguale cifra.
Il rapporto propone di riconoscere una maggiore autonomia ai musei medi come Guimet, Picasso, Cluny, Fontainebleau, Compiègne; i minori dovranno appoggiarsi o ai grandi o alle collettività locali.
La RMN continuerà a gestire la biglietteria dei musei medi e minori, e non avrà alcun ruolo nel contribuire alle acquisizioni dei musei grandi, che saranno direttamente finanziate dal DMF. Questo meccanismo dovrebbe essere a costo zero per lo stato, permettendo contemporaneamente una chiarificazione nella contabilità della RMN.
Le acquisizioni, per le quali le risorse statali sono insufficienti, dovranno essere finanziate sia dalle comunità locali che dai privati. Per le prime, varrà la regola che gli acquisti finanziati dallo stato non potranno eccedere quelli finanziati localmente. Per i secondi, dovranno essere moltiplicati gli incentivi fiscali.
Le Monde 30.1.2002

Se il Louvre ha dei problemi per la maggior parte sono legati alla tutela esercitata dalla Direction des musées de France
Questo il lapidario giudizio di Pierre Rosenberg, direttore del Louvre fino allo scorso anno.
"Il responsabile della Direction des musées de France", scrive Rosenberg, "è al tempo stesso presidente della Réunion des musées nationaux. In caso di controversia tra Louvre e RMN, egli è un giudice di parte. La RNM esercita una pressione insopportabile in un momento difficile come il presente - riduzione del turismo, conflitti sindacali, etc - sulle risorse del museo per assolvere la sua missione: l'acquisto di opere d'arte. Questo è quanto puntualizza la Corte dei conti, particolarmente severa con il DMF e la RMN. Henri Loyrette, con una combattività che suscita la mia ammirazione, tenta di dare delle risposte, supportato in questo dal personale del Louvre.
Le Monde 29.1.2002

La paradossale situazione dei musei francesi
I rilievi della Corte dei conti alla gestione del Louvre e le reazioni che ne sono seguite mette in luce la paradossale situazione dei musei francesi, che hanno conosciuto una straordinaria stagione di sviluppo che, però, non è supportata da un adeguamento dei budget per la loro gestione.
Il malessere dei musei non è che il riflesso della paralisi che minaccia una buona parte delle istituzioni di competenza del ministero della cultura. Come fare funzionare una macchina sempre più grande e pesante con un budget che è rimasto quello del 1993? Se Catherine Tasca può affermare orgogliosamente di aver ottenuto per il suo ministero l'1% del bilancio dello stato - 2,6 miliardi di euro -, obiettivo posto ai suoi tempi da Jean Vilar (1912 - 1971), va pur detto che questo risultato è drogato dal trasferimento alla cultura di un certo numero di istituzioni dipendenti da altri ministeri, il che ne ha artificialmente arricchito il bilancio di 460 milioni di euro.
Se lo stato è capace di trovare i fondi per investire, il finanziamento del funzionamento delle nuove istituzioni è affare complesso. Ad esempio: la vecchia biblioteca nazionale costava 69 milioni di euro, la nuova 168; il piccolo Louvre 45 milioni, il grande 119. Da dove vengono questi soldi?
Una soluzione potrebbe essere trovata nella diversificazione dei finanziamenti, attraverso la costituzioni di fondazioni con la partecipazione dei privati o di mecenati. Ma questa strada sembra difficile perché il ministero, uso a guardare sdegnosamente a queste possibilità, le considera alla stregua di una dismissione o privatizzazione delle istituzioni.
Le Monde 28.1.2002

Catherine Tasca striglia Henri Loyrette
Dopo avergli ricordato pubblicamente dalle pagine di Le Monde di essere stata proprio lei ad averlo voluto alla direzione del Louvre, il ministro della cultura bacchetta Henri Loyrette per essersi lamentato dell'eccesso di tutela del ministero sul museo parigino, averne rivendicato l'autonomia e aver messo in discussione le modalità della distribuzione tra i musei nazionali delle entrate derivanti dai servizi commerciali..
Tasca coglie l'occasione per chiarire che la somma persa dal Louvre a causa del sistema di mutualità adottato dalla Réunion des musées nationaux è di 4/5 milioni di euro, su un budget di 100 milioni, l'80% dei quali finanziati dallo stato.
Le Monde 25.1.2002

La maledizione del Faraone
Un bambino e una bambina si sono sentiti male mentre visitavano la prima sala del Museo egizio di Torino. L' episodio precedente risale al 16 gennaio, quando tre alunne di nove anni hanno accusato nausea, vomito, giramento di testa, mentre passavano davanti alle mummie.
KwArt 23.1.2002

Sembra sorridere...

I musei della Smithsonian Institution hanno perduto il 45% dei visitatori
A seguito degli attentati dell'11 settembre 2001 e del calo dei turismo su Washington, i musei della Smithsonian Institution hanno visto calare di quasi la metà il numero dei visitatori. L' aumento degli ingressi durante il periodo natalizio, che aveva fatto sperare in un ritorno ai livelli che furono normali, non è stato confermato dai dati delle prime settimane di gennaio 2002.
The Washington Post 23.1.2002

La sede della direzione della Smithsonian Institution

 

Telefonica presta le opere d'arte della collezione aziendale
Un accordo quadriennale con il governo spagnolo sancisce il prestito di circa 100 opere di proprietà della società Telefonica ai musei Reina Sofía di Madrid,  IVAM di  Valencia, e al museo di Arte Contemporáneo di Barcellona. È la prima volta che una collezione aziendale viene resa fruibile dal pubblico con un accordo del genere.
El Pais 21.1.2002

Sparite più di 6.000 opere date in prestito dal Louvre ad altre istituzioni
Il Louvre ha al momento in prestito presso altre istituzioni - musei di provincia, ministeri, uffici pubblici - 21.600 opere, delle quali 7.000 sono dipinti, più di quanto non abbia in esposizione nelle sue sale. Da un controllo effettuato su 34.045 opere prestate nel corso di circa un secolo, 6.047 sono perdute o rubate e 699 sono state presumibilmente distrutte durante la guerra. Di queste mancanze non esistono denunce: il furto passa inosservato, o l'autore è un conservatore, un sindaco, un sotto-prefetto, un ambasciatore, se non addirittura un ministro.
Liberation 19.1.2002

Sale chiuse al Louvre: colpa del personale assenteista
Al Louvre le sale chiuse sono sempre troppe: ogni giorno almeno un quarto delle collezioni non è visitabile. Poco personale? Sì, perché molto assenteista - le giornate non lavorate rappresentano circa il 50 per cento - benché già gratificato da un orario di lavoro piuttosto leggero. I negoziati per l'applicazione delle 35 ore (che significano ovunque riduzione del tempo di lavoro) per il Louvre rappresentano invece un aumento: molti dipendenti lavorano oggi una media di mille e 300 ore annuali contro le mille e 600 di legge. L'accusa è contenuta in un rapporto della Corte di conti.
La Stampa 18.1.2002

Henri Loyrette prepara la difesa: la soluzione è nell'autonomia gestionale
Il neo direttore del Louvre si prepara a reagire alle accuse mossa la museo dalla Corte dei conti rivendicando in primo luogo il riconoscimento di una maggiore autonomia nella sua guida, che attualmente fa capo per la parte tutela alla Direction des musées de France, mentre per la gestione è pertinenza della Réunion des musées nationaux - RMN.
Loyrette imputa i problemi messi in evidenza dalla Corte dei conti allo scarso controllo che la direzione del museo attualmente ha sulla gestione del personale e delle entrate. Nel primo caso, egli sottolinea che il personale non fa capo al museo, anche se dal 2003 la situazione cambierà ed esso sara gestito direttamente. Per quanto riguarda il secondo problema, egli lamenta che il 45% delle entrate, pari a 10 milioni di euro, sono versati alla RMN, che poi ridistribuisce i proventi favorendo i musei statali meno ricchi, garantendone la sopravvivenza. Di conseguenza il Louvre riceve meno di quello che dà. "Il  principio mutualistico - dice Loyrette - non è messo in discussione. Si tratta solo di aggiustarlo."
Le Monde 18.1.2002

Le piramidi nel cortile del Louvre

 

Il British Museum in difficoltà finanziarie pensa ai licenziamenti e chiude le sale
Il Gran Court del British Museum
La direzione ha annunciato un taglio del 15% al budget del museo di 45 milioni di sterline (67,5 milioni di euro). Per raggiungere questo risultato il museo chiuderà a turno da 20 a 30 delle sui 100 gallerie, scegliendo tra le meno visitate - quelle con le antichità greche e romane - e ridurrà l'orario di apertura serale del cortile interno. Il piano di risparmio prevede anche licenziamenti tra le 1.000 persone impiegate al museo.
Le difficoltà sono dovute al calo dei turisti e al diminuito finanziamento governativo. Nel 2001 il museo ha avuto 4,6 milioni di visitatori.
Telegraph 16.1.2002
Il MoMA trasloca
Il Museum of Modern Art di New York trasloca nella sede provvisoria di Queens, vicino all'istituzione sorella PS1 Cotemporary Art Center, per consentire il rinnovo e ampliamento della sua sede storica a Manhattan. La sede sarà provvisoria sarà inaugurata il 29 giugno con tre esposizioni contemporanee basate su una scelta dei capolavori proprietà del museo, tra i quali Matisse, van Gogh, Warhol e Pollock.
Il progetto dei lavori alla sede storica è dell'architetto giapponese Yoshio Taniguchi. Per il suo completamento è prevista una spesa di 650 milioni di dollari (706 milioni di euro).
BBC News 17.1.2002

Nei prossimi 4 anni taglio del 25% ai fondi comunali per i musei di New York
Musei in difficoltà finanziarie a New York. I problemi coincidono con l'avvio dei progetti di ristrutturazione o di ampliamento che molti di essi hanno in programma. Sebbene il finanziamento della città di New York non rappresenti che una parte del budget necessario per il loro completamento, la sua concessione è di grande importanza per convincere altri donatori ad unirsi all'impresa.
Quindi la riduzione dei fondi comunali causa problemi economici a cascata.
I musei colpiti dal taglio sono tanto quelli più orientati ai turisti, quanto quelli rivolti alla comunità locale come il Queens Museum of Art.
Le istituzioni che più hanno da perdere sono: il Metropolitan Museum - 26,2 milioni di dollari promessi dalla città, il New York Botanical Garden - 31,3 milioni, il Museum of Modern Art - 30 milioni, il Queens Museum of Art - 23,7 milioni di dollari, il Solomon R. Guggenheim Museum - 24 milioni, l'Aquarium a Coney Island - 31,4 milioni.
In questo clima, sembrano un sogno irraggiungibile progetti quali la costruzione della nuova sede del Guggenheim Museum sull'East River a Lower Manhattan, il cui costo è stimato in 900 milioni di dollari e per il quale è stato preparato un progetto da Frank Gehry.
The New York Times 16.1.2002

Il Modern Art Museum di New York

Il nuovo edificio del Queens Museum of Art progettato da Eric Owen Moss

Il nuovo Guggenheim Museum progettato da Frank Gehry

Faraonico progetto di museo archeologico vicino alle piramidi di Giza
Avrà una superficie di 480 mila metri quadrati e ospiterà 150 mila reperti archeologici. Costo preventivato: 350 milioni di dollari. Il ministro della cultura egiziano, Faouk Hosni, promette che l´edificio passerà alla storia per la sua spettacolarità architettonica. Un connubio tra la nuova tecnologia e l´architettura moderna. Ma il progetto non c´è ancora e per questo l´Egitto ha indetto una competizione internazionale. La Banca mondiale ha annunciato la sua disponibilità a partecipare al finanziamento del museo. A quanto pare gli egiziani sono più propensi ad accollarsi per intero la spesa che, secondo loro, sarà ammortizzata in dodici anni. Gli esperti del ministro del turismo prevedono infatti un´affluenza di 3 milioni di visitatori l´anno.
La Stampa 11.1.2002

In forte calo le vendite nei museum shop di New York
Pur non essendo crollate secondo un trend così significativo come quello delle visite - alcuni musei hanno perso dal 20 al 30% degli ingressi -, nel 2001 le vendite di oggettistica nei negozi dei musei newyorchesi sono calate in modo significativo: ad esempio circa il 10% per il Metropolitan Museum.
Ciò nonostante, le cifre assolute rimangono importanti: per esempio, il Metropolitan Museum vende nei suoi negozi - situati a SoHo, nel Rockefeller Center e all'aeroporto La Guardia - per 76 milioni di dollari all'anno (85 milioni di euro) pur avendo un profitto di solo 1 milione di dollari. Questa bassa redditività in parte è dovuta al fatto che solo una piccola parte degli oggetti in vendita rientra nella categoria dei materiali educativi - e quindi sgravati dalla tasse - e che sempre più i museum shop sono considerati delle attività commerciali esterne al museo, tanto che in molti casi essi pagano un affitto per i locali che occupano.
Secondo una survey della American Association of Museums effettuata nel 1999 su un campione di 1.800 musei, le entrate dai museum shop rappresentano il 25,5% delle entrate derivanti dalla attività del museo, dove quelle provenienti dai biglietti rappresentano il 19,8%.
The New York Times 10.1.2002

Forte calo dei visitatori dei musei nazionali parigini
Gli ingressi ai musei nazionali francesi nel 2001 sono stati sensibilmente più bassi rispetto al 2000: il calo a Parigi è stato fino al 30%. Il Louvre ha avuto  circa 1 milione di visitatori in meno, e annuncia una perdita di 2,4 milioni di euro nelle entrate dai biglietti. La caduta degli ingressi è dovuta al crollo del turismo - in particolare quello giapponese - e allo sciopero che ha interessato i lavoratori dei musei in occasione dell'applicazione della riduzione dell'orario di lavoro a 35 ore. 
Il fenomeno ha interessato soprattutto Parigi, toccando solo marginalmente città come Linone, Lille o Grenoble.
Le Monde 9.1.2002

American Folk Museum brutto fuori bello dentro
Costato solo 22 milioni di dollari (24,4 milioni di euro) - quasi la metà di quanto costa il nuovo negozio Prada a Soho - l'American Folk Art Museum ha una facciata insulsa ma, una volta entrati, si ha l'impressione di essere in uno spazio molto più grande dei 28.000 mq che esso occupa nel quale regna una atmosfera accogliente che favorisce l'accessibilità all'esposizione.
Financial Times 9.1.2002

American Folk Art Museum di New York paradigma del nuovo museo
L'appena inaugurato American Folk Art Museum di New York si propone come una una alternativa al gigantismo proposta dal progetto di Frank Gehry pe la costruzione a lower Manhattan del nuovo Guggenhein. Progettato da Tod Williams e Billie Tsien l'american Folk Art offre un intelligente equilibrio tra la necessità di soddisfare il colpo d'occhio per una architettura ardita, e una genuina attenzione alle opere d'arte in mostra. Nonostante le sue dimensioni siano ridotte, il concept elaborato per il museo diventerà un nuovo termine di raffronto per una nuova era nella progettazione dei musei, del tutto differente da quella il cui esempio paradigmatico è esemplificato perfettamente dal Guggenheim di Bilbao.
The New Republic 7.1.2002

Riapre a New York l'American Folk Art Museum
In un nuovo edificio progettato da Tod Williams e Billie Tsien ha trovato sede il museo di arte popolare di New York la cui collezione raccoglie opere d'arte e oggetti artistici di uso quotidiano o che adornavano le abitazioni dei cittadini americani, con una attenzione particolare all'arte popolare proveniente dall'estero.
The New York Times 14.12.2001

Leggi una analisi descrittiva dell'edificio.

Guarda il video di presentazione del museo: bassa qualità (modem), alta qualità (connessioni veloci).

A Rio de Janeiro il primo museo Guggenheim dell'America Latina
Secondo il quotidiano brasiliano O Globo, sono in corso le trattative tra Fondazione Guggenheim e città di Rio de Janeiro per la costruzione del primo museo Guggenhein dell'America latina. Il progetto sarà dell'architetto francese Jean Nouvel e la collezione proverrà dall'Hermitage di San Pietroburgo. La spesa  è prevista in 40 milioni di dollari (44,4 milioni di euro).
El Mundo 8.1.2002

Musei statali inglesi gratis: il pubblico accorre in massa
Dopo l'eliminazione del biglietto di ingresso, i visitatori nei musei statali inglesi sono aumentati da due a quattro volte rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente. "Visitare un museo, come andare al parco o fare una passeggiata, è ritornato ad essere uno dei piaceri della vita. L'ingresso gratis ai musei ha democratizzato i tesori nazionali, Rendendoli accessibili a tutti. Questo è un bene per i ragazzi, per gli studenti, e per tutti coloro che semplicemente vogliono godere le collezioni esposte."
The Guardian 7.1.2002

La danza dei direttori
Riassumiamo con ordine.
Con lo spostamento di Neil MacGregor dalla florida National Gallery al disastrato British Museum si apre il problema di chi prenderà il suo posto nel museo di Trafalgar Square. Il termine di presentazione delle domande per il posto scade il 21 gennaio e si prevede che il nuovo direttore entrerà in sevizio durante l'estate. Sarà interessante vedere se il prestigio della National Gallery sarà sufficiente ad attrarre anche aspiranti direttori dagli USA, visto che lo stipendio promesso - superiore alle 100.000 sterline, 150.000 euro - è considerevolmente più basso di quelli dei corrispondenti specialisti americani.
A Parigi, Henri Loyrette è stato nominato direttore del Musée d'Orsay. Loyrette, attualmente direttore del Musée de Grenoble, non è considerato uno specialista del 19esimo secolo, cosa che non è stata gradita dai curatori del museo. La loro protesta è stata ignorata.
A Madrid, dopo le tempestose dimissioni di Fernando Checa, alla direzione del Prado è stato chiamato il pupillo del presidente del museo Eduardo Serra Miguel Zugaza, attualmente direttore del Museo de Bellas Artes di Bilbao. Egli riceverà un salario di 77.500 euro.
The Art Newspaper 6.1.2002

Risaliti giubilato
Il contratto di Sergio Risaliti, ideatore e direttore del centro di arte contemporanea Palazzo delle papesse di Siena, non è stato rinnovato alla sua scadenza il 28 dicembre 2001. Al suo posto, il comune di Siena ha nominato Marco Pierini, ex-direttore del Museo Diocesano di Pienza, tagliando contemporaneamente i fondi del museo. "Siena non è che uno dei tanti casi in cui si persevera la strada dell'ottundimento e del poco impegno nella gestione dei musei d'arte contemporanea italiani, quasi sempre (i pochi che ancora esistono come cattedrali nel deserto) accompagnati dall'indifferenza e dall'ignavia di una classe politica che adotta la retorica della ricchezza del patrimonio culturale e poi affonda nella solita politica da salotto."
Il Manifesto 5.1.2001

Il sito del Palazzo delle papesse.

Orgogliosa ed efficace esposizione delle arti decorative inglesi al V&A Museum di Londra
Rinato dalle sue ceneri, il Victoria & Albert Museum ha aperto le nuove British Galleries offrendo ai londinesi e ai curiosi una scelta di 3 mila oggetti che testimoniano le eccellenze delle arti decorative inglesi tra il 16esimo e il 19esimo secolo. L'allestimento, curato da Christopher Wilk, ha un intento principalmente pedagogico, senza tuttavia tralasciare la spettacolarità,  facendo un ricorso discreto ma efficace alle tecnologie più moderne di illuminazione e di presentazione video.
Le Monde 4.1.2002

Musei delle vanità
La grande eccitazione con la quale vengono annunciati e costruiti nuovi edifici per contenere musei ha più a che fare con gli affari e lo sviluppo economico che con lo sviluppo culturale. Il museo Guggenheim di Bilbao progettato da Gehry è diventato una pietra di paragone, non sotto il profilo estetico, ma sotto quello pubblicitario. Quando si riscontra che dei molti milioni di dollari che vengono spesi per nuovi musei e nemmeno un centesimo per acquistare opere d'arte di valore, si ha un senso di priorità invertite.
The New York Observer 3.1.2002

Dall'Archivio per soggetti di DiArte
Tante Bilbao nel sud degli USA
Febbre da museo negli stati del sud degli USA. Dalla Virginia alla Louisiana, lungo le coste del Golfo del Messico, si stanno costruendo più di una dozzina di nuovi musei, mentre altri sono in fase di ampliamento: sostenuti da imprenditori locali, essi sorgono allo scopo di migliorare le qualità della zona, nella speranza di poter attrarre i turisti e, di conseguenza, affari.
The New York Times 18.12.2001

Consistente calo di visitatori nei musei di Firenze
Rispetto agli stessi mesi del 2000, a partire dal settembre 2001 i visitatori dei musei di Firenze sono calati progressivamente fino a meno 24,09% nel mese di dicembre. Complessivamente l'anno 2001 si chiude allo stesso livello del 2000.
KwArt 3.1.2001

Il nuovo allestimento alla Alte Pinakothek di Monaco cambia gli equilibri del museo
Terremoto alla Alte Pinakothek di Monaco: il nuovo allestimento della sala dei maestri tedeschi della scuola di Colonia dal 1400 al 1520 - tra i quali Albrecht Altdorfer, Matthias Grünewald e Hans Holbein il Vecchio, ma molti dei quali sono rimasti anonimi - ha riunito quadri finora collocati in stanze differenti, consentendo una visione d'insieme dei capolavori precedentemente impossibile.
Viene da chiedersi se, con il nuovo allestimento, la galleria - che ha in Dürer il suo pezzo forte - non sia ora sovraccaricata: di sicuro esso consente ora interessantissimi confronti tra i lavori.
Frankfurter Allgemeine Zeitung 1.1.2002