Media ed editoria

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  Settembre - Dicembre 02

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Pascal Quignard, prix Goncourt 2002
Pascal Quignard con Les Ombres errantes è stato designato vincitore dell'edizione 2002 del premio Goncourt.
Le Figaro 29.10.2002

Vista corta
Life of Pi del canadese Yann Martel ha vinto l'edizione 2002 del Booker Prize, il più prestigioso premio letterario anglosassone.
L'agente letterario di Martel ha rivelato che il libro è stato rifiutato da 5 editori londinesi prima di trovarne uno interessato alla sua pubblicazione.
The Guardian 24.10.2002

The Internet Bookmobile contro l'estensione del copyright
Brewster Kahle, direttore di Internet Archive e ideatore di Bookmobile, è un uomo con una missione: combattere contro la minaccia alla diffusione dei libri che viene dall'allungamento del periodo di copyright da 75 a 95 anni.
Kahle ce l'ha con il cosiddetto Sonny Bono Copyright Extension Act emanato nel 1998 che ha stabilito una estensione di 20 anni del periodi di copertura del diritto d'autore per proteggere i diritti dei primi cartoni animati di Topolino che di lì a poco sarebbero scaduti.
Per portare il problema alla coscienza pubblica, Kahle ha dunque attrezzato un  pulmino con computer, stampanti e il necessario per rilegare un libro. Poi, attraverso una antenna parabolica si collega a Internet in modo da scaricare i libri e stamparli sul posto. Dove? Di fronte a scuole, biblioteche e musei, rivolgendosi soprattutto ai bambini.
Il suo tour terminerà il 9 ottobre davanti alla Corte suprema, quando sarà discusso il caso sollevato da Eric Eldred contro il Sonny Bono Act.
Salon 9.10.2002

Dall'archivio di DiArte:
La Corte suprema decide sull'estensione del copyright
The New York Times 20.2.2002

Tutta la pay tv a Murdoch: nasce Sky Italia
Il supplemento di trattativa di quasi quarantotto ore filate è servito a Rupert Murdoch per volgere ancor di più a suo favore l'acquisto di Telepiù dal gruppo francese Vivendi Universal. Il valore complessivo dell'operazione, che corrisponde all'enterprise value (patrimonio netto più debiti) della società, è stato fissato a 920 milioni di euro rispetto al miliardo stabilito la settimana scorsa. Di questi, 450 milioni sono debiti che si sobbarca News Corp, mentre 470 milioni corrispondono al cash. Nei fatti, però, l'equity vero e proprio di Telepiù non supera i 160 milioni di euro: il resto è rappresentato dai crediti commerciali che si sobbarcherà Murdoch, che a loro volta saranno passibili di conguaglio perché in parte inesigibili.
A Telecom Italia il 19,9% della nuova società.
Il Sole 24 Ore 2.10.2002

Surprise surprise, la cultura in tv fa audience
Dopo essere stata relegata agli ultimi posto nell'interesse dei pianificatori dei palinsesti televisivi, la Cenerentola della tv sembra godere di un seguito inaspettato.
Il merito va in primo luogo a BBC4, che ha rotto il ghiaccio proponendo la sfida di un canale completamente dedicato alla cultura; ma non va perso di vista l'importante passo fatto da Channel 5 un anno fa, quando ha improvvisamente alzato il livello della sua programmazione. Risultato: Channel 5 è stato il solo canale terrestre ad aver incrementato il suo share nello scorso anno, passando dal 5.7% al 6.5%.
The Guardian 30.9.2002

Tutta la pay tv a Murdoch: nasce Sky Italia
Il supplemento di trattativa di quasi quarantotto ore filate è servito a Rupert Murdoch per volgere ancor di più a suo favore l'acquisto di Telepiù dal gruppo francese Vivendi Universal. Il valore complessivo dell'operazione, che corrisponde all'enterprise value (patrimonio netto più debiti) della società, è stato fissato a 920 milioni di euro rispetto al miliardo stabilito la settimana scorsa. Di questi, 450 milioni sono debiti che si sobbarca News Corp, mentre 470 milioni corrispondono al cash. Nei fatti, però, l'equity vero e proprio di Telepiù non supera i 160 milioni di euro: il resto è rappresentato dai crediti commerciali che si sobbarcherà Murdoch, che a loro volta saranno passibili di conguaglio perché in parte inesigibili.
A Telecom Italia il 19,9% della nuova società.
Il Sole 24 Ore 2.10.2002

Surprise surprise, la cultura in tv fa audience
Dopo essere stata relegata agli ultimi posto nell'interesse dei pianificatori dei palinsesti televisivi, la Cenerentola della tv sembra godere di un seguito inaspettato.
Il merito va in primo luogo a BBC4, che ha rotto il ghiaccio proponendo la sfida di un canale completamente dedicato alla cultura; ma non va perso di vista l'importante passo fatto da Channel 5 un anno fa, quando ha improvvisamente alzato il livello della sua programmazione. Risultato: Channel 5 è stato il solo canale terrestre ad aver incrementato il suo share nello scorso anno, passando dal 5.7% al 6.5%.
The Guardian 30.9.2002

Gli autori prosperano ma i lettori meno
"Cuneo, Trani, Pordenone, Potenza, Bergamo e chissà quante altre città. L'esempio di Mantova ha fatto scuola, e così le feste dei libri, i festival della letteratura, gli appuntamenti di lettura si moltiplicano: con aperitivi e cene e degustazioni in compagnia dell'autore, dibattiti, caffè letterari, incontri, ritratti, reading, presentazioni, eventi, in treno con l'autore, in bicicletta con l'autore, in autobus con l'autore, in piazza con l'autore, al bar con l'autore, sotto i portici con l'autore, in sala con l'autore, nella loggia con l'autore, nel centro storico con l'autore. 
Eppure, le cifre di vendita non cambiano. Forse sarebbe bene pretendere dagli scrittori invitati che comperino almeno un paio di libri a scelta dei colleghi che incrociano tra un reading e una degustazione, tra una piazzetta e un loggione. Siccome sono un esercito, questa richiesta minima (da sottoscrivere al momento dell'invito) basterebbe per ottenere un'impennata storica del mercato editoriale."
Corriere della sera 27.9.2002

 

La strategia di Messier era giusta
A sostenerlo è Marc Viénot, uno degli amministratori del gruppo Vivendi-Universal, che smentisce il catastrofismo del suo presidente Jean-René Fourtou. A suo parere, i piani di Jeam-Marie Messier erano corretti, ma sono falliti perché condotti in modo maldestro.
Le Figaro 27.9.2002

Contrordine: Tele+ è ancora francese
Tele+ non è venduta. Almeno così sostiene presidente di Vivendi Universal Jean-René Fourtou,. "L'accordo per la vendita della pay-tv alla News Corp. di Rupert Murdoch è solo una questione di ore, al massimo di pochi giorni," ha affermato a sorpresa Fourtou.
Il Sole 24 Ore 27.9.2002

Marc Viénot

 

Murdoch compera Tele+ alla liquidazione Vivendi
Per 1 miliardo di dollari, Rupert Murdoch ha acquistato Tele+ dal Vivendi. Prossima ora la fusione con l'altra pay tv italiana Stream, posseduta al 50% da Murdoch e Telecom. Quest'ultima non possiederà più del 20% della nuova società.
L'operazione deve essere approvata dal commissario alla concorrenza e dall'Autorità antitrust italiana.
La vicenda avrà un forte impatto sul mercato dei diritti televisivi - a partire da quelli del calcio e del cinema - sullo sviluppo del digitale in Italia e sull'accesso alla piattaforma unica da parte dei fornitori di contenuti.
Il Sole 24 Ore 26.9.2002

Nessuna irregolarità nei conti Vivendi ma si è sfiorata la bancarotta
La rassicurante comunicazione è stata fatta da  Jean-René Fourtou, il presidente di Vivendi che ha sostituito da luglio 2002 Jean-Marie Messier, responsabile della vorticosa ascesa e caduta del gruppo francese.
Anche l'obiettivo di raggranellare entro 18 mesi 12 miliardi di euro di liquidità sembra più a portata di mano. 1,1 miliardi sono già stati recuperati e Fourtou spera di recuperare altri 5 miliardi entro marzo 2003 dalla vendita di una parte di Vivendi Universal Publishing, il ramo editoriale, e di Canal+.
L'obiettivo è di asestare l'attività di vivendi intorno ai marchi Canal+ e Universal, confermando la sua vocazione all'intrattenimento, alla musica e al cinema.
Le Figaro 26.9.2002

Protestano i lavoratori di Vivendi Universal Publishing
Preoccupazione tra i lavoratori del di vivendi Universal Publishing, in procinto di essere ceduta a uno dei tre pretendenti in lizza: Lagardère - interessata solamente al polo editoria francese - e i consorzi di investitori Paribas Affaires Industrielles e  Eurazeo.
I lavoratori hanno manifestato mercoledì pomeriggio in concomitanza con la riunione del consiglio di amministrazione della società.
Liberation 25.9.2002

Rupert Murdoch

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ecco i selezionati per il Booker Prize 2002
Gli autori inseriti nella short list del Booker Prize sono: Yann Martel con Life of Pi; Rohinton Mistry con Family Matters; Carol Shields con Unless; William Trevor con The Story of Lucy Gault; Sarah Waters con Fingersmith; Tim Winton per Dirt Music.
Clamorosa l'esclusione di Zadie Smith, Will Self and Howard Jacobson, indicati per certi alla vigilia.
Il bookmaker William Hill dà per favorito l'irlandese, 74 anni alla sua terza nomination, con una quotazione di 9-4, seguito da  Winton con 3-1 e Martel con 9-2.
BBC News 24.9.2002

La letteratura canadese fa il pieno
Tre dei sei finalisti del Booker Prize sono canadesi: un successo per la letteratura nazionale, che ora si aspetta di entrare definitivamente nei ranghi della maggiori letterature mondiali con l'assegnazione di un Nobel.
The Globe and Mail 25.9.2002

Sarah Waters è la più giovane del gruppo dei nominati

 

L'affaire Houellebecq si sgonfia
Michel Houellebecq, portato in tribunale dalla Fédération nationale des musulmans de France in seguito alle sue dichiarazioni anti islamiche, si è rimangiato le parole velenose a suo tempo usate quando aveva definito l 'Islam la più stupida delle religioni monoteiste.
Houellebecq si è difeso invocando la libertà di espressione e accusando il giornalista che ha pubblicato su Lire la sua intervista di avere travisto le sue parole.
Le Monde 17.9.2002

Leggi lo speciale di DiArte su Michel Houellebecq

 

Cercasi lettori disperatamente
Gli autori sono sempre più lasciati a loro stessi dalle case editrici, che concentrano i loro sforzi pubblicitari solo su libri di  sicuro successo. A ciò, si aggiunge la diminuita attenzione dei quotidiani che hanno tagliato le pagine di critica letteraria.
Di conseguenza, molti autori sono ricorsi al fai da te, non essendo per nulla preparati ad una tale evenienza.
Salon 16.9.2002 

Sono tanti e hanno un reddito crescente, dunque leggeranno
Sono i Latinos, gli immigrati di lingua spagnola negli USA. Sono 35 milioni, il loro potere di acquisto è di mezzo trilione di dollari e cresce con una velocità doppia rispetto al resto della popolazione americana. Di conseguenza, gli editori stanno preparando linee editoriali ad essi dedicate.
The New York Times 10.9.2002
 

Apre a Mantova il Festivaletteratura 
La novità di questa sesta edizione del Festivaletteratura è il progetto Scritture Giovani - realizzato in collaborazione con il festival gallese di Hay-on-Wye e con quello di Berlino - che segnalerà ogni anno opere di autori under 35, con non più di un libro alle spalle. Gli italiani selezionati sul tema «le cose cambiano» sono Davide Longo e Marco Mancassola.
Il Manifesto 4.9.2002

Un commento al calendario
Il Manifesto 4.9.2002

Bertelsmann intende disfarsi di Napster e Bol.com
Cambio di strategia da parte del colosso dei media tedesco: il nuovo presidente Günther Thielen ha dato una sterzata decisa rinnegando la strategia del suo predecessore Thomas Middelhof, campione dell'e-commerce.
Per riportare il colosso editoriale nell'ambito di attività tradizionali e probabilmente più redditizie Thielen ha intenzione di vendere la società per la vendita online di libri Bol.com, Napster, la società nata per la gestione del primo sistema di scambio di file musicali peer to peer, e la partecipazione del 35,2% che Bertelsmann ha in Barnes&Noble.com.
Il Sole 24 ore 3.9.2002

 

Larousse festeggia 150 anni
Il Grand Dictionnaire universel ideato e realizzato da Pierre Larousse 150 anni fa festeggia il suo compleanno con una mostra a Parigi: una brillante operazione di marketing nel mezzo della bufera Vivendi, gruppo del quale l'editore fa parte dal 1998.
Liberation 3.9.2002