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Achille
Castiglioni
Nato nel 1918, dopo gli studi di architettura al Politecnico di
Milano, Achille Castiglioni ha lavorato dal 1944 nello studio dei fratelli
Livio e Pier Giacomo, i creatori della radio Phonola del 1939. Dopo la
scelta di Livio di abbandonare lo studio, negli anni '50 i due fratelli
rimasti hanno iniziato o sfornare oggetti innovativi reinterpretando gli
oggetti esistenti. Sono nate in questo modo, ad esempio, le lampade per
Flos.
"Il design è sempre esistito, diceva Achille Castiglioni, ed in
linea di principio basta osservare un oggetto per trovare l'idea capace di
rinnovarlo."
Protagonista delle Triennali degli anni '50 e '60, Achille ha proseguito
la sua attività da solo dopo la scomparsa di Pier Giacomo nel 1968
vincendo ripetutamente il Compasso d'oro nel 1979, 1984, 1989.
Non è possibile definire uno "stile Castiglioni" ma piuttosto
nei suoi lavori si possono riscontrare delle fratture nella concezione
degli oggetti, delle deviazioni: la forma obbedisce sempre a una logica
interna, a delle astuzie, in bilico tra processo industriale e creatività
poetica.
Liberation 8.12.2002
Ivan
Illich
Ivan Illich è morto domenica a Brema. Illich aveva 76 anni: nato
a Vienna nel 1926 da una famiglia cattolica, aveva compiuto i suoi studi
prima in Austria poi in Italia. Divenuto sacerdote, dopo sei anni
trascorsi a New York, nei ghetti dei portoricani, nel ’56, si
trasferisce a Puerto Rico come rettore dell’Università cattolica di
Ponce. In questi anni matura la sua decisione di lasciare il sacerdozio e
la Chiesa, per protesta contro la politica ecclesiastica nell’America
Latina. Dalla sua lotta contro la prepotente ignoranza della cultura
dominante nascerà il Centro per la documentazione interculturale di
Cuernavaca in Messico. I suoi libri piùnoti sono Descolarizzare la
società (1971), La convivialità (1973) e La nemesi medica (1976).
Corriere della sera 4.12.2002
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John
Rawls
John Rawls, il teorico americano della politica che ha dato
nuova vita ai concetti di giustizia e liberalismo, è morto
domenica scorsa all'età di 82 anni.
La pubblicazione nel 1971 del suo Una teoria della giustizia fu
percepita come uno spartiacque nella filosofia moderna, cadendo
nel mezzo del dibattito sulla guerra nel Vitnam e della lotta
per l'uguaglianza razziale.
La sua opera si scostava dalla speculazione filosofica corrente
dominato dalla logica e dall'analisi linguistica, per riportare
al centro del dibattito la filosofia morale.
Rawlans elaborò una sofisticata teoria per fondare un nuovo
concetto di giustizia, basato sulla semplice idea di .
lealtà.
Egli criticò il concetto di utilitarismo che condurrebbe ad una
diminuzione della giustizia sociale, opponendovi la salvaguardia
dei diritti delle minoranze e della libertà individuale.
La sua teoria si basa su due concetti: la massima libertà
dell'individuo compatibile con la libertà altrui; la
considerazione che le disuguaglianze sociali devono essere
corrette a vantaggio dei meno favoriti.
The New York Times 26.11.2002 |
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Enzo
Morpurgo
Enzo Morpurgo è stato un intellettuale che
insieme ad altri tra cui Ottiero Ottieri, Enzo Paci, Silvio Ceccato,
Franco Fornari, Cesare Musatti, aveva cercato di unire, tra gli anni `50 e
i `70, l'impegno etico e civile alla riflessione culturale e alla ricerca
specifica.
Morpurgo portava su di sé per intero il peso drammatico della doppia
militanza, psicoanalitica e comunista, così difficile da conciliare da
fargli dire e scrivere che chi era in questa condizione spesso operava una
scissione grazie alla quale poteva rimanere dentro entrambi i
campi. Aggiungeva subito, però, che lui non accettava questa scissione e
che il senso del suo lavoro era una reciproca fecondazione tra i due
campi. Non conciliazione quindi, ma frizione. Da questa, e non da una
pacificazione alla Erich Fromm, doveva emergere un possibile modo di
pensare la psicoanalisi alla luce del marxismo e la teoria marxiana
arricchita dal pensiero freudiano.
Il Manifesto 20.11.2002
James
Coburn
James
Coburn, uno dei Magnifici sette, è morto d'infarto nella sua casa
di Beverly Hills.
Nato a Laurel, Nebraska, il 31 agosto 1928, studia recitazione al Los
Angeles City College, alla Usc e alla scuola di Stella Adler di New York.
Poi teatro e tv fino al debutto in L'albero della vendetta
(1959) di Boetticher.
È poi il tiratore di coltelli infallibile nei I magnifici sette
(1960) di John Sturges, ruolo che lo afferma stabilmente tra le star
hollywoodiane.
Los Angeles Times 19.11.2002
Alberto
Tenenti
Lo storico Alberto Tenenti è morto all'età di 78 anni nella sua
casa di Parigi. Dal 1965 era direttore della prestigiosa Ecole des Hautes
Etudes en Sciences Sociales di Parigi - dove ha insegnato per 35 anni - e
della rivista Civiltà del Rinascimento. Autore di un centinaio di
libri, pubblicati in Italia soprattutto da Einaudi - molti contributi alla
Storia d'Italia portano la sua firma - Laterza e il Mulino, aveva
indagato temi particolari dell'età moderna come il passaggio dal Comune
alla Signoria, la trasformazione delle città, le attività commerciali
marinare - frutto anche del lungo periodo vissuto a Venezia, dove lavorò
nei primi anni '50 come archivista - il controllo delle avversità, i
sentimenti e l'evoluzione del senso della morte.
Il Manifesto 14.11.2002
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Pierangelo
Bertoli
Pierangelo Bertoli, da sempre prigioniero di una sedia a
rotelle, voce potente e poetico militante della musica popolare,
avrebbe compiuto 60 anni il prossimo 5 novembre. Se n'è andato
sopraffatto da un cancro al polmone.
Nelle sue canzoni continuò ad occuparsi di amore, ma
altrettanto di emarginati, tossicodipendenti,
handicappati.
Il nome di Bertoli è rimasto soprattutto a lungo molto legato
ai concerti, spesso militanti. È stato a lungo un autentico
globetrotter della scena live italiana. In un'intervista recente
confessò: "Io sono nato libero, mia madre era per la
libertà assoluta. Ho cercato di vivere una vita normale, mi è
andata bene. Avevo un fisico stortignato dalla metà in
giù ma molto forte. E l'ho trattato malissimo: ho faticato e
fumato troppo, guidato tanto, fino a 800 chilometri al giorno
per 300 giorni l'anno. Oggi il mio corpo mi dà, e con ragione,
qualche segnale di stanchezza: sento più adesso che quando ero
giovane la condizione di handicappato."
La Stampa 8.10.2002 |
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Emilio
Tadini
Scrive Paolo Di Stefano: "Scrivere di Emilio al
passato, per chi l'ha conosciuto, è una insopportabile
contraddizione. Tanta e tale era la sua energia, la sua voglia
di vivere, il suo desiderio di essere presente agli amici, al
mondo. Non negli ultimi tempi, quando la malattia lo aveva
debilitato ed era stanco: Ho fatto tutto, ho avuto tutto,
diceva, in fondo posso anche chiudere, e allargava le
braccia con quel poco di forza che gli era rimasta in corpo: l'è
inscì, è così.... Prima di tutto venne il poeta: che nel
'48 Montale, Muscetta e Solmi gli assegnarono il premio Renato
Serra per un poemetto che Vittorini pubblicherà sul Politecnico
. L'esordio nel romanzo è con Le armi l'amore, nel 1963,
dunque in piena stagione neosperimentale. Per avere un secondo
romanzo, bisogna aspettare ben 17 anni, perché c'è la pittura
che preme. E poi c'è Milano. La sua Milano."
Emilio Tadini era nato nel 1927. Nel
1961 ha
tenuto la
sua prima esposizione personale alla Galleria del Cavallino di
Venezia.
Corriere della sera 25.9.2002 |
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Peter
Kowald
Il 21 settembre il contrabbassista tedesco Peter Kowald
è morto, improvvisamente a New York.
La sua figura, in effetti, va ricordata soprattutto per
le instancabili capacità improvvisative, per l'azione di
catalizzatore di energie musicali, per l'aver coniugato il verbo
del free in Europa e negli Stati Uniti con inesausto vigore e
stupore. Fu tra i primi, ad esempio, a mettere in contatto la
scena del free tedesco con quella inglese, suonando nel 1967
nello Spontaneous Music Ensemble. Tramite Kowald il sassofonista
tedesco Peter Brötzmann iniziò a collaborare con Han Bennink;
è stato, ancora, il contrabbassista a galvanizzare la scena
della musica radicale greca risiedendo nella penisola ellenica e
registrando con Floros Floridis ed Ilias Papadopoulos.
Il nome di Kowald è, in parallelo, indissolubilmente legato
all'ambiente musicale tedesco ed europeo, in particolare ad una
delle formazioni più utopistiche e visionarie, la Globe Unity
Orchestra diretta da Alexander Von Schlippenbach della uale
Kowald ne fu condirettore dal `73 al `78.
Il Manifesto 24.9.2002 |
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Joan
Littlewood
Nata nel 1914, Joan Littlewood è stata uno dei più
controversi ed influenti registi teatrali del 20esimo secolo.
Precorritrice dei tempi, spesso in contrasto con l'establishment
culturale anglosassone, Littlewood è stata fondatrice, insieme
al suo partner Gerry Raffles, del Theatre Workshop company, ed
ha avuto un ruolo decisivo nel fare assume una statura
internazionale al Theatre Royal Stratford East.
Molti attori, tra questi Richard Harris, Sheila Hancock, Barbara
Windsor è il defunto Sir Nigel Hawthorne, da lei diretto
nella produzione più famosa di Oh What A Lovely War,
devono a Joan Littlewood molto delle loro qualità
interpretativa.
Secondo il critico Kenneth Tynan, il nome di Littlewood è il
più importante nel teatro inglese del secolo scorso.
BBC News 21.9.2002 |
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Vlado
Perlemuter
Nato a Kaunas in Lituania 98 anni fa, Vlado Perlemuter
nel 1917 è stato allievo di Alfred Cortot al Conservatorio di
Parigi e 10 anni più tardi interpretò l'opera pianistica di
Ravel, dopo averla discussa e provata con il compositore stesso.
Egli si distinse anche per le sue interpretazioni di Chopin e
per la sua formidabile capacità didattica.
In anni recenti ha registrato tutti il suo repertorio di
elezione.
The Guardian 6.9.2002 |
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Lionel
Hampton
Lionel Hampton è morto all'età di 94 anni in una
clinica di New York. Era nato a Louisville il 20 aprile 1908,
almeno secondo il suo certificato di nascita, anche se le note
di copertina di alcuni suoi dischi riportano date variabili tra
il 1908 e il 1914.
Virtuoso del vibrafono, è stato tra i grandi musicisti dell'era
dello swing. Egli ha introdotto il vibrafono per la prima volta
nella storia della musica jazz suonando nei gruppi di Louis
Armstrong, Benny Carter e Benny Goodman negli anni tra il 1920 e
il 30. In particolare con quest'ultimo e con il pianista Teddy
Wilson ha portato l'integrazione razziale nel jazz, cosa che era
normale nel retroscena e negli studi di registrazione, ma non
aveva avuto alcuna popolarità nelle performance sul
palcoscenico.
Nel 1942, Hampon registrò Flying Home, probabilmente uno
dei più importanti album della storia della musica
americana,nel quale il sassofonista Illinois Jacquet si esibisce
in un assolo che ha messo le basi per le atmosfere della musica
rock..
Egli fu anche un talent scout dotato di grande intuito e
preveggenza: a lui si deve la scoperta di musicisti del calibro
di Betty Carter, Arnett Cobb, Johnny Griffin, Clifford Brown,
Cat Anderson, Charles Mingus, Wes Montgomery, Dexter Gordon,
Quincy Jones, Milt Buckner, Thomas Chapin e Terence Blanchard.
Ha continuato a suonare e a fare tournée per il mondo fino a
pochissimo tempo fa, raccogliendo ovunque grandissimo successo.
The New York Times 1.9.2002
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