Cronaca

Archivio soggetti

  Settembre - Dicembre 02

Precedente Seguente

Achille Castiglioni
Nato nel 1918, dopo gli studi di architettura al Politecnico di Milano, Achille Castiglioni ha lavorato dal 1944 nello studio dei fratelli Livio e Pier Giacomo, i creatori della radio Phonola del 1939. Dopo la scelta di Livio di abbandonare lo studio, negli anni '50 i due fratelli rimasti hanno iniziato o sfornare oggetti innovativi reinterpretando gli oggetti esistenti. Sono nate in questo modo, ad esempio, le lampade per Flos.
"Il design è sempre esistito, diceva Achille Castiglioni, ed in linea di principio basta osservare un oggetto per trovare l'idea capace di rinnovarlo."
Protagonista delle Triennali degli anni '50 e '60, Achille ha proseguito la sua attività da solo dopo la scomparsa di Pier Giacomo nel 1968 vincendo ripetutamente il Compasso d'oro nel 1979, 1984, 1989.
Non è possibile definire uno "stile Castiglioni" ma piuttosto nei suoi lavori si possono riscontrare delle fratture nella concezione degli oggetti, delle deviazioni: la forma obbedisce sempre a una logica interna, a delle astuzie, in bilico tra processo industriale e creatività poetica.
Liberation 8.12.2002

Ivan Illich
Ivan Illich è morto domenica a Brema. Illich aveva 76 anni: nato a Vienna nel 1926 da una famiglia cattolica, aveva compiuto i suoi studi prima in Austria poi in Italia. Divenuto sacerdote, dopo sei anni trascorsi a New York, nei ghetti dei portoricani, nel ’56, si trasferisce a Puerto Rico come rettore dell’Università cattolica di Ponce. In questi anni matura la sua decisione di lasciare il sacerdozio e la Chiesa, per protesta contro la politica ecclesiastica nell’America Latina. Dalla sua lotta contro la prepotente ignoranza della cultura dominante nascerà il Centro per la documentazione interculturale di Cuernavaca in Messico. I suoi libri piùnoti sono Descolarizzare la società (1971), La convivialità (1973) e La nemesi medica (1976).
Corriere della sera 4.12.2002

John Rawls
John Rawls, il teorico americano della politica che ha dato nuova vita ai concetti di giustizia e liberalismo, è morto domenica scorsa all'età di 82 anni.
La pubblicazione nel 1971 del suo Una teoria della giustizia fu percepita come uno spartiacque nella filosofia moderna, cadendo nel mezzo del dibattito sulla guerra nel Vitnam e della lotta per l'uguaglianza razziale.
La sua opera si scostava dalla speculazione filosofica corrente dominato dalla logica e dall'analisi linguistica, per riportare al centro del dibattito la filosofia morale.
Rawlans elaborò una sofisticata teoria per fondare un nuovo concetto di giustizia, basato sulla semplice idea di .
lealtà.
Egli criticò il concetto di utilitarismo che condurrebbe ad una diminuzione della giustizia sociale, opponendovi la salvaguardia dei diritti delle minoranze e della libertà individuale.
La sua teoria si basa su due concetti: la massima libertà dell'individuo compatibile con la libertà altrui; la considerazione che le disuguaglianze sociali devono essere corrette a vantaggio dei meno favoriti.
The New York Times  26.11.2002

 

Enzo Morpurgo
Enzo Morpurgo è stato un intellettuale che insieme ad altri tra cui Ottiero Ottieri, Enzo Paci, Silvio Ceccato, Franco Fornari, Cesare Musatti, aveva cercato di unire, tra gli anni `50 e i `70, l'impegno etico e civile alla riflessione culturale e alla ricerca specifica.
Morpurgo portava su di sé per intero il peso drammatico della doppia militanza, psicoanalitica e comunista, così difficile da conciliare da fargli dire e scrivere che chi era in questa condizione spesso operava una scissione grazie alla quale poteva rimanere dentro entrambi i campi. Aggiungeva subito, però, che lui non accettava questa scissione e che il senso del suo lavoro era una reciproca fecondazione tra i due campi. Non conciliazione quindi, ma frizione. Da questa, e non da una pacificazione alla Erich Fromm, doveva emergere un possibile modo di pensare la psicoanalisi alla luce del marxismo e la teoria marxiana arricchita dal pensiero freudiano.
Il Manifesto 20.11.2002

James Coburn
James Coburn, uno dei Magnifici sette, è morto d'infarto nella sua casa di Beverly Hills.
Nato a Laurel, Nebraska, il 31 agosto 1928, studia recitazione al Los Angeles City College, alla Usc e alla scuola di Stella Adler di New York. Poi teatro e tv  fino al debutto in L'albero della vendetta (1959) di Boetticher. 
È poi il tiratore di coltelli infallibile nei I magnifici sette (1960) di John Sturges, ruolo che lo afferma stabilmente tra le star hollywoodiane.
Los Angeles Times 19.11.2002

Alberto Tenenti
Lo storico Alberto Tenenti è morto all'età di 78 anni nella sua casa di Parigi. Dal 1965 era direttore della prestigiosa Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi - dove ha insegnato per 35 anni - e della rivista Civiltà del Rinascimento. Autore di un centinaio di libri, pubblicati in Italia soprattutto da Einaudi - molti contributi alla Storia d'Italia portano la sua firma - Laterza e il Mulino, aveva indagato temi particolari dell'età moderna come il passaggio dal Comune alla Signoria, la trasformazione delle città, le attività commerciali marinare - frutto anche del lungo periodo vissuto a Venezia, dove lavorò nei primi anni '50 come archivista - il controllo delle avversità, i sentimenti e l'evoluzione del senso della morte.
Il Manifesto 14.11.2002

Pierangelo Bertoli
Pierangelo Bertoli, da sempre prigioniero di una sedia a rotelle, voce potente e poetico militante della musica popolare, avrebbe compiuto 60 anni il prossimo 5 novembre. Se n'è andato sopraffatto da un cancro al polmone.
Nelle sue canzoni continuò ad occuparsi di amore, ma altrettanto di emarginati, tossicodipendenti, handicappati. 
Il nome di Bertoli è rimasto soprattutto a lungo molto legato ai concerti, spesso militanti. È stato a lungo un autentico globetrotter della scena live italiana. In un'intervista recente confessò: "Io sono nato libero, mia madre era per la libertà assoluta. Ho cercato di vivere una vita normale, mi è andata bene. Avevo un fisico stortignato dalla metà in giù ma molto forte. E l'ho trattato malissimo: ho faticato e fumato troppo, guidato tanto, fino a 800 chilometri al giorno per 300 giorni l'anno. Oggi il mio corpo mi dà, e con ragione, qualche segnale di stanchezza: sento più adesso che quando ero giovane la condizione di handicappato."
La Stampa 8.10.2002

 

Emilio Tadini
Scrive Paolo Di Stefano: "Scrivere di Emilio al passato, per chi l'ha conosciuto, è una insopportabile contraddizione. Tanta e tale era la sua energia, la sua voglia di vivere, il suo desiderio di essere presente agli amici, al mondo. Non negli ultimi tempi, quando la malattia lo aveva debilitato ed era stanco: Ho fatto tutto, ho avuto tutto, diceva, in fondo posso anche chiudere, e allargava le braccia con quel poco di forza che gli era rimasta in corpo: l'è inscì, è così.... Prima di tutto venne il poeta: che nel '48 Montale, Muscetta e Solmi gli assegnarono il premio Renato Serra per un poemetto che Vittorini pubblicherà sul Politecnico . L'esordio nel romanzo è con Le armi l'amore, nel 1963, dunque in piena stagione neosperimentale. Per avere un secondo romanzo, bisogna aspettare ben 17 anni, perché c'è la pittura che preme. E poi c'è Milano. La sua Milano."
Emilio Tadini era nato nel 1927. Nel 1961
ha tenuto  la sua prima esposizione personale alla Galleria del Cavallino di Venezia.
Corriere della sera 25.9.2002

 

Peter Kowald
Il 21 settembre il contrabbassista tedesco Peter Kowald è morto, improvvisamente a New York.
La sua figura, in effetti, va ricordata soprattutto per le instancabili capacità improvvisative, per l'azione di catalizzatore di energie musicali, per l'aver coniugato il verbo del free in Europa e negli Stati Uniti con inesausto vigore e stupore. Fu tra i primi, ad esempio, a mettere in contatto la scena del free tedesco con quella inglese, suonando nel 1967 nello Spontaneous Music Ensemble. Tramite Kowald il sassofonista tedesco Peter Brötzmann iniziò a collaborare con Han Bennink; è stato, ancora, il contrabbassista a galvanizzare la scena della musica radicale greca risiedendo nella penisola ellenica e registrando con Floros Floridis ed Ilias Papadopoulos. 
Il nome di Kowald è, in parallelo, indissolubilmente legato all'ambiente musicale tedesco ed europeo, in particolare ad una delle formazioni più utopistiche e visionarie, la Globe Unity Orchestra diretta da Alexander Von Schlippenbach della uale Kowald ne fu condirettore dal `73 al `78.
Il Manifesto 24.9.2002
Joan Littlewood
Nata nel 1914, Joan Littlewood è stata uno dei più controversi ed influenti registi teatrali del 20esimo secolo.
Precorritrice dei tempi, spesso in contrasto con l'establishment culturale anglosassone, Littlewood è stata fondatrice, insieme al suo partner Gerry Raffles, del Theatre Workshop company, ed ha avuto un ruolo decisivo nel fare assume una statura internazionale al Theatre Royal Stratford East.
Molti attori, tra questi Richard Harris, Sheila Hancock, Barbara Windsor è il defunto  Sir Nigel Hawthorne, da lei diretto nella produzione più famosa di Oh What A Lovely War, devono a Joan Littlewood molto delle loro qualità interpretativa.
Secondo il critico Kenneth Tynan, il nome di Littlewood è il più importante nel teatro inglese del secolo scorso.
BBC News 21.9.2002

Vlado Perlemuter
Nato a Kaunas in Lituania 98 anni fa, Vlado Perlemuter nel 1917 è stato allievo di Alfred Cortot al Conservatorio di Parigi e 10 anni più tardi interpretò l'opera pianistica di Ravel, dopo averla discussa e provata con il compositore stesso. Egli si distinse anche per le sue interpretazioni di Chopin e per la sua formidabile capacità didattica.
In anni recenti ha registrato tutti il suo repertorio di elezione.
The Guardian 6.9.2002

Lionel Hampton
Lionel Hampton è morto all'età di 94 anni in una clinica di New York. Era nato a Louisville il 20 aprile 1908, almeno secondo il suo certificato di nascita, anche se le note di copertina di alcuni suoi dischi riportano date variabili tra il 1908 e il 1914.
Virtuoso del vibrafono, è stato tra i grandi musicisti dell'era dello swing. Egli ha introdotto il vibrafono per la prima volta nella storia della musica jazz suonando nei gruppi di Louis Armstrong, Benny Carter e Benny Goodman negli anni tra il 1920 e il 30. In particolare con quest'ultimo e con il pianista Teddy Wilson ha portato l'integrazione razziale nel jazz, cosa che era normale nel retroscena e negli studi di registrazione, ma non aveva avuto alcuna popolarità nelle performance sul palcoscenico.
Nel 1942, Hampon registrò Flying Home, probabilmente uno dei più importanti album della storia della musica americana,nel quale il sassofonista Illinois Jacquet si esibisce in un assolo che ha messo le basi per le atmosfere della musica rock..
Egli fu anche un talent scout dotato di grande intuito e preveggenza: a lui si deve la scoperta di musicisti del calibro di Betty Carter, Arnett Cobb, Johnny Griffin, Clifford Brown, Cat Anderson, Charles Mingus, Wes Montgomery, Dexter Gordon, Quincy Jones, Milt Buckner, Thomas Chapin e Terence Blanchard.
Ha continuato a suonare e a fare tournée per il mondo fino a pochissimo tempo fa, raccogliendo ovunque grandissimo successo.
The New York Times 1.9.2002