Beni culturali

Archivio soggetti

  Settembre - Dicembre 02

Precedente Seguente

L'unione fa il fregio
Grecia ed Inghilterra stanno litigando per il possesso dei fregi del Partenone trasportati oltremanica da Lord Elgin. La questione è in una fase di stallo e un a soluzione non sembra imminente. E se unissero le loro forze per riunire tutti i resti del fregio che attualmente sono sparsi tra 7 musei europei?
The New York Times 19.12.2002

Elgin raccolse i cocci
La storia del Partenone è una storia di distruzioni e di distruzioni successive.
Tramutato in chiesa cristiana con conseguenti manomissioni per cristianizzare i simboli che adornavano l'edificio, bombardato secoli più tardi dai veneziani che mirarono, con successo, al deposito di munizioni nel quale era stato trasformato dagli occupanti turchi, l'edificio ha subito nei secoli tanti maltrattamenti da fare pensare che la sua attuale condizione abbia del miracoloso.
In questo contesto Lord Elgin, che ha trasportato in Inghilterra i fregi ora pretesi dalla Gracia, sembra un benemerito amante dell'arte.
The Art Newspaper 6.12.2002

Beni senza permesso di soggiorno
La Grecia pretende dalla Gran Bretagna i marmi del Partenone, la Nigeria rivuole le opere rubate durante il dominio coloniale, e in particolare piange il Bronzo di Benin. Mentre per il tesoro di Priamo lottano la Turchia, la Germania e la Russia
Questi bene restano ancora ostaggi di un senso di superiorità che i paesi colonizzatori non sembrano avere affatto metabolizzato.
Sono spesso le direzioni dei più rappresentativi musei europei a rifiutare la restituzione in nome di una presunta maggiore capacità di tutela del bene in questione, altrimenti sono i governi stessi: propensi, nella stragrande maggioranza dei casi, a dimenticare momentaneamente le regole primarie della politically correctness in voga, pur di tenere sul suolo patrio le vestigia di un passato che non si intende, evidentemente, archiviare.
La seconda parte dell'articolo
Il Manifesto 4/7.12.2002

Una cravatta a pois...
... fortunato chi ce l'ha. In realtà la canzone parlava di zebre a pois, ma tant'è.
Un sindacato dei custodi dei beni culturali siciliani non ha apprezzato la cravatta a pois della loro nuova divisa, ritenendo che i "i fregi identificativi in stoffa hanno un aspetto poco prestigioso". Ne è nata una vertenza con l'assessorato regionale competente. 
Alle rimostranze delle maestranze l'assessore Fabio Granata ha replicato: "Per i lavoratori ormai qualsiasi cosa rappresenta una lesione della propria dignità". 
Questioni di stile.
La Repubblica of the arts 4.12.2002

Maria Teresa Fiorio nuovo Soprintendente a Milano
Caterina Bon Valsassina lascia la Soprintendenza per il patrimonio storico artistico e demoetnoantropologico di Milano e della Lombardia occidentale per assumere la direzione dell'Istituto centrale del restauro.
Le succede Maria Teresa Fiorio, attuale direttore delle Civiche Raccolte d’Arte di Milano.
Il giornale dell'arte 25.11.2002

Musei, ma anche molto di più
Le vicende, entusiasmanti e più spesso dolenti, del patrimonio nazionale nelle sue diverse manifestazioni e implicazioni sono le protagoniste di Altro che musei. La questione dei beni culturali in Italia di Silvia dell'Orso, pubblicato da Laterza. Il libro è un’indagine di lettura godibilissima, di taglio giornalistico, approfondita e ricca di dati e riferimenti aggiornati. 
Al dibattito culturale, teorico e spesso dotto, su cosa debba intendersi per bene e patrimonio, e quale significato debba questo assumere in relazione ai diversi concetti di tutela, valorizzazione, accessibilità al pubblico, e in rapporto a quello più ampio di identità nazionale, il volume affianca e sovrappone considerazioni puntuali su episodi e casi emblematici fino alla più recente attualità, interviste dirette ai protagonisti, intuizioni e spunti innumerevoli di approfondimento e talvolta di critica.
"Non si può pensare - sottolinea Silvia Dell’Orso - che tutti problemi del patrimonio artistico italiano comincino e finiscano nel museo."
Il Giornale dell'arte 16.11.2002

 

Quando i nodi vengono al pettine 
La Polizia austriaca ha posto sotto sequestro un'opera a olio di piccolo formato intitolato Wayside Shrine - Cappella votiva - dipinto di Egon Schiele nel 1907.
Nel 1938, il quadro fu ceduto, dietro pressione dei nazisti, dal proprietario ebreo Heinrich Rieger al gallerista Friedrich Welz.
Rieger era un dentista che curava gli artisti facendosi pagare in opere: egli fu il più importante collezionista di arte moderna austriaco tra le due guerre. Deportato dai nazisti, Rieger morì in campo di concentramento, come sua moglie.
Un figlio del dentista fuggì negli USA: l'azione legale per ottenere la restituzione del dipinto di Schiele è stata iniziata dai suoi eredi.
Secondo la legislazione americana, le opere cedute dietro costrizione devono essere considerate come opere rubate. Su questa base giuridica è stato ottenuto il sequestro dell'opera di Schiele.
Finora, il recupero delle spoliazioni operate dai nazisti è stato reso difficoltoso dalla nozione giuridica di buona fide presente nel diritto europeo: qualora sia dimostrato che i compratori sono ignari della provenienza furtiva dell'oggetto, esso non può essere recuperato. Tuttavia, in questo caso i legali degli eredi Rieger hanno le prove che le case d'asta erano a conoscenza dell'origine  delle opere da loro vendute.
Il provvedimento della Polizia austriaca è un importante precedente perché opere provenienti dalla collezione di Heinrich Rieger sono attualmente disperse tra molte collezioni private e altrettanti musei.
The New York Times 15.11.2002

L'Italia li candida ma poi non se ne cura
L’Italia candida le Dolomiti, il lago di Garda e la Cappella degli Scrovegni a Padova perché siano inserititi nella World Heritage List, la lista del patrimonio culturale dell'umanità creata dall'Unesco. 
Ma Legambiente lancia l'allarme per lo stato di conservazione del patrimonio italiano già iscritto: secondo l'associazione, dei 37 siti italiani inseriti nella lista, la laguna di Venezia, le isole Eolie, la Valle dei Templi di Agrigento, la costiera amalfitana, Pompei ed Ercolano, i centri storici di Roma, Firenze e Napoli, sono minacciati dall'incuria.
La Repubblica of the Arts 15.11.2002

Il bene si concede ma non si vende
Il ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani, ospite ieri del convegno L’impresa fra cultura e comunicazione organizzato dall’associazione Civita, ha detto:  "Una precisazione dovuta visto che proseguono le incomprensioni. La necessità di conferire alla Patrimonio Spa l’incarico di dismettere i beni demaniali non riguarderà certo il patrimonio culturale: è la stessa Costituzione a garantirne la tutela. Il nuovo Testo Unico sui beni culturali, poi, recepirà fin dall’articolo 1 i limiti alla vendita, già fissati nel Duemila con decreto del presidente della Repubblica. Eppoi non di cessione si tratterà, ma di concessione, ad esempio delle attività della biglietteria: il soprintendente rimarrà proprietario e tutore del bene."
Corriere della sera 14.11.2002

L'esercito israeliano distrugge la Nablus storica
Un patto non scritto, ma rispettato, tra Israeliani e Palestinesi voleva che i luoghi di preghiera di entrambe le parti fossero rispettati dai rispettivi eserciti.
Ora non è più così: durante le recenti incursioni nei territori palestinesi l'esercito israeliano ha rotto l'accordo.
In particolare, durante la battaglia di Nablus sono state distrutte più di 30 moschee, dozzine di case ottomane, una bagno turco ottomano, fabbriche di sapone vecchie di secoli, una chiesa greca ortodossa.
The Art Newspaper 9.11.2002

Questo sì, questo no: lo stress del bibliotecario
"Bisogna concepire la biblioteca come il canale che convoglia i libri dall'editore all'inceneritore". Questo la radicale affermazione fatta nel 1947 da G. Hardin, bibliotecario, a proposito del ruolo delle biblioteche, trasformate in una sorta di cloaca massima.
Con una posizione meno mefistofelica, Stanley J. Slote si è occupato per 18 anni degli schemi d'uso dei libri in biblioteca, arrivando, dopo tanto, a stabilire che le collezioni si dividono in due categorie: i libri letti, e quelli che nessuno legge più. L'ineffabile Slote ha anche stabilito che nel tempo questa seconda categoria cresce in modo straripante.
Sicché, dato lo spazio finito dei depositi delle biblioteche, si pone il problema: conservare anche i volumi che non sono più richiesti, casomai qualcuno li desiderasse prima o poi, oppure eliminarli spietatamente?
La questione ha creato non pochi grattacapi ai bibliotecari, arrivando a generare un gruppo di aiuto psicologico che dispensa buoni consigli attraverso un lettino da analista virtuale su Internet.
The New York Times 26.10.2002

 

Se ne ride per non piangerne
La storia del patrimonio in vendita: Giacomo Vaciago, ordinario di Politica Economica alla Cattolica di Milano, raccomanda «sense of humour» a chi vuole ripercorrere con lui 10 anni di progetti di vendita, prima di Carli, poi di Ciampi-Visco e ora di Tremonti.
Scrive Vaciago: "Proviamo allora a chiarire, ancora una volta, i termini della questione, ribadendo e articolando meglio un giudizio che ho già espresso tante volte: l’Italia è il Paese al mondo che ha il maggior patrimonio storico-artistico; che ne ha la maggior quota in proprietà pubblica; e che ciò nonostante (o forse, proprio per questo?) ne ha tanto in abbandono e degrado. Il paradosso è che nei giorni pari c’è sempre qualcuno che lamenta il degrado in cui il settore pubblico tiene questo grande patrimonio, che interessa tutta l’umanità. E poi nei giorni dispari c’è sempre anche qualcuno (a volte è lo stesso) che protesta contro i tentativi di porvi rimedio, ad esempio coinvolgendo di più i privati cittadini per ciò che riguarda valorizzazione e gestione di quei beni. Un giorno si parla male del Governo, il giorno dopo si parla male dei cittadini. Come si esce da questo circolo vizioso?"
Il giornale dell'arte 22.10.2002

Beni e volersi bene
La ricerca realizzata dalla Fondazione Agnelli intitolata L’opera e l’esperienza. Percorsi di vita del bene culturale ha constatato la tendenza del pubblico interessato alle opere d'arte a  inserire la fruizione dei beni artistici nel contesto di più vaste esperienze di consumo» tanto da creare veri e propri complessi gastronomico-monumentali in grado di coniugare, ad esempio, la pittura e il vino. Mentre l’opera d’arte, pur rappresentando ancora la matrice principale di ogni esperienza turistica, finisce per essere sempre più spesso un esperienza a lungo termine. Dunque, una visita sempre più slow prolungata nel tempo grazie a riviste, videocassette e siti Internet.
Corriere della Sera 22.10.2002

McAssisi
Il progetto di costruzione di un parcheggio nel centro storico di Assisi ha spinto Desideria Pasolini dall'Onda, presidente di Italia Nostra, a chiedere l'uscita della città dalla World Heritage List dell'Unesco.
"Se l'isola di Lipari alle Eolie rischia di uscire dall'elenco per non aver rinunciato alle cave di pomice, anche Assisi potrebbe essere espulsa dalla lista, per il recente svilimento del suo territorio e del centro storico" ha scritto Pasolini dell'Onda.
Sotto accusa anche la trasformazione della città a causa dell'inserimento di attività commerciali ritenute non compatibili con il suo carattere storico e culturale.
La Repubblica of the Arts 3.10.2002

L’Italia restituirà un fregio del Partenone
Si tratta di un frammento minuscolo, 35 centimetri per 34, conservato a Palermo, ma le trattative sulla sua restituzione da parte dell'Italia hanno entusiasmato i greci. Tutti i giornali, ieri, hanno annunciato che il fregio potrebbe essere portato ad Atene da Carlo Azeglio Ciampi, in occasione della sua visita di Stato, il prossimo 6 novembre.
Corriere della sera 2.10.2002

Vanno e vengono
Ancora un clamoroso furto d’arte ha colpito Russborough House, villa in stile georgiano nella contea di Wicklow, a 32 chilometri a sud di Dublino: domenica 29 settembre i ladri hanno rubato due Rubens e altre tre opere d’arte da questa dimora famosa per custodire una collezione da 40 milioni di euro e, ormai, anche per essere bersagliata dai ladri: questo è il quarto colpo portato a segno in 30 anni ed è avvenuto pochi giorni dopo che erano state restituite ai proprietari altre opere rubate in precedenza mentre ad agosto era stato recuperato un Rubens trafugato 16 anni fa.
La Repubblica of the Arts 2.10.2002

L’Italia restituirà un fregio del Partenone
Si tratta di un frammento minuscolo, 35 centimetri per 34, conservato a Palermo, ma le trattative sulla sua restituzione da parte dell'Italia hanno entusiasmato i greci. Tutti i giornali, ieri, hanno annunciato che il fregio potrebbe essere portato ad Atene da Carlo Azeglio Ciampi, in occasione della sua visita di Stato, il prossimo 6 novembre.
Corriere della sera 2.10.2002

Vanno e vengono
Ancora un clamoroso furto d’arte ha colpito Russborough House, villa in stile georgiano nella contea di Wicklow, a 32 chilometri a sud di Dublino: domenica 29 settembre i ladri hanno rubato due Rubens e altre tre opere d’arte da questa dimora famosa per custodire una collezione da 40 milioni di euro e, ormai, anche per essere bersagliata dai ladri: questo è il quarto colpo portato a segno in 30 anni ed è avvenuto pochi giorni dopo che erano state restituite ai proprietari altre opere rubate in precedenza mentre ad agosto era stato recuperato un Rubens trafugato 16 anni fa.
La Repubblica of the Arts 2.10.2002

Pressioni sulla regina d'Inghilterra perché restituisca una testa di bronzo proveniente dal Benin
La testa di bronzo in questione era stata regalata alla regina d'Inghilterra nel 1973 dal generale Yakubu Gowon durante una visita di stato.
L'opera era stato saccheggiato dall'esercito britannico nel 1897 e trasportato in Inghilterra. Poco prima dell'indipendenza della Nigeria, esso era stato acquistato per il nascente Museo Nazionale di Lagos.
Nel 1973 il Generale Gowon aveva personalmente telefonato a Ekpo Eyo, responsabile del museo, perché gli portasse la testa da donare alla regina di Inghilterra. Ogni tentativo di dissuaderlo dalla cosa era stato vano.
Ora dopo che la testa è stata messa in mostra tra gli oggetti del museo reale di Buckingham Palace, Ekpo Eyo sta cercando di riottenere l'opera.
The Art Newspaper 28.9.2002
Uno scorcio della collezione reale a Buckingham Palace

 

Il consiglio di amministrazione del British Museum alle prese con opere di provenienza illecita
Il consiglio di amministrazione esaminerà questo mese il caso di alcuni disegni attribuiti a maestri antichi reclamati dai nipoti di Arthur Feldmann, cecoslovacco, al quale erano stati sequestrati dai nazisti nel 1939. Feldmann fu poi condannato a morte.
I disegni sono di Martin Schongauer, Niccolò dell’Abbate, Nicholas Blakey e Martin Schmidt.
The Art Newspaper 28.9.2002

11,5 milioni di persone hanno preso parte alle 19esime Journées du Patrimoine
L'edizione 2002, svoltasi il 21 e il 22 settembre, ha ripetuto il successo dell'anno precedente tenutasi nel 2000 - l'edizione 2001 era stata annullata per ragioni di sicurezza dopo l'attentato dell'11 settembre.
Inventate nel 1984 dall'allora ministro della cultura Jack Lang, durante le giornate del patrimonio i cittadini possono visitare i palazzi pubblici normalmente chiusi al pubblico.
Le Monde 22.9.2002
Il castello di Rambouillet