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  Gennaio - Febbraio 02

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Bernard Arnault getta la spugna
Bernard Arnault, presidente di LVMH, gruppo specializzato in prodotti di lusso, ha venduto la sua partecipazione di maggioranza nella casa d'aste Phillips de Pury Luxembourg.
La società era nata solo un anno fa dalla fusione della casa d'aste Phillips - comperata nel 1999 - con la galleria d'arte Simon de Pury and Daniella Luxembourg.
Arnault si era impegnato a cercare di scalzare il duopolio di Sotheby’s e Christie’s, investendo, e perdendo, milioni di sterline.
La partecipazione di Arnauld è stata acquistata da Simon de Pury e Daniella Luxembourg, che già detenevano il 25% della società, portando la loro partecipazione al 72,5%.
The Art Newspaper 23.2.2002

Bernard Arnault perde faccia e denaro
Bernard Arnault - detentore dei marchi Moet & Chandon, Louis Vuitton e  Parfums Christian - Dior esce sconfitto nella sua battaglia per contrastare il potere di Francois Pinault, padrone di Christie's, con il quale aveva ingaggiato una battaglia di lungo periodo, iniziata con la contesa, anch'essa perduta, per il possesso della Gucci.
La strategia di Arnauld per sottrarre clienti alle due case d'asta concorrenti si è rivelata disastrosa. Essa si basava sulla offerta ai venditori altissime garanzie sui prezzi di vendita. 
Due esempi di perdite colossali che Phillips ha dovuto sopportare a causa di ciò sono la vendita della collezione del gallerista Heinz Berggruen, per la quale era stata offerta una garanzia di 100 milioni di dollari, ma che all'asta ha totalizzato solo 71 milioni, e la dispersione della collezione Smooke, per la quale fu offerta una garanzia di 185 milioni di dollari, ma la cui  vendita ne totalizzò solo 86.
Al momento, le prospettive del mercato sono contrastanti. Se quello delle opere di alto livello si mantiene su alte quotazioni grazie ai molti compratori disposti a contendersi i pochi pezzi disponibili, quello intermedio è al momento in ribasso.
Questo andamento ha favorito un ritorno dei compratori verso la trattativa degli acquisti in forma privata attraverso i mercati d'arte, un mutamento del mercato che potrebbe essere favorevole ai nuovi proprietari di Phillips, i quali,  per la loro esperienza passata di galleristi, dispongono di ottime relazioni.
Financial Times 23.2.2002

Chiude Arco: tanto pubblico ma pochi collezionisti
Il successo di pubblico - 190.000 ingressi, 14.000 in più dello scorso anno - non solleva le sorti della fiera spagnola, che stenta ad entrare nel giro delle grandi manifestazioni ed ad insidiare la posizione dominante di Art Basel.
Nelle opinioni dei galleristi, la 21esima edizione di Arco ha messo in evidenza la debolezza del collezionismo privato spagnolo, la cui forza sarebbe la condizione principale perché la fiera possa ottenere una maggiore risonanza internazionale.
El Pais 19.2.2002

Il mostrificio di Treviso
Oltre 418mila persone per 139 giorni di apertura hanno visitato la mostra su Monet organizzata alla Casa dei Carraresi di Treviso.
Per 9 novembre 2002 è prevista l'inaugurazione di L'impressionismo e l'età di Van Gogh, per la quale sono già arrivate 20mila prenotazioni.
Kw Art 18.2.2002

I giovani artisti spagnoli chiedono un maggiore appoggio alle istituzioni
Il problema è: come mai i giovani artisti spagnoli non godono di quella notorietà che meriterebbero - o che comunque caratterizza i loro colleghi europei - e perché i molti critici invitati ad Arco non si accorgono dell'arte contemporanea iberica?
La risposta sta, secondo gli artisti spagnoli, nello scarso sostegno da parte delle istituzioni pubbliche nel portare l'arte spagnola all'estero.
In questo, il  modello di riferimento è quello dei paesi nordici - la Danimarca, ad esempio - dove lo stato si impegna nel sostenere la conoscenza all'estero dell'arte contemporanea nazionale, ad esempio pagando parte delle spese sostenute dalle gallerie per partecipare alla fiera in corso a Madrid.
El Pais 18.2.2002
Chemi Rosado,  El renacimiento del cubo Plano 1.5
Presentato dalla galleria M+M proyectos 

 

Pagamenti reali per opere virtuali
La Solomon R. Guggenheim Foundation ha acquistato due opere di net art: net.flag di Mark Napier e Unfolding Object di John F. Simon Jr.
Le opere sono state pagate una cifra non nota, ma probabilmente intorno ai 10-15mila dollari (11-17mila euro). Per questa cifra il museo ottiene il codice dell'opera e il diritto di esporla.
Resta da capire come sia possibile stabilire la proprietà di un'opera che non esiste in un luogo particolare, o che esiste contemporaneamente in tutti i computer dei visitatori del sito web nel quale essa è esposta.
The New York Times 18.2.2002

Visita il sito del museo Guggenheim con le due opere menzionate nell'articolo del New York Times.

 

CTRL Space: la retorica della sorveglianza da Bentham al Grande fratello
La mostra,  al Zentrum für Kunst und Mediatechnologie di Karlsruhe fino al 24 febbraio, prigioni modello e modelli di prigioni, dalla architettura finalizzata al controllo degli individui fino alle molte manifestazioni attuali della sorveglianza, dal satellite alla webcam. Agli esempi raccolti in tutto il mondo da Thomas Y. Levin, docente a  Princeton, si aggiungono gli interventi degli artisti, che utilizzando le tecniche della sorveglianza, ne sondare la liceità morale, mettendone in mostra gli effetti estremi sugli individui.
Liberation 17.2.2002

Silenzio, il nemico ti ascolta!
Il sito dedicato alla mostra offre la possibilità di navigare tra i 59  esempi raccolti e di sorvegliare la mostra stessa attraverso 6 webcam. Attenzione però, voi stessi sarete spiati: il vostro indirizzo IP viene registrato - come sempre, d'altronde, quando navigate in Internet - ma questa volta la cosa è dichiarata. Esso appare in altro a destra nelle pagine dedicate alla  mostra.

Lutz Bacher, Closed Circuit

 

In Spagna arte contemporanea a gonfie vele 
Dopo quattro giorni di apertura, Rosina Gómez Baeza, direttore di Arco, valuta positivamente tanto l'incremento del pubblico - 12% rispetto all'anno precedente -, quanto quello delle vendite. L'arte contemporanea sta vivendo un momento di particolare interesse in Spagna grazie alla prossima apertura di numerosi spazi ad essa dedicati, per i  quali le istituzioni stanno acquistando nuove opere.
Secondo la gallerista Juana de Aizpuru, grazie ad una legislazione fiscale favorevole, la Spagna potrebbe avere in pochi anni collezioni di arte contemporanea uguali a quelle degli altri paesi.
El Mundo 17.2.2002

L'arte africana prende energia dai fermenti di liberazione
"L'Africa è ovunque: è una diaspora globale, una cultura internazionale e una metafora con associazioni fantastiche per l'Occidente: oro, selvaggi, nera, profonda, liberazione, devastazione. 
C'è Africa ovunque ci si giri: nelle strade di Parigi, Los Angeles e Port-au-Prince, Haiti; nelle aule, nei musei e nelle discoteche, sugli schermi dei cinema e degli aeroplani. L'Africa c'è da tempo nel sangue di New York. Una iniezione di novità è arrivata con The Short Century: Independence and Liberation Movements in Africa, 1945-1994 ora al PS1."
La mostra è curata da Okwui Enwezor, curatore di Documenta XI, che si terrà a Kassel quest'estate.
The New York Times 17.2.2002

Amadou Bamba, di  Daouda M'Ballo
La discreta presenza della gallerie australiane ad ARCO
L'Australia, paese invitato dell'edizione 2002 della fiera madrilena, è presente ad Arco con 19 gallerie, un numero contenuto se confrontato con le 49 inglesi.
Tuttavia, la maggior parte di esse si è dichiarata soddisfatta delle vendite e ha valutato la fiera come una occasione di lancio verso i mercato europeo.
El Pais 15.2.2002
Orbital di Cathy Blanchflower

Centri culturali alternativi in convegno a Marsiglia
Organizzato dopo la pubblicazione della ricerca di Fabrice Lextrait Centri sociali... una nuova epoca dell'azione culturale, il convegno I nuovi territori dell'arte  riunisce a Marsiglia i rappresentanti di centri culturali alternativi francesi e internazionali, cerca di mettere a fuoco le prospettive di questi luoghi, in precario equilibrio tra istituzionalizzazione e innovazione creativa.
Liberation 14.2.2002

Il Palais de Tokyo a Parigi è un vero falso centro sociale
I collettivi parigini di squat protestano perché ritengono che il Palais de Tokyo, inaugurato a gennaio, non sia altro che un"volgare squat per borghesi alla moda. Hanno preso tutte le nostre idee, la pluridisciplinarietà, che noi abbiamo inventato, nella necessità."
Liberation 14.2.2002

Terminato il restauro degli affreschi di Giotto nella Cappella degli Scrovegni
Scrive Arturo Carolo Quintavalle: "Grande impresa questo restauro, e difficile, ma con importanti scoperte. Sappiamo adesso come lavorava Giotto, disegni piccoli, grandioso impianto architettonico generale riportato sul muro, battiture di filo e graffiti, poi disegni e alcuni esecutori, cinque o sei, e altrettanti aiuti per fare il resto. E sappiamo che nella Cappella, addossata in origine al palazzo degli Scrovegni e quindi illuminata dalla facciata e da un solo lato lungo, Giotto calibra la luce sulle cornici e sulle figure in relazione alla luce reale. E sappiamo che lui, sempre lui, costruisce una grande cassa prospettica dove ogni scena si compone a livello e si organizza per una visione dal basso. E sappiamo naturalmente quanti giorni ha impiegato per fare tutto questo, circa 700 (due anni di lavoro) e che di queste 700 giornate, almeno 200 sono quelle spese direttamente dall’artista."
Corriere della sera 12.2.2002

Artangel fa accadere cose straordinarie in luoghi ordinari
Artangel è una piccola organizzazione nata poco più di 10 anni fa e sviluppata a partire dal 1992 da James Lingwood e Michael Morris. 
I due si erano conosciuti a metà degli anni '80 mentre lavoravano per Institute of Contemporary Arts a Londra: l'uno era curatore delle mostre, l'atro direttore dello spazio dedicato allo spettacolo dal vivo. 
Il loro primo ufficio era tanto piccolo che non potevano starci seduti contemporaneamente: ora dispongono di uno staff di 6 persone e il loro budget comprende 350.000 sterline (580.000 euro) di contributo da London Arts - organizzazione pubblica che finanzia le arti a Londra - e 75.000 sterline (125.000 euro) dalla Company of Angels, un consorzio di 150 sponsor privati che donano ciascuno 400 sterline all'anno (650 euro).
La missione di Artangel è di realizzare progetti artistici creati apposta per essere allestiti in luoghi scelti per lo scopo. Raramente Artengel accetta proposte: più spesso le sue realizzazioni sono il frutto di discussioni con artisti che Lingwood e Morris già conoscono e stimano.
Sono nate in questo modo performance straordinarie come quella del coreografo Michael Clark in un deposito abbandonato nei pressi di King's Cross, quella di Rachel Whiteread, che ha fatto un calco di una intera casa a Bow, o quella di John Berger e Simon McBurney, che hanno allestito uno spettacolo teatrale apposta per essere rappresentato nelle profondità di una stazione della metropolitana abbandonata.
Telegraph 12.2.2002

James Lingwood e Michael Morris

Il sito di Artangel

 

La terra vista dal cielo e gli affari vanno alle stelle
Il volume La Terre vue du ciel di Yann Arthus-Bertrand ha venduto 1,5 milioni di copie e, a dire del suo autore, c'è mercato per almeno un altro milione. 
Il sistema di marketing è acuto: Arthus-Bertrand offre la possibilità di organizzare al costo 250.000 più i diritti d'autore, cifra quasi sempre coperta da sponsor, delle esposizioni delle sue spettacolari foto aeree in formato gigante. Le mostre sono all'aperto, l'ingresso è gratuito e l'affluenza altissima: 2,5 milioni di visitatori a quella organizzata ai jardin du Luxembourg, un milione a Copenhagen, un milione ad Amburgo...
Il genio commerciale di Arthus-Bertrand è indiscutibile, ma il mondo della fotografia d'arte guarda con sospetto ai suoi lavori, i cui soggetti sono più orientati a mostrare la bellezza della natura che a focalizzare la condizione disagiata dell'uomo.
Le Monde 11.2.2002

Nel sito di Yann Arthus-Bertrand si trovano, oltre a molte delle sue fotografie, anche la descrizione delle sue scelte etiche, dei suoi metodi di lavoro e la sua tecnica fotografica.

In Spagna le università culla dell'arte elettronica
Negli spazi di Arco, la fiera dell'arte contemporanea di Madrid, una sezione sarà dedicata a presentare l'arte elettronica sviluppata nelle università spagnole di Alicante, Barcelona, Granada, Baleari, Zaragoza e Carlos III di Madrid. Queste istituzioni svolgono un ruolo decisivo, perché sono le principali sostenitrici di una forma di espressione che non trova, al momento, alcuno sbocco sul mercato. "Le università mettono conoscenze, mezzi e denaro; gli studenti il talento."
El Pais 11.2.2002

Asta record da Christie’s a Londra
Asta di Impressionisti da record il 5 febbraio da Christie’s a Londra: il valore totale delle vendite è stato di 41 milioni di sterline (63 milioni di euro).
The Art Newspaper 9.2.2002

Il 13 febbraio apre a Madrid Arco, fiera internazionale d’arte contemporanea
"La più popolare delle fiere - lo scorso anno l’hanno visitata in 176mila - si presenta all’appuntamento con il riconoscimento conferitole dalla Regione di Madrid, una "distinzione per l’eccellenza europea della manifestazione." E Rosina Gómez Baeza, direttrice della rassegna, rafforza non soltanto la partecipazione europea, ma anche quella mondiale: delle 250 gallerie partecipanti quest’anno 150 sono straniere, e il Paese ospite d’onore è l’Australia, con 14 espositori invitati."
Il Giornale dell'arte 9.2.2002

Il Gran Teatro Urbano di Richi Ferrero
Richi Ferrero lavora da trent'anni: ha cominciato in piccoli teatri. I piccoli teatri si sono fatti via via più grandi, finché nessun ambiente chiuso gli è bastato più, e ha avuto bisogno delle strade, delle piazze, poi della intera città. La sua compagnia del Granserraglio, germinata dallo Zoo di Michelangelo Pistoletto nel 1971, è diventata il Gran Teatro Urbano: che con i suoi giochi di specchi, di laser, di fuochi, di suoni, ha dato vita a memorabili battaglie navali sul Po per la festa di San Giovanni e a sorprendenti dialoghi notturni fra le opere d'arte e le facciate delle chiese nei giorni della Sindone.
La Stampa 8.2.2002

Transmediale Goes Public
Inaugurato a Berlino, il festival Transmediale tratta con installazioni interattive, video e seminari di studio l'influenza dell'arte elettronica e dei media elettronici sulla vita quotidiana.
Gli organizzatori sostengono che nell'era digitale la sfera privata diventa sempre più pubblica. Essi hanno pertanto invitato gli artisti a interagire con il pubblico nel corso del processo di creazione delle opere e, di conseguenza, a renderle pubblicamente disponibili attraverso i media elettronici.
DW World.de 8.2.2002

Una atmosfera elettrica, letteralmente
Transmediale si tiene in un edificio adibito un tempo a stazione di distribuzione della corrente elettrica che, nella eccitazione e confusione dei primi anni '90 berlinesi, divenne il luogo della coltura techno e di rave party memorabili. Conosciuto come E-Werk, il grande edificio industriale è poi stato venduto quest'anno a SPM Technologies, che pensa di trasformarlo in un centro di sviluppo delle nuove tecnologie, con spazi per ristoranti, club e grandi eventi.
DW World.de 8.2.2002

Orazio and Artemisia Gentileschi: Father and Daughter Painters in Baroque Italy al Met di New York
È stata cara alle storiche dell'arte femministe dell'ultimo quarto di  secolo, la protagonista di almeno tre romanzi e l'eroina di un film francese vietato ai minori: il Metropolitan Museum of Art dedica a lei e al padre Orazio la "più grande selezione di lavori di entrambi gli artisti mai presentata."
ArtNews febbraio 2002

20 Kb di arte
Il progetto online lanciato dalla galleria - anch'essa online - E 2 chiedeva agli artisti di presentare un'opera la cui dimensione non fosse superiore a 20 Kb. Nella galleria virtuale sono ora in esposizione 9 dei 150 lavori giunti da ogni parte del mondo.
The Guardian 5.2.2002

Qui per vedere i progetti d'artista.

Ivan Massow si è dimesso da presidente dell'Institute of Contemporary Arts
Sommerso dalle critiche alla sua posizione fortemente contraria all'arte concettuale, Ivan Massow si è dimesso dalla presidenza dell'Institute of Contemporary Arts, dopo aver constatato di aver perso la fiducia del consiglio di amministrazione dell'istituzione londinese.
BBC News 5.2.2002

Il mondo dell'arte ha investito troppo nell'arte concettuale per poterla criticarla
Scrive Ivan Massow: "In tutta franchezza l'arte concettuale sebbene divertente all'inizio, è diventata ottusa. È pura masturbazione mentale. L'arte concettuale più diventare qualcosa come le dot.com del mondo dell'arte. La somiglianza tra sostenitori dell'arte concettuale e i pirati delle dot.com che hanno saccheggiato i nostri fondi pensione è sotto gli occhi di tutti. Le élite artistiche hanno investito così tanto in reputazione e denaro in difesa dell'arte concettuale che sono diventati incapaci di averne una visione critica."
Independent 29.1.2002

Young Britsh Artists: tanto fumo poco arrosto
Secondo Ivan Massow, presidente dell'Institute of Contemporary Arts di Londra - uno dei templi della nuova arte inglese - artisti come Tracey Emin e Damien Hirst sono i sopravvalutati e autoreferenziali prodotti di una classe media troppo indulgente. Massow, uomo d'affari miliardario già candito conservatore alla carica di sindaco di Londra prima di passare ai laburisti, preconizza la futura  marginalità dell'arte anglosassone, rivalutando, come rimedio, la figura e le produzioni degli artisti tradizionali.
BBC News 17.1.2002

Domanda alta, offerta scarsa. Questa la sintesi del mercato 2001 secondo le case d'asta.
Anche se beneficata da una ricca messe di aggiudicazioni miliardarie, l’annata 2001 ha registrato una flessione del 5,1% rispetto allo scorso anno. Il calo non è dovuto a un mercato in crisi: al contrario, in ogni settore di vendita si sono visti interesse e volontà a comprare, anche a prezzi alti. Ma, fatta eccezione per l’antiquariato, l’offerta non è stata ricca né per qualità né per quantità di opere in vendita.
Il 2001 sarà ricordato come l’anno dei record per dipinti e arredi antichi. Il fatturato globale - circa 227 miliardi di lire - è così composto: Christie’s 63.511 milioni, Finarte 79.161 milioni, Semenzato 92.610, Sotheby’s 41.698. Il 56,1% dell’intero giro di affari è stato realizzato dai reparti di dipinti e arredi antichi.
Il Giornale dell'arte 2.2.2002

St'art a Strasburgo fa spazio ai giovani artisti
Nata nel 1995 senza un indirizzo preciso, la Fiera d'arte contemporanea di Strasburgo grazie alle cure di Alain Lamaignière e all'opera di un comitato selezionatore nel quale la figura di spicco è il collezionista Olivier Billard, ha trovato la sua via riducendo il numero delle gallerie partecipanti da 150 del primo anno alle attuali 93. La posizione della città alsaziana ha favorito poi l'affluenza di amanti dell'arte e di collezionisti dalla Germania e dalla Svizzera, accorsi in 26.000 nel 2001.
Accanto alle gallerie di grosso calibro, quest'anno la parte più significativa della fiera è costituita da artisti giovani che si esprimono usando i mezzi più diversi, dalla pittura al video, passando per le installazioni, la scultura, la fotografia.
Le Monde 2.2.2002

Sotheby's chiede aiuto a eBay
L'accordo prevede che Sotheby's possa offrire opere d'arte attraverso il sito e la tecnologia messa a punto da eBay.
BBC News 31.1.2002

Risultati dispari alle aste di Maestri antichi
Risultati sconcertanti nelle aste di Maestri antichi tenute in gennaio a New York. Van Dyck e Romney hanno battuto ogni record, mentre opere che erano state messe sul mercato recentemente hanno spuntato prezzi di realizzo. Un Turner non ha avuto nessuna offerta.
The New York Times 31.1.2002

Alle gallerie la scoperta delle avanguardie, ai musei la loro consacrazione
Scrive Rossana Bossaglia, commentando lo svolgimento di Arte Fiera 2002 a  Bologna: "È interessante, a proposito del mercato, una questione venuta fuori in diversi interventi legati alla fiera. Molti di essi sottolineano come fondamentale lo stimolo che l’attività dei galleristi suscita verso il contemporaneo, fautore dunque dell’apertura di nuove istituzioni pubbliche ad esso dedicate, nel senso di aggiornati musei. Ma giustamente Massimo De Carlo, che presiede l’associazione galleristi, obietta come la funzione fondamentale di un mercante di qualità sia quella propositiva: a suo rischio, a rischio dei collezionisti; è qui che egli riveste un ruolo culturale interessante.
La museificazione seguirà, a tempo debito, quando le scelte avranno assunto un ruolo storico; saranno dunque storicizzate."
Corriere della sera 27.1.2002

All'asta la collezione di Anton C.R. Dreesmann
Anton C.R. Dreesmann, morto due anni fa, nipote del fondatore di Vroom & Dreesmann, la più grossa catena di grandi magazzini olandese, ha lasciato una collezione di 1.300 oggetti d'arte, comprendente quadri - Degas, Monet, Van Dongen, Franz Marc, Foujita, Heckel, Schiele, Gauguin, Modigliani, Chagall -, mobili, ori, argenti, suppellettili. I suoi eredi hanno deciso di disperderla. Il valore della  collezione è stimato in 24 milioni di euro. L'asta si svolgerà a Londra e a Amsterdam tra il 9 e il 16 aprile 2002.
The Art Newspaper 26.1.2002

Gli animali di carta di Hung Hsin-Fun
Hung Hsin-Fu è un artista di Taiwan che lavora con la carta. In un batter d'occhio è capace di creare una farfalla, una pesce o un unicorno piegando e tagliando la carta.
Gli animali sono il suo soggetto preferito: essi sono legati profondamente alla cultura di Taiwan, strettamente legata alla straordinaria diversità biologica dell'isola.
DW.World.de 25.1.2002
Arte Fiera apre sull'onda delle alte quotazioni dall'arte italiana nelle aste londinesi
Sono oltre 200 le gallerie selezionate per Arte Fiera 2002 a Bologna: se la sezione storica gode di un ottimo momento - il mercato internazionale è attento alle quotazioni che salgono di artisti come Melotti, Fontana o agli evergreen Morandi, Capogrossi, De Chirico - anche gli anni Settanta e i poveristi possono vantare una sorta di rinascita e cominciano la loro ascesa nel firmamento delle stelle (dai 50 ai 200 milioni). Zoppica invece la rappresentanza del contemporaneo in Italia, a causa dell'assenza di diverse gallerie che vanno dal nord al sud - Antonio Colombo a Raffaella Cortese fino a Giò Marconi, Raucci Santamaria, Oddi Baglioni, L'Isola. Niente più scontri, come l'altro anno, con l'Ente organizzatore della manifestazione, sulle tariffe differenziate e gli spazi concessi ma una specie di ammutinamento di gruppo. Se il vuoto lasciato dalle gallerie citate produrrà smagliature nella qualità della ricerca, si giudicherà sul campo.
Il Manifesto 23.1.2002

La polizia parigina contro gli autori di graffiti
La polizia parigina sembra decisa a reprime il fenomeno dei graffiti accusando i loro autori di danneggiamento della proprietà pubblica. Jon One, storico graffitaro di New York trapiantato a Parigi, ha commentato: "Succede tutte le volte che si avvicinano le elezioni. È un peccato che i periodi di repressione non siano accompagnati dall'offerta di misure per aiutare gli artisti. Non viene proposto nessuno spazio per esporre il nostro lavoro. Questo è assolutamente ipocrita visto che tra qualche settimana, i partiti politici lorderanno l'ambiente  con i loro manifesti elettorali."
Liberation 22.1.2002 

Accordo tra Sotheby's e case d'asta minori USA per la vendita online
Allo scopo di diminuire le perdite causate dalla gestione fallimentare del suo sistema online di vendita all'asta, Sotheby's ha stretto un accordo con alcune case d'asta della provincia statunitense. Esso prevede che queste mettano sul mercato i loro lotti guadagnando la commissione e godendo del servizio offerto da Sotheby's, mentre quest'ultimo aumenta il volume delle vendite intascando il premio per il venditore. Al momento 12 case sono associate al programma, ma Sotheby's prevede di estendere lo schema a 50 partner negli USA, in Sudamerica ed in Europa.
The Art Newspaper 21.2.2002

Alti costi e acquirenti frenetici le cause della chiusura di alcune famose gallerie londinesi
Il mutamento delle abitudini dei compratori - che hanno sempre meno tempo a disposizione e per questo preferiscono frequentare le fiere dove possono visitare più stand in rapida successione o, all'opposto, vedere le opere in luoghi privati - e i sempre più alti costi fissi di una galleria stanno convincendo i mercanti d'arte e gli antiquari che non sia più necessario gestire i loro affari da uno spazio con la vetrina sulla strada, ma basti un luogo meno visibile o che, addirittura, sia possibile farlo da casa. Queste considerazioni alla base delle strategie per il futuro dei galleristi londinesi che hanno diretto la Lefevre Gallery, la Spink-Leger Gallery, la galleria Holland-Hibbert.
Telegraph 21.1.2002

Palais de Tokyo: mercato coperto dell'arte usa e getta
"La sola estetica presente è quella dell'usa e getta, un nuovo pop, al limite del trash, nell'era del pensiero globale. Ma, di fronte all'immagine della temporalità aleatoria alla base di questo progetto, non si rischia che tutto finisca nella gigantesca discarica di Wang Du, dove si trovano, al momento, numerose copie di Liberation e una televisione ancora funzionante? La critica non può essere cacciata in un territorio che non ha contatto con la realtà. Il ministero della cultura, promotore del sito, non si pone il problema di nascondere lo scandalo di un'arte, contemporanea o meno, che richiede, per essere compresa e apprezzata, un confronto, anche minimo? L'ideologia della socievolezza che si manifesta al Palais de Tokyo rischia di essere impotente davanti a questa esigenza."
Liberation 21.1.2002

Nuovi termini per vecchi significati
Mini-dizionario per comprendere per comprendere il gergo usato al Palais de Tokyo: cantiere prende il posto di programmazione e manifestazioni - rigorosamente plurale - sostituisce esposizione.
Liberation 21.1.2002

Wang Du è l'artista che ha trasformato sé stesso in un media. Visita il suo web site.

Apre a Parigi il Palais de Tokyo
Protagonisti del Centro di Creazione Contemporanea al Palais de Tokyo diretto da Nicolas Bourriaud e Jérôme Sans - inaugurazione il 22 gennaio 2002 - saranno artisti e visitatori in egual misura. Ogni giorno, da mezzogiorno a mezzanotte, vi saranno appuntamenti diversi: conferenze, incontri e dibattiti, performances, esposizioni, defilées, musica, cinema, danza, design, opere realizzate in diretta. L'architettura dell'edificio, rivisitata dagli architetti Anne Lacaton e Jean-Philippe Vassal, con terrazze e vetrate comunica con il mondo circostante, creando una sensazione di continuità con l'esterno.
Exibart 17.1.2002

Le Plateau: a Parigi un nuovo spazio decentrato per la creazione artistica
Aperto a Parigi nel 19esimo arrondissement il centro per l'arte contemporanea Le Plateau, nato dalla lotta degli abitanti del quartiere contro la trasformazione del sito abbandonato dalla la Société française de production - trasferitasi altrove - in un grosso insediamento abitativo. A seguito delle proteste, il progetto è stato ridimensionato e rivisto, comprendendo uno spazio di 700 mq per la creazione di un centro culturale.
Liberation 18.1.2002

Chiude la galleria londinese Alex Reid & Lefevre
La chiusura della galleria specializzata in opere di impressionisti è un segno dei mutamenti del mercato dell'arte. Spiega Desmond Corcoran, azionista di maggioranza della galleria: "Il mercato è cambiato moltissimo, tanto da non rendere più necessario affrontare i costi di una galleria. Le abitudini dei compratori sono cambiate: i ricchi non vengono più a Londra per fare il giro delle gallerie come un tempo, e le fiere sono una buona occasione che consente ai mercanti di incontrare i clienti. La legislazione europea e le tasse sull'importazione hanno poi dato il colpo finale." D'ora in avanti Corcoran agirà come consulente per i vecchi clienti e per i nuovi che vorranno servirsi dei suoi expertise.
The Art Newspaper 15.1.2002

Dilettanti allo sbaraglio. In difesa degli artisti non professionisti
The Ancestor Throne Not Strong Enough for No Rock Nor No Crack, 1993, di Lonnie Holley, artista outsider che crea usando materiale di scarto.

 

La domanda è se è corretto separare la categoria degli artisti outsider, cioè dei creatori non professionisti, autodidatti, popolari, dall'arte maggiore, o se piuttosto questa separazione non serva solo a emarginare l'arte che ci piace di meno? La migliore arte outside è di qualità pari a quella visibile nelle esposizioni più provocatorie, e di fatto essa ci disturba e sfida i sentimenti usuali in un modo differente rispetto all'arte inside. Qualsiasi siano gli intenti degli artisti, l'arte outside solleva domande sulle fonti del fare arte e porta con sé un forte attacco polemico all'idea che l' arte possa esistere solo all'interno degli stretti confini dei canoni derivanti dalla storia dell'arte. La sua forza provocatoria deriva dal genio dei suoi creatori, ma anche dal fatto che essi provengono da luoghi diversi dal contesto nel quale noi ci apriamo alla misteriosa esperienza del rispondere alle sollecitazioni dell'arte. 
The New York Times 13.1.2002

Ancora da capire gli effetti sul mercato dei fatti dell'11 settembre
Il mercato dell'arte si barcamena sotto il segno "dell'incertezza che va a sommarsi alla situazione non particolarmente brillante che si era venuta a creare già prima dell’attentato terroristico: nel 2001 sono state spuntate numerose quotazioni di rilievo, ma sono mancati i risultati strabilianti che avevano caratterizzato il 2000, quali i 120 miliardi di lire pagati per Picasso o i 60 sborsati per Rembrandt. In realtà, a parte tre importanti nuclei esitati da Phillips che ha tenacemente perseguito la politica del terzo incomodo, non sono apparse sul mercato collezioni di gran nome. Per ora non è possibile stabilire se complessivamente il trend sia stato positivo o negativo."
Il Sole 24 Ore 13.1.2002

L'uomo di 77 mila anni fa era capace di astrazione e pensiero simbolico
Questo succedeva in Africa e non in Europa, comunemente considerata la culla dello sviluppo artistico. Lo dimostrano due frammenti d'ocra incisi con motivi geometrici, trovati alcuni anni or sono in sud Africa, ora datati con certezza da due laboratori, l'uno inglese, l'altro francese.
Libearation 11.1.2002

La Fiera di Bologna propone alle imprese di investire nel collezionismo d'arte
In un clima sostanzialmente ottimista si aprirà il 23 gennaio prossimo la 26a edizione di ArteFiera di Bologna. Uno degli obiettivi di ArteFiera - alla quale parteciperanno 200 gallerie - è di promuovere il collezionismo e l’investimento in arte con il programma ImpresArte, diretto a "trasformare ArteFiera 2002 in un punto d’incontro tra imprese e mondo dell’arte."
Il Messaggero 11.1.2002

Sothey's in vendita: ma chi la compra?
Che la quota maggioritaria della casa d'aste nelle mani Alfred Taubman fosse sul mercato era noto da dopo la sua condanna per truffa nel dicembre 2001. Tuttavia i compratori latitano: i due più probabili, Bernard Arnault e eBay, non sembrano essere interessati.
Financial Times 8.1.2002

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A Bradford pensiline multimediali
Tre pensiline alle fermate degli autobus di Bradford sono state dotate di alcuni dispositivi che consentono ai passeggeri di osservare, nell'attesa, una scelta di opere d'arte elettronica, ascoltare musica proposta sulla base del colore dei loro vestiti, di leggere una scelta delle 400 pagine messe a disposizione.
Le pensiline, alimentate da una turbina azionata dal vento, sono una iniziativa per sostenere la candidatura di Bradford quale capitale europea della cultura 2008.
The Guardian 2.1.2002

Mostre 2002: cosa ci riservano i musei di Londra
Dall'esposizione dei gioielli della corona, vale a dire i pezzi forti della collezione d'arte reale, più vasta al mondo, che aprirà a Buckingham Palace il 22 maggio, fino a Andy Warhol e Donald Judd alla TateModern, passando per le impedibili  mostre alla National Gallery, ecco una scelta dei più importati avvenimenti artistici in programma nei musei londinesi nel 2002.
Telegraph 2.1.2002

Difficile la vita dell'artigianato artistico: la storia della Majolika Manufaktur a Karlsruhe
Nata nel 1901, la Majolika Manufaktur di Karlsruhe  ha sempre vissuto sull'orlo della bancarotta. Voluta e finanziata da Frederick I, gran duca del Baden dal 1852 fino al 1907, la fabbrica era nata sul modello del movimento Arts and Crafts inglese. Guidata dai pittori Hans Thoma Wilhelm Süs, essa proponeva una collaborazione tra arte, artigianato e commercio dando spazio a artisti indipendenti che crearono oggetti di qualità.
Lo scarso successo commerciale costrinse però la fabbrica a ripiegare su una produzione più dozzinale fino all'avvento del nazismo nel 1933. Da allora fino alla fine della guerra la Majolika Manufaktur fu al suo servizio sfornando oggetti propagandistici.
Negli ultimi 50 anni la fabbrica ha vissuto sempre sull'orlo del fallimento passando dalla proprietà pubblica a quella privata e, recentemente, ritornando a quella pubblica.
Attualmente essa impiega 25 persone e, abbandonando gli oggetti tradizionali, ha lanciato una nuova linea di prodotti creata da artisti come Johannes Grützke e Markus Lüpertz.
Frankfurter Allgemeine Zeitung 1.1.2002