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Mies
van der Rohe tutto d'un pezzo
Carattere duro, forza di volontà indomabile tanto da sconfinare
in manifestazioni patologiche, Ludwig Mies van der Rohe non esitò a chiudere la
Bauhaus di fronte alla prepotenza nazista pur di non piegarsi ai dettami
della ideologia nazional socialista.
"Mies Van der Rohe credeva in qualcosa di più nobile della politica,
l'impietosa ricerca dell'edificio moderno perfetto, vero erede dei templi
greci e delle cattedrali gotiche - edifici costruiti sulla terra per
potersene allontanare."
The Guardian 1.12.2002
Foster
a Firenze
Sir Norman Foster ha vinto il concorso per la costruzione della
stazione sotterranea per i treni ad alta velocità di Firenze. Essa sarà
costruita nella zona di Belfiore, su una superficie di 45.000 mq con un
investimento di 240 milioni di euro.
L'edificio è coperto da una vetrata sostenuta da una struttura in acciaio
che sovrasta uno spazio verticale dove scale mobili collegano al piano del
ferro, 25 metri sotto il livello stradale. Al mezzanino e al piano terra
sorgeranno i servizi, le biglietterie, i ristoranti, negozi, le uscite
verso i terminal degli autobus, la fermata dei tram, taxi, parcheggi, le
banchine dei treni regionali.
"La prima esperienza di un luogo - ha spiegato Foster - è sovente la
stazione ferroviaria: come si arriva, si scorge la città, il suo cielo,
l'atmosfera. Ho voluto che si vedessero i treni in lontananza, che luce e
trasparenza fossero elementi cruciali, così come la velocità nel
movimento a livelli diversi con le numerose scale mobili e gli
ascensori".
La nuova stazione, il cui completamento è previsto per il 2008, sarà
collegata da una linea sotterranea lunga 7 chilometri a quella di Santa
Maria Novella.
La Stampa 25.11.2002
Marsiglia
non scaccia il porto dal centro città
L'architetto Yves Lion, incaricato di progettare il rifacimento
dei 2 chilometri e mezzo del lungomare di Marsiglia dal forte Saint-Jean
al quartiere Arenc, ha presentato il suo piano che prevede il mantenimento
delle attività portuali verso al Corsica e l'Africa del nord nella zona
centrale, senza relegare questi traffici nella periferia, a differenza di
quanto avvenuto a Barcellona o a Genova.
Le Monde 14.11.2002
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Herzog
contro tutti
Jacques Herzog, architetto della Tate Modern di Londra,
non è andato tanto per il sottile parlando di musei durante un
seminario su branding e presentazione delle opere d'arte
organizzato alla Biennale di Venezia.
Herzog si è infatti espresso in modo molto negativo sia nei
confronti del Museo Guggenheim di Bilbao, che verso la politica
del Museum of Modern Art di New York, definita elitaria e
cinica.
Riguardo del museo progettato da Frank Gehry, Herzog ha
giudicato molto severamente la scarsa coerenza tra il museo e il
contesto locale.
Nolla di sorprendente, tuttavia, nei rilievi dell'architetto
svizzero: la sua concezione dell'architettura tiene moto conto
degli aspetti contestuali puntando sulla rigenerazione degli
edifici, piuttosto che valorizzare la ricerca e l'innovazione
estetica.
L'osservazione apre la discussione sui rapporti tra le
caratteristiche architettoniche degli edifici dei musei e la
riconoscibilità dei musei in quanto marca, mentre è sempre
maggiore l'incertezza che progetti di grande innovazione
estetica possano essere anche dei successi di pubblico.
Independent 11.9.2002 |
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| Laban
Dance Centre, Londra, progettato da Herzog & de
Meuron |
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Ottava
Mostra internazionale di architettura a Venezia
Si inaugura sabato 7 settembre - fino al 3 novembre -
l'ottava Biennale di architettura a Venezia, curata da Deyan
Sudjic.
"Non pretende il direttore di possedere una sfera di
cristallo per scrutare il futuro, bensì dopo aver viaggiato per
il mondo, Cina, Giappone, Australia, Francia, Italia, Usa, da
dicembre sino a ora, ha scelto negli studi i progetti più
interessanti, più attenti alla scoperta quasi artigianale di
nuovi o antichi materiali da coniugare alle rinnovate tecniche
costruttive, affinché gli edifici ottengano qualità tattili e
visive, oggi cruciali."
La Stampa 6.9.2002 |
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Tristi
mura domestiche
L'architettura dei sobborghi residenziali delle città
inglesi lascia molto a desiderare: poca originalità e bassa
qualità estetica sono le principali caratteristiche delle case
d'abitazione.
Dove è la razionalità che spinge ad una ricerca estetica
sempre più innovativa e originale per gli edifici del centro
città, ma che lascia vivere la popolazione in case povere di
bellezza, fabbricate con la logica dei prodotti di massa?
Guardian 2.9.2002 |
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