Architettura

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  Settembre - Dicembre 02

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Mies van der Rohe tutto d'un pezzo
Carattere duro, forza di volontà indomabile tanto da sconfinare in manifestazioni patologiche, Ludwig Mies van der Rohe non esitò a chiudere la Bauhaus di fronte alla prepotenza nazista pur di non piegarsi ai dettami della ideologia nazional socialista.
"Mies Van der Rohe credeva in qualcosa di più nobile della politica, l'impietosa ricerca dell'edificio moderno perfetto, vero erede dei templi greci e delle cattedrali gotiche - edifici costruiti sulla terra per potersene allontanare."
The Guardian 1.12.2002

Foster a Firenze
Sir Norman Foster ha vinto il concorso per la costruzione della stazione sotterranea per i treni ad alta velocità di Firenze. Essa sarà costruita nella zona di Belfiore, su una superficie di 45.000 mq con un investimento di 240 milioni di euro.
L'edificio è coperto da una vetrata sostenuta da una struttura in acciaio che sovrasta uno spazio verticale dove scale mobili collegano al piano del ferro, 25 metri sotto il livello stradale. Al mezzanino e al piano terra sorgeranno i servizi, le biglietterie, i ristoranti, negozi, le uscite verso i terminal degli autobus, la fermata dei tram, taxi, parcheggi, le banchine dei treni regionali.
"La prima esperienza di un luogo - ha spiegato Foster - è sovente la stazione ferroviaria: come si arriva, si scorge la città, il suo cielo, l'atmosfera. Ho voluto che si vedessero i treni in lontananza, che luce e trasparenza fossero elementi cruciali, così come la velocità nel movimento a livelli diversi con le numerose scale mobili e gli ascensori".
La nuova stazione, il cui completamento è previsto per il 2008, sarà collegata da una linea sotterranea lunga 7 chilometri a quella di Santa Maria Novella.
La Stampa 25.11.2002

Marsiglia non scaccia il porto dal centro città
L'architetto Yves Lion, incaricato di progettare il rifacimento dei 2 chilometri e mezzo del lungomare di Marsiglia dal forte Saint-Jean al quartiere Arenc, ha presentato il suo piano che prevede il mantenimento delle attività portuali verso al Corsica e l'Africa del nord nella zona centrale, senza relegare questi traffici nella periferia, a differenza di quanto avvenuto a Barcellona o a Genova.
Le Monde 14.11.2002

Herzog contro tutti
Jacques Herzog, architetto della Tate Modern di Londra, non è andato tanto per il sottile parlando di musei durante un seminario su branding e presentazione delle opere d'arte organizzato alla Biennale di Venezia.
Herzog si è infatti espresso in modo molto negativo sia nei confronti del Museo Guggenheim di Bilbao, che verso la politica del Museum of Modern Art di New York, definita elitaria e cinica.
Riguardo del museo progettato da Frank Gehry, Herzog ha giudicato molto severamente la scarsa coerenza tra il museo e il contesto locale.
Nolla di sorprendente, tuttavia, nei rilievi dell'architetto svizzero: la sua concezione dell'architettura tiene moto conto degli aspetti contestuali puntando sulla rigenerazione degli edifici, piuttosto che valorizzare la ricerca e l'innovazione estetica.
L'osservazione apre la discussione sui rapporti tra le caratteristiche architettoniche degli edifici dei musei e la riconoscibilità dei musei in quanto marca, mentre è sempre maggiore l'incertezza che progetti di grande innovazione estetica possano essere anche dei successi di pubblico.
Independent 11.9.2002

Laban Dance Centre, Londra, progettato da Herzog & de Meuron

 

Ottava Mostra internazionale di architettura a Venezia
Si inaugura sabato 7 settembre - fino al 3 novembre - l'ottava Biennale di architettura a Venezia, curata da Deyan Sudjic. 
"Non pretende il direttore di possedere una sfera di cristallo per scrutare il futuro, bensì dopo aver viaggiato per il mondo, Cina, Giappone, Australia, Francia, Italia, Usa, da dicembre sino a ora, ha scelto negli studi i progetti più interessanti, più attenti alla scoperta quasi artigianale di nuovi o antichi materiali da coniugare alle rinnovate tecniche costruttive, affinché gli edifici ottengano qualità tattili e visive, oggi cruciali."
La Stampa 6.9.2002

Deyan Sudjic

Tristi mura domestiche
L'architettura dei sobborghi residenziali delle città inglesi lascia molto a desiderare: poca originalità e bassa qualità estetica sono le principali caratteristiche delle case d'abitazione.
Dove è la razionalità che spinge ad una ricerca estetica sempre più innovativa e originale per gli edifici del centro città, ma che lascia vivere la popolazione in case povere di bellezza, fabbricate con la logica dei prodotti di massa?
Guardian 2.9.2002