Politiche culturali

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La parabola della politica culturale promossa dal National Endowment for the Arts
Nato nel 1965 come parte del Great Society program del presidente Lyndon B. Johnson, il National Endowment for the Arts aveva lo scopo di sostenere la libertà creativa degli artisti, contrapponendola alla repressione in vigore nell'Unione sovietica. 
"Fin dal 1960 quando fu eletto Kennedy, i funzionari governativi, pur non avendo nessun interesse per l'arte, avevano trovato convincente la retorica sull'eroico individualismo e sulla creatività disinibita che circondava l'Espressionismo astratto. Essi erano portati a credere che la creatività radicale americana potesse aiutare il paese a trovare il suo centro culturale ed erano portati a credere che essa fosse un impareggiabile strumento nella guerra fredda" scrive Michael Brenson nel suo libro sul N.E.A. 
A partire dalla presidenza Nixon nel 1970, la dotazione finanziaria del N.E.A. crebbe esponenzialmente fino alla fine degli anni 80, quando una provocatoria foto di Andreas Serrano raffigurante un crocifisso creò un caso.
Da allora, l'agenzia si è trovata per un decennio al centro della tensione tra provocazioni artistiche e indignazione per le loro offese al gusto estetico e alla morale prevalente, fino alla restaurazione del 2001.
The New York Times 24.12.2001 (*)

Solo arte che non offenda il comune senso americano della decenza
Il National Endowment for the Arts è l'agenzia governativa statunitense per il finanziamento delle arti e della cultura. 
Il governo repubblicano ha stabilito che l'agenzia muti il suo indirizzo verso il sostegno della conservazione, della formazione e dello sviluppo della comunità, tagliando invece i fondi per la creazione artistica fine a sé stessa. Concretamente, questo vuole dire niente fondi per l'arte d'avanguardia e innovativa, come la clausola voluta dal Congresso - e più tardi confermata dalla corte suprema - che obbliga l'agenzia a sostenere progetti che "corrispondano agli standard di decenza e rispetto delle diverse credenze e valori del pubblico americano."
Di conseguenza, le organizzazioni culturali più sperimentali hanno addolcito i loro progetti in modo da adeguarsi ai nuovi principi, o hanno deciso di non rivolgersi al governo federale per ottenere un sostegno finanziario, ma si sono invece indirizzate ai governi locali, a fondazioni o a privati.
The New York Times 22.12.2001 (*)

Approvata la legge per gli établissements publics de coopération culturelle
Le istituzioni pubbliche di cooperazione culturale sono degli organismi creati per la prima volta nel campo culturale da una legge approvata dal Parlamento  francese. Esse hanno lo scopo di permettere la collaborazione tra lo stato e gli enti territoriali o tra gli enti territoriali stessi. Questo consentirà di trasporre su scala locale il modello di organizzazione gestionale già applicato ad alcune istituzioni culturali statali come il museo del Louvre o il Centre Pompidou. 
"Gli enti territoriali, o i loro consorzi, potranno costituire con lo stato una istituzione pubblica di cooperazione culturale incaricata della gestione di un servizio culturale che rientri negli interessi di ciascuno dei partner coinvolti e contribuisca alla realizzazione degli obiettivi nazionali nel campo della cultura" afferma Ivan Renar, senatore comunista del Nord, autore della proposta di legge.
Sono previsti due tipi di istituzioni: uno di carattere commerciale, l'altro amministrativo.
Per il momento, i soggetti interessati alla nuova istituzione sono: musei,  i FRAC - Fonds régionaux d'art contemporain - le scuole d'arte, i centri per la danza.
Le Monde 22.12.2001

La fine del Millennium Dome a Londra: regalato a imprenditori dello spettacolo
Il Millennium Dome, la gigantesca cupola progettata da Sir Richard Rogers e costruita nei pressi di Greenwich con una spesa di 628 milioni di sterline (1.900 miliardi di lire circa), è stato ceduto in comodato per 999 anni a un consorzio di imprenditori che lo trasformerà in una arena da 20.000 posti per concerti e eventi sportivi. I compratori non pagheranno nulla per l'acquisto e il governo inglese incasserà una parte dei profitti che essi faranno a partire solo dal 2004. Il governo è stato costretto ad una accordo al ribasso dalla impossibilità a trovare un acquirente per la struttura.
Independent 19.12.2001

Il fallimento della Enron mette in crisi l'arte e le istituzioni culturali di Huston
Il clamoroso fallimento della società energetica Enron ha messo in seria difficoltà molte istituzioni culturali texane. La società non solo era impegnata in un ricco programma di acquisti di opere d'arte contemporanea per rendere più prestigioso il proprio quartiere generale costituendo un vero museo aziendale, ma anche sosteneva finanziariamente istituzioni come il Museum of Fine Arts, il Houston Ballet, l'Alley Theater e la Houston Symphony, le quali si trovano ora senza il suo munifico supporto.
The New York Times 18.12.2001 (*)

I californiani disponibili a pagare più tasse per sostenere la cultura
Una ricerca commissionata dal California Arts Council, condotta su tutto il territorio dello stato, ha rilevato che il 78% dei residenti è disposta a pagare 5 dollari in più di tasse se questi andassero in sostegno pubblico della cultura.
Los Angeles Times 18.12.2001

Franco Bernabè è il nuovo presidente della Biennale di Venezia
Bernabè è stato designato con un anticipo eloquentissimo rispetto alla scadenza dell’attuale consiglio di amministrazione da il ministro per i beni culturali Giuliano Urbani. Ex amministratore delegato di Telecom Italia e di Eni, ora presidente di Franco Bernabè & C nonché di Kelyan, società di servizi e prodotti internet, Barnabè è anche consigliere di amministrazione della Fiat, di Petrochina, di Tiscali. Il manager continuerà nella sua attività imprenditoriale: ritiene la Biennale un’istituzione di massimo prestigio ma il suo impegno sarà inevitabilmente part-time.
Scontata la sostituzione di Alberto Barbera alla direzione della sezione cinema, mentre per quella arti visive si parla del critico d’arte Robert Hughes.
Corriere della sera 15.12.2001

Franco Zeffirelli: Tutto sbagliato, tutto da rifare!
Dice il neoconsigliere per le arti e lo spettacolo del ministro Giuliano Urbani riguardo alla Mostra del cinema: "Sono finiti i tempi in cui era un cimento tra talenti veri e costruttivi del cinema mondiale. Ora è una vetrina sciocca e un po’ velleitaria. Si spendono soldi, si chiacchiera, si finisce con l’assegnare il Leone d’oro a un film turco o a un film pakistano." E il resto "L’unico settore che si difende sono le orchestre sinfoniche. I teatri lirici sono allo sbaraglio, il cinema ha problemi serissimi, il teatro di prosa quasi non esiste più, il balletto necessita di una riorganizzazione dalle fondamenta. Le strutture sono fatiscenti ovunque. Bisogna riportare il merito come unità di misura in tutta Italia ma soprattutto nello spettacolo."
Corriere della sera 15.12.2001

E per fortuna che la legge sulla Biennale parla di piena libertà di idee e forme espressive... 
Sgarbi del resto, puntualizza che loro mica badano alle poltrone, l'obiettivo è la politica culturale: "siamo andati in giro per il mondo a chiedere a nomi di prestigio, con Scorsese è andata male, ma ad esempio con Robert Hughes (critico d'arte di Time) ho avuto piena disponibilità per la direzione del settore arte. A questo punto i direttori dovrebbe capire che il loro lavoro è inutile". Quando si dice stile.
Peccato che tutti loro dimenticano il lavoro prezioso svolto da Baratta, la rendendo la Biennale un ente vitale, che nell'ultimo anno è riuscito a incassare di suo (sponsor, biglietti, etc) il 40% dei contributi pubblici. Soltanto la Biennale Arte di Szeemann ha avuto 2000 visitatori al giorno, un record. Cosa farà Hughes, che si definisce un conservatore che vuole concentrarsi sulla scultura e sulla pittura?
Il Manifesto 15.12.2001

Nessuno spazio per punti di vista differenti
L'opera La morte di Klinghoffer di John Adams racconta il dirottamento della Achille Lauro condotto da terroristi palestinesi nel 1991, e la morte dell'ebreo americano Leon Klinghoffer avvenuta sulla nave.
L'opera è stata accusata di dare una interpretazione romantica del terrorismo e di essere antiamericana, antisemita, antiborghese in un articolo sul New York Times da Richard Taruskin della University of California, e a settembre la sua messa in scena a Boston cancellata. 
Un mese dopo, Adams ha commentato: "In questo paese, non c'è una opinione che rappresenti l'altra parte, nessuno spazio per presentare il punto di vista dei Palestinesi in un'opera d'arte. Susan Sontag ha detto recentemente che trova ci sia un clima che non ha precedenti negli ultimi 40 anni: sono d'accordo."
Guardian 15.12.2001

John Adams censurato
Adducendo ragioni di opportunità, la Boston Symphony Orchestra ha chiesto al compositore John Adams di non eseguire come preannunciato brani e cori tratti dalla  sua opera The Death of Klinghoffer, ispirata ad un attacco terroristico avvenuto nel 1985, sostituendola con Harmonium, un brano per coro basato si testi di Emily Dickinson. Adams è andato su tutte le furie.
Los Angeles Times 20.11.2001

Nel nord-est dell'Inghilterra da 10 anni una politica per sostenere gli scrittori
La Northern Rock, una banca di Newcastle, ha istituito una borsa di 20 mila sterline destina a sostenere l'attività di tre scrittori purché risiedano nel nord -est dell'Inghilterra. 
Il programma si inserisce nella politica messa in atto negli ultimi dieci anni da Northern Arts - il dipartimento regionale dell'Arts Council of England - che ha favorito lo sviluppo nell'area di Newcastle delle attività legate alla scrittura.
Nell'area vivono Pat Barker, Lee Hall, lo scrittore del soggetto di Billy Elliot, Anne Fine e Sean O'Brien, che è il solo poeta ad aver visto due volte il Forward prize. Nella città ha sede la casa editrice indipendente Bloodaxe Books, e è la culla di diversi scrittori per ragazzi, tra cui David Almond, vincitore del Whitbread for Skellig.
The Guardian 14.12.2001

Nulla di fatto per definizione delle modalità di gestione dei diritti d'autore derivanti dalla copia privata
La commissione finanze del Parlamento francese ha dichiarato la propria incapacità a trovare una soluzione condivisa riguardo alla gestione dei diritti d'autore derivanti dalle copie di opere d'ingegno effettuate su supporti magnetici quali i dischi fissi o removibili, e utilizzando le memorie integrate in apparecchi quali le agende elettroniche. 
La questione nasce dalla difficoltà di applicare la norma fiscale già in vigore - dal 1985 per supporti di memorizzazione quali cassette e videocassette, e dal gennaio 2001 per i CD registrabili - ad apparecchiature come gli HD, il cui uso prevalente non è per memorizzare copie di opere coperte dal diritto d'autore.
Lo scontro tra la lobby dei produttori di computer e quella che rappresenta gli autori ha prodotto l'impossibilità di trovare un accordo all'interno della commissione, che ha di conseguenza rimesso al questione al parlamento che la dovrà affrontare come una questione fiscale.
Sullo sfondo della questione si affaccia anche il problema della gestione collettiva dei proventi del balzello che, senza essere una tassa, ha introdotto la nozione di prelievo obbligatorio. Attualmente essi sono redistribuiti agli aventi diritto dopo un prelievo del 25% per sostenere la creazione artistica, creando una forma semi-privata di finanziamento alla cultura.
Le Monde 13.12.2001

Niente soldi dal governo per l'Accademia d'Arte di Berlino: Schröder li chiede alle aziende
Gran gala con politici, artisti e manager di aziende invitati dal cancelliere Gerhard Schröder per trovare i soldi necessari alla Akademie der Künste, istituzione berlinese di fama internazionale. Non è ancora chiaro se le belle parole del cancelliere e le libagioni hanno convinto gli industriali e hanno portato alla storica istituzione culturale i frutti sperati.
Frankfurter Allgemeine Zeitung 12.12.2001

Arts Council of England: licenziate quei burocrati fannulloni! Facile a dirsi, più difficile da fare
Quasi ogni anno negli ultimi 20 anni l'Arts Council of England è stato al centro di feroci critiche. In fondo il suo lavoro è relativamente semplice: favorire il contatto tra artisti e pubblico. Ma la sua attuazione sembra complessa.
L'ultima idea proposta dal direttore Gerry Robinson è di eliminare le strutture regionali - che contano 600 impiegati - per diminuire i costi di gestione. Il piano è stato ovviamente duramente contestato dagli uffici decentrati, che hanno ribattuto proponendo di ridurre il personale di quelli centrali. Infine è emerso che i suoi  tempi di realizzazione sarebbero di almeno 15 mesi e che i risparmi sarebbero inferiori ai costi legali necessari per metterlo in atto.
Tuttavia, nessuno ha calcolato i costi sopportati finora per tentare di mettere in atto ogni anno o due un nuovo piano di ristrutturazione.
The Times 11.12.2001

Le organizzazioni culturali israeliane criticano aspramente i criteri del governo per la distribuzione dei finanziamenti
Obbligato da un ricorso all'Alta corte di giustizia promosso dalle organizzazioni culturali - tra di esse il National Youth Theater, il Beit Lessin Theater e la Rishon Letzion Symphony Orchestra - il governo israeliano ha dovuto esplicitare la modalità di distribuzione dei contributi pubblici alla cultura. Il documento presentato ha sollevato molte critiche.
Definiti da formule matematiche, i criteri di distribuzione dei finanziamenti del ministero della cultura hanno suscitato le reazioni negative in particolare dalle compagnie teatrali perché, attraverso un sistema di pesi e di punteggi, essi favoriscono le istituzioni più tradizionali a svantaggio di quelle si fondazione più recente e di piccole dimensioni.
Alla modalità di assegnazione dei contributi proposta dal governo le organizzazioni culturali hanno opposto i modelli inglese o francese, considerati più flessibili.
Ha'aretz 10.12.2001

"Non mordete la mano che vi nutre"
Questo l 'avvertimento del leader austriaco populista Jörg Haider al mondo dell'arte. La Kunsthalle Tirol di Hall sembra essere la prima istituzione culturale a fare le spese della politica della destra conservatrice: il sindaco di Hall Leo Vonmetz ha lanciato  una offensiva contro la Kunsthalle, che in soli due anni e mezzo di esistenza si era guadagnata una buona reputazione in Europa.
Vonmetz intende obbligare il suo direttore Hubert Salden a organizzare una sola esposizione all'anno, in modo da utilizzare gli spazi per altre iniziative "culturali": la presentazione dell'ultima BMW, il salone del computer, la festa della potentissima Associazione dei difensori del Tirolo. 
Simbolo del nuovo vento che spira sulla cultura dopo l'avvento della destra al governo austriaco, il caso della Kunsthalle di Hall ha trovato pochissimo spazio sui media nazionali, segno rivelatore della sottomissione delle elite al  nuovo ordine.
Liberation 7.12.2001

Musei in gestione ai privati: "Lo scopo ultimo è di salvare ciò che c'è in cantina e di esporlo al pubblico"
Parola del Ministro per i beni e le attività culturali Giuliano Urbani. "Con l'articolo 22 della legge finanziaria stiamo cercando di incrementare le risorse per far funzionare meglio le cose, e rendere accessibile il nostro immenso patrimonio agli italiani e al mondo." In più, aggiunge il ministro, libereremo i soprintendenti dall'incomodo della gestione: in questo modo essi potranno dedicarsi intermente alla conservazione.
The Art Newspaper 4.12.2001

Il Parlamento tedesco impone il tempo limite di 30 anni per reclamare i beni sequestrati
La nuova legge impone che i beni saccheggiati possano essere reclamati fino a 30 anni dopo il fatto. Tra le altre conseguenze, la più evidente è l'impossibilità di obbligare alla restituzione agli ebrei dei beni artistici loro sottratti con la forza dai nazisti.
The Art Newspaper 4.12.2001

A spasso per Barcellona
Ricognizione culturale e sociale su una città-simbolo del riscatto spagnolo post franchista.
Exitbart 3.12.2001

120 milioni di persone parlano l'italiano
L’italiano - si legge in una ricerca commissionata dal Ministero degli esteri - occupa solo il diciannovesimo posto nel mondo come numero di parlanti nativi ma è invece al quarto posto come oggetto di corsi di lingua. Accanto alla domanda determinata da generico interesse culturale si registra una domanda di insegnamento di italiano funzionale a motivazioni di carattere commerciale, economico, di lavoro, accademico o scientifico. Ad essa corrispondono una economia con fortissima componente estera - il 58% del nostro Pil dipende dagli scambi con l’estero -, la presenza di forti collettività di origine italiana, l’ottima proporzione di siti Internet in italiano rispetto alla popolazione.
Il Messaggero 30.11.2001

Insediata dal ministro la commissione per la riscrittura del codice dei beni culturali
La Commissione, presieduta dal presidente della Sezione del Consiglio di Stato Gaetano Trotta, è stata insediata dal ministro per i Beni e attività culturali Giuliano Urbani per la revisione del Testo Unico promulgato nel 1999. Riaffermazione della competenza esclusiva dello stato sulla tutela del patrimonio nazionale e nuove norme per il coinvolgimento dei privati sono i principi ispiratori della riforma.
KwArt 29.11.2001

5,5 milioni di marchi in più dalle casse comunali di Francoforte per tappare i buchi di bilancio di opera e teatri
Tale è l'aumento del budget per opera, teatro e balletto che ha portato il budget totale a 132,4 milioni di marchi (altrettanti miliardi di lire), cifra tuttavia più bassa di 10,6 milioni rispetto a quanto chiesto dai direttori artistici. Sotto accusa la sconsiderata trasformazione dei teatri in società a responsabilità limitata che ha colto i loro manager impreparati.
Frankfurter Allgemeine Zeitung 29.11.2001

In sciopero gli insegnati delle scuole d'arte francesi
I docenti delle scuole d'arte francesi, perlopiù artisti, chiedono una riforma del loro statuto che li equipari a quelli delle università. Questo comporterebbe per loro un miglioramento economico, ma soprattutto sancirebbe un riconoscimento dei cambiamenti avvenuti nelle scuole d'arte, adeguandone lo status alla realtà dell'arte contemporanea fatta di ipertecnicità, conoscenze specialistiche e scambi internazionali, situazione molto lontana dall'immagine dell'accademia tradizionale.
Le Monde 28.11.2001

Crolla il turismo a San Francisco e con lui anche i sussidi per l'arte
L'8% delle tasse che i turisti pagano quando pernottano a San Francisco va ad alimentare il Grants for the Arts/San Francisco Hotel Tax program, un fondo che sostiene 220 gruppi artistici. Prima dell'11 settembre il tasso di occupazione delle stanze d'albergo era dell'88%. Dopo è crollato al 64%. Di conseguenza, i soldi a disposizione del fondo per le arti sono diminuiti di un quarto. Questo colpisce particolarmente le organizzazioni di piccole e medie dimensioni, che ricevevano dal Tax program un sostegno determinante per il loro funzionamento, e le cui produzioni sono normalmente le più innovative e rischiose.
San Francisco Gate 28.11.2001

American Council of Trustees and Alumni: così di destra che nessuno la prende sul serio
ACTA e la sua fondatrice Lynne Cheney hanno così forti legami con la destra e il Partito repubblicano che raramente alle questione che solleva viene dato serio credito.
The Washington Post 26.11.2001

Negli USA dissidenti messi all'indice
L'organizzazione di destra americana American Council of Trustees and Alumni, il cui scopo è di controllare le tendenze progressiste e dissidenti nelle università, ha compilato una lista di 117 affermazioni antiamericane pronunciate dopo l'11 settembre 2001. Tra i personaggi messi all'indice figurano oltre al reverendo Jesse Jackson - forse la figura più nota anche fuori dagli USA - professori universitari e esponenti della intellighenzia islamica, tutti accusati di anti-patriottismo. La lista fa parte di un più corposo rapporto intitolato Defending Civilization: How Our Universities Are Failing America and What Can Be Done About It che è il risultato di una puntigliosa rassegna di stampa e siti web.
The New York Times 24.11.2001 (*)

Leggi il rapporto pubblicato nel sito dell'American Council of Trustees and Alumni.

Una lotteria con un premio da 300 milioni di dollari
Tim Hudak, ministro del turismo, cultura e tempo libero del governo provinciale dell'Ontario, ha incontrato i rappresentanti di 460 organizzazioni culturali della regione per annunciare il programma governativo di ricapitalizzazione della cultura che dispone di un fondo di 300 milioni di dollari canadesi (420 miliardi di lire). Il ministro non ha sciolto il problema dei criteri che verranno usati per distribuire tale somma, anche se è probabile che la parte del leone sia fatta dalla Canadian Opera Company, che da tempo cerca di costruire un  proprio teatro nel centro di Toronto, alla quale potrebbero essere destinato 25 milioni. In ogni caso, l'ammontare delle richieste delle organizzazioni culturali ammontava a 1,3 miliardi di dollari, ben al di sopra delle disponibilità. Di conseguenza, l'eccitazione per conoscere i nomi degli eletti è altissima.
Globe and Mail 24.11.2001

A Stoccarda nasce nell'ex-laboratorio della Bosh la Casa degli scrittori
Sembra che ogni città tedesca ne debba avere una. Amburgo, Monaco, Berlino e Francoforte hanno una Casa degli scrittori. A Stoccarda, nella area lasciata libera dalla Bosh negli anni '60 - un insieme di edifici dell'inizio del secolo, tra i primi esempi di architettura con cemento faccia a vista - due piani della costruzione che ospitava il laboratorio sono stati adibiti a Casa degli scrittori. Con un investimento di 8 milioni di marchi (8 miliardi di lire), raccolti tra finanziamenti pubblici e sponsor privati con in prima linea gli editori, sono stati creati una galleria degli intellettuali e scrittori svevi e, in uno spazio di 1000 mq, una libreria, un bar e stanze per incontri. Al momento, dato il limitato budget operativo di 300 mila marchi (300 milioni di lire) il programma di attività del centro punta su incontri e conferenze con autori di grido. Si spera che in futuro altre attività possano essere organizzate grazie al finanziamento di donazioni private, incentivate dalla norma che consente in questo caso uno sconto fiscale.
Frankfurter Allgemeine Zeitung 21.11.2001

50 milioni dalla Mellon Foundation per la cultura
La Andrew W. Mellon Foundation ha istituito un fondo di 50 milioni di dollari (100 miliardi di lire) per aiutare le organizzazioni culturali newyorchesi, colpite da un taglio del 15% del budget comunale, pari a 20 milioni di dollari su un totale di 137.
Gotham Gazette 21.11.2001

Leggi l'annuncio della Mellon Foundation.

A due mesi dalle elezioni Amburgo ancora senza ministro della cultura
Il sindaco democristiano della città Ole von Beust, dopo aver vinto le elezioni il 23 settembre 2001 e aver formato 3 settimane fa il suo governo sostenuto da una coalizione di centro destra, non ha ancora nominato il responsabile per la cultura. Il proclamato pragmatismo del sindaco ha determinato una drastica diminuzione della considerazione in cui la cultura è tenuta, a favore dell'impegno nella soluzione dei problemi più urgenti della città: trasporti, scuole e criminalità. Tutti i tentativi di coprire il posto, anche quelli più improbabili, sono stati vani. Tra gli altri, ha declinato l'offerta anche Nike Wagner, bis-nipote di Richard.
Frankfurter Allgemeine Zeitung 20.11.2001

Un incompetente alla guida dell'Arts Council
Gerry Robinson, già presidente della stazione televisiva Granada, è stato messo a capo dell'Arts council in ragione della sua esperienza come uomo d'affari. Egli avrebbe dovuto dare inizio ad una gestione dell'istituzione più orientata al profitto. Il suo operato, però, è stato pesantemente censurato da Sir Simon Rattle. Il direttore d'orchestra lo accusa di incompetenza e di pratiche scorrette. L'Arts Council gestisce un budget annuale di 243 milioni di sterline (750 miliardi di lire), che distribuisce alle organizzazioni artistiche.
Andante 19.11.2001

Culture Counts: un rapporto sul valore delle industrie culturali a News York: un rapporto sul valore delle industrie culturali a News York
Le industrie culturali portano 12 miliardi di dollari (24 mila miliardi di lire) all'anno all'economia della città attraverso la creazione di occupazione e la raccolta fiscale, con un ritorno del 240% degli investimenti comunali. Questi alcuni dei dati contenuti nel rapporto Culture Counts: Strategies for a More Vibrant Cultural Life for New York City pubblicato dalla New York Foundatrion for the Arts.
Gotham Gazette novembre 2001

Leggi il rapporto.

Grande incertezza tra gli operatori culturali di New York
Dopo l'11 settembre il turismo a new York è caduto del 10-15%. Si prevede che il comune avrà un debito di 6 miliardi di dollari (12 mila miliardi di lire) su un bilancio di 40 miliardi. Di conseguenza, non c'è da aspettarsi molto dai fondi pubblici per la cultura. La crisi economica, che già si annunciava, è stata fatta precipitare dagli attentati. Di conseguenza, le aziende saranno meno propense a sostenere le arti e le fondazioni, il cui capitale è perlopiù investito in azioni, avranno meno fondi da distribuire. In questa situazione, teatri e musei - in primo luogo il Guggenheim la cui frequentazione è diminuita del 60% - stanno reagendo con tagli del personale e cancellazione di eventi.
The Globe and Mail 17.11.2001 

Il difficile compito di Michael Rubens Bloomberg, nuovo sindaco di New York
New York accoglieva annualmente 40 milioni di turisti, molti dei quali europei; questi rappresentavano, ad esempio, il 60% dei visitatori del Guggenheim Museum. Dopo i disastri che hanno colpito la città e la conseguente caduta del turismo, il superamento delle difficoltà nelle quali versa il mondo della cultura si presenta difficile perché ad essa saranno preferite altre necessità più urgenti che godranno dei fondi disponibili nelle dissestate casse comunali. Intanto il Guggenheim ha annunciato tagli al personale e i fondi del New York City's Department of Cultural Affairs sono stati diminuiti del 15%.
The Art Newspaper 16.11.2001

A Parigi manifestazione dei dipendenti del ministero della cultura e dei precari dello spettacolo
I primi protestano contro le modalità di applicazione delle 35 ore, chiedendo la creazione di nuovi posti di lavoro, mentre i secondi rivendicano garanzie per il sussidio durante i periodi di disoccupazione.
Liberation 16.11.2001

Chiodo scaccia chiodo: tregua nella Culture Wars
I mesi precedenti l'attentato dell'11 settembre sono stati caratterizzati dagli scontri tra destra e sinistra sul contenuto della produzione artistica. In particolare, erano stati messi sotto accusa le produzioni hollywoodiane per i contenuti violenti e sessualmente espliciti, e le opere e le esposizioni d'arte, all'indice per le loro provocazioni antireligiose. 
L'attentato al WTC sembra aver messo in secondo piano le differenze: nonostante le fazioni opposte affermino di sorvegliarsi vicendevolmente, sembra prevalere un clima culturale unificante.
The New York Times 13.11.2001 (*)

Le piccole e medie aziende francesi sponsorizzano la cultura locale
Secondo la rilevazione di Admical, l'associazione francese delle aziende che sponsorizzano la cultura, nel 2000, 1.200 aziende hanno sponsorizzato 2.800 iniziative per una spesa di 198 milioni di euro. Oltre alle grosse corporate, in evidenza le piccole e medie imprese con meno di 500 addetti. Esse sono il 70% delle aziende che sponsorizzano eventi, scelti valutando in primo luogo la prossimità territoriale.
Le Monde 10.11.2001

Wagner in Israele: il diavolo e l'acquasanta
L'Istituto di storia tedesca della Tel Aviv University organizza per il 13 novembre il convegno Wagner in Context - Art, Ideology and Politics. Tra le iniziative in programma, la proiezione di un documentario su Winifred Wagner, già direttore del Festival di Bayreuth e nazista convinto.
Ha'retz 8.11.2001

Dall'Archivio di DiArte
Daniel Barenboim, Wagner e Israele
Chicago Tribune 23.9.2001

Approvata dall'UNESCO la Dichiarazione universale sulla diversità culturale
Dopo gli attentati dell'11 settembre, la caccia ai terroristi e i bombardamenti sull'Afghanistan dominano oltraggiosamente tutti i discorsi umanisti che preconizzano il pluralismo delle identità, il mutualismo e lo scambio. In questo contesto, qual'è la portata della Dichiarazione UNESCO? La Dichiarazione afferma che i beni e i servizi culturali sono delle merci fondamentalmente diverse dalle altre. Essa ricorda il valore delle politiche culturali (sostegno ai creatori di contenuti, proporzionalità nelle emissioni radio e tv) e il ruolo che ciascuno stato ha nello svilupparle rispettando le regole internazionali. Essa propone il sostegno della cooperazione internazionale per lo sviluppo di industrie culturali competitive in particolare nei paesi in via di sviluppo, ricordando che il solo mercato non può garantire la conservazione e la promozione della diversità culturale, condizione per  uno sviluppo umano durevole. Purtroppo i mezzi che l'UNESCO mette in campo per dare corso a queste parole sembrano del tutto inadeguati. Dice Robert Pilon, dirigente della Coalition (canadienne) pour la diversité culturelle: "Nessuna parte della dichiarazione fa riferimento agli accordi internazionali sul commercio. Detto altrimenti, l'UNESCO non si è voluta scontrare con l'Organizzazione mondiale del commercio (WTO)."
Cyberpresse.ca 7.11.2001

Dall'Archivio di DiArte
Una nuova organizzazione mondiale regolerà il commercio di  prodotti culturali
The Globe and Mail 27.9.2001

La mondializzazione è un flusso di scambi tra le culture
Arjun Appadurai, 52 anni, emigrato dall'India, cittadino americano, è professore di antropologia all'Università di Chicago. È uno dei leader del Globalization Project, che studia le conseguenze culturali della mondializzazione. Dice: "È necessario guardarsi dalle semplificazioni. Ho una visione aperta della mondializzazione. Come il globale può radicarsi meglio e essere un vantaggio percepito localmente?  Ecco la posta in gioco culturale prioritaria per una divisione migliore degli effetti positivi della mondializzazione. La mondializzazione è più una messa in movimento di culture che si interpretano piuttosto che una opposizione tra cultura dominante e cultura dominata. 
Liberation 3.11.2001

Il governo spagnolo usa la leva fiscale per favorire le attività senza scopo di lucro e le fondazioni
Due leggi allo studio del governo spagnolo, che si prevede saranno promulgate nel 2002, cambieranno il regime fiscale delle attività senza scopo di lucro e delle fondazioni.
El Mundo 2.11.2001

Affitti bassi, le gallerie si moltiplicano e nascono nuovi stili di vita
Nei quartieri di Cinatown e di Echo Park a Los Angeles, il basso costo degli affitti ha favorito lo sviluppo di una significativa comunità artistica e la nascita di un folto numero di gallerie. Ciò che le distingue rispetto alle più blasonate gallerie di Beverly Hills e Santa Monica è il fatto che esse abbiano un forte legame con la comunità locale: esse sono state avviate da artisti che hanno una altra attività professionale quotidiana e quindi sono meno orientate al commercio e più interessate alla creazione di uno stile di vita nel quale l'arte gioca un ruolo importante. Queste gallerie sono in parte studio di artista, in parte luogo di ritrovo e in parte punto di vendita. Questo insieme di caratteristiche conferisce loro il fascino di un progetto in evoluzione nel quale l'arte di arrangiarsi gioca un ruolo decisivo.
Los Angeles Times 1.11.2001

 

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