L'idea
di un privato che gestisce i musei guadagnandoci è un'illusione
pericolosa
SIn riferimento all'articolo 26 della legge finanziaria per il
2002 - che prevede l'affidamento in gestione ai privati dei beni
culturali - Salvatore Settis, direttore della Scuola Normale Superiore
di Pisa e professore di Storia dell'Archeologia, già direttore
dell'Istituto di ricerche storico-artistiche del Getty Center: "Visitando
i musei americani è facile vedere un dinamismo ignoto ai musei
italiani: si viene, poi, a sapere che i musei americani sono privati, si
attribuisce il dinamismo a questo fatto e si deduce che, con l'ingresso
del privato, anche i nostri musei possono diventare altrettanto
dinamici.
In che senso sono privati i musei americani? Sono privati perché
originano da un accumulo di collezioni fatte da privati. Ma questo è
solo un aspetto. I privati che hanno trasformato le loro collezioni in
musei aperti al pubblico, li hanno anche dotati di capitale iniziale a
volte molto vasto. Alcune cifre. Il Getty ha oggi un capitale di oltre 7
miliardi di dollari. Questo capitale viene investito ogni anno dai trustees
che hanno una politica molto efficace dalla quale risultano, ogni anno,
introiti che si aggirano tra i 500 e i 600 milioni di dollari, diciamo
che 300 li rinvestono e 200 li usano per il museo (cifre del bilancio
'99). In quell'anno il Getty ha speso in cultura e investimenti per il
museo 204 milioni di dollari mentre ha una serie di attività di vendita
e diritti d'autore dai quali ha incassato circa 15 milioni di dollari.
Ovvero il Getty è in passivo di 190 milioni di dollari... Ma questo
"passivo" non è un fallimento bensì aderenza al proprio fine
istituzionale. Proprio così. Il privato americano funziona con un
enorme passivo ripianato da sostanziose donazioni.
L'idea che dai musei si possa ricavare un utile è il contrario della
filosofia dei musei americani. I musei americani sono fatti per non
avere un utile. Sono costruiti per essere costantemente in passivo
nonostante abbiano un grande capitale iniziale. E noi, vogliamo dare da
gestire gli Uffizi, con capitale iniziale zero, a qualcuno che con i
biglietti riesce a fare cosa? Con le magliette e i manifesti?
Perché i musei americani sono dinamici? Perché hanno dei capitali di
cui dispongono e quindi da un lato investono e dall'altro lato spendono:
lo stesso consiglio di amministrazione fa entrambe le cose e questo
mette in circolo le idee in un'altra maniera. Vogliamo rendere più
dinamici i nostri musei? Io sono d'accordo. Si possono seguire varie
strade. Una potrebbe essere quella di mantenere una situazione per cui i
musei restano dello stato che dà loro un'enorme autonomia, creando
direzioni che possano avviare una politica più "vivace".
Direzioni che devono essere scientifiche e non meramente manageriali."
Il Manifesto 29.12.2001
In
Francia il Senato verso l'approvazione della legge sui musei
Catherine Tasca spinge per una approvazione rapida della nuova
legge sui musei che creerà la classificazione Musées de France,
nella quale saranno comprese tutte le istituzioni senza riguardo alla
loro dimensione. Un Gran consiglio dei musei sorveglierà gli aspetti
scientifici, così come le acquisizioni o le dismissioni delle
collezioni. A questo proposito, la direzione dei musei del ministero
della cultura sottolinea che le procedure di vendita del patrimonio pubblico
migliorano la sua protezione. Resta da capire cosa succederà in
pratica.
La Tasca ha anche esortato la Réunion des musées nationaux -
braccio operativo dei musei francesi - a utilizzare una porzione più
grande del suo budget per le acquisizioni, a detrimento delle
esposizioni temporanee.
Il Senato dovrebbe anche approvale una proposta di legge comunista che
consentirebbe ai musei di trasformarsi in istituzioni pubbliche di
cooperazione culturale. In questo caso, i musei godrebbero una
condizione di maggiore indipendenza dallo stato, con il rischio,
tuttavia, di veder diminuita l'incisività della politica culturale
pubblica.
Liberation 20.12.2001
Appaltati
i lavori per l'ampliamento del Museo Nacional Reina Sofía
Aggiudicati alla Unión Temporal de Empresas Dragados-ACS i
lavori per la costruzione dell'ampliamento del museo madrileno secondo
il progetto di Jean Nouvel. Essi saranno completati per il 2004 con una
spesa di 68.392.000 euro. La nuova ala di 26.892 mq incrementerà la
superficie del museo del 55%, e comprenderà due sale per esposizioni
temporanee, un auditorio per 450 persone e una biblioteca.
El Mundo 20.12.2001
Chi
aiuta i musei minori?
Da una parte ci sono i supervisti. Dall’altra, i
piccoli musei sparsi ovunque sul territorio.
"La nostra sfida consiste proprio nell’esaltare questo patrimonio
diffuso di inestimabile valore" così scrive il ministro
della cultura Giuliano Urbani.
Nonostante le buone intenzioni del ministro, la realtà è che 30 dei 50
milioni di visitatori dei musei si concentrano in 400 delle oltre 3.000
gallerie e aree archeologiche.
Rosanna Pavoni, direttrice del Museo Bagatti-Valsecchi di Milano, uno
dei tanti piccoli gioielli d’Italia, puntualizza: "C’è stato
sì qualche tentativo di valorizzazione ma si preferisce investire su
grandi mostre che non appartengono alla realtà cittadina e che una
volta terminate lasciano il vuoto mentre basterebbe poco per aiutare
i piccoli musei: ad esempio, che i tour operator li proponessero
nell’ambito di percorsi alternativi a quelli fin troppo
sfruttati."
Più ottimista Antonio Paolucci che cita come esempio di buona pratica
la valorizzazione dei piccoli musei dell'Umbria.
Corriere della sera 19.12.2001
Il
Museo de Arte Moderno y Contemporáneo a Palma di Maiorca sarà
pronto in un anno e mezzo
Il museo sarà costruito all'interno delle mura che circondano
Palma su progetto degli architetti Jaume e Lluís García Ruiz. Esso
sarà diretto da Teresa Pérez Jofre, che ha precedentemente lavorato la
museo Reina Sofía, al museo Thyssen e al Guggenheim. La collezione
sarà costituita inizialmente dalla donazione del collezionista ed
editore Pedro Serra. Il costo è previsto in 1,8 miliardi di peseta (21
miliardi di lire).
El Pais 18.12.2001
Tante
Bilbao nel sud degli USA
Febbre da museo negli stati del sud degli USA. Dalla Virginia
alla Louisiana, lungo le coste del Golfo del Messico, si stanno
costruendo più di una dozzina di nuovi musei, mentre altri sono in fase
di ampliamento: sostenuti da imprenditori locali, essi sorgono allo
scopo di migliorare le qualità della zona, nella speranza di poter
attrarre i turisti e, di conseguenza, affari.
The
New York Times 18.12.2001 (*)
Creati
i poli museali di Firenze, Roma, Napoli e Venezia
Le soprintendenze ai beni artisti e storici di Roma, Firenze,
Napoli e Venezia vengono trasformate in poli museali del tutto
autonomi: perdono il territorio (per esempio tutto ciò che è in chiese
e palazzi) e si concentrano su musei e gallerie.
Quello che perdono le soprintendenze storico-artistiche è inserito in
grandi soprintendenze cosiddette miste perché si interessano non solo
dei beni artistici e storici, ma dei beni architettonici e del
paesaggio. La perdita del territorio e il fatto che queste soprintendenze
miste avranno a capo un architetto ha gettato nel panico gli storici
dell’arte.
I cambiamenti avverranno senza aumentare il numero delle Sovrintendenze,
che per legge non può superare le attuali 70, e a costo zero. Quindi
per ogni soprintendenza nuova qualcuna dovrà essere accorpata e
bisognerà chiarire finanziamenti e organici.
KwArt 17.12.2001
Riapre
a New York l'American Folk Art Museum
In un nuovo edificio progettato da Tod Williams e Billie Tsien
ha trovato sede il museo di arte popolare di New York la cui collezione
raccoglie opere d'arte e oggetti artistici di uso quotidiano o che
adornavano le abitazioni dei cittadini americani, con una attenzione
particolare all'arte popolare proveniente dall'estero.
The
New York Times 14.12.2001 (*)
Leggi
una analisi descrittiva dell'edificio.
Guarda il video di presentazione del
museo: bassa
qualità (modem), alta
qualità (connessioni veloci).
Con
la conversione in euro aumentano i biglietti di alcuni musei statali
Botta e risposta tra Giovanna Melandri, parlamentare DS, e
Giuliano Urbani, ministro dei beni e attività culturali, riguardo alle
variazioni dei biglietti dei musei statali a seguito della entrata in
vigore dell'euro.
Alle accuse della prima di aumento esagerato del prezzo dei biglietti,
il secondo ha risposto che "i casi di diminuzione del prezzo
riguardano 202 musei, mentre gli aumenti riguardano 58 musei."
Da notare però che sono aumentati i biglietti dei dei luoghi d’arte
più frequentati d’Italia: la Reggia di Caserta, gli Uffizi a Firenze,
il Museo ed i templi di Paestum, Villa Adriana e Villa d’Este di
Tivoli, il Cenacolo Vinciano a Milano, il Museo Archeologico di Napoli,
il Museo Egizio di Torino, la Galleria Borghese e la Galleria Nazionale
d’arte Moderna di Roma, l’Accademia di Venezia.
KwArt 13.12.2001
Il
British Museum fa fiasco
Non si può dire che la critica britannica si sia nascosta
dietro ad ambigue sfumature nel valutare l´ultima mostra allestita al
British Museum su Agatha Christie e l´archeologia. Sulla mostra si è
rapidamente consolidata una duplice opinione: a) che non ha alcun
interesse; b) che non varrebbe neppure la pena di occuparsene. Il
British è in crisi di identità: tocca al nuovo direttore Neil McGregor
trova la via d'uscita.
La Stampa 13.12.2001
La
Casa bianca taglia i fondi per il restauro dello Smithsonian
L'Old Patent Office Building nel centro di Washington, sede
dell' American Art Museum e della National Portrait Gallery, entrambe
parte della Smithsonian Institution, è stato chiuso lo scorso anno per
un restauro che avrebbe dovuto essere terminato in 5 anni. Ma l'Ufficio
del bilancio della Casa Bianca ha proposto un taglio di 45 milioni di
dollari (90 miliardi di lire) ai fondi 2002 per questo tipo di progetti,
e l'inizio dei lavori sarà rimandato. Il loro completamento è ora
previsto per il 2006.
The
New York Times 12.12.2001 (*)
Art
Institute of Chicago accusa di frode uno dei gestori del suo patrimonio
L'FBI sta indagando sugli investimenti in fondi di copertura
contro i rischi di crollo dei mercati finanziari effettuati dal museo di
Chicago presso la società di Dallas Integral Investment Management LP.
Secondo le informazioni disponibili, si tratterebbe di un investimento
di 43 milioni di dollari (circa 90 miliardi di lire) che avrebbe
perso gran parte del suo valore. In particolare, un fondo nel quale sono
stati investiti 23 milioni di dollari (46 miliardi di lire) avrebbe
perso il 90% del suo valore.
Chicago Tribune 11.12.2001
Il
management sotto accusa per la gestione del patrimonio del museo
Contrariamente alla norma secondo la quale circa il 10% del patrimonio
delle istituzioni culturali degli USA è investito in fondi di
copertura, l'Art Institute of Chicago ha allocato il 59% dei suo
patrimonio ammontante a 667 milioni di dollari (più di 1.300 miliardi
di lire) in investimenti di questo tipo. Il consiglio di
amministrazione del museo, tuttavia, asserisce di aver perseguito una
politica di investimenti improntata alla cautela come dimostra il
rendimento avuto negli scorsi anni, che è stato solamente del 10,5%.
Chicago Tribune 11.12.2001
Aperto
il museo del campo di concentramento di Sachsenhausen
Situato 25 km a nord di Berlino, il campo di concentramento era
stato costruito dai sovietici sul luogo dove i nazisti avevano edificato
il campo di Oranienburg. Dal 1945 al 1950, era stato usato per internare
circa 60.000 uomini e donne sospettati di aver fatto parte dell'apparato
nazista o di essere degli oppositori al regime sovietico. Di essi circa
12.000 morirono e furono sepolti in fosse comuni, mentre molti furono
deportati in Unione sovietica.
Il Museum of the Soviet Special Camp No. 7/No.1 (1945 -1950) appena
inaugurato espone 7.500 reperti, tra i quali i mobili costruiti dai
prigionieri per l'abitazione di Alexei Kostyukhin, comandante del campo.
Essi sono stati ritrovati a Mosca, ancora usati per arredare
l'abitazione della famiglia Kostyukhin.
Frankfurter Allgemeine Zeitung 9.12.2001
Più
tempo a leggere cha a guardare
Blake Gopnik, giornalista del Washington Post, si è recato alla
mostra di Alberto Giacometti al Museum of Modern Art di New York e, per
una mezz'ora, ha studiato il comportamento dei visitatori. Dalle sue
osservazioni egli ha concluso che essi dedicano molto più tempo a
leggere le schede descrittive delle opere - 50 secondi - che ad
osservare l'opera stessa - 4 secondi. Qual'è dunque la funzione degli educational
enhancements?
The Washington Post 9.12.2001
"Male
informati" gli stranieri critici sull'affidamento ai privati dei
musei italiani
Giuliano Urbani ha definito "terrificanti" alcune
critiche straniere all’articolo della Finanziaria che prevedeva
l’affidamento a privati della gestione dei musei e ha ipotizzato chi
le ha espresse abbia avuto "cattivi informatori italiani".
Successivamente, ha aggiunto Urbani, "abbiamo visto il Parlamento
francese e quello spagnolo prevedere ipotesi, quelle sì davvero di
dismissione del loro patrimonio artistico".
KwArt 7.12.2001
Museo
contro Museo. Le strategie, gli strumenti, i risultati
Con questo titolo l'Associazione Civita, presieduta da Antonio
Maccanico, ha presentato un rapporto redatto da esperti di economia e
del settore museale allo scopo di valutare le possibilità di coniugare
la sfera della cultura e quella del mercato. Vi si legge: "Sembra
che i musei non siano completi se non hanno a disposizione bar, negozi,
ristoranti o se non padroneggiano le tecniche del marketing. Le mostre
sono sempre più destinate ad accrescere le entrate e meno legate a
obbiettivi di politica culturale. Gli obbiettivi dei ricavi sono messi
sullo stesso piano di quelli educativi." Come esempio di ruolo
preminente affidato al bene economico viene citata la Gran Bretagna,
ignorando che dal mese di dicembre 2001 in Inghilterra è stato abolito
il biglietto di ingresso nei musei statali.
La Stampa 7.12.2001
Il
museo di arte moderna di Stoccolma chiuso a causa della sindrome
della casa malata
La sindrome della casa malata - finora riscontrata solo in
abitazioni unifamiliari costruite male ed in fretta - provoca mal di
testa, reazioni allergiche, asma e sangue dal naso. Essa è la causa
della chiusura del Museo di arte moderna di Stoccolma, costruito meno di
tre anni fa. Ora, terminato in tutte le sue parti, è stato oggetto di
una analisi da parte di esperti che vi hanno riscontrato muffe e funghi
che causano la sindrome. Secondo la norma svedese, l'architetto spagnolo
Rafael Moneo, progettista dell'edificio, non può essere caricato della
responsabilità dell'accaduto, che invece tocca a chi ha eseguito i
lavori di costruzione.
El Pais 7.12.2001
La
vera crisi del Britih Mueum è intellettuale non amministrativa
Parole pesanti riguardo alla situazione nella quale versa
attualmente in British Museum. Certamente la nomina del nuovo direttore
Neil MacGregor è stata preceduta da un accordo riguardo alle modalità
di ripianamento del debito di 3 milioni di sterline (9 miliardi di lire)
che grava sull'istituzione; tuttavia il vero problema del museo non è
amministrativo, ma il fatto che esso non ha cervello ma piuttosto membra
tra loro scoordinate. Non sembra sia chiaro a chi il museo si rivolge e
perché. Esso è governato da studiosi e uomini di marketing, due gruppi
che spesso sembrano guardare al pubblico come fosse composto da idioti.
The Guardian 6.12.2001
Rem
Koolhaas progetterà il nuovo Los Angeles County Museum of Art
L'architetto olandese è stato scelto battendo la concorrenza di
Jean Nouvel, dello studio Steven Holl Architects di New York, di Daniel
Libeskind di Berlin e di Thom Mayne, dello studio Morphosis di Santa
Monica. Koolhaas ha proposto di demolire la maggior parte degli attuali
edifici e di costruire al loro posto una copertura simile a una tenda
poggiante su colonne. Il costo del nuovo edificio è stimato in 300
milioni di dollari (600 miliardi di lire).
Los Angeles Times 6.12.2001
Pilar
de Castillo accetta le dimissioni del direttore del Prado
Le dimissioni di Fernando Checa provocate da un conflitto con il
presidente del museo Eduardo Serra riguardo al ruolo e alle competenze
delle due figure, rappresentando l'una la direzione scientifica, l'altra
quella politica.
El Mundo 3.12.2001
Fernando
Checa difende con orgoglio il proprio lavoro alla direzione del Prado
Il direttore dimissionario del Prado Fernando
Checa difende il proprio operato nei 5 anni trascorsi alla guida
dell'istituzione. In particolare egli sottolinea la redazione del Plan
Museográfico del 1997 che ha definito le linee di sviluppo del museo,
consentendogli di uscire dalle difficoltà in cui versava e di definirne
il progetto per l'ampliamento. Condizione irrinunciabile nella sua
visione del museo l'indipendenza della direzione scientifica da quella
politica, affermata non solo attraverso il paragone con istituzioni
quali la National Gallery di Londra e il Metropolitan Museum di New
York, ma anche chiarendo che la missione del museo è di carattere
culturale e scientifico al servizio del pubblico nazionale e
internazionale, e non può essere uno strumento della politica di un
governo o di uno stato.
El Pais 30.11.2001
Pilar
de Castillo accusata di autoritarismo dal PSOE
Il ministro della cultura spagnolo è stato accusato da Carmen
Chacón, responsabile per la cultura del Partito socialista spagnolo,
di aver avuto un comportamento autoritario tale da indurre il
direttore del Prado, Fernando Checa, a minacciare le dimissioni. Al
centro del contendere il piano di ristrutturazione del museo
madrileno, che i socialisti giudicano troppo improntato da una
logica commerciale.
El Mundo 29.11.2001
Contrasti
tra il direttore del Museo del Prado e il suo presidente
Tra il direttore del Prado Fernando Checa e il suo presidente Eduardo
Serra non corrono buoni rapporti fin da quando nel 1999 il secondo
propose una modifica dello statuto che potenziava il suo ruolo a
discapito dell'altro. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è
stata l'occupazione dell'ufficio del direttore da parte del presidente
Serra avvenuta lunedì scorso. Checa non ha gradito e ha minacciato le
dimissioni. La questione è ora nelle mani del ministro Pilar de
Castillo.
El Pais 29.11.2001
I
musei inglesi raddoppiano i visitatori nel primo weekend con entrata
gratuita
BBC News 3.12.2001
Musei
gratis Per noi una scelta troppo onerosa
Scrive Arturo Carlo Quintavalle: "Eliminare il biglietto di
ingresso vorrebbe dire aprire a chiunque, senza sistemi antifurto attivi
di giorno (barriere, schermi) e con un personale di sorveglianza già
oggi inadeguato, immaginiamoci raddoppiando e triplicando i visitatori.
Altro problema il danno alle opere d'arte che il numero porterà certo,
in musei quasi mai con temperatura e umidità sotto controllo."
All'aumentata possibilità di danneggiamenti delle opere, vanno aggiunte
le perdite di "decine di miliardi di introiti da biglietti
perduti." "Sarà bene far subito i conti sul rapporto
costi-benefìci."
Corriere della sera 2.12.2001
I
musei scientifici italiani su Internet
Il servizio Scienza
e Gita, particolarmente rivolto alle scuole, è messo online
Scuola internazionale di studi avanzati di Trieste, e elenca
caratteristiche, collezione ed iniziative di ogni museo.
Corriere della sera 2.12.2001
Il
Whitney Museum of American Art licenzia 14 lavoratori
Colpito dal calo del turismo - l'affluenza settimananle è
passata da 12.500 a 9.000 ingressi - il Whitney Museum of American Art
ha deciso di licenziare 14 dei suoi 210 lavoratori. Il museo ha inoltre
deciso di ridurre il programma delle mostre con l'obiettivo di
risparmiare in totale 1 milione di dollari (2 miliardi di lire).
Nando Times 2.12.2001
Arti
e spettacolo in crisi negli USA dopo l'11 settembre
"Papà,
come hai potuto lasciare che ti facessero questo?" Apre in
Sudafrica il Museo dell’Apartheid
"I bambini non hanno idea di cosa fosse l’apartheid —
dice Christopher Till, direttore del Museo —. Vivono in una società
normale dove eventi simili sono già incomprensibili. Per questo abbiamo
cercato di attrarre l’attenzione e stimolare la curiosità. Questo
museo deve servire per ricordare."
Il messaggio è chiaro fin dall’esterno. L’edificio è lineare, nudo
e minimalista, bellissimo ma glaciale. Cemento, pietra e acciaio, poche
finestre, il perimetro esterno fatto di stretti muri di rete di ferro
riempiti di sassi, creano un effetto calcolato di desolazione e di
ansia. "Abbiamo voluto un museo serio — dice Till —. Volevamo
evitare un effetto Disneyland."
Lo "shock" inizia ancora prima di entrare. A ogni visitatore
viene data una scheda che lo identifica come bianco o di
colore, in ricordo dei dompas, la tessera obbligatoria di
identificazione razziale. Le schede vengono distribuite a caso, senza
possibilità di scelta. "L’idea è proprio quella di far provare
l’arbitrarietà della discriminazione razziale" spiega Till. Per
entrare al museo bisogna passare da due porte girevoli di acciaio, una
riservata ai blankes e una ai nie-blankes.
Il Sole 24 Ore 2.12.2001
Riapre
a Berlino la Alte Nationalgalerie
Dopo tre anni e mezzo di lavori riapre la Alte Nationalgalerie:
finalmente la capitale tedesca dispone di un luogo dove esporre la
propria incomparabile collezione di opere del 19esimo secolo. Nel restaurato edificio neoclassico è stata collocata una nuova
selezione di 440 quadri e 80 sculture.
Frankfurter
Allgemeine Zeitung 2.12.2001
...e
fu così che Tiziano, Tintoretto e Hayez uscirono dal magazzino
Gli Uffizi espongono quaranta opere custodite nei depositi.
Dipinti di Tiziano, Tintoretto, Filippino Lippi e sculture classiche.
Con Hayez la Pinacoteca di Brera avvia un ciclo di micro-esposizioni di
quadri conservati nei magazzini. Ma cosa nascondono i depositi dei musei
italiani?
KwArt 1.12.2001
Saatchi
all'attacco della Tate e del suo direttore
Charles Saatchi, il più aggressivo collezionista inglese
dell'ultimo decennio, ha annunciato la prossima apertura di un museo -
si badi, un museo e non una galleria d'arte - nella grande e prestigiosa
ex sede del Greater London Council, che si trova giusto a metà strada
tra la Tate Britain e la Tate Modern. L'intenzione di Saatchi è
chiaramente di sfidare la supremazia della Tate e del suo direttore, sir
Nocholas Serota, nel mondo dell'arte contemporanea: Saatchi, guru della
pubblicità già curatore dell'immagine della Tatcher, sembra avere
l'intenzione di mettere in discussione l'establishment dei musei
britannici sostenuti dal denaro pubblico. Secondo le sue previsioni, il
museo sarà visitato da 750.000 persone all'anno, stima che agli
operatori - tutti, tranne proprio la Tate, sulla difensiva di
fronte a una campagna di tale forza - hanno giudicato esageratamente
ottimista. La collezione di Saachi è composta da uno straordinario
catalogo di arte inglese degli anni '90, e comprende la quasi totalità
delle opere di Damien Hirst.
Guardian 29.11.2001
3.200
miliardi per costruire il Museo nazionale dell' Italia virtuale
Una Commissione per l'arte e i musei virtuali presieduta da
Giovanni Negri e che ha come testimonial e collaboratore Carlo Rambaldi,
il mago degli effetti speciali del cinema, creatore di ET e tre volte
premio Oscar, è stata messa al lavoro con l'incarico di mettere a
punto entro quattro mesi la prima demo dell'Archivio
nazionale virtuale: stando al progetto verranno catalogati quei 5
miliardi e 300 milioni di pezzi che fanno dell' Italia il paese che
ospita una consistente fetta del patrimonio culturale mondiale.
L'operazione "da far tremate i polsi", come l’ha definita il
ministro della cultura Giuliano Urbani, dovrebbe costare circa 3200
miliardi. "Le risorse - ha sottolineato Urbani - non potranno
venire solo dai soldi pubblici: c'è bisogno di una raccolta
aggiuntiva". Rambaldi già pensa alla vendita all'estero del
catalogo e del museo: "Gli Stati Uniti lo chiedono da sempre".
KwArt 28.11.2001
Modificati i criteri per affidamento ai privati della gestione dei musei italiani
La Commissione cultura del Parlamento, su indicazione del
sottosegretario Vittorio Sgarbi, ha accolto un maxi-emendamento
dell’opposizione. Nel nuovo testo non si parla più di "intera
gestione" da concedere a "soggetti privati" ma
solo di "soggetti diversi da quelli statali" per "la
gestione di servizi finalizzati al miglioramento della fruizione
pubblica e della valorizzazione del patrimonio artistico." La nuova
formulazione indica i dettagli del regolamento per la concessione: le
procedure di affidamento dovranno basarsi sui criteri "dell’offerta
economica più vantaggiosa» e sui servizi «qualitativamente più
favorevoli dal punto di vista degli utenti e della tutela e della
valorizzazione dei beni." Vengono definiti anche i "compiti
dello Stato e dei concessionari" in materia di restauri, le regole
per il reclutamento del personale e "i parametri di offerta e di
gestione dei siti culturali" (che dovranno attenersi allo statuto
dell’International Council of museum).
Corriere della sera 28.11.2001
Rififi
al Trocadéro
Il Musée de l'Homme chiuso da dieci giorni per lo sciopero del
personale che protesta contro il trasferimento di gran parte della
collezione al Musée des Arts premiers.
Liberation 28.11.2001
Incerto
il destino del Musée de l'homme a Parigi. 200 lavoratori in sciopero
Lunedì i 200 tra ricercatori, museografi, insegnati e
personale ausiliario sciopereranno contro l'inizio del programma di
trasferimento deciso per 300.000 oggetti conservati presso il museo di
antropologia parigino. Il loro destino e quello del museo è incerto
dal 1996, quando Jacques Chirac annunciò la creazione del Musée des
arts et civilisations, che ha inglobato anche le collezioni del Musée
des arts africains et océaniens, facendo diventare superfluo
il Musée de l'homme e condannandolo alla chiusura prevista per il
giugno 2002.
Le Figaro 22.11.2001
Neil
MacGregor nominato direttore del British Museum
Già direttore della national Gallery, Neil MacGregor è
considerato un esperto d'arte dotato di grande indipendenza di giudizio
e capacità di resistere alle mode e alle pressioni governative,
qualità ampiamente dimostrate nel suo precedente incarico.
Telegraph 28.11.2001
Eccher
nuovo direttore della Galleria comunale d'Arte moderna di Roma
Danilo Eccher è già stato direttore della Galleria d'arte
contemporanea di Trento e della Galleria d'arte moderna di Bologna.
Giovanna Bonasegale continuerà a dirigere la collezione storica
permanente della Galleria.
Il Messaggero 27.11.2001
Serge
Lemoine nuovo direttore del Musée d'Orsay
Serge Lemoine, 58 anni, conservatore al museo di Grenoble,
succede a Henri Loyrette, nominato direttore del Louvre.
Le Monde 27.11.2001
Nuova
legge per i musei francesi: "Tutte le precauzioni sono state
prese"
Lo afferma Francine Mariani-Ducray, 47 anni, direttrice di Musées
de France da febbraio, rispondendo alle preoccupazioni dei conservatori
che paventano la svendita del patrimonio dei musei. La nuova legge per i
musei francesi consente la vendita dei beni dei musei per finanziare
l'acquisto di nuovi e concede un forte sconto fiscale ai mecenati.
Liberation 27.11.2001
Un
bozzolo per la collezione di piante ed insetti del Natural History
Museum di Londra
Il progetto dello studio svedese di architettura CF Moller and
partners di un padiglione la cui forma ricorda il bozzolo del baco da
seta è stato scelto per
la costruzione della nuova ala del museo londinese destinata a contenere
34 milioni di esemplari di piante ed insetti. Nello stesso edificio,
troveranno anche posto i 300 scienziati alle dipendenze del museo. Il bozzolo
completa la costruzione del Darwin Centre, già iniziata con
l'edificazione dell'ala per conservare gli esemplari zoologici sotto
alcool, che verrà terminata l'anno prossimo. Il nuovo edificio verrà
terminato nel 2007 con un costo di 50 milioni di sterline (150 miliardi
di lire).
Independent 23.11.2001
Una
collezione di pianoforti per interpretare filologicamente Beethoven
Edmund Michael Frederick e sua moglie Patricia Humphrey hanno
iniziato a collezionare e a restaurare pianoforti del 19esimo secolo nel
1976. Ora ne possiedono 18 perfettamente funzionanti, mentre 14 sono in
fase di restauro. La collezione è sistemata, con il supporto delle
locali autorità pubbliche, in un edificio di Ashburnham, Massachusetts,
dove viene, tra l'altro, usata per confrontare le diversità tra
l'espressività degli strumenti al variare della loro epoca di
costruzione. I visitatori sono trasportati in un viaggio a ritroso nella
tecnica e nell'interpretazione pianistica, offrendo una interpretazione
dei brani dei compositori ottocentenschi con sonorità simili alle
originali.
The
New York Times 22.11.2001 (*)
Ciampi inaugurerà la zona espositiva della Città della scienza di Bagnoli
Una prima parte della Città della Scienza si aprì il 18
ottobre 1996. A lavori ultimati (entro l'anno prossimo) l’intero
complesso coprirà 40.000 metri quadri, su una superficie di 65.000.
Oltre alla struttura espositiva già aperta al pubblico - 700.000
visitatori all'anno - c'è un incubatore d'impresa, un centro di
alta formazione e uno spazio eventi di mille posti.
Il Messaggero 21.11.2001
L'apertura
delle British Galleries al V&A Museum è l'evento più importante
dell'anno
L'apertura delle British Galleries, dedicate all'artigianato artistico
inglese tra il 1500 e il 1900, ha suscitato grande e positiva
impressione negli addetti ai lavori per l'importanza del rifacimento che
ha dato nuovo volto al museo, le meditate scelte curatoriali,
l'enormità e l'accuratezza del lavoro che è stato compiuto per
rinnovare l'immagine del museo. Le gallerie occupano 15 stanze su due
piani e mettono in mostra 3.000 oggetti, due terzi dei quali erano o
collocati in altre sezioni del museo o non erano visibili del tutto. Il
rifacimento è costato 31 milioni di sterline (95 miliardi di lire).
Telegraph 21.11.2001
Con
un occhio solo
Il principe Carlo d'Inghilterra ha inaugurato le British Galleries al
V&A Museum con una vistosa medicazione sull'occhio sinistro a causa
di un incidente di giardinaggio.
BBC News 20.11.2001
Ma
guarda! A Bilbao non c'è solo il Guggenheim
Dopo tre anni di lavori di ammodernamento costati 2,5 miliardi
di peseta (29 miliardi di lire) ha aperto il 10 novembre il Museo
di belle arti di Bilbao. La sua collezione comprende opere dei Maestri
antichi - El Greco, Zurbarán e Goya - di artisti baschi - Regoyos e
Zuloaga - e contemporanei - Bacon, Tàpies, Otieza e Chillida.
The Art Newspaper 20.11.2001