Musei

Archivio soggetti

  Novembre - Dicembre 01

Precedente Seguente

L'idea di un privato che gestisce i musei guadagnandoci è un'illusione pericolosa
SIn riferimento all'articolo 26 della legge finanziaria per il 2002 - che prevede l'affidamento in gestione ai privati dei beni culturali - Salvatore Settis, direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa e professore di Storia dell'Archeologia, già direttore dell'Istituto di ricerche storico-artistiche del Getty Center: "Visitando i musei americani è facile vedere un dinamismo ignoto ai musei italiani: si viene, poi, a sapere che i musei americani sono privati, si attribuisce il dinamismo a questo fatto e si deduce che, con l'ingresso del privato, anche i nostri musei possono diventare altrettanto dinamici. 
In che senso sono privati i musei americani? Sono privati perché originano da un accumulo di collezioni fatte da privati. Ma questo è solo un aspetto. I privati che hanno trasformato le loro collezioni in musei aperti al pubblico, li hanno anche dotati di capitale iniziale a volte molto vasto. Alcune cifre. Il Getty ha oggi un capitale di oltre 7 miliardi di dollari. Questo capitale viene investito ogni anno dai trustees che hanno una politica molto efficace dalla quale risultano, ogni anno, introiti che si aggirano tra i 500 e i 600 milioni di dollari, diciamo che 300 li rinvestono e 200 li usano per il museo (cifre del bilancio '99). In quell'anno il Getty ha speso in cultura e investimenti per il museo 204 milioni di dollari mentre ha una serie di attività di vendita e diritti d'autore dai quali ha incassato circa 15 milioni di dollari. Ovvero il Getty è in passivo di 190 milioni di dollari... Ma questo "passivo" non è un fallimento bensì aderenza al proprio fine istituzionale. Proprio così. Il privato americano funziona con un enorme passivo ripianato da sostanziose donazioni.
L'idea che dai musei si possa ricavare un utile è il contrario della filosofia dei musei americani. I musei americani sono fatti per non avere un utile. Sono costruiti per essere costantemente in passivo nonostante abbiano un grande capitale iniziale. E noi, vogliamo dare da gestire gli Uffizi, con capitale iniziale zero, a qualcuno che con i biglietti riesce a fare cosa? Con le magliette e i manifesti?
Perché i musei americani sono dinamici? Perché hanno dei capitali di cui dispongono e quindi da un lato investono e dall'altro lato spendono: lo stesso consiglio di amministrazione fa entrambe le cose e questo mette in circolo le idee in un'altra maniera. Vogliamo rendere più dinamici i nostri musei? Io sono d'accordo. Si possono seguire varie strade. Una potrebbe essere quella di mantenere una situazione per cui i musei restano dello stato che dà loro un'enorme autonomia, creando direzioni che possano avviare una politica più "vivace". Direzioni che devono essere scientifiche e non meramente manageriali."
Il Manifesto 29.12.2001

In Francia il Senato verso l'approvazione della legge sui musei
Catherine Tasca spinge per una approvazione rapida della nuova legge sui musei che creerà la classificazione Musées de France, nella quale saranno comprese tutte le istituzioni senza riguardo alla loro dimensione. Un Gran consiglio dei musei sorveglierà gli aspetti scientifici, così come le acquisizioni o le dismissioni delle collezioni. A questo proposito, la direzione dei musei del ministero della cultura sottolinea che le procedure di vendita del patrimonio pubblico migliorano la sua protezione. Resta da capire cosa succederà in pratica.
La Tasca ha anche esortato la Réunion des musées nationaux - braccio operativo dei musei francesi - a utilizzare una porzione più grande del suo budget per le acquisizioni, a detrimento delle esposizioni temporanee. 
Il Senato dovrebbe anche approvale una proposta di legge comunista che consentirebbe ai musei di trasformarsi in istituzioni pubbliche di cooperazione culturale. In questo caso, i musei godrebbero una condizione di maggiore indipendenza dallo stato, con il rischio, tuttavia, di veder diminuita l'incisività della politica culturale pubblica. 
Liberation 20.12.2001

Appaltati i lavori per l'ampliamento del Museo Nacional Reina Sofía
Aggiudicati alla Unión Temporal de Empresas Dragados-ACS i lavori per la costruzione dell'ampliamento del museo madrileno secondo il progetto di Jean Nouvel. Essi saranno completati per il 2004 con una spesa di 68.392.000 euro. La nuova ala di 26.892 mq incrementerà la superficie del museo del 55%, e comprenderà due sale per esposizioni temporanee, un auditorio per 450 persone e una biblioteca.
El Mundo 20.12.2001 

Chi aiuta i musei minori?
Da una parte ci sono i supervisti. Dall’altra, i piccoli musei sparsi ovunque sul territorio. 
"La nostra sfida consiste proprio nell’esaltare questo patrimonio diffuso di inestimabile valore" così scrive il ministro della cultura Giuliano Urbani. 
Nonostante le buone intenzioni del ministro, la realtà è che 30 dei 50 milioni di visitatori dei musei si concentrano in 400 delle oltre 3.000 gallerie e aree archeologiche.
Rosanna Pavoni, direttrice del Museo Bagatti-Valsecchi di Milano, uno dei tanti piccoli gioielli d’Italia, puntualizza: "C’è stato sì qualche tentativo di valorizzazione ma si preferisce investire su grandi mostre che non appartengono alla realtà cittadina e che una volta terminate lasciano il vuoto mentre basterebbe poco per aiutare i  piccoli musei: ad esempio, che i tour operator li proponessero nell’ambito di percorsi alternativi a quelli fin troppo sfruttati."
Più ottimista Antonio Paolucci che cita come esempio di buona pratica la valorizzazione dei piccoli musei dell'Umbria.
Corriere della sera 19.12.2001

Il Museo de Arte Moderno y Contemporáneo a Palma di Maiorca sarà pronto in un anno e mezzo
Il museo sarà costruito all'interno delle mura che circondano Palma su progetto degli architetti Jaume e Lluís García Ruiz. Esso sarà diretto da Teresa Pérez Jofre, che ha precedentemente lavorato la museo Reina Sofía, al museo Thyssen e al Guggenheim. La collezione sarà costituita inizialmente dalla donazione del collezionista ed editore Pedro Serra. Il costo è previsto in 1,8 miliardi di peseta (21 miliardi di lire).
El Pais 18.12.2001 

Tante Bilbao nel sud degli USA
Febbre da museo negli stati del sud degli USA. Dalla Virginia alla Louisiana, lungo le coste del Golfo del Messico, si stanno costruendo più di una dozzina di nuovi musei, mentre altri sono in fase di ampliamento: sostenuti da imprenditori locali, essi sorgono allo scopo di migliorare le qualità della zona, nella speranza di poter attrarre i turisti e, di conseguenza, affari.
The New York Times 18.12.2001 (*)

Creati i poli museali di Firenze, Roma, Napoli e Venezia
Le soprintendenze ai beni artisti e storici di Roma, Firenze, Napoli e Venezia vengono trasformate in poli museali del tutto autonomi: perdono il territorio (per esempio tutto ciò che è in chiese e palazzi) e si concentrano su musei e gallerie.
Quello che perdono le soprintendenze storico-artistiche è inserito in grandi soprintendenze cosiddette miste perché si interessano non solo dei beni artistici e storici, ma dei beni architettonici e del paesaggio. La perdita del territorio e il fatto che queste soprintendenze miste avranno a capo un architetto ha gettato nel panico gli storici dell’arte.
I cambiamenti avverranno senza aumentare il numero delle Sovrintendenze, che per legge non può superare le attuali 70, e a costo zero. Quindi per ogni soprintendenza nuova qualcuna dovrà essere accorpata e bisognerà chiarire finanziamenti e organici.
KwArt 17.12.2001

Riapre a New York l'American Folk Art Museum
In un nuovo edificio progettato da Tod Williams e Billie Tsien ha trovato sede il museo di arte popolare di New York la cui collezione raccoglie opere d'arte e oggetti artistici di uso quotidiano o che adornavano le abitazioni dei cittadini americani, con una attenzione particolare all'arte popolare proveniente dall'estero.
The New York Times 14.12.2001 (*)

Leggi una analisi descrittiva dell'edificio.

Guarda il video di presentazione del museo: bassa qualità (modem), alta qualità (connessioni veloci).

Con la conversione in euro aumentano i biglietti di alcuni musei statali
Botta e risposta tra Giovanna Melandri, parlamentare DS, e Giuliano Urbani, ministro dei beni e attività culturali, riguardo alle variazioni dei biglietti dei musei statali a seguito della entrata in vigore dell'euro.
Alle accuse della prima di aumento esagerato del prezzo dei biglietti, il secondo ha risposto che "i  casi di diminuzione del prezzo riguardano 202 musei, mentre gli aumenti riguardano 58 musei."
Da notare però che sono aumentati i biglietti dei dei luoghi d’arte più frequentati d’Italia: la Reggia di Caserta, gli Uffizi a Firenze, il Museo ed i templi di Paestum, Villa Adriana e Villa d’Este di Tivoli, il Cenacolo Vinciano a Milano, il Museo Archeologico di Napoli, il Museo Egizio di Torino, la Galleria Borghese e la Galleria Nazionale d’arte Moderna di Roma, l’Accademia di Venezia.
KwArt 13.12.2001

Il British Museum fa fiasco
Non si può dire che la critica britannica si sia nascosta dietro ad ambigue sfumature nel valutare l´ultima mostra allestita al British Museum su Agatha Christie e l´archeologia. Sulla mostra si è rapidamente consolidata una duplice opinione: a) che non ha alcun interesse; b) che non varrebbe neppure la pena di occuparsene. Il British è in crisi di identità: tocca al nuovo direttore Neil McGregor trova la via d'uscita.
La Stampa 13.12.2001 

La Casa bianca taglia i fondi per il restauro dello Smithsonian
L'Old Patent Office Building nel centro di Washington, sede dell' American Art Museum e della National Portrait Gallery, entrambe parte della Smithsonian Institution, è stato chiuso lo scorso anno per un restauro che avrebbe dovuto essere terminato in 5 anni. Ma l'Ufficio del bilancio della Casa Bianca ha proposto un taglio di 45 milioni di dollari (90 miliardi di lire) ai fondi 2002 per questo tipo di progetti, e l'inizio dei lavori sarà rimandato. Il loro completamento è ora previsto per il 2006.
The New York Times 12.12.2001 (*)

Art Institute of Chicago accusa di frode uno dei gestori del suo patrimonio
L'FBI sta indagando sugli investimenti in fondi di copertura contro i rischi di crollo dei mercati finanziari effettuati dal museo di Chicago presso la società di Dallas Integral Investment Management LP. Secondo le informazioni disponibili, si tratterebbe di un investimento di 43 milioni di dollari (circa 90 miliardi di  lire) che avrebbe perso gran parte del suo valore. In particolare, un fondo nel quale sono stati investiti 23 milioni di dollari (46 miliardi di lire) avrebbe perso il 90% del suo valore.
Chicago Tribune 11.12.2001

Il management sotto accusa per la gestione del patrimonio del museo
Contrariamente alla norma secondo la quale circa il 10% del patrimonio delle istituzioni culturali degli USA è investito in fondi  di copertura, l'Art Institute of Chicago ha allocato il 59% dei suo patrimonio ammontante a 667 milioni di dollari (più di 1.300 miliardi di lire) in investimenti di questo tipo. Il consiglio di amministrazione del museo, tuttavia, asserisce di aver perseguito una politica di investimenti improntata alla cautela come dimostra il rendimento avuto negli scorsi anni, che è stato solamente del 10,5%.
Chicago Tribune 11.12.2001

Aperto il museo del campo di concentramento di Sachsenhausen
Situato 25 km a nord di Berlino, il campo di concentramento era stato costruito dai sovietici sul luogo dove i nazisti avevano edificato il campo di Oranienburg. Dal 1945 al 1950, era stato usato per internare circa 60.000 uomini e donne sospettati di aver fatto parte dell'apparato nazista o di essere degli oppositori al regime sovietico. Di essi circa 12.000 morirono e furono sepolti in fosse comuni, mentre molti furono deportati in Unione sovietica.
Il Museum of the Soviet Special Camp No. 7/No.1 (1945 -1950) appena inaugurato espone 7.500 reperti, tra i quali i mobili costruiti dai prigionieri per l'abitazione di Alexei Kostyukhin, comandante del campo. Essi sono stati ritrovati a Mosca, ancora usati per arredare l'abitazione della famiglia Kostyukhin.
Frankfurter Allgemeine Zeitung 9.12.2001

Più tempo a leggere cha a guardare
Blake Gopnik, giornalista del Washington Post, si è recato alla mostra di Alberto Giacometti al Museum of Modern Art di New York e, per una mezz'ora, ha studiato il comportamento dei visitatori. Dalle sue osservazioni egli ha concluso che essi dedicano molto più tempo a leggere le schede descrittive delle opere - 50 secondi - che ad osservare l'opera stessa - 4 secondi. Qual'è dunque la funzione degli educational enhancements?
The Washington Post 9.12.2001

"Male informati" gli stranieri critici sull'affidamento ai privati dei musei italiani
Giuliano Urbani ha definito "terrificanti" alcune critiche straniere all’articolo della Finanziaria che prevedeva l’affidamento a privati della gestione dei musei e ha ipotizzato chi le ha espresse abbia avuto "cattivi informatori italiani". Successivamente, ha aggiunto Urbani, "abbiamo visto il Parlamento francese e quello spagnolo prevedere ipotesi, quelle sì davvero di dismissione del loro patrimonio artistico".
KwArt 7.12.2001

Museo contro Museo. Le strategie, gli strumenti, i risultati
Con questo titolo l'Associazione Civita, presieduta da Antonio Maccanico, ha presentato un rapporto redatto da esperti di economia e del settore museale allo scopo di valutare le possibilità di coniugare la sfera della cultura e quella del mercato. Vi si legge: "Sembra che i musei non siano completi se non hanno a disposizione bar, negozi, ristoranti o se non padroneggiano le tecniche del marketing. Le mostre sono sempre più destinate ad accrescere le entrate e meno legate a obbiettivi di politica culturale. Gli obbiettivi dei ricavi sono messi sullo stesso piano di quelli educativi." Come esempio di ruolo preminente affidato al bene economico viene citata la Gran Bretagna, ignorando che dal mese di dicembre 2001 in Inghilterra è stato abolito il biglietto di ingresso nei musei statali.
La Stampa 7.12.2001

Il museo di arte moderna di Stoccolma chiuso a causa della sindrome della casa malata
La sindrome della casa malata - finora riscontrata solo in abitazioni unifamiliari costruite male ed in fretta - provoca mal di testa, reazioni allergiche, asma e sangue dal naso. Essa è la causa della chiusura del Museo di arte moderna di Stoccolma, costruito meno di tre anni fa. Ora, terminato in tutte le sue parti, è stato oggetto di una analisi da parte di esperti che vi hanno riscontrato muffe e funghi che causano la sindrome. Secondo la norma svedese, l'architetto spagnolo Rafael Moneo, progettista dell'edificio, non può essere caricato della responsabilità dell'accaduto, che invece tocca a chi ha eseguito i lavori di costruzione.
El Pais 7.12.2001

La vera crisi del Britih Mueum è intellettuale non amministrativa
Parole pesanti riguardo alla situazione nella quale versa attualmente in British Museum. Certamente la nomina del nuovo direttore Neil MacGregor è stata preceduta da un accordo riguardo alle modalità di ripianamento del debito di 3 milioni di sterline (9 miliardi di lire) che grava sull'istituzione; tuttavia il vero problema del museo non è amministrativo, ma il fatto che esso non ha cervello ma piuttosto membra tra loro scoordinate. Non sembra sia chiaro a chi il museo si rivolge e perché. Esso è governato da studiosi e uomini di marketing, due gruppi che spesso sembrano guardare al pubblico come fosse composto da idioti.
The Guardian 6.12.2001

Rem Koolhaas progetterà il nuovo Los Angeles County Museum of Art
L'architetto olandese è stato scelto battendo la concorrenza di Jean Nouvel, dello studio Steven Holl Architects di New York, di Daniel Libeskind di Berlin e di Thom Mayne, dello studio Morphosis di Santa Monica. Koolhaas ha proposto di demolire la maggior parte degli attuali edifici e di costruire al loro posto una copertura simile a una tenda poggiante su colonne. Il costo del nuovo edificio è stimato in 300 milioni di dollari (600 miliardi di lire).
Los Angeles Times 6.12.2001

Pilar de Castillo accetta le dimissioni del direttore del Prado
Le dimissioni di Fernando Checa provocate da un conflitto con il presidente del museo Eduardo Serra riguardo al ruolo e alle competenze delle due figure, rappresentando l'una la direzione scientifica, l'altra quella politica.
El Mundo 3.12.2001

Fernando Checa difende con orgoglio il proprio lavoro alla direzione del Prado
Il direttore dimissionario del Prado Fernando Checa difende il proprio operato nei 5 anni trascorsi alla guida dell'istituzione. In particolare egli sottolinea la redazione del Plan Museográfico del 1997 che ha definito le linee di sviluppo del museo, consentendogli di uscire dalle difficoltà in cui versava e di definirne il progetto per l'ampliamento. Condizione irrinunciabile nella sua visione del museo l'indipendenza della direzione scientifica da quella politica, affermata non solo attraverso il paragone con istituzioni quali la National Gallery di Londra e il Metropolitan Museum di New York, ma anche chiarendo che la missione del museo è di carattere culturale e scientifico al servizio del pubblico nazionale e internazionale, e non può essere uno strumento della politica di un governo o di uno stato.
El Pais 30.11.2001

Pilar de Castillo  accusata di autoritarismo dal PSOE
Il ministro della cultura spagnolo è stato accusato da Carmen Chacón, responsabile per la cultura del Partito socialista spagnolo, di aver avuto un comportamento autoritario tale da indurre il direttore del Prado, Fernando Checa, a minacciare le dimissioni. Al centro del contendere il piano di ristrutturazione del museo madrileno, che i socialisti giudicano troppo  improntato da una logica commerciale.
El Mundo 29.11.2001

Contrasti tra il direttore del Museo del Prado e il suo presidente
Tra il direttore del Prado Fernando Checa e il suo presidente Eduardo Serra non corrono buoni rapporti fin da quando nel 1999 il secondo propose una modifica dello statuto che potenziava il suo ruolo a discapito dell'altro. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l'occupazione dell'ufficio del direttore da parte del presidente Serra avvenuta lunedì scorso. Checa non ha gradito e ha minacciato le dimissioni. La questione è ora nelle mani del ministro Pilar de Castillo.
El Pais 29.11.2001

I musei inglesi raddoppiano i visitatori nel primo weekend con entrata gratuita
BBC News 3.12.2001

Musei gratis Per noi una scelta troppo onerosa
Scrive Arturo Carlo Quintavalle: "Eliminare il biglietto di ingresso vorrebbe dire aprire a chiunque, senza sistemi antifurto attivi di giorno (barriere, schermi) e con un personale di sorveglianza già oggi inadeguato, immaginiamoci raddoppiando e triplicando i visitatori. Altro problema il danno alle opere d'arte che il numero porterà certo, in musei quasi mai con temperatura e umidità sotto controllo." All'aumentata possibilità di danneggiamenti delle opere, vanno aggiunte le perdite di "decine di miliardi di introiti da biglietti perduti." "Sarà bene far subito i conti sul rapporto costi-benefìci."
Corriere della sera 2.12.2001

I musei scientifici italiani su Internet
Il servizio Scienza e Gita, particolarmente rivolto alle scuole, è messo online Scuola internazionale di studi avanzati di Trieste, e elenca caratteristiche, collezione ed iniziative di ogni museo.
Corriere della sera 2.12.2001

Il Whitney Museum of American Art licenzia 14 lavoratori
Colpito dal calo del turismo - l'affluenza settimananle è passata da 12.500 a 9.000 ingressi - il Whitney Museum of American Art ha deciso di licenziare 14 dei suoi 210 lavoratori. Il museo ha inoltre deciso di ridurre il programma delle mostre con  l'obiettivo di risparmiare in totale 1 milione di dollari (2 miliardi di lire).
Nando Times 2.12.2001

Arti e spettacolo in crisi negli USA dopo l'11 settembre

"Papà, come hai potuto lasciare che ti facessero questo?" Apre in Sudafrica il Museo dell’Apartheid
"I bambini non hanno idea di cosa fosse l’apartheid — dice Christopher Till, direttore del Museo —. Vivono in una società normale dove eventi simili sono già incomprensibili. Per questo abbiamo cercato di attrarre l’attenzione e stimolare la curiosità. Questo museo deve servire per ricordare." 
Il messaggio è chiaro fin dall’esterno. L’edificio è lineare, nudo e minimalista, bellissimo ma glaciale. Cemento, pietra e acciaio, poche finestre, il perimetro esterno fatto di stretti muri di rete di ferro riempiti di sassi, creano un effetto calcolato di desolazione e di ansia. "Abbiamo voluto un museo serio — dice Till —. Volevamo evitare un effetto Disneyland."
Lo "shock" inizia ancora prima di entrare. A ogni visitatore viene data una scheda che lo identifica come bianco o di colore, in ricordo dei dompas, la tessera obbligatoria di identificazione razziale. Le schede vengono distribuite a caso, senza possibilità di scelta. "L’idea è proprio quella di far provare l’arbitrarietà della discriminazione razziale" spiega Till. Per entrare al museo bisogna passare da due porte girevoli di acciaio, una riservata ai blankes e una ai nie-blankes.
Il Sole 24 Ore 2.12.2001

Riapre a Berlino la Alte Nationalgalerie
Dopo tre anni e mezzo di lavori riapre la Alte Nationalgalerie: finalmente la capitale tedesca dispone di un luogo dove esporre la propria incomparabile collezione di opere del 19esimo secolo. Nel restaurato  edificio neoclassico è stata collocata una nuova selezione di 440 quadri e 80 sculture.
Frankfurter Allgemeine Zeitung 2.12.2001

...e fu così che Tiziano, Tintoretto e Hayez uscirono dal magazzino
Gli Uffizi espongono quaranta opere custodite nei depositi. Dipinti di Tiziano, Tintoretto, Filippino Lippi e sculture classiche. Con Hayez la Pinacoteca di Brera avvia un ciclo di micro-esposizioni di quadri conservati nei magazzini. Ma cosa nascondono i depositi dei musei italiani?
KwArt 1.12.2001

Saatchi all'attacco della Tate e del suo direttore
Charles Saatchi, il più aggressivo collezionista inglese dell'ultimo decennio, ha annunciato la prossima apertura di un museo - si badi, un museo e non una galleria d'arte - nella grande e prestigiosa ex sede del Greater London Council, che si trova giusto a metà strada tra la Tate Britain e la Tate Modern. L'intenzione di Saatchi è chiaramente di sfidare la supremazia della Tate e del suo direttore, sir Nocholas Serota, nel mondo dell'arte contemporanea: Saatchi, guru della pubblicità già curatore dell'immagine della Tatcher, sembra avere l'intenzione di mettere in discussione l'establishment dei musei britannici sostenuti dal denaro pubblico. Secondo le sue previsioni, il museo sarà visitato da 750.000 persone all'anno, stima che agli operatori -  tutti, tranne proprio la Tate, sulla difensiva di fronte a una campagna di tale forza - hanno giudicato esageratamente ottimista. La collezione di Saachi è composta da uno straordinario catalogo di arte inglese degli anni '90, e comprende la quasi totalità delle opere di Damien Hirst.
Guardian 29.11.2001

3.200 miliardi per costruire il Museo nazionale dell' Italia virtuale
Una Commissione per l'arte e i musei virtuali presieduta da Giovanni Negri e che ha come testimonial e collaboratore Carlo Rambaldi, il mago degli effetti speciali del cinema, creatore di ET e tre volte premio Oscar, è stata messa al lavoro con l'incarico  di mettere a punto entro quattro  mesi la prima demo dell'Archivio nazionale virtuale: stando al progetto verranno catalogati quei 5 miliardi e 300 milioni di pezzi che fanno dell' Italia il paese che ospita una consistente fetta del patrimonio culturale mondiale. L'operazione "da far tremate i polsi", come l’ha definita il ministro della cultura Giuliano Urbani, dovrebbe costare circa 3200 miliardi. "Le risorse - ha sottolineato Urbani - non potranno venire solo dai soldi pubblici: c'è bisogno di una raccolta aggiuntiva". Rambaldi già pensa alla vendita all'estero del catalogo e del museo: "Gli Stati Uniti lo chiedono da sempre".
KwArt 28.11.2001

Modificati i criteri per affidamento ai privati della gestione dei musei italiani
La Commissione cultura del Parlamento, su indicazione del sottosegretario Vittorio Sgarbi, ha accolto un maxi-emendamento dell’opposizione. Nel nuovo testo non si parla più di "intera gestione" da concedere a "soggetti privati" ma solo di "soggetti diversi da quelli statali" per "la gestione di servizi finalizzati al miglioramento della fruizione pubblica e della valorizzazione del patrimonio artistico." La nuova formulazione indica i dettagli del regolamento per la concessione: le procedure di affidamento dovranno basarsi sui criteri "dell’offerta economica più vantaggiosa» e sui servizi «qualitativamente più favorevoli dal punto di vista degli utenti e della tutela e della valorizzazione dei beni." Vengono definiti anche i "compiti dello Stato e dei concessionari" in materia di restauri, le regole per il reclutamento del personale e "i parametri di offerta e di gestione dei siti culturali" (che dovranno attenersi allo statuto dell’International Council of museum).
Corriere della sera 28.11.2001

Rififi al Trocadéro
Il Musée de l'Homme chiuso da dieci giorni per lo sciopero del personale che protesta contro il trasferimento di gran parte della collezione al Musée des Arts premiers.
Liberation 28.11.2001

Incerto il destino del Musée de l'homme a Parigi. 200 lavoratori in sciopero
Lunedì i 200 tra ricercatori, museografi, insegnati e personale ausiliario sciopereranno contro l'inizio del programma di trasferimento deciso per 300.000 oggetti conservati presso il museo di antropologia parigino. Il loro destino e quello del museo è incerto dal 1996, quando Jacques Chirac annunciò la creazione del Musée des arts et civilisations, che ha inglobato anche le collezioni del Musée des arts africains et océaniens, facendo diventare superfluo il Musée de l'homme e condannandolo alla chiusura prevista per il giugno 2002.
Le Figaro 22.11.2001

Neil MacGregor nominato direttore del British Museum
Già direttore della national Gallery, Neil MacGregor è considerato un esperto d'arte dotato di grande indipendenza di giudizio e capacità di resistere alle mode e alle pressioni governative, qualità ampiamente dimostrate nel suo precedente incarico.
Telegraph 28.11.2001

Eccher nuovo direttore della Galleria comunale d'Arte moderna di Roma
Danilo Eccher è già stato direttore della Galleria d'arte contemporanea di Trento e della Galleria d'arte moderna di Bologna. Giovanna Bonasegale continuerà a dirigere la collezione storica permanente della Galleria. 
Il Messaggero 27.11.2001

Serge Lemoine nuovo direttore del Musée d'Orsay
Serge Lemoine, 58 anni, conservatore al museo di Grenoble, succede a Henri Loyrette, nominato direttore del Louvre.
Le Monde 27.11.2001 

Nuova legge per i musei francesi: "Tutte le precauzioni sono state prese"
Lo afferma Francine Mariani-Ducray, 47 anni, direttrice di Musées de France da febbraio, rispondendo alle preoccupazioni dei conservatori che paventano la svendita del patrimonio dei musei. La nuova legge per i musei francesi consente la vendita dei beni dei musei per finanziare l'acquisto di nuovi e concede un forte sconto fiscale ai mecenati.
Liberation 27.11.2001

Un bozzolo per la collezione di piante ed insetti del Natural History Museum di Londra
Il progetto dello studio svedese di architettura CF Moller and partners di un padiglione la cui forma ricorda il bozzolo del baco da seta è stato scelto per la costruzione della nuova ala del museo londinese destinata a contenere 34 milioni di esemplari di piante ed insetti. Nello stesso edificio, troveranno anche posto i 300 scienziati alle dipendenze del museo. Il bozzolo completa la costruzione del Darwin Centre, già iniziata con l'edificazione dell'ala per conservare gli esemplari zoologici sotto alcool, che verrà terminata l'anno prossimo. Il nuovo edificio verrà terminato nel 2007 con un costo di 50 milioni di sterline (150 miliardi di lire).
Independent 23.11.2001

Una collezione di pianoforti per interpretare filologicamente Beethoven
Edmund Michael Frederick e sua moglie Patricia Humphrey hanno iniziato a collezionare e a restaurare pianoforti del 19esimo secolo nel 1976. Ora ne possiedono 18 perfettamente funzionanti, mentre 14 sono in fase di restauro. La collezione è sistemata, con il supporto delle locali autorità pubbliche, in un edificio di Ashburnham, Massachusetts, dove viene, tra l'altro, usata per confrontare le diversità tra l'espressività degli strumenti al variare della loro epoca di costruzione. I visitatori sono trasportati in un viaggio a ritroso nella tecnica e nell'interpretazione pianistica, offrendo una interpretazione dei brani dei compositori ottocentenschi con sonorità simili alle originali.
The New York Times 22.11.2001 (*)

Ciampi inaugurerà la zona espositiva della Città della scienza di Bagnoli
Una prima parte della Città della Scienza si aprì il 18 ottobre 1996. A lavori ultimati (entro l'anno prossimo) l’intero complesso coprirà 40.000 metri quadri, su una superficie di 65.000. Oltre alla struttura espositiva già aperta al pubblico - 700.000 visitatori all'anno -  c'è un incubatore d'impresa, un centro di alta formazione e uno spazio eventi di mille posti.
Il Messaggero 21.11.2001

L'apertura delle British Galleries al V&A Museum è l'evento più importante dell'anno
L'apertura delle British Galleries, dedicate all'artigianato artistico inglese tra il 1500 e il 1900, ha suscitato grande e positiva impressione negli addetti ai lavori per l'importanza del rifacimento che ha dato nuovo volto al museo, le meditate scelte curatoriali, l'enormità e l'accuratezza del lavoro che è stato compiuto per rinnovare l'immagine del museo. Le gallerie occupano 15 stanze su due piani e mettono in mostra 3.000 oggetti, due terzi dei quali erano o collocati in altre sezioni del museo o non erano visibili del tutto. Il rifacimento è costato 31 milioni di sterline (95 miliardi di lire).
Telegraph 21.11.2001

Con un occhio solo
Il principe Carlo d'Inghilterra ha inaugurato le British Galleries al V&A Museum con una vistosa medicazione sull'occhio sinistro a causa di un incidente di giardinaggio.
BBC News 20.11.2001

Ma guarda! A Bilbao non c'è solo il Guggenheim
Dopo tre anni di lavori di ammodernamento costati 2,5 miliardi di peseta (29  miliardi di lire) ha aperto il 10 novembre il Museo di belle arti di Bilbao. La sua collezione comprende opere dei Maestri antichi - El Greco, Zurbarán e Goya - di artisti baschi - Regoyos e Zuloaga - e contemporanei - Bacon, Tàpies, Otieza e  Chillida.
The Art Newspaper 20.11.2001

Mio Dio come è caduto in basso!
Meno 60% nell'affluenza metterebbe in crisi qualsiasi museo e il Guggenheim non fa eccezione. Venerdì sono partite lettere di licenziamento per 80 suoi dipendenti, preludio a una dismissione di personale che potrebbe arrivare al 40% del totale. Nel frattempo, le prossime esposizioni sono state rimandate, e il progetto per un web site da 20 milioni di dollari (40 miliardi di lire) ha un futuro incerto. 
Per ridurre a 28 milioni di dollari l'importante debito - 42 milioni di dollari - che grava sulla Guggenheim Foundation, l'istituzione di governo dell'intero sistema mondiale dei musei Guggenheim - New York, Las Vegas, Berlino, Bilbao e Venezia - il direttore Thomas Krens ha fatto ricorso al patrimonio della fondazione, lasciandola in possesso di una dotazione di soli 58 milioni di dollari, cifra giudicata bassa considerato la dimensione del suo impero.
The New York Times 20.11.2001 (*)

L'artigianato artistico inglese celebrato al V&A Museum di Londra
Il rifacimento delle British Galleries del Victoria & Albert Museum, i cui lavori sono durati 5 anni per un costo di 31 milioni di sterline (95 miliardi di lire), è stato condotto con l'intento di offrire un panorama sull'artigianato artistico inglese. Ci riesce con successo.
Guardian 19.11.2001

Il merchandising nei musei romani è banale e molto lontano dalle capacità artistiche e culturali degli artigiani
Lo afferma una ricerca della associazione Civita. Un progetto forte per il merchandising, ha detto il suo presidente Gianfranco Imperatori, potrebbe rilanciare il turismo culturale a Roma (e non solo), in un momento di crisi internazionale.
Il fatturato museale di Roma e provincia è intorno ai 70 miliardi, di cui solo 10 dal merchandising (circa 24 miliardi vanno all'editoria, mentre 36-40 miliardi è l'introito della biglietteria).
Il potenziale mercato per l'oggettistica, che potrebbe comprendere sia quella di fascia bassa, cioè i souvenir, sia produzione artigiana doc, è dai 20 ai 24 miliardi se si riuscirà a collegare il sistema dei Beni culturali con quello dell'artigianato diffuso.
KwArt 16.11.2001

Arts Council of Wales sotto accusa per il fallimento del Centre for Visual Arts
Per la realizzazione del Centre for Visual Arts a Cardiff sono stati impiegati 3.2 milioni di sterline (10 miliardi di lire) provenienti dai fondi della lotteria nazionale. Il centro è stato completato nel 1999, 14 mesi più tardi del previsto, ed è stato chiuso per mancanza di visitatori, il cui numero era stato ampiamente sovrastimato in fase di progetto.
BBC News 15.11.2001

Il Parlamento francese apre ai mecenati offrendo uno sconto fiscale
Cambiando radicalmente il testo della legge sui musei proposto dal governo, una commissione mista di parlamentari e senatori ha proposto, per stimolare le donazioni dei privati ai musei, uno sconto fiscale pari al 90% del  valore dell'opera. In pratica, se un'impresa acquista per un museo un'opera del valore di 50 milioni di franchi, ne pagherà solo 5 mentre, il resto sarà recuperato come riduzione delle imposte. 
Il Parlamento ha anche approvato la possibilità di vendere il patrimonio dei musei per finanziare l'acquisto di nuove opere. Entrambe le misure sono proposte per raccogliere le risorse finanziarie necessarie a fare fronte all'emorragia dei tesori nazionali verso gli USA. 
Il pericolo di tutto ciò è che la composizione del patrimonio dei musei sia troppo influenzata dalla moda del momento, e non tenga in sufficiente conto il valore delle collezioni minori, a volte sconosciute anche ai musei stessi.
Liberation 13.11.2001

Dall'archivio di DiArte
La nuova legge per i musei francesi crea la classificazione Musée de France
Le Monde 27.10.2001

Il ministero della cultura esternalizza i propri compiti
Giuseppe Gherpelli, soprintendente di Pompei, scrive: "L’articolo 22 della Finanziaria 2002 prevede la possibilità di concedere a soggetti privati l’intera gestione del servizio concernente la fruizione pubblica dei Beni culturali. E’ questo che lo differenzia dalle indicazioni della Ronchey. Così come è, l’articolo presenta una nebulosità densa, che rafforza decisamente la volontà di esternalizzare l’attività di gestione, senza necessariamente costringerla entro i confini della compartecipazione. Ritengo che un serio lavoro di approfondimento della proposta Urbani sia comunque indispensabile, anche perché, a tutt’oggi, la diffusa volontà di esternalizzazione, che ha le sue radici nella convinzione che l’attuale sistema gestionale dei Beni culturali deve essere radicalmente ammodernato senza chiudersi in se stesso, si è concretizzata solo nell’applicazione della legge Ronchey e nell’esperimento di autonomia in corso a Pompei."
Corriere della sera 10.11.200

Capacità di gestione e di raccogliere fondi le qualità più pagate ai direttori di museo negli USA e in UK
Una indagine condotta dalla Association of Art Museum Directors, basata su un questionario compilato da 175 direttori di musei USA, ha rilevato un aumento degli stipendi del 50% rispetto a 4 anni fa. Una rilevazione condotta da The Art Newspaper sulle dichiarazioni dei redditi ha potuto determinare con esattezza l'ammontare dei salari. Ne è uscito che le capacità gestionali e di raccogliere fondi sono assai più pagate della conoscenza artistica. Come ci si può aspettate, i direttori dei grandi musei sono ben pagati - tra i 400 e i 500 mila dollari, 800 - 1.000 milioni di lire -, ma il record spetta al direttore del Museum of Fine Arts di Houston, che ha ricevuto un extra di 1,7 milioni di dollari per (3,4 miliardi di lire) per aver gestito un progetto di importanza decisiva per lo sviluppo del museo. Ben più poveri gli stipendi dei direttori inglesi, che superano appena le 100.000 sterline (300 milioni di lire) nei casi migliori: British Museum, Tate Gallery, Victoria & Albert Museum, National Gallery.
The Art Newspaper 9.11.2001

Gestione economica ai privati o privatizzazione dei musei italiani: il ministro non chiarisce
L'equivoco tra intera gestione economica e privatizzazione sarebbe stato provocato da una lettura aprioristica e sospettosa dell'articolo 22 della finanziaria, ancora in discussione. Esso, tuttavia, non è stato sciolto dalle dichiarazioni del ministro Urbani, coadiuvato dal sottosegretario Sgarbi, nel corso di una conferenza stampa convocata in fretta e furia per placare gli animi degli addetti ai lavori e dei "colleghi dei musei stranieri" un po' troppo "interessati" alla questione,  Niente di nuovo sotto il sole, dice il ministro, è solo un atto un po' più coraggioso di quello compiuto nel '94 da Ronchey che aveva già concesso i cosiddetti "servizi aggiuntivi" ai privati. Ma, attenzione, anche in questo caso quella che si concede è solamente la gestione economica e dunque la valorizzazione e la promozione del bene, che resta inalienabile, non certo la sua tutela che è un dovere dello stato. La gestione economica, va da sé, è sottordinata alla tutela.
Il Manifesto 7.11.2001

Tempi biblici per fare il Museo Diocesano di Milano
Il museo fu pensato prima dal Beato Ildefonso Schuster nel 1931, poi dal cardinale Montini, che scelse proprio Sant’Eustorgio come sede museale. Un progetto che oggi viene finalmente realizzato dal cardinale Carlo Maria Martini. Il museo apre questa settimana.
Exibart 5.11.2001

A Norimberga un museo ricorda la seduzione di massa del nazismo
A Norimberga, dove i nazisti costruirono una immensa spianata di 380 ettari per le adunanze di popolo, è stato inaugurato un museo per ricordare i meccanismi  da loro usati per sedurre le masse. Spiega Oscar Schneider, conservatore del museo: "Vogliamo mostrare sul posto come i nazisti riuscirono a fanatizzare la gente con l'aiuto dei congressi annuali realizzati come grandi adunanze pseudo-religiose. Vogliamo smascherare il meccanismo della fascinazione."
Liberation 5.11.2001 

Calano di visitatori nei musei di Firenze e Napoli
Nel mese di ottobre i visitatori dei musei fiorentini sono stati il 17% in meno rispetto allo stesso mese del 2000, con calo sensibile anche delle vendite nei bookshop. Negativi anche i dati del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Gli addetti alla biglietteria evidenziano un calo pari almeno al 20-30 per cento rispetto al 2000. A Roma invece il calo non appare rilevante, sia per le grandi mostre - Il Rinascimento alle Scuderie Papali, Klimt, Kokoshka, Schiele al Vittoriano -, sia nei musei, da Palazzo Barberini alla Galleria Borghese.
Il Messaggero 4.11.2001

Musei di tutte le Russie unitevi!
I rappresentanti di più di 600 musei riunitisi a San Pietroburgo hanno creato l'Unione dei musei. L'associazione allo scopo di aumentare il peso dei musei nei confronti delle autorità politiche locali e nazionali e di poter meglio coordinare il lavoro delle singole istituzioni. In Russi esistono circa 3.000 musei, due terzi dei quali gestiti dallo stato.
The St Petersburg Times 2.11.2001

La defenestrazione dei soprintendenti
Nei musei il personale sarà gestito da fondazioni private; i general manager si occuperanno del marketing dell'arte, servizi aggiuntivi, sponsorizzazioni, ai soprintendenti resterà il compito della tutela e della direzione scientifica dell'istituzione, e i privati che decideranno di gestire un bene culturale dovranno versare ogni anno un canone allo Stato. Soprintendenti, sindacati e opposizione chiedono ad Urbani di "chiarire meglio questa norma ambigua." Giuseppe Chiarante, vicepresidente del consiglio dei Beni Culturali denuncia l'esclusione degli organi del ministero dalla discussione, la Uil già minaccia uno sciopero generale. "Il personale - spiegano al ministero - non sarà più coordinato dallo Stato, ma da queste società che avranno la gestione del museo. Ci saranno degli standard qualitativi che i privati dovranno rispettare, primo fra tutti la tutela del personale che già lavora nel settore. Si pensa poi ad un uso differenziato degli spazi, che potranno ospitare molteplici iniziative, sempre però in un ambito consono al monumento".
La Repubblica.com 2.11.2001

 

(*) Gli articoli del New York Times sono disponibili registrandosi gratuitamente.