Media ed editoria

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  Novembre - Dicembre 01

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Pearson Group ha venduto la sua partecipazione in RTL a Bertelsmann
Pearson Group, che possiede il Financial Times e Penguin books oltre a numerose edizioni scolastiche, ha ceduto per 1,5 milioni di euro la sua partecipazione del 22% in RTL, network che possiede 23 televisioni e 17 radio in Europa. Bertelsmann, multinazionale tedesca dell'editoria e della comunicazione, possiede ora l'89% di RTL. Pearson Group, che aveva ammesso un calo di profitti a causa della caduta del mercato pubblicitario, userà il provento della vendita per ripianare i debiti.
BBC News 24.12.2001

I lettori italiani si sprovincializzano
Secondo Tirature 2002, la raccolta statistica dei dati sui libri pubblicati e venduti in Italia, il romanzo d’intrattenimento nordamericano, leader negli anni passati, è in declino: fra i dieci libri più letti quest’anno c’è una netta prevalenza europea. Spiega il curatore del volume, Vittorio Spinazzola: "Il genio letterario italiano era troppo rinchiuso in una posizione elitaria. Questo ci ha reso dipendenti, prima dalla Francia, poi dagli Stati Uniti. Ora il novero degli autori che vuol instaurare un rapporto anche con il pubblico "né colto, né incolto" sembra allargarsi. La scarsa presenza di americani in classifica  significa che il lettore italiano si sta sprovincializzando. È in una fase di crescita culturale che comporta pluralità di gusti, moltiplicazione di interessi e, soprattutto, curiosità."
Un caso a parte è Camilleri che, secondo Spinazzola "ha compiuto un’operazione insolita e coraggiosa: di fronte alla pervasività dell’anglo-italiano ha scelto il dialetto siciliano, riuscendo a farlo digerire grazie alla vena comica. Camilleri significa la riscoperta dell’Italia, in quel suo aspetto tipico che è il mito della sicilianità, assolutamente costitutivo dell’unità nazionale."
Corriere della sera 22.12.2001

Finita la specificità culturale francese? Molte reazioni critiche
Operatori nel settore cinema e lo stesso ministro della cultura francese Catherine Tasca hanno stigmatizzato le affermazioni del presidente di Vivendi Jean-Marie Messier riguardo alla arcaicità della difesa della specificità culturale francese. "Se il mondo di domani è un mondo dove i grandi gruppi proprietari dei media sono i soli a determinare le frontiere e la libertà delle creazioni, questo sarà un mondo dove pochi  popoli si riconosceranno" ha commentato la Tasca.
Liberation 20.12.2001

Messier: "Avevo detto: La specificità culturale in una visione francocentrica è morta, viva la diversità culturale
Reazione stizzita di Messier che difende la sua posizione dicendo di essere stato male inteso. In questa intervista, egli assicura dell'impegno di Canal + a sostegno del cinema francese, chiarendo che Vivendi Universal Etertainment agirà solo sul mercato americano, senza condizionare la politica del gruppo in altre nazioni. La cosa è curiosa perché la nuova società creata negli USA è membro della Motion Picture Association of America, la lobby delle major del cinema da sempre contraria alla politica di sostegno pubblico al cinema perché perturberebbe la libera concorrenza. Al contrario, secondo Messier essa servirà come cavallo di Troia per proporre con maggiore penetrazione i prodotti europei negli USA.
Liberation 20.12.2001

La difesa della specificità culturale nata nel 1993
In quell'anno, al momento delle trattative per l'accordo GATT - General Agreement on Tariffs and Trade, precursore dell'Organizzazione mondiale del commercio - in seguito alle pressioni dell'Unione europea e della Francia fu riconosciuta la specificità della cultura. Questo ha consentito di stabilire per essa uno statuto differente dalle altre merci, il che permette di mettere in atto politiche di sostegno a difesa dei prodotti nazionali senza violare il trattato.
Liberation 20.12.2001

Messier rigetta le accuse di americanizzazione del cinema francese
"La specificità culturale francese è morta - ha sentenziato - e le angosce riguardo alla peculiarità della cultura francese sono arcaiche."
Liberation 18.12.2001

Una complessa e vantaggiosa operazione finanziaria
Sotto il profilo finanziario e operativo, l'acquisizione da parte di Vivendi Universal delle attività di USA Network ha richiesto un lavoro molto complesso, soprattutto perché Messier ha dovuto negoziare un nuovo ruolo per Barry Diller, il magnate dell'editoria che controllava Usa Networks, e la redistribuzione delle partecipazioni degli altri soci del gruppo americano, tra cui in particolare la Liberty Media di John Malone. Quando la fusione sarà completata, Vivendi avrà il 93% del capitale di un nuovo gruppo, chiamato Vivendi Universal Entertainment, in cui confluiranno le attività della società francese, come la Universal Pictures, e quelle appena acquisite.
Messier ha previsto un fatturato di 32 miliardi di euro nel 2002, con le attività nei media e nello spettacolo in grado di generare utili lordi aggiuntivi di oltre 600 milioni di euro, pari a un incremento del 10% su quanto stimato dagli analisti prima dell'annuncio dell'acquisto di Usa Networks. L'utile netto, infine, dovrebbe salire di 200 milioni di euro.
Il Sole 24 Ore 18.12.2001

Messier rigetta le accuse di americanizzazione del cinema francese
"La specificità culturale francese è morta - ha sentenziato - e le angosce riguardo alla peculiarità della cultura francese sono arcaiche."
Liberation 18.12.2001

Il cinema francese può fare a meno di Canal +?
La risposta è no. Canal + acquista il 90% della produzione francese per la diffusione dovendo soddisfare la condizione di legge di trasmettere almeno il 40% di prodotti nazionali. Questo accordo scade nel 2004. Cosa accadrà in seguito? Questa è la domanda che i produttori indipendenti si pongono. Con uno spostamento dell'asse degli interessi di Vivendi al di là dell'atlantico, Canal + non diventerà il cavallo di Troia per introdurre ancora più film hollywoodiani in Francia?
Liberation 18.12.2001

Lo shopping natalizio di Jean-Marie Messier
Nel giro di pochi giorni, Jean-Marie Messier, presidente di Vivendi Universal, ha acquistato la divisione Entertainment - produzione film e distribuzione audiovisiva - di USA Networks per 10,5 miliardi di dollari, e per 1,5 miliardi di dollari (3mila miliardi di lire) il 10% del gruppo appena nato dalla fusione di EchoStar con DirectTV, che ha in portafoglio 17 milioni di abbonati ai suoi canali satellitari. In questo modo Vivendi Universal rimedia alla sua debole presenza nel settore televisivo, e si appresta a combattere ad armi pari con AOL Time Warner e Viacom - quest'ultima possiede tra l'altro i marchi CBS, MTV, Paramount Pictures, Blockbuster-, colossi americani della comunicazione e dell'intrattenimento. Con questi acquisti, la distribuzione delle attività della conglomerata francese diventa per il 40% negli USA - contro il 20% attuale -, per il 40% in Francia e per il 20% in Europa.
Le Monde 17.12.2001

Vivendi compra USA Network
Vivendi Universal ha comperato le attività di USA Network per 10,3 miliardi di dollari (circa 21 mila miliardi di lire). L'acquisto consentirà a Vivendi Universal di proporre i propri prodotti agli 85 milioni di abbonati della tv via cavo di USA Network.
BBC News 17.12.2001

Vivendi comprerà il 100% di Stream
L'accordo tra i francesi e Rupert Murdoch, proprietario di Stream, si basa sulla valutazione di circa 600 dollari per ogni abbonato Stream. Un affare che si aggira intorno ai 900 miliardi di lire, se è vero che il numero di utenti del secondo polo digitale italiano oscilla sugli 800 mila abbonati. mentre Tele+ ne ha 1,8 milioni.
L'idea che Vivendi, in espansione in tutto il mondo, omologhi prodotti e contenuti alla marca francese senza possibilità di diversificazioni culturali è allarmante.
Il Manifesto 18.12.2001

La televisione italiana perde spettatori: pubblicitari preoccupati
Secondo i dati Auditel il calo è superiore a 500.000 spettatori rispetto al 2000. Esso è  particolarmente avvertibile - meno 1 milione di spettatori - nel prime time tra le 21 e le 23. Solo Rai 1 e Canale 5 - grazie a Grande fratello -  mantengono le posizioni. Molto critico è Aldo Biasi, creativo. "La crisi del prime time è un segnale inquietante per alcuni direttori di rete. Certa spazzatura non funziona più. Vanno bene i reality show perché parlano dei problemi quotidiani e anche gli approfondimenti. Il rigetto è indirizzato tutto verso la tv volgare e l'onnipresenza dei soliti noti."
Il Messaggero 17.12.2001

Vivendi compra USA Network
Vivendi Universal ha comperato le attività di USA Network per 10,3 miliardi di dollari (circa 21 mila miliardi di lire). L'acquisto consentirà a Vivendi Universal di proporre i propri prodotti agli 85 milioni di abbonati della tv via cavo di USA Network.
BBC News 17.12.2001

L'Art du livre arabe in mostra alla Bibliothèque nationale di Parigi
"È importante mostrare soprattutto in questo momento - rimarca Annie Vernay-Nouri, curatrice della mostra con Marie-Geneviève Guesdon - che il mondo arabo è multiforme, che l'Islam è coesistito con altre religioni e altre culture."
Liberation 14.12.2001

ITN taglia i posti di lavoro
L'agenzia di notizie inglese ITN ha accettato l'offerta di dimissioni volontarie di 75 suoi dipendenti, tra cui 20 giornalisti. Originariamente, ITN intendeva tagliare 133 posti di lavoro, poi ridotti a 82. ITN ha recentemente ottenuto il contratto per la fornitura dei notiziari a ITV - network privato formato da 15 televisioni regionali - accettando una forte riduzione del prezzo da 45 a 36 milioni di sterline (da 135 a 108 miliardi di lire). I tagli dei posti di lavoro hanno sollevato la questione di come sarà passibile mantenere la stessa qualità del servizio con meno giornalisti, ma fonti aziendali assicurano che l'utilizzo di nuove tecnologie digitali consentiranno di effettuare lo stesso lavoro con meno personale.
BBC News 14.12.2001

Le Monde e Le Figaro in difficoltà
Le Monde e Le Figaro hanno annunciato un bilancio in perdita per il 2001. Mentre per il primo le difficoltà sono dovute agli investimenti eccezionali fatti nell'anno - senza i quali il bilancio sarebbe positivo - il secondo è stato colpito dal calo delle entrate pubblicitarie. Per rimediare alla situazione, Le Monde ha lanciato un piano di economie e il prepensionamento volontario del personale, mentre Le Figaro intende congelare lo sviluppo del sito web del quotidiano.
Liberation 14.12.2001

Liberation aumenta il prezzo del giornale e taglia il personale
Giornale in vendita a 1,20 euro dal 1 gennaio 2002, 18 lavoratori in meno su 350, sono le ricette di Liberation per fare fronte al calo della pubblicità. Risultato: contrazione del sito web e del servizio Guide.
Liberation 14.12.2001

Vivendi-Universal in trattativa per acquistare USA Networks
Confermata da Vivendi-Universal la trattativa per l'acquisto delle attività di USA Networks che comprendono una rete televisiva, la catena Sci-Fi, e gli studi cinematografici USA e USA Films. Sembra che le attività siano state valutate tra i 13 e i 18 miliardi di dollari (26-36 mila miliardi di lire).
Liberation 12.12.2001

Il gruppo RTL annuncia una riduzione dei profitti per il 2001 del 35% ma conferma la politica delle acquisizioni
Nonostante un calo della pubblicità mai visto precedentemente e il conseguente calo dei profitti, il gruppo RTL ha dichiarato l'intenzione di acquistare il controllo del 100% delle catene radio e TV che non possiede ancora totalmente allo scopo di rispondere, in particolare in Germania, alla concorrenza del gruppo Liberty Media e del magnate della TV australiano  Rupert Murdoch. Il gruppo RTL è nato nel 2000 dalla fusione delle attività del gruppo inglese Pearson e del gruppo CLT-UFA. Il gruppo tedesco Bertelsmann, già azionista di CLT-UFA, controlla ora completamente RTL, numero 1 europeo della televisione gratuita.
Liberation 12.12.2001

Grandi manovre di giganti per spartirsi i mercati della tv satellitare e via cavo
Gli attori sono 4: Jean-Marie Messier - Vivendi Universal con Canal + -, Rupert K. Murdoch, australiano con potenti ramificazioni in Europa e USA, Leo Kirch, tedesco, e John Malone, americano, proprietario di Liberty Media, società televisiva leader nella distribuzione via cavo e detentore del 18% di News Corp., società di Murdoch. Il giocatore più pericoloso sembra essere l'ultimo, perché sta cercando di acquistare la maggioranza della rete di cavi di Deutsche Telekom, attaccando l'impero tedesco di Kirch. A sua disposizione si è messo Messier, proponendo una alleanza tra Canal + - 15 milioni di abbonati - e Liberty - 7 milioni di abbonati. In cambio, vorrebbe il 43% che Malone possiede dell'operatore via cavo USA Network. Questo gli permetterebbe di realizzare il sogno di mettere le sue mani sulla tv degli americani.
Liberation 11.12.2001

Murdoch tenta la scalata di Kirch che arrocca in difesa
Murdoch, che detiene il 22% della televisione a pagamento di Kirch, sta cercando da tempo di sfruttare la situazione pesantemente debitoria di questo per prendere il controllo della società. Per fare fronte a questa eventualità, Kirch sta accelerando la vendita della sua partecipazione del 25% in Telecinco - della quale il 40% è di Mediaset - e di quotare in borsa la sua Kirch Media.
Il Sole 24 Ore 11.12.2001

Tele + acquista Stream: corsa contro il tempo per firmare prima del verdetto dell'Antitrust
L'obiettivo della trattativa lampo aperta da Canal Plus (Vivendi-Universal) per l'acquisizione del 100% di Stream da News Corp e Telecom, è chiaro: chiuderla prima del 13 dicembre modo da poter ritirare il precedente progetto di fusione tra le due piattaforme che l'Autorità Antitrust non autorizzerà. Un'eventuale acquisizione - sembra in contanti -, e non una fusione, cambierebbe le cose. Il primo obiettivo è la riduzione dei costi, dopo che Stream e Tele+ si sono dissanguate nel farsi concorrenza per acquistare i diritti del calcio, cosa che non ha portato i ritorni sperati a causa delle numerose schede di decodifica pirata in circolazione. La presenza di un solo operatore abbatterebbe i costi di acquisto dei diritti.
Il Sole 24 Ore 11.12.2001

Fiera del libro di Torino diventa internazionale
L´anno prossimo sarà la sua prima volta col nuovo marchio di manifestazione internazionale. Per fargli onore non solo si tenterà di incrementare lo scambio di diritti editoriali, ma i paesi ospiti saranno due, anziché uno: la Catalogna e molto probabilmente la Svizzera. Nel frattempo, l'Associazione Italiana Editori ha deciso di entrare a fare parte della Fondazione che gestisce l'evento, dimostrando l'interesse della categoria.
La Stampa 6.12.2001

La Rai riprenderà a gennaio Babele, rubrica sui llibri
Condotta da Corrado Augias la trasmissione, pagando lo scotto del tetto minimo di un milione di spettatori fissato da Guglielmi, dovette chiudere baracca e burattini ormai diversi anni fa.
Corriere della sera 2.12.2001

L'editoria italiana chiede aiuti al Governo attraverso la defiscalizzazione della spesa pubblicitaria
Gli editori hanno aperto un tavolo di trattativa con il Governo, chiedendo incentivi agli investimenti pubblicitari, attuazione della legge sull'editoria, riduzione dell'Iva sulla stampa, piena liberalizzazione dei punti vendita. Il momento è difficile sul fronte della pubblicità: a fine anno, i quotidiani subiranno un probabile calo delle entrate pubblicitarie tra il 6 e l'8% sul 2000 (intorno al 15% nella commerciale nazionale). Vanno meglio i periodici (+1%), grazie soprattutto ai mensili: questi ultimi, nei primi nove mesi erano al +10 per cento. Luca Cordero di Montezemolo, presidente della Fieg - Federazione Italiana Editori Giornali -,  ha proposto di incentivare la spesa pubblicitaria sul modello della legge Tremonti, considerandola un investimento utile all'economia nazionale: "La pubblicità è investimento fondamentale per la crescita dei consumi. La stampa, ovviamente, avrà benefici in quota parte, come gli altri mezzi. In questo momento, infatti, bisogna fare squadra, senza avere preconcetti tra i vari mezzi."
Il Sole 24 Ore 1.12.2001

Corbis licenzia quasi la metà dei suoi dipendenti francesi
Le agenzie fotografiche Sygma, Tempsport e Kipa furono acquistate tre anni fa da Corbis, banca delle immagini creata da Bill Gates, per essere unificate sotto il suo ombrello. Ora Corbis-Sygma ha deciso di licenziare 83 dipendenti su 191, tra cui la totalità dei 42 fotografi. Ad essi è stato proposto di diventare "produttori indipendenti, partner dell'agenzia."
Liberation 30.11.2001

Internet e fotografia digitale hanno avvantaggiato le agenzie generaliste a scapito di quelle specializzate
Nel campo della fotografia giornalistica, le agenzie generaliste - che offrono anche testo come l'AFP (Agence France-Presse), l'AP (Associated Press) o la Reuters - sono in grado di fornire immagini in tempi brevissimi grazie alla trasmissione via Internet di foto digitali scattate da operatori locali, più rapidi ad entrare in azione e dotati di una maggiore conoscenza dei luoghi dei fotografi inviati dalle agenzie specializzate. Queste stanno subendo una fortissima concorrenza, tanto che nel caso della AFP la cifra di affari legata alla fotografia è raddoppiata negli ultimi 5 anni e cresce con un ritmo del 15-20% all'anno. 
Liberation 30.11.2001

Di nuovo in edicola Avvenimenti
Avvenimenti ritorna in edicola per essere un punto di riferimento per l'avvicinamento e l'unità di tutte le forze del centrosinistra e di tutti i cittadini che auspicano a salvaguardare il nostro Paese dai pericoli di involuzione autoritaria. Il nuovo settimanale avrà come direttore responsabile Adalberto Minucci e come direttore editoriale Diego Novelli. Ricchissimo di documentazione, ha fra le sue caratteristiche quella di proporre sotto forma di grandi inchieste le questioni cruciali del momento.
Il Sole 24 Ore.com 27.11.2001

Milano capitale dei media cerca ispirazione nel modello New York
Secondo i risultati di una ricerca commissionata da Assolombarda a Booz Allen Hamilton, Milano è l'indiscussa capitale italiana dei media proprio come New York dove (con forte concentrazione nel quartiere cosiddetto della Silicon Alley) è generato il 40% del fatturato del settore negli Usa. Questo parallelismo consente ai ricercatori di concludere che "Milano possa emulare, pur nella diversità di fatturato, dal modello americano per potenziare ulteriormente il settore." Tra le raccomandazioni per lo sviluppo "un più facile accesso ai finanziamenti, creare un circolo virtuoso tra università e aziende, sviluppare forti sinergie fra le imprese, l'accesso più comodo alla cultura." 
Il Sole 24 Ore 27.11.2001

Dov'è finita Silicon Alley?
Secondo un articolo pubblicato da Crain's New York Business Silicon alley è virtualmente scomparsa dall'orizzonte economico di New York.
Gotham Gazette 27.11.2001

Leggi l'articolo di Crain's New York Business.

Approvata la disciplina della tv digitale terrestre
La televisione digitale consentirà la moltiplicazione di canali e offerta di molteplici servizi aggiuntivi quali video on demand e informazioni aggiuntive sui programmi. L'autorità per le Comunicazioni ha approvato il regolamento che disciplina la radiodiffusione terrestre in tecnica digitale. Essa definisce la separazione dei soggetti: si farà distinzione tra fornitori di contenuti televisivi, operatori di rete (chi si occupa della parte tecnologica relativa agli impianti e alla trasmissione), e infine fornitori di servizi (accesso criptato, distribuzione di decoder, guide elettroniche ai programmi). Ciascuno dovrà chiedere, indipendentemente, un'autorizzazione al ministero delle Comunicazioni, della durata di dodici anni. Il sistema digitale sostituirà l'analogico nel 2005.
Il Sole 24 Ore.com 27.11.2001

Tagliare i cachet delle star televisive per salvare il bilancio
Meno entrate pubblicitarie e di conseguenza meno soldi per le star della tv. Lo propone Maurizio Costanzo, nella triplice veste di padrone di casa del Costanzo show, di capo della fiction di Mediaset, di produttore in proprio dei programmi suoi e di Maria De Filippi. Ma Pippo Baudo lo incalza: "Molto si potrebbe fare, invece, producendo idee nuove, senza ricorrere più ai format e ai precotti che fanno lievitare i costi."
La Stampa 26.11.2001

Pressioni sul governo inglese per norme meno severe sulla proprietà dei mezzi di informazione
Le strette regole vigenti nel Regno unito, che erano già state allargate negli ultimi anni, sono messe in discussione dagli operatori dell'informazione che vorrebbero minori vincoli nei proprietà dei sistemi di comunicazione. In particolare è messa in discussione la regola che non permette il possesso di più di una rete televisiva, e quelle che sono di ostacolo al possesso da parte di uno stesso operatore di media differenti. Quest'ultima regola rischia di essere un ostacolo allo sviluppo delle potenzialità di integrazione - ad esempio tra tv, Internet e telefonia cellulare - offerte dalle nuove tecnologie.
BBC News 26.11.2001

A Siena un convegno per sancire la seconda giovinezza della radio
"In Italia il sistema radiofonico è assai diverso dal saturo e stagnante duopolio televisivo (Rai-Mediaset), grazie ad una vivace pluralità di emittenti e di gruppi editoriali, nazionali e locali che insieme alla radio pubblica della Rai coprono una grande varietà di formati musicali, d’intrattenimento, informativi e culturali, hanno un consolidato rapporto con il pubblico, offrono lavori qualificati." Forse è per questo che Fininvest, attraverso la controllata Mondadori, è entrata "per la prima volta nel settore radiofonico spendendo oltre 100 miliardi per il biglietto d’accesso."
Il Messaggero 25.11.2001

Picador condannata per aver cambiato il testo e la punteggiatura dell'Ulisse di Joyce
Nella Reader's Edition del 1997 pubblicata da Picador, con l'editing di Danis Rose, sono presenti 250 parole, che non comparivano nella prima edizione, e la punteggiatura è stata semplificata. La casa editrice è stata condannata per violazione del diritto d'autore e, se la sentenza sarà confermata in appello, dovrà ritirare dal commercio 1.000 copie del libro.
Independent 23.11.2001

Franca Ciampi, moglie del Presidente della Repubblica, invita a leggere e a non "guardare quella deficiente della televisione"
Commenta Aldo Grasso: "Deficiente significa essere mancante di qualcosa, e i requisiti che mancano alla nostra tv per farne una vera tv sono tanti.
Da tempo, ad esempio, le manca l’orgoglio del proprio lavoro, il senso di una direzione, la voglia di far bene; si accontenta solo del fatturato, si gonfia di volgarità. E la volgarità non consiste nel dire parolacce, mostrare scene di violenza o esibire donnine scosciate.
La volgarità della tv è ben più sostanziale: è quella dell’audience, dell’assenza di alternative. E’ l’abuso del mezzo che è volgare, più dei messaggi. Se si ha un’idea irrispettosa del pubblico, è facile assecondarla nei suoi lati più stordenti. Per questo c’è un che di patetico, di maniacale nella deficienza televisiva.
Da ieri sera, tanto per gradire, va in onda Proposta indecente, storie di sconosciuti che pur di apparire in tv sono pronti ad accettare l’invito svergognato di Luca Barbareschi. Signora Franca, aiuto!"
Corriere della sera 21.11.2001

La nuova bozza della legge tedesca sul diritto d'autore premia  gli editori a scapito degli autori
Il problema è come dividersi la torta dei diritti d'autore. I contendenti sono gli editori, che chiedono di incassare a remunerazione dal rischio di impresa i guadagni che possono derivare dall'inaspettato successo di un libro, e gli autori, che chiedono di poter rinegoziare i propri contratti qualora ciò avvenisse. La bozza presentata in novembre dal governo federale tedesco sembra favorire gli editori a scapito degli autori, ribaltando la situazione quale era stata definita nella proposta presentata in giugno.
Frankfurter Allgemeine Zeitung 21.11.2001

Calmann-Lévy e Stock si fondono
Sotto lo sguardo compiaciuto di Hachette che ha una partecipazione in entrambe, le due antiche case editrici parigine - Calmann-Lévy è stata fondata nel 1836 e Stock nel 1708 - si fonderanno a febbraio. Esse hanno un catalogo complementare: mentre la prima ha in portafoglio molti best seller polizieschi e varia, la seconda è forte di molti titoli di letteratura francese. Per il 2002 è prevista l'uscita di 170 nuovi titoli e un fatturato di  180 milioni di franchi (53 miliardi di lire). Attualmente le due case editrici fatturano 75 milioni - Stock - e 110 milioni di franchi - Calmann-Lévy.
Liberation 20.11.2001

Titanic in tv in due puntate: la questione finisce davanti al Consiglio di stato
Il canale televisivo francese TF1, in procinto di trasmettere questa sera Titanic, è stata portata in tribunale dall'associazione ARP - Auteurs réalisateurs producteurs. TF1, a causa della lunghezza del film, ha programmato la diffusione della pellicola in due serate consecutive. L'ARP chiede la trasmissione integrale in nome del rispetto dell'opera imposto dalla legge.
Liberation 19.11.2001

Il Prix Möbius si trasferisce in Cina
Creato nove anni fa da Ghislaine Azémard, il Möbius, dedicato alle realizzazioni multimediali fruibili su Internet, CD-Rom o DVD, premia le migliori produzioni culturali o scientifiche privilegiando l'aspetto transculturale e la qualità della realizzazione, piuttosto che il lato commerciale.  Azémard spiega le ragioni della scelta di Pechino per l'edizione 2001: " In 10 anni di cooperazione ho visto l'emergere dell'editoria multimediale cinese e l'evolversi del quartiere di Zhongguangcun, a nord di Pechino, l'equivalente di Silicon Valley. I cinesi si sono liberati dall'immagine di paese in via di sviluppo e si sono riposizionati a livello mondiale. In tutto questo, si colloca l'interculturalità propria del Möbius, che rifiuta una visione occidentale del multimedia."
Liberation 16.11.2001

I corridori che stanno recuperando lo svantaggio di essere partiti in ritardo
Le storie di Persy Zhang, 33 anni, alla testa di d'Objectif Software, e di Hu Jie, direttore del settore artistico della Scuola di tipografia di Pechino, di Xi Chun-yan, direttrice delle edizioni elettroniche della università scientifica Tsinghua. Essi sono tra le punte avanzate dell'editoria multimediale cinese che, in ritardo di sviluppo rispetto all'Occidente, al Giappone e alla stessa Corea, sta recuperando rapidamente lo svantaggio iniziale e ha trovato nel Möbius una occasione di mettersi in vetrina.
Liberation 16.11.2001

Il sito del Prix Möbius.

Giuseppe Laterza lancia Presídi per i libri progetto di promozione della lettura
In 25 anni la percentuale degli italiani che leggono almeno un libro all'anno è passata dal 32,3 al 38,6. In termini assoluti, il numero dei lettori rispetto al 1995 s'è ridotto da 23,5 milioni a meno di 21. 
Per contrastare questa tendenza, Laterza lancia una iniziativa che usa il passa parola per promuovere i libri. Spiega: "Presídi per i libri prevede un livello di base, i cittadini che fanno, propongono; e uno centrale, formato dagli editori che li sostengono, coordinano lo scambio di esperienze, danno loro visibilità. Un'associazione capillare, che lavora non occasionalmente su realtà concrete." 
Al progetto hanno aderito una trentina di editori tra cui Mondadori e RCS, le associazioni degli editori, dei librai e dei bibliotecari. 
Corriere della sera 15.11.2001

I dati sulla lettura tratti dall’Indagine multiscopo sulle famiglie realizzata dall'Istat nel novembre 2000
ci sono sì delle ottime forchette - il 12,1% di forti o fortissimi lettori che non si fanno mancare almeno un libro al mese -, ma purtroppo ci sono anche inappetenti a non finire - il 61,4% degli italiani con più di 6 anni non ha letto nemmeno un libro negli ultimi dodici mesi. Per restare nell’immagine culinaria, direi che, in fatto di libri, siamo quasi tornati alla dieta strettissima del 1988. Quelli che leggono si concentrano - anche come quantità di libri letti - nelle aree settentrionali (circa il 47%) e centrali (40,7%). Niente di nuovo sotto il sole per l’Italia meridionale (26,9%) e le isole (30,3%).
Corriere della sera 15.11.2001

Il comico alla televisione del bel tempo che fu
"Un, due, tre nacque nel '54, l'anno stesso della nascita della tv, e durò sei stagioni, fino al '59: 77 puntate in tutto d'un'ora e un quarto l'una in prima serata, prima il giovedì e poi la domenica, naturalmente in bianco e nero e tutte in diretta perché non c'era ancora l'ampex per la registrazione. Una diretta che spesso mandava all'aria il clima un po' sussiegoso e pedagogico del palinsesto. Vianello racconta nel libro come nascevano gli sketch del primo anno, quando non c'erano ancora gli autori dei testi: Vianello prendeva il venerdì sera a Roma il vagone letto per Milano e durante la notte raccontava a Tognazzi, salito a Napoli dov'era impegnato in teatro, quel che aveva visto alla tv. Tutto qua. Due monelli. Meno male. Vianello aveva la tv, Tognazzi no." Un libro con videocassetta curato da Roberto Buffagni ripercorre le vicende dalla trasmissione.
La Stampa 13.11.2001

Raimondo Vianello perché ebbe tanto successo Un, due, tre?
"Perché eravamo i primi a fare le parodie. Fu un'idea mia. Portammo in tv il teatro di rivista, che contiene in nuce tutto lo spettacolo leggero degli ultimi cinquant'anni." Che Italia era quella di Un, due, tre? "Ricordo la censura. Appena finimmo lo sketch su Gronchi, trovammo subito in camerino una busta azzurra della Rai: "Restate in attesa di provvedimenti", c'era scritto. E delle successive e ultime quattro puntate dovemmo registrare l'audio delle prove: i censori volevano ascoltarci. Ugo e io allora ci divertivamo a dire parolacce, battute contro il clero e le istituzioni. I censori si infuriavano."
La Stampa 13.11.2001

Sono sempre i migliori che se ne vanno
Fuga dei comici dalla tv in chiaro verso la pay-tv. Grillo è andato su Tele + con una summa strepitosa del suo tour estivo. Paolo Rossi è andato in onda con uno spettacolo ricolmo di sapide battute sul premier in carica. Ma anche - se il progetto andrà in porto - per Daniele Luttazzi. E tra poco avremo anche un Roberto Benigni impegnato nelle Letture dantesche. Un inno alla qualità. Sono tutti aspetti che fanno a pugni con la tv generalista, che si trastulla con macchiette di regime e umorismo di lega bassissima.
La Repubblica 13.11.2001

Michel Houellebecq dal vero: ritratto di un autore controverso
Ritratto in 19 pillole del controverso autore di Plateforme, romanzo che prende spunto dal turismo sessuale in estremo oriente per arrivare a posizioni anti islamiche. 
Liberation 9.11.2001

Leggi la raccolta degli articoli precedenti su Michel Houellebecq e su Plateforme.

A Christophe Donner per L’Empire de la morale il Prix de Flore
Il romanzo prosegue il racconto autobiografico della saga familiare - padre comunista, madre psicoanalista - mettendo sulla carta la rabbia di un adolescente ribelle. Per il suo romanzo, Donner ha avuto sette voti su tredici alla prima votazione.
Le Figaro 9.11.2001

Il sito dello storico - fu aperto nel 1887 - Café de Flore a Saint-Germain-Des-Prés, Parigi, nel quale potete leggere la pagina dedicata alla storia del premio.

In forte calo i profitti della Disney
Calo delle entrate pubblicitarie e dei visitatori nei parchi a tema sono le cause di un caduta dei profitti del gigante dell'intrattenimento pari all'82% nei primi nove mesi del 2001 rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.
BBC News 8.11.2001

Telecom non vende La7
Il presidente Marco Tronchetti Provera ha confermato la decisione di non cedere più la tv La7, che anzi potrebbe trovare nuove opportunità con l'avvento del digitale.
Il Sole 24 Ore 8.11.2001

Tv digitale, pronte le regole
"Uno dei problemi più delicati affrontati dal regolamento è quello dell'accesso dei fornitori indipendenti alle frequenze dell'operatore di rete. Tale rapporto si dovrà basare sulla negoziazione commerciale, i cui risultati dovranno essere comunicati preventivamente all'Autorità. In caso di risorse insufficienti rispetto alle domande di accesso, si dovrà garantire equità e parità di trattamento. Ciascun fornitore di contenuti, in ogni caso, non potrà avere più del 20% dei programmi complessivi: la norma antitrust della Maccanico varrà anche nell'era digitale."
Il Sole 24 Ore 8.11.2001

RadioRai fa il pieno di ascolti
Secondo le rilevazione Audiradio che ha preso in considerazione il periodo dal 15 settembre al 26 ottobre, tutti i canali del servizio pubblico sono in forte progresso sia rispetto all'autunno 2000, sia alla scorsa primavera. RadioUno in particolare ha registrato un grandissimo miglioramento con l´aumento di quasi un milione di ascoltatori rispetto al precedente rilevamento.
La Stampa 8.11.2001

Il conflitto di interessi di Michael Bloomberg, nuovo sindaco di New York
Michael Bloomberg è proprietario del 72% di Bloomberg News., una società che si occupa di informazione finanziaria. Gli osservatori si interrogano sulla compatibilità della sua posizione pubblica con il suo impegno imprenditoriale.
Washington Post 8.11.2001 

Consigli per la lettura dagli editori spagnoli
La Spagna, uno dei paesi che edita più libri al mondo, ha uno tra i più bassi indici di lettura in Europa: i lettori sono solo il 58% della popolazione sopra i 14 anni. Per ovviare a questa situazione, gli editori spagnoli lanciano il Servicio de Orientación al Lector, il cui scopo è di avvicinare al libro i potenziali lettori: il servizio, che funzionerà attraverso Internet, telefono e posta, sulla base delle richieste consiglierà loro i libri che potrebbero interessarli .
El Pais 6.11.2001

Jean-Christophe Rufin vince il premio Goncourt con Rouge Brésil
Pioniere di Médecins sans frontières, Rufin ha ottenuto al sesto scrutinio cinque voti contro i quattro a Marc Lambron per Etrangers dans la nuit. Alla qualità letteraria, così come agli equilibri interni al pianeta dell'editoria, sono state preferite le virtù corroboranti del feuilleton.
Liberation 6.11.2001

Ascolti tv in calo pubblicitari furibondi
I grandi sponsor pubblicitari della tv sono preoccupati. La stagione non sta andando bene. Secondo l´Auditel i telespettatori sono crollati di un milione-un milione e mezzo. Una vera e propria debacle per chi ha scelto la tv come canale pubblicitario privilegiato. La rivista specializzata Marketing e tv ha promosso un sondaggio tra cento operatori. La condanna è durissima: per il 78% i conduttori dovrebbero pagare di persona rinunciando a emolumenti e diritti d'autore. Per il 95% chi fa flop dovrebbe astenersi almeno per un anno dall'andare in video in quanto un'immagine bruciata con un insuccesso, condiziona negativamente il trend di una rete e di un gruppo televisivo. Per il 66% le reti televisive dovrebbero tenere conto dei soldi che le aziende hanno perso pianificando in trasmissioni che non hanno raggiunto gli obiettivi d'ascolto. Addirittura per il 43% i divi sotto accusa dovrebbero rinunciare a fare pubblicità per qualsiasi prodotto dato che la loro immagine è appannata dagli insuccessi.
La Stampa 5.11.2001

Meno pubblico davanti al televisore
"Guai se qualcuno lo fa notare, ma questa stagione televisiva è un mezzo sfacelo. Non funzionano i programmi destinati ai grandi ascolti, nemmeno uno. Produzioni solidissime fino a pochi mesi fa sono regredite di netto. L'intrattenimento da prima serata è in crisi e nessuno ha un'idea decente per sollevarsi. Tutto quanto va in onda è stato pensato in altri tempi, in cui ha prosperato una generazione di autori e dirigenti convinta di potersi permettere tutto."
La Repubblica 3.11.2001

The West Wing e The Sopranos fanno il pieno al Grammy TV Awards
The West Wing racconta le tribolazioni di un immaginario presidente degli USA, mentre The Sopranos narra le vicissitudini di una famiglia di mafiosi italo-americani.
BBC News 5.11.2001

Lo Zecchino d'oro si avvia verso la salvezza
La trasmissione televisiva più popolare dei bambini aveva rischiato quest'anno di saltare per la mancanza di un accordo tra la Rai e l'Antoniano di Bologna. Il probabile esito positivo della trattativa non toglie a Cino Tortorella, ideatore e presentatore storico del programma, l'amarezza per come viene trattata dalla Rai la tv dei ragazzi: "È una vergogna - dice - non gliene frega niente a nessuno. Dicono che non fa audience ma primo non è vero e secondo la Rai dovrebbe puntare ad altri valori, specialmente per i ragazzi. Se si pensa che un adolescente in tv il pomeriggio deve districarsi tra la D'Eusanio e la De Filippi viene da piangere."
Il Messaggero 4.11.2001

Tronchetti Provera congela la vendita di La7
Il motivo è semplice. Finché resta in piedi la causa intentata da Vittorio Cecchi Gori il valore della ex Tmc è molto aleatorio e il bene quasi invendibile. Telecom avrebbe dovuto garantire il compratore su un rischio futuro difficile da quantificare. Gli avvocati delle diverse parti che hanno studiato il problema hanno vivamente sconsigliato i loro clienti di procedere in mancanza di chiarezza sul caso Cecchi Gori. Il numero uno di Telecom e di Seat ha fatto due conti, soprattutto sotto il profilo della convenienza economica, e ha deciso che l'ex Tmc per il momento sta bene dove sta.
La Repubblica 2.11.2001

 

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