Media ed editoria

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  Ottobre 01

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Fusione Echostar e DirecTv: la nuova società controlla il 90% del mercato USA della tv satellitare
Echostar ha acquistato per 25,8 miliardi di dollari tra contanti a azioni (circa 28,6 miliardi di euro) dalla General Motors la Hughes Electronics che controlla DirecTv. Questa ha un portafoglio di 10,3 milioni di utenti televisivi. La fusione porterà alla nascita di un colosso con 16,7 milioni di abbonati, una cifra pari al 90% del mercato delle trasmissioni via satellite negli Stati Uniti e al 17% del mercato delle pay-tv. L'operazione ha suscitato  l'opposizione del mondo politico e ci si aspetta che incontri l'ostilità delle autorità antitrust. 
Il Sole 24 ore 30.10.2001

Il contratto per la vendita di RaiWay non è equo
Secondo il ministro Gasparri, il contratto per la cessione del 49% di EaiWay a Crown Castle contiene condizioni sfavorevoli alla emittente pubblica italiana. Di conseguenza egli ha dati il suo parere negativo. Nell'articolo una intervista al ministro.
La Stampa 29.10.2001

"RaiWay non si vende, è strategica"
Dal ministro Maurizio Gasparri, arriva il no alla cessione da parte della Rai del 49% di RaiWay all'americana Crown Castle. Per il presidente della Rai Zaccaria "si reca un danno gravissimo all'azienda." L'Ulivo insorge perché l'atto favorirebbe la Fininvest di Silvio Berlusconi e si appella a Ciampi: "È conflitto di interessi."
Il Sole 24 Ore 27.10.2001

Giornali a pagamento su Internet
Avanza in Francia l'idea di far pagare l'informazione contenuta nei siti dei giornali. Sull'esempio del Wall Street Journal, che vanta più di 600.000 abbonati, anche Liberation e Le Monde stanno pensando di creare importanti sezioni dei loro siti accessibili solo dopo aver pagato una quota di abbonamento.
Liberation 24.10.2001

Pochi padroni ma offerta differenziata
Michael Powell, presidente della Federal Communications Commission, commentando durante un meeting della Hollywood Radio and Television Society il processo di concentrazione della proprietà delle televisioni, ha sostenuto che i monopoli non sono poi una cosa così negativa. Guardando la cosa dal punto di vista del consumatore, ha detto, l'offerta televisiva non è mai stata così differenziata come nel 2001: di conseguenza, a suo parere, le leggi che limitano i privilegi dei giganti dei media non sembrano più adatte ai tempi, tanto che il governo deve dimostrare di avere delle buone ragioni per mantenerle. La FCC chiede, dunque, l'eliminazione degli impedimenti legali che non consentono alle corporation straniere di possedere dei network negli USA, regola che finora ha impedito a Sony, Matsushita e Seagram dal comperare un network - sebbene l'australiana News Corp. di Rupert Murdoch ha trovato il modo di aggirare l'ostacolo -, e l'eliminazione di ogni limite al numero di stazioni che una società può possedere.
Los Angeles Times 24.10.2001

Giù i canali generalisti, su le emittenti satellitari e le regionali
Ogni giorno in Italia gran parte della popolazione accende il televisore e vi dedica oltre quattro ore. In queste prime tre settimane di ottobre la quota di popolazione che ha consumato Tv si è fermata all'81,5%, contro l'82,5% dello scorso periodo omogeneo, e la permanenza davanti al video è scesa di cinque minuti. Il risultato di questo doppio decremento determina quella diminuzione dell'ascolto medio di oltre un milione di persone sia in prima serata che nella fascia preserale. A ridurre il consumo di televisione sono sia gli uomini che le donne e queste più degli altri.
Il Sole 24 Ore 23.10.2001

Pesanti tasse sui programmi tv USA trasmessi in America Latina
La Motion Picture Association of America e la Television Association of Programmers protestano per la tassazione che minaccia di limitare l'espansione del prodotto USA sul mercato sud-americano, valutato in 240 milioni di dollari (480 miliardi di lire). I proventi della tassa servirà a sostenere la produzione nazionale. Il paese più problematico è il Brasile, dove il costo dei canali a pagamento che diffondono programmi USA è destinato ad aumentare considerevolmente.
The Hollywood Reporter 23.10.2001

Leo Kirch si sta giocando il suo impero
Il profondo rosso (9 miliardi euro) previsto per il 2001 nei conti del magnate tedesco dei media non sembra poter trovare sollievo dalle prospettive future del mercato televisivo. L'andamento del mercato pubblicitario - previsto in declino del 2-3% - non permetterà alcun rientro dal debito. Difficile anche la situazione per quanto riguarda i canali a pagamento, saldamente controllati dal suo concorrente-alleato Rupert Murdoch, che possiede il 22% della società Kirch Pay TV e ha in mano un contratto secondo il quale nel 2002 potrà ritirarsi dall'avventura recuperando i 2,21 miliardi di euro investiti. Se questo succedesse, sarebbe la bancarotta per il gruppo. Nel frattempo, i grandi network europei - TF1 , M6 e RTL - stanno alla finestra in attesa che fallisca per poter comperare i diritti attualmente nelle mani di Kirk.
Liberation 22.10.2001

L'e-book non decolla, gli editori sorridono rassicurati
Gian Arturo Ferrari, direttore generale della Mondadori, lo chiama il Grande Equivoco. "Pensavamo che la rivoluzione fosse una questione di pochi anni, ma così non è stato. Pensavamo di guadagnare molti soldi, e i soldi sono arrivati ben pochi. Pensavamo che noi editori potessimo produrre il misterioso content, quel fondamentale contenuto che è il pilastro della rete, ma poi abbiamo capito che in realtà il content sono gli elenchi telefonici o gli orari ferroviari, non La fenomenologia dello Spirito di Hegel. L'unica prospettiva sicura dell'editoria digitale è il print on demand, la stampa su richiesta: "In questo modo il lettore può avere il libro che desidera, si scavalca l'annoso problema delle fotocopie e tornano in circolazione opere importanti del catalogo storico."
La Repubblica 21.10.2001

Migliorano le vendite di libri
A giudicare dai dati di vendita, sia in libreria (dal 3 al 5% in più) sia via Internet (16-17%) si registra un aumento abbastanza consistente nella richiesta di libri. Naturalmente, molti di questi titoli sono legati all'attualità (Bin Laden, terrorismo, Islam, Corano, Afghanistan, ecc.), ma si avverte in generale la voglia di conoscere e approfondire tutto quello che serve meglio a capire dove va il mondo.
Corriere della sera 18.10.2001

Chiude in sordina la Fiera di Francoforte
Senza un vero big book, la Buchmesse 2001 è trascorsa caratterizzata di trattative sottotono.
Le Monde 17.10.2001

La velocissima espansione del DVD
La diffusione dei lettori di DVD sul mercato americano è 10 volte più rapida di quella dei videoregistratori VHS. Era dai tempi della tv bianco e nero che non si vedeva un fenomeno di mercato di questa portata. Questi dati non tengono conto della presenza sul mercato delle console di gioco - 4,5 milioni di Sony Play Station 2 e e 1 milione di Microsoft Xbox che si prevede saranno vendute a Natale - che possono leggere DVD.
Chicago Tribune 14.10.2001

A V.S. Naipaul il Nobel per la letteratura
Dopo aver fatto una lunga anticamera, lo scrittore V.S. Naipaul, inglese ma nato a Trinidad, ha vinto il premio Nobel per la letteratura.
The New York Times 11.10.2001 (*)

"Uno svedese disperato vuole parlarti"
Solo con questa richiesta la consorte di V.S Naipaul è riuscita a scuotere suo marito dalla sua imperturbabile calma. La sua prima domanda al presidente della Accademia di Svezia, che gli comunicava l'assegnazione del Nobel per la letteratura, è stata per accertarsi se la chiamata non fosse uno scherzo. Non lo era. Naipaul è un uomo che ama essere lasciato in pace. Schieratosi contro il fondamentalismo islamico che ha raccontato viaggiando attraverso i paesi musulmani non-arabi - Indonesia, Iran, Pakistan and Malaysia - ha passato la sua vita cercando di far quadrare la cultura ancestrale delle sue origini indiane, con quella del suo luogo di nascita - Trinidad -  e quella dell'Inghilterra, sua patria di elezione.
The New York Times 11.10.2001 (*)

Europei lettori autarchici
Secondo una indagine commissionata dall'editore Laterza, la quasi totalità dei saggi più veduti nei paesi europei e negli USA è scritta da autori nazionali. Nel settore della letteratura, lo scambio tra letterature in lingue differenti è invece maggiore. Gli editori mettono sotto accusa li contributo statale alle traduzioni dei libri italiani, scarso e che  paradossalmente favorisce la traduzione dall'italiano a lingue deboli e non a lingue con un alto numero di lettori e grande mercato come inglese, spagnolo e francese.
Corriere della sera 10.10.2001

I dati dell'indagine dal sito di Laterza.

Un milione di copie di libri al macero ogni mese in Inghilterra
BBC News 10.10.2001

6.500 espositori di 105 paesi presentano le loro novità nell'atmosfera incerta della Fiera di Francoforte
Il futuro della stampa e l'e-book sono passati in secondo piano ieri alla conferenza di presentazione della Buchmesse, dove i commenti sulla situazione internazionale e le misure di sicurezza adottate l'hanno fatta da padrone. Ha detto Lorenzo A. Rudolf, presidente della Fiera: "L'attacco non è stato solo contro un edificio e i suoi occupanti, ma anche contro un intero sistema di valori al quale partecipa la Fiera di Francoforte." Sul piano delle vendite, i libri sull'Islam stanno tenendo banco.
El Pais 10.10.2001

Editori indipendenti tedeschi alla riscossa
Contrariamente agli USA, dove l'80% del mercato è controllato da 5 conglomerate, in Germania il 90% degli editori è indipendente. Sia sotto il profilo della redditività economica, che sotto quello delle vendite, gli editori medi stanno ottenendo risultati positivi. Sembra dunque che la ricerca della qualità e di nuovi autori paghi. L'unico problema potrebbe venire loro dalla forte concentrazione della distribuzione - il 20% delle 5.000 librerie tedesche copre l'80% delle vendite. La forza commerciale delle catene di vendita li costringe a concedere prezzi a loro sfavorevoli.
Frankfurter Allgemeine Zeitung 9.10.2001

MTV accompagna il cambiamento degli orientamenti dei giovani
Parlando il linguaggio del suo pubblico, MTV lo ha aiutato a confrontarsi con il disastro dell'11 settembre quadruplicando lo spazio per le news e prendendo decisamente posizione contro gli atteggiamenti anti-arabi. MTV è una delle maggiori  fonti di informazione per i giovani compresi tra i 12 e i 34 anni di età. Essi hanno immediatamente percepito che l'evento segnerà la loro generazione. Questo potrà cambiare il loro interessi, che finora sono stati orientati verso la moda, i divertimenti e i  media, mentre non sembrava esserci sensibilità verso la politica e la sofferenza umana. MTV sarà una termometro di questo cambiamento.
The New York Times 2.10.2001 (*)

 

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