Architettura

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Deyan Sudjic nominato direttore della Biennale di architettura
Deyan Sudjic ha 49 anni ed è nato a Londra. Per quattro anni è stato direttore del progetto Glasgow 1999 UK City of Architecture. Dal maggio 2000 è direttore di Domus Magazine ed è direttore editoriale di Blueprint . Curatore di mostre tra cui una dedicata a Norman Foster in corso presso il British Museum, collabora per l'architettura con il quotidiano The Observer. La mostra veneziana si terrà nei mesi di settembre novembre del 2002.
La Repubblica 26.10.2001

Tadao Ando vince il concorso per il museo d'arte contemporanea sull'île Seguin
Sarà l'architetto giapponese a progettare il centro per l'arte contemporanea sull'île Seguin, al centro delle ex-officine Renault a Boulogne-Billancourt. Lo ha annunciato François Pinault, azionista di controllo del gruppo Pinault-Printemps-Redoute, e principale attore con la Fondation Pinault dell'operazione che, per dimensioni ed importanza sia economica che urbanistica, è paragonabile alla costruzione del museo Guggenheim a Bilbao.
Le Monde 25.10.2001

Assegnato allo science centre Magna lo Stirling prize 2001
Il Royal Institute of British Architects ha assegnato allo science centre Magna lo Stirling prize 2001. Magna è stato ricavato trasformando una ex acciaieria a Rotherham, nello Yorkshire meridionale. Il progetto è stato messo a punto dallo studio Wilkinson Eyre ed è costato 37 milioni di sterline (111 miliardi di lire).
Guardian 22.10.2001

La presentazione del progetto dal sito dello sudio Wilkinson Eyre.

Nuovi stili e concezioni estetiche nell'architettura contemporanea
"Per coloro che sono cresciuti nella seriosità stucchevole che ha circondato il tardo Modernismo, quando gli architetti spesso vedevano sé stessi investiti da una missione sociale, l'eccesso estetizzante dell'architettura attuale può giungere come uno shock indesiderato. Dopo tutto, l'architettura è un'arte sociale. Non è solo uno spettacolo estetico; l'Architettura può essere l'espressione durevole dei nostri valori collettivi. Per contrasto, ciò che, tra l'altro, rende affascinante la moda e la sua temporaneità. Superficialità a parte, l'improvviso bagno dell'architettura nel mondo della moda e della cultura popolare può essere una benedizione sotto mentite spoglie. GEttata alle ortiche l'idea di uno stile universale, gli architetti sono più liberi che mai di esplorare le potenzialità espressive della loro arte. Jean Nouvel, Rem Koolhaas, Norman Foster, Frank Gehry, Peter Zumthor e Santiago Calatrava sono tra quelli che hanno ampliato gli orizzonti dell'architettura. Essa non è mai stata così libera."
Los Angeles Times 21.10.2001

"La torre come modello edilizio gode giustamente di pessima fama"
Lo dice Renzo Piano che prosegue: "Simbolo di tracotanza, denaro, icona fallica, sta passando di moda. L’idea però resta straordinaria: una sfida continua a raggiungere il cielo. Tra le macerie delle Twin Towers è sepolto lo spirito della città. Non si tratta di New York, ma dell’idea stessa di città come materializzazione della comunità. La parola urbano in tutte le lingue indica uno spazio ma anche un modo civile di comportarsi, stare insieme, scambiare ricordi, desideri, merci. Da qui bisogna ripartire, da dove i terroristi hanno puntato il mirino." Piano non è favorevole alla ricostruzione delle Twin Towers. "Non subito almeno. I berlinesi ci hanno messo cinquant’anni ad abituarsi ai fantasmi". Sarebbe, pensa Piano, legarsi a un modello urbanistico superato. Meglio guardare avanti, a strutture più flessibili tipo quella che ha studiato per il progetto della nuova sede del New York Times. "Per il quotidiano di New York stiamo lavorando a un grattacielo a misura umana, un gigante ridimensionato pensato per 5 mila persone anziché per 30 mila."
La Stampa 16.10.2001

Il più grande artista americano?
Per Frank O. Gehry è il momento delle celebrazioni. L'uscita di due monografie su di lui sono l'occasione per riesaminare la sua opera. 
Los Angeles Times 14.10.2001

L'architetto piace se maturo
Perché gli architetti americani devono essere così anziani prima di poter  avere un'occasione per mostrare quello che sanno fare? In Europa non è così. La differenza sta nelle politiche pubbliche. In Olanda ad esempio il governo crede che sia importante incoraggiare l'architettura innovativa.
Boston Globe 14.10.2001

Uno sguardo al passato per progettare meglio il futuro
Grazie alle leggi di salvaguardia del patrimonio architettonico, molti edifici di New York incarnano la tradizione progressista della città. Questa non è definita da uno stile o legata al gusto di un epoca. È una tradizione dialettica: una serie di argomentazioni riguardo a come dovrebbe essere la forma di una città moderna. Negli anni recenti, questa tradizione è rimasta in stallo tra modernismo e storia come se questi termini indicassero complementi di arredamento in vendita ai grandi magazzini. Vale forse la pena invece di passare in rassegna gli esempi di architettura progressiva e cercare di approfondire le questioni che essi hanno affrontato. L'articolo propone un catalogo di edifici simbolo newyorchesi.
The New York Times 5.10.2001 (*)

Guardare e non usare è una cosa da dimenticare
Gli architetti sono ossessionati dai modelli e dai concept. Perché gli edifici sono spesso fotografati vuoti? Gli utilizzatori sono visti come un ingombro che mette a prova la razionalità della struttura. Jeremy Till, professore di architettura all'università di Sheffield, propone, invece di un criterio estetico di giudizio dell'architettura, l'idea di spazio: come gli architetti e i designer consentono di usare le strutture? L'aspetto di un edificio è irrilevante. Ciò che conta è come esso è percepito.
Guardian 29.9.2001

Un pezzo di terra di immenso valore 
La domanda principale alla quale architetti, planners e residenti devono rispondere è: cosa fare di un pezzo di terra cruciale per la vita economica locale, ma che è anche diventata enormemente importante - anche in senso spirituale - per la gente di New York e nel mondo intero?
The New York Times 26.9.2001 (*)

La rinascita culturale parte dal ponte che fa l'occhiolino
Il ponte rotante che unisce le due sponde del Tyne  fa parte di un programma finanziato con un investimento di 500 milioni di sterline (1500 miliardi di lire). Esso collega Newcastle a Gateshead, l'area della città che ha puntato sulla cultura e le industrie creative per il suo rilancio. Gateshead è una delle città inglesi che concorre per essere capitale europea della cultura nel 2008.
Guardian 24.9.2001

Guarda una animazione che spiega il funzionamento del ponte che ruota per permettere il passaggio delle navi.

Il sito dei Gateshead Quays, che illustra l'ambizioso progetto culturale, e il sito dello studio di architettura Wilkinson Eyre che ha curato il progetto.

Il primo problema per ricostruire le torri gemelle  sono le fondamenta
Il problema delle fondamenta dei due edifici crollati sembra non far dormire sonni tranquilli agli ingegneri che stanno pensando alle soluzioni possibili per la loro ricostruzione. Per proteggerle dalle infiltrazioni d'acqua, le torri erano circondate da un salvagente di cemento che forse è stato danneggiato dal crollo. Al momento questa cintura di sicurezza è resa solida dalla presenza dei detriti dei due grattacieli, ma non è possibile sapere se essa sia fessurata: in questo caso l'area corre il rischio di essere allagata.
Le Monde 20.9.2001

Dall'archivio di DiArte
Forse le mura di Gerico caddero perché non avevano delle buone fondamenta
New Yorker 14.9.2001

Il pugnace Mr Larry Silverstein, proprietario delle macerie
Il World Trade Centre era stato ceduto dall'Autorità del porto di New York e New Jersey per un periodo di 99 anni a Larry Silverstein che ha pagato 3,46 miliardi di euro. La transazione è stata firmata il 25 luglio ed è stata la più cospicua mai sottoscritta a Manhattan.
Le Monde 20.9.2001

La facile assimilazione del linguaggio dell'architettura 
“I due grattacieli gemelli (…) vengono progettati da Minoru Yamasaki come allampanati fantasmi, come “happenings” teoricamente transeunti, superblocchi incerti sulla propria funzione. Il fuori scala è in questo senso funzionale a tale ambiguità, accentuata dalla struttura a pareti continue. Eppure, l’immediata “fruibilità” di simili edifici chiamati a ristrutturare il volto dei centri urbani realizza il sogno di una architettura come linguaggio comune e di facile assimilazione, intimamente connessa alle leggi della mercificazione formale e del mercato edilizio”. Così il rigore critico di M. Tafuri. Dispiace non poter avere oggi un suo lucido pensiero in merito alla tragedia ed alla distruzione di quegli edifici, dei quali aveva previsto e riportato la fortuna e la rilevanza di simboli. 
Exibart 19.9.2001

Cemento armato o acciaio per la costruzione dei grattacieli?
Si apre il dibattito sulle tecniche di costruzione dei grattacieli e sulle norme di sicurezza che li vincolano. Il crollo delle torri è stato dovuto solo in parte all'effetto leva dovuto all'urto degli arerei, che ha scardinato la base delle strutture metalliche, molto rigide, che costituivano l'armatura degli edifici. Il resto lo ha fatto il calore dell'incendio che ha provocato un indebolimento della struttura di acciaio. Questo perde gran parte della sua resistenza già a 450 °C e fonde a 1.400. Il probabile raggiungimento di queste temperature ha causato il cedimento della struttura portante con il conseguente crollo a fisarmonica, partendo dai piani superiori che sono caduti via via sempre più velocemente sopra gli inferiori. Se la struttura fosse stata di cemento, secondo la scuola francese, il crollo sarebbe stato ugualmente inevitabile perché neanche questo materiale è in grado di mantenere la propria capacità portante alla prova del fuoco.
Le Monde 14.9.2001

Distruggere gli edifici-simbolo: una tradizione antica
La strategia che sta dietro l'attacco alle torri gemelle di Manhattan e al Pentagono non è una novità: la distruzione degli edifici simbolo di una civiltà e del suo potere è una operazione che vanta una consolidata tradizione storica. L'architettura è una testimonianza del passato. Gli edifici - le loro forme, i loro materiali, le loro texture e i loro spazi - rappresentano la cultura nella sua forma fisica più persuasiva. Un paragone adatto per comprendere il significato della distruzione del World Trade Center è il bombardamento da parte dei Croati del Stari Most di Mostar, il piccolo ponte, ugualmente amato da cattolici e musilmani, costruito in epoca ottomana per unire le sponde del fiume Neretva. Ilponte rappresentava più che un collegamento fisico, l'unione simbolica tra le due comunità
Washington Post 13.9.2001

Ricostruire le Twin Towers?
Appena crollate, già si pensa che cosa fare al loro posto. I grattacieli sono più di un  edificio. Essi sono simboli della città, di modernità e di progresso. Ma anche facili obiettivi dei terroristi.
Financial Times 13.9.2001

Forse le mura di Gerico caddero perché non avevano delle buone fondamenta
The biggest foundation è apparso nel New Yorker del 4.11.1972, In esso  quale si racconta la costruzione del World Trade Center a partire dal collaudo delle fondamenta del World Trade Center, la cui profondità è superiore a quella di tutte quelle degli edifici di Manhattan. Lo scavo - profondo da 60 a 100 piedi - da 18 a 30 metri circa, contro i 9 - 12 metri di un grattacielo normale -  A causa dello spostamento della linea di costa dell'isola, la costruzione delle fondamenta è un viaggio archeologico nella storia della città, attraverso strati di detriti e reperti che si sono accumulati nei secoli, prima di raggiungere il Manhattan Schist, la solida roccia sulla quale poggiano i grattacieli di New York.
New Yorker 14.9.2001

A Belfast si ricomincia dall'architettura
In una delle città più colpite dal conflitto nordirlandese si sta assistendo ad una rinascita dell'architettura, in particolare nella ricerca estetica degli interni. Il caso del bar Tatu,  disegnato dal gruppo di architetti riuniti nello studio Box, diventato ben presto il più frequentato ritrovo della città.
Sunday Times 9.9.2001

Il Barbican Centre riconosciuto bene culturale
Il labirinto di edifici che costituiscono il Barbican Centre nella City londinese ha avuto lo stato di listed, vale a dire che ora è un edificio protetto da English Heritage, il  corrispondente inglese dell'italiana Soprintendenza ai beni architettonici. Al momento della sua costruzione, l'architettura dell'edificio aveva suscitato molte reazioni negative.
Independent 6.9.2001

 

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