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  15.7.02 - 21.7.02

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  Arti

David Thomson è l’acquirente del Rubens da  79 milioni di euro, che potrà dedurre dalle tasse
È l'editore canadese David Thomson il nuovo proprietario della Strage degli innocenti, acquistata all'asta per 79 milioni di euro, un prezzo che ha segnato un nuovo record tra le opere d'arte.
La destinazione dell'opera potrebbe essere la National Gallery dell'Ontario: la legge canadese prevede infatti che il prezzo pagato per l'acquisto di un'opera d'arte può essere dedotto dalle tasse se viene esposta per almeno cinque anni al pubblico.
La Repubblica of the Arts 18.7.2002

Largo ai giovani
I Young British Artist non sono più giovani, ormai. Quale sarà dunque la prossima tendenza? Early One Morning, la mostra di scultori ora in corso alla Whitechapel Gallery di Londra, offre la possibilità di valutare e apprezzare le opere di cinque giovani artisti di talento. Tra di loro, il più dotato sembra essere Gary Webb.
Telegraph 17.7.2002

Crollano i visitatori delle mostre italiane
Secondo una classifica delle mostre d’arte per visitatori stilata da Kataweb KwArt, nei primi sei mesi del 2002 c'è stato un tracollo dei visitatori delle mostre d'arte: da 4.671.214 visitatori a 3.086.763, con un calo del 34%.
La Repubblica of the Arts 15.7.2002 

 

  Spettacolo

Ifigenia in Aulide aprirà la stagione 2002-2003 della Scala al Teatro degli Arcimboldi
Apre con l'opera di Gluck il 7 dicembre 2002 la stagione della Scala, per la prima volta presso la sede provvisoria del Teatro degli Arcimboldi. Ha commentato il direttore artistico Riccardo Muti: "Apriamo con un capolavoro di Gluck amato e diretto anche da Wagner perché non intendiamo l’Arcimboldi solo come teatro popolare. Spero, data la vastità della sala, che ci sia meno spazio per mondanità e vestiti. Sogno di vedere entrare il pubblico in modo semplice, a meditare sulla musica."
Corriere della sera 19.7.2002

In Francia i lavoratori precari dello spettacolo protestano per l'aumento dei contributi
Il malcontento serpeggia tra i lavoratori dello spettacolo tutte le volte che il regime delle indennità di disoccupazione viene toccato.
Questa volta la loro protesta è causata dal previsto raddoppio dei contributi sociali a loro carico, provvedimento resosi necessario a causa del defict cronico del fondo destinato a assicurare il sussidio di disoccupazione che viene devoluto ai lavoratori dello spettacolo che non hanno lavoro per tutto l'anno.
Le Monde 18.7.2002

Ridurre l'IVA sui CD perché la musica è un bene di prima necessità
Il presidente Jacques Chirac lo aveva promesso in campagna elettorale: ridurre l'IVA sui CD dal 19,6% al 5,5%, equiparandola a quella sui libri. Mai una promessa è stata  altrettanto reiterata.
Tutti vogliono questa riduzione, in particolare i produttori, soprattutto quelli indipendenti. Secondo Philippe Kern, responsabile di Independent Music Companies Association (Impala) che raggruppa 1.500 etichette, la musica deve essere considerata come un bene di prima necessità, perché è la pratica culturale più importante degli europei - il 61,3% la ascolta quotidianamente - e la riduzione dell'IVA favorirebbe in particolare i giovani tra 15 e 24 anni, che sono i più forti acquirenti
La cosa è al momento all'esame della Unione europea. La decisine ultima spetterà ai 15 ministri incaricati della partita. Al momento l'IVA sui CD varia dal 25% della Danimarca - dove finanzia il sistema dell'assistenza sociale: non per nulla questo paese è contrario alla sua riduzione - e il 16% della Germania e della Spagna.
Le Monde 18.7.2002

Niente riduzione dell'IVA sui CD
Non è stata approvata alla Camera la parte della mozione dell’opposizione che prevede una riduzione dell’Iva sui cd, dal 20% al 4%, nella prossima Finanziaria. Il provvedimento aveva lo scopo di diminuire il prezzo dei CD per  combatterne la pirateria.
Corriere della sera 17.7.2002

English National Opera nei guai
La confusione è grande sotto il tetto della English National Opera i Londra. Il direttore Nocholas Payne ha dato le dimissione e il management è in perenne lite: ne risultano iniziative scoordinate e programmi lacunosi.
Telegraph 17.7.2002

Le difficoltà del mercato di musica classica dovute a superproduzione?
Sebbene i compratori potenziali di album di musica classica siano in aumento, le vendite sono in calo da 4 anni e non accennano a salire. Proprio mentre  Baby Boomer nati negli anni '50, una categoria di consumatori particolarmente influente, stanno raggiungendo l'età nella quale potrebbero apprezzare maggiormente dal 1999 al 2000, le vendite di CD di classica sono calate da 17, a 16 milioni, sebbene i CD venduti globalmente negli USA siano aumentati da 745 milioni a 763 milioni di pezzi.
Tra le cause di questa situazione, la enorme quantità di titoli concorrenti presenti sul mercato - in circa 25 anni i titoli in vendita sono aumentati di 8 volte -, il fatto che l'uscita delle novità non sia in connessione con l'esibizione pubblica degli artisti nelle sale da concerto, la diminuzione dello spazio riservato alla classica nei negozi.
In questo panorama di difficoltà, la Harmonia Mundi e la Naxos sono tra le etichette che hanno significativamente incrementato le vendite, adottando soluzioni creative.
La prima ha puntato sulle performance dal vivo dei suoi artisti per lanciare le vendite, riducendo contemporaneamente i titoli in catalogo. La seconda ha non solo razionalizzato il proprio assortimento, eliminando le esecuzioni doppie,  ma, soprattutto, ha puntato su ensemble meno conosciuti ai quali paga un onorario ridotto. La conseguente diminuzione delle spese le consente di vendere il prodotto ad un prezzo molto vantaggioso.
San Francisco Gate 15.7.2002

Leggi anche:

Sempre meno classica alla radio
San Francisco Gate 15.7.2002

Sale da concerto piene ma negozi vuoti
San Francisco Gate 15.7.2002

 

  Cinema

Locarno Film Festival: da festival specializzato a festival generalista
Pur non perdendo la sua vocazione originaria, Locarno si avvicina maggiormente agli indirizzi dei grandi incontri di cinema a Cannes e Venezia.
A testimoniare l'antica vocazione alla ricerca di nuovi talenti, rimane il fatto che ben 12 dei 22 titoli in gara sono opere prime o seconde.
La Stampa 19.7.2002

 

  Politiche culturali

Via gli stranieri dal Consiglio Scientifico dell'Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani
Il rinnovo dell'organo che ha il compito di dare la linea editoriale dell'Istituto ha visto l'ingresso di Marcello Pera, presidente del Senato, Paolo Mieli, direttore di RCS, dell’accademico dei Lincei Antonio Giuliano, degli storici Girolamo Arnaldi e Pietro Scoppola, del direttore generale dei Beni Librari Francesco Sicilia, del senatore di AN Domenico Fisichella, del direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa Salvatore Settis, di Nino Dazzi, Luciano Canfora, Giuseppe Galasso, Paolo Galluzzi, Carlo Jean e Bruno Forte.
Non saranno più presenti: Miguel Angel Garrido Gallardo, Bronislaw Geremek, Geoffrey Lloyd, Dominique Ponnau, Paul Poupard, Jacques Revel e Peter Stein, oltre allo scomparso.Hans-George Gadamer.
Il Messaggero 18.7.2002

Più privato meno stato
Più qualità e più privati negli Enti lirici. È la richiesta del ministro della cultura Giugliano Urbani che ha aggiunto: Più del 50% del Fondo unico per lo spettacolo - oltre 500 miliardi di vecchie lire - è per la lirica ma il criterio della spesa storica non è più accettabile.
Corriere della sera 18.7.2002

 

  Beni culturali

C'è del marcio in Brianza
"Nessun’altra nobile residenza al mondo sta male quanto la Villa Reale di Monza, il capolavoro di Giuseppe Piermarini (1743-1808)"
Una storia infinita di disastri e incuria culminata con i danni causati dai temporali dei giorni scorsi. Come se non bastasse, dei 12.000 oggetti che essa conteneva, solo 500 sono sfuggiti al saccheggio.
Il Messaggero 17.7.2002

Diritto di cronaca
In giugno, The Art Newspaper ha pubblicato un articolo riguardo alle distruzioni dei beni culturali causate dall'esercito israeliano nei territori palestinesi.
La cosa ha suscitato una ondata di critiche che ha trovato spazio nel sito web del giornale. La grande maggioranza dei messaggi ha accusato il giornale di antisemitismo e di strumentalizzare la notizia per attaccare Israele, nonostante fosse dichiarato che le informazioni provenissero dall'Unesco, quindi da una fonte indipendente ed autorevole.
In questo articolo, Anna Sommers Cocks, direttrice del giornale, respinge con fermezza le accuse, rivendicando il diritto di espressione in nome della difesa della bellezza e della memoria storica.
New Statesman 15.7.2002

Leggi i precedenti dall'Archivio di DiArte

Imbarazzo monumentale
Ora non solo la mancata restituzione all'Etiopia dell'obelisco di Axum imbarazza l'Italia, ma anche il suo restauro dopo i danni dovuti ad un filmine.
Le Monde 15.7.2002

 

  Musei

Il British Museum non risponde alle richieste della politica culturale del governo inglese
Negli ultimi anni i finanziamenti governativi per il British Museum sono costantemente diminuiti. Perché così pochi fondi per il British Museum? Risponde l'ex direttore Robert Anderson.
"Credo che un museo di successo debba avere una massa critica di attività e  che essa debba essere mantenuta ad un certo livello altrimenti il museo stesso diminuisce il suo peso in quanto istituzione culturale. Quello che sta accadendo al British è che questa massa critica è erosa. Un museo deve continuare a collezionare e studiare oggetti per mantenersi vivo: in caso contrario diventa museo di sé stesso.
È curioso che il museo sia in crisi proprio ora, mentre non aveva avuto difficoltà durante le crisi economiche degli anni '30 e degli anni '70. Il Department for Culture, Media and Sport - il ministero dal quale il museo dipende - ha molto denaro da distribuire, ma collezionare ed interpretare gli artefatti della storia dell'uomo non è ciò per il quale esso viene speso. 
I musei che hanno finanziamenti sono quelli che rispondono alla politica di inclusione sociale voluta dal governo: i soldi servono per progetti che aumentano l'autostima e riducono il pregiudizio, o usano le nuove tecnologie per aumentare la partecipazione della comunità. C'è poca sensibilità verso il fatto che gli oggetti e la loro conoscenza sia un valore di per sé."
Spiked 17.7.2002

Come sono caduti in basso
Mai così bassi come quest'anno i fondi per gli acquisti dei musei statali londinesi: in venti anni essi sono diminuiti di quasi 10 volte, passando da quasi 13,3 milioni di euro del 1982-1983 a circa 1,4 milioni del 2002-2003.
A soffrire maggiormente del calo sono la National Gallery e la Tate Gallery il cui budget per gli acquisti è stato azzerato.
The Arts Newspaper 15.7.2002

Dall'Archivio di DiArte

In politica culturale il New Labour non sa scegliere
The Guardian 11.7.2002

 

 
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