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  7.6.02 - 14.6.02

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  Arti

Arte contemporanea bene rifugio?
Il calo delle rendite finanziarie ha riversato risorse verso il mercato dell'arte. Dato che la maggior parte delle opere di Impressionisti e post-Impressionisti è posseduta da musei e quelle sul mercato hanno valutazioni inavvicinabili, i collezionisti si sono orientati verso il contemporaneo, facendone lievitare i prezzi. Basquiat, Donald Judd e Louise Bourgeois hanno segnato nuovi record nelle ultime vendite da Christie's.
Tuttavia, quello che sta succedendo a Basilea, dove i mercati USA portano i loro pezzi migliori per ingolosire i collezionisti europei, sembra andare al di là del ragionevole: la vecchia regola che il mercato dell'arte segue la borsa sembra sovvertita. Molti hanno deciso di acquistare arte cercando di coniugare il piacere estetico con l'aspettativa di un buon investimento.
Gli affari a Basilea prosperano.
Financial Times 13.6.2002

Cow-Parade a Londra
L'idea è venuta a Walter e e Pascal Knapp, svizzeri, padre e figlio. In quanto svizzeri, non deve essergli costato un grande sforzo di fantasia preparare la  sagoma di una mucca stampata in vetroresina. Quello che è sicuramente più originale e coraggioso è quello che di essa ne hanno voluto fare.
Tutto è iniziato nel 1998 a Zurigo, quando i due hanno messo in scena la prima cow parade: l'idea è di distribuire svariate decine di mucche in vetroresina negli spazi pubblici della città. Con una accortezza, però: ciascuna di esse è un opera unica, essendo la sua decorazione affidata ad un artista che la usa come supporto per il proprio lavoro.
Un paio di anni dopo l'happening zurighese, fu la volta di New York ad essere invasa dalle mucche. Questa volta la cosa ebbe una risonanza mondiale.
L'iniziativa newyorchese ebbe un successo inaspettato e fu accolta con grande entusiasmo dalla gente. Gli organizzatori vantano come indicatore del gradimento delle mucche dipinte il fatto che nessuna di esse sia stata fatta oggetto di atti vandalici.
È ora la volta di Londra: dal 17 giugno al 13 settembre più di 150 mucche stazioneranno in luoghi strategici della città a beneficio di passanti, abitanti e turisti.
Per la cronaca, altre sei città sono in lista di attesa per organizzare il medesimo spettacolo.
London Evening Standard 12.6.2002

Alla Royal Academy di Londra la 234esima edizione della Summer Exhibition
La Summer Exhibition della Royal Academy è la più grande mostra al mondo alla quale chiunque può partecipare.
Financial Times 10.6.2002

I conti in tasca a Documenta 11
Per coprire le spese, Documenta 11 dovrà essere visitata da 630.000 persone per un incasso stimato in 6,9 milioni di euro.
Frankfurter Allgemeine Zeitung 9.6.2002

 

  Media ed editoria

Hay-on-Wye in crisi di crescita
Nato nel 1988 come una piccola iniziativa nel paese delle librerie, il festival della letteratura di Hay-on-Wye è diventato il più importante festival inglese dedicato agli autori.
Tuttavia, il successo dell'edizione 2002 non è stato pari a quello precedente: due autori, Germaine Greer e Jim Crace, hanno dichiarato forfait per protestare contro la presenza della Nestlé tra gli sponsor dell'iniziativa, e Will Self ha polemicamente negato la sua presenza. Non ha aiutato nemmeno la scelta del periodo, perché il festival si è sovrapposto con i festeggiamenti per il Giubileo della regina e con la Coppa del mondo di football.
Note non migliori vengono poi dal fronte culturale. L'edizione dell'anno passato è stata caratterizzata dalla presenza di autori - se possono essere chiamati in questo modo Bill Clinton, Paul McCartney e Van Morrison - che non possono certo rappresentare l'avanguardia letteraria di lingua inglese.
Sotto il profilo economico e sociale, poi, le cose sono molto cambiate rispetto a 20 anni fa. Il budget del festival è passato da 23.000 sterline alle 350.000 del 1997, ma sembra difficile sostenere che la popolazione locale tragga un effettivo beneficio, visto che sempre più il festival è appannaggio di personaggi che provengono dal bel mondo della capitale.
Da ultimo, è sotto scrutinio la capacità di Peter Florence, organizzatore del festival e figlio del suo iniziatore, di reggere da solo la guida di una macchina ormai lanciata a tutta velocità verso una direzione incerta.
New Statesman 10.6.2002

Self-deprecation
La possibilità di aprire il Booker Pize anche a scrittori statunitensi ha innescato una spirale di auto commiserazione da parte degli addetti ai lavori inglesi che temono il confronto ineguale tra gli autori delle due nazioni di lingua inglese.
Tra i sostenitori della necessità di proteggere gli autori britannici dal confronto con i loro cugini statunitensi è Lisa Jardine, presidente della giuria della edizione 2002 del Booker, che non ha avuto mezzi termini asserendo, ad esempio, la differenza di statura tra Philp Roth e Ian McEwan: "Gli americani - ha detto - dipingono su una tela molto più grande. Se si guarda al Pulitzer Prize, ogni vincitore è di qualità assoluta."
The New York Times 10.6.2002

 

  Politiche culturali

Boom del nonprofit culturale negli USA
Le organizzazioni artistiche non-profit americane generano 4,85 milioni di posto di lavoro, più di quanto non facciano il settore dei programmatori di software o degli avvocati. Il dato proviene dalla ricerca Arts & Economic Prosperity: The Economic Impact of Nonprofit Arts Organizations and Their Audiences preparata da Americans for the Arts e condotta tra 3.000 organizzazioni artistiche in 91 città e tra circa 40.000 operatori.
Secondo la ricerca, il settore genera attività economiche per un valore di 134 miliardi le quali, a loro volta, danno un sostanzioso gettito fiscale di 24 miliardi di dollari.
Lo studio ha anche rilevato che il finanziamento privato, da fondazioni, dal governo federale e dai governi locali è aumentato durante gli anni '90. In particolare le fondazioni hanno raddoppiato il loro apporto tra il 1996 e il 2000.
The Washington Post 11.6.2002

Leggi il rapporto.

Cartolarizzato e valorizzato il patrimonio italiano rischia di essere alienato
"Il DL n. 63 agli articoli 7 e 8 prevede espressamente l’alienazione del patrimonio dello Stato finalizzato fondamentalmente al finanziamento delle infrastrutture. 
L’articolo 7 prevede la creazione di una società per azioni denominata Patrimonio dello Stato S.p.a  con il compito specifico di valorizzare, gestire ed alienare il patrimonio dello Stato. 
Alla Patrimonio dello Stato S.p.a. possono essere trasferiti diritti pieni o parziali, sui beni immobili facenti parte del patrimonio disponibile e indisponibile dello Stato, e sui beni immobili facenti parte del demanio dello Stato. Modalità e i valori di trasferimento sono definiti con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze. Si prevede che il trasferimento non modifica il regime giuridico dei beni demaniali trasferiti, previsto dall’articolo 823 del codice civile; ossia i beni demaniali sono inalienabili e non possono formare oggetto di diritti a favore di terzi se non nei limiti stabiliti dalle leggi che li riguardano.
Il successivo articolo 8 del decreto Tremonti prevede la costituzione di un’altra società per azioni, denominata Infrastrutture S.p.a.
Norma chiave per il discorso che ci interessa è contenuta al 4° comma in cui si stabilisce che La società può destinare i propri beni e i diritti relativi a una o più operazioni di finanziamento al soddisfacimento dei diritti dei portatori dei titoli(…) I beni e i diritti così destinati costituiscono patrimonio separato a tutti gli effetti da quello della società e da quelli relativi alle altre operazioni. Delle obbligazioni nei confronti dei portatori dei titoli e dei concedenti i finanziamenti, nonché di ogni altro creditore nell’ambito di ciascuna operazione, risponde esclusivamente il patrimonio separato con i beni e i diritti destinati.  Si tratta dei beni del patrimonio dello Stato trasferiti esclusivamente a titolo oneroso dalla Patrimonio dello Stato S.p.a. Si capisce allora che il rischio per il patrimonio dei beni culturali - e non solo, si pensi alle spiagge, ai laghi e quant’altro - sia effettivo. La normativa non prevede tout court la svendita del patrimonio monumentale italiano, ma introduce una serie di meccanismi che ne attentano la conservazione e la tutela."
Exibart 9.6.2002

Urbani: ho bisogno di più soldi!
Dice il ministro della cultura Giuliano Urbani: "In Europa, quasi tutti i governi spendono una cifra che si aggira attorno all’1% del loro prodotto interno lordo nazionale. Noi abbiamo un patrimonio cospicuo, diffuso, di grande rilievo e per un patrimonio così esteso dedichiamo appena lo 0,17, lo 0,18% del nostro pil. Abbiamo un campo di intervento che ha un valore inestimabile e dobbiamo affrontare un compito come questo con poche risorse. Gli altri Paesi europei spendono quattro, cinque volte quello che spendiamo noi. Non può andare avanti così.
In cinque anni dobbiamo arrivare a un impegno di spesa di valore europeo. La nostra situazione economico-finanziaria non ci consente di fare questo con le sole risorse pubbliche. Per questo dobbiamo mettere insieme risorse pubbliche e risorse private. Tutti noi parliamo di patrimonio culturale, ma in realtà non trattiamo questo come fosse un vero patrimonio, che va difeso, valorizzato, gestito con efficienza, adeguatamente promosso e pubblicizzato. Dobbiamo passare dalla retorica ai fatti, dalle esortazioni ai risultati."
Il Giornale dell'arte 8.6.2002

Il caso della Villa dei papiri a Ercolano
La Soprintendenza di Pompei ha annunciato l'inizio dei lavori per ripulire e restaurare la Villa dei papiri ad Ercolano. Il sito, in stato di abbandono dal 1998 quando i lavori di scavo furono interrotti per mancanza di fondi, dovrà prima essere ripulito dalla spazzatura che vi si è accumulata, poi l'erba che cresce tra i mosaici del pavimento dovrà essere estirpata. In seguito i lavori di scavo e restauro potranno iniziare.
The Art Newspaper 8.6.2002

Una grande eredità
Il neo-ministro della cultura francese Jean-Jacques Aillagon ha ereditato numerosi grandi progetti culturali che il presidente Jacques Chirac aveva iniziato durante il suo mandato. Sarà ora suo compito portarli a termine.
Tra i grandi progetti iniziati, l'Istituto nazionale di storia dell'arte che dovrebbe essere completato nel 2003, il Musée du quai Branly aprirà nel 2005 con una collezione formata da parte del patrimonio del Musée de l’homme e da quello del Musée des arts d’Afrique et d’Océanie, la Cité de l’architecture et du patrimoine che sarà terminata nel 2004, la Cinématèque français il cui rifacimento sarà completato nel 2003, Grand Palais la cui apertura non è prevista prima del 2007 e che sarà affidato in parte alla gestione pubblica in parte a quella privata.
The Art Newspaper 8.6.2002

 

  Beni culturali

Il grande slam delle Bibbie
Per la prima volta da 150 anni a questa parte, una copia delle prime quattro edizioni a stampa della Bibbia è nelle mani dello stesso proprietario.
I volumi in questione furono stampati nel 1455 a Mainz da Gutemberg, da Johann Mentelin nel1460 in Strasburgo, a Bamberg in 1461, probabilmente da Albrecht Pfister, e la più spettacolare fu stampata nel 1462 a Mainz da Johann Fust e Peter Schoeffer.
I quattro esemplari sono stati acquistati da William Hurd Scheide, facoltoso collezionista di 88 anni, che le ha riunite presso una biblioteca della Princeton University.
Prima di lui, avevano posseduto una medesima collezione Giorgio III e il secondo conte Spencer, antenato della principessa Diana.
The New York Times 10.6.2002

 
  Musei

Profondo rosso per la RNM
La Réunion des musées nationaux - RMN -, braccio commerciale ed esecutivo della direction des Musées de France - DMF -, ha chiuso il suo bilancio 2001 con un passivo di 7,7 milioni d euro, contro un attivo di circa 200mila euro dell'anno precedente.
La disastrosa gestione 2001 è dovuta in parte al calo del pubblico nei musei - meno 10% - e al forte aumento dei costi delle esposizioni temporanee. Ma è la gestione dei negozi e dei prodotti editoriali a segnare la perdita più consistente, pari a quasi 8 milioni di euro, due volte e mezzo superiore a quella dell'anno precedente.
Il disastro sembra essere dovuto solo in parte alla sfavorevole congiuntura economica, mentre un ruolo significativo è da attribuire alla poca competitività dei servizi commerciali della RMN e alla bassa qualità del assortimento merceologico dei negozi.
Già nel 1996 lo stato aveva rimpinguato le casse della RNM in crisi con una iniezione di 12 milioni di euro: sei anni dopo la crisi della RNM si ripete tale e quale, facendo supporre che essa non sia dovuta motivi congiunturali, ma a ragioni strutturali. Di volta in volta questi sono state identificate negli intrecci troppo stretti tra RNM e DMF, nella scarsa cultura imprenditoriale della RMN, nella mancanza di strumenti di marketing, nella sua inerzia.
Qualunque sia la causa, resta il fatto che una riforma della RMN è ormai non più procrastinabile.
Per il momento, saranno diminuite le risorse per mostre e nuove acquisizioni.
Le Monde 13.6.2002

Sciopero al British Museum
I lavoratori del British Museum scipereranno per 24 ore lunedì prossimo. L'iniziativa intende protestare contro il taglio di 150 posti di lavoro voluto dalla direzione a causa del taglio delle sovvenzioni al museo di 5 milioni di sterline. Il finanziamento pubblico al museo è diminuito del 30% negli ultimi 10 anni.
Questo sarà il primo sciopero in un museo inglese nella storia degli ultimi 250 anni.
The Guardian 11.6.2002

 
  Architettura

Scelti dal Royal Insitute of Architects i migliori edifici del 2002
58 edifici costruiti in ogni parte del Regno unito, senza riguardo al loro costo, sono stati scelti dal Royal Insitute of Architects - RIBA - per rappresentare quanto di meglio l'architettura inglese ha saputo realizzare l'anno passato.
Gli esempi selezionati vanno dal Millennium bridge a Londra, a case private, a centri comunitari, ad un riparo per l'esattore dei pedaggi.
I 58 edifici compongono la lista dei concorrenti allo Stirling Prize assegnato annualmente dal RIBA.
The Guardian 12.6.2002

 

 

 
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