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  15.5.02 - 17.5.02

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  17.5.2002

  Politiche culturali

Cambio nella politica di assegnazione dei fondi della lotteria nazionale inglese
Dopo aver utilizzato i proventi derivanti dalla lotteria nazionale per finanziare lotteria la costruzione di grandi musei e grandi istituzioni culturali, il governo inglese è stato costretto dalla diminuzione della vendita dei biglietti a cambiare la propria politica di assegnazione dei fondi.
Secondo le previsioni, le disponibilità sono destinate a calare da quasi 490 milioni di euro nel 2002 a 425 milioni di euro nel 2007.
Pur non rinunciando ai grandi interventi, il governo ha deciso di assegnare il 75% della cifra al finanziamento di piccoli progetti orientati allo sviluppo culturale e sociale delle comunità locali, chiedendo a queste di partecipare alla realizzazione attraverso risorse proprie pari al 25% del budget totale.
Contemporaneamente è prevista la costituzione di uffici decentrati della struttura amministrativa che gestisce i fondi della lotteria, creati per meglio seguire i progetti sul territorio. Questo comporterà un aggravio dei costi amministrativi del 30%, ma questi rimarranno comunque al di sotto del 7% del budget totale a disposizione.
The Guardian 17.5.2002

 

  Beni culturali

Autodafé
Stéphane Breitwieser, un cameriere francese di 31 anni, per anni ha rubato oggetti d'arte dai musei di Francia, Svizzera Germania, Belgio e Olanda. Secondo la valutazione della polizia, il ladro ha agito in almeno 40 musei, prevalentemente di piccole dimensioni, dai quali, approfittando della mancanza di sistemi di sicurezza, ha agevolmente rubato almeno 60 quadri e 112 oggetti, anche se non è possibile stilare ancora un elenco completo.
Breitwieser non rubava per rivendere o per sete di denaro, ma semplicemente per possedere, nascondendo nella casa della madre a Mulhouse una straordinaria collezione.
La sua carriera è terminata nel novembre scorso a Lucerna, quando in un museo è stato colto sul fatto.
Fin qui niente di nuovo, ma quello che è straordinario è ciò che è successo in seguito.
Dopo l'arresto di Stéphane, la madre Mireille Breitwieser, forse per nascondere le prove dei furti ma lei dice in preda ad una crisi  di rabbia, ha bruciato tutto il bruciabile e gettato in un canale tutto il resto del bottino. Sono andati così persi quadri di Pieter Brueghel il Giovane, Lucas Cranach il Vecchio, Corneille de Lyon e Watteau, insieme a strumenti musicali antichi, porcellane, oggetti diversi per un valore stimato intorno a 1,5 miliardi di euro.
The New York Times 17.5.2002

 
  16.5.2002
  Arti

Gerhard Richter e Andy Warhol star del mercato a New York
I due artisti hanno raggiunto quotazioni record dopo aver beneficiato entrambi di importanti e visitatissime retrospettive che hanno incontrato i favori dei collezionisti e dei critici - Richter al Museum of Modern Art di New York ha attratto 300.000 visitatori, Warhol è stato alla Tate Modern di Londra e è ora al Museum of Contemporary Art di Los Angeles.
Due opere di Richter sono state vendute per 4,3 milioni di euro, mentre tra i numerosi lavori di Warhol in vendita il più conteso dai compratori è stato un autoritratto che ha raggiunto la quotazione di 3,3 milioni di euro.
Tra le sorprese positive dell'asta tenuta da Sotheby's, la vendita di una scultura di Alexander Calder per 2,1 milioni di euro; tra le negative un quadro di Francis Bacon, valutato tra 2,8 e 3,9 milioni di euro, non ha trovato compratori.
The New York Times 16.5.2002

 
  Media ed editoria

Vivendi rinuncia ad acquistare Stream
Il gruppo francese ha rinunciato ad acquistare il canale satellitare Stream di proprietà di Telecom e News Corp di Rupert Murdoch, giudicando troppo onerose le condizioni poste dall'Antitrust per la sua fusione con Tele+, canale televisivo già proprietà di Vivendi.
News Corp ha annunciato la sua intenzione di adire a vie legali nei confronti di Vivendi
Il Sole 24 Ore 16.5.2002
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  15.5.2002
  Arti

Duchamp in saldo
La collezione di 14 ready made, l'ultima rimasta dei set che Marcel Duchamp aveva creato nel 1964 per Arturo Schwarz replicando gli oggetti da lui proposti come opere d'arte tra il 1913 e il 1919, in vendita all'asta a New York ha raggiunto una quotazione di solo 8,5 milioni di euro, molto al di sotto delle aspettative comprese tra i 14 e i 20 milioni di euro.
Durante l'asta, Bacon, Ruscha, Judd e Mariko Mori hanno invece raggiunto prezzi al di sopra delle aspettative.
Secondo i commentatori, si è manifestata una certa cautela da parte dei compratori, che hanno puntato solo su i pezzi di maggiore qualità.
Da segnalare, infine, che un Dubuffet è rimasto invenduto.
The New York Times 15.5.2002

Basquiat record
Il dipinto Profit I di Jean-Michel Basquiat (1960-1988) è stato venduto a New York ad un'asta di arte contemporanea organizzata da Christie’s per 6,3 milioni di euro, segnando un record mondiale per l'artista.
KW Art 15.5.2002

 
  Spettacolo

La generazione del dopo Herbert von Karajan
Claudio Abbado, pur permettendosi la capricciosa saggezza di dimettersi dal suo incarico, ha fatto molto per la Filarmonica di Berlino nei 12 anni durante i quali ne è stato il direttore. Ci vorrà del tempo per capire le conseguenze di come ha dato forma, cambiato e promosso l'orchestra. Quello che tuttavia è chiaro fin da subito è che a Berlino ha trovato posto una nuova e solida generazione di direttori post Herbert von Karajan.
Frankfurter Allgemeine Zeitung 15.5.2002

Nuovi ambiziosi programmi per il Barbican Centre
Il direttore artistico del Barbican Centre di Londra, Graham Sheffield, ha annunciato i nuovi programmi per il teatro londinese, già storica sede della Shakespeare Company nella capitale inglese che da quest'anno ha scelto di non avervi una sede fissa.
Per riempire gli spazi lasciati liberi dalla RSC, prosa, danza e opera saranno i protagonisti della prossima stagione, .
Tra le produzioni che saranno messe inscena figurano la nuova opera di Philip Glass basata sulla vicenda di Galileo Galilei, il debutto in Gran Bretagna della regista americana Mary Zimmerman, la premiere del lavoro del coreografo USA Merce Cunningham creato per celebrare il 50esimo anniversario della sua compagnia, e un pezzo di Pina Bausch creato appositamente per danzatori over 65.
The Guardian 15.5.2002

Divorzio con recriminazioni
Durante la presentazione della nuova stagione del Barbican Centre, il suo direttore artistico Graham Sheffield non è stato certo tenero verso la Royal Shakespeare Company e l'Arts Council.
Sheffield ha accusato la RSC di aver abbandonato il centro dopo che i suoi palcoscenici sono stati costruiti rispettando le specifiche della compagnia, e ha sottolineato come l'Arts Council, l'istituzione governativa responsabile della maggioranza dei finanziamenti alla RSC, abbia rinunciato a far prevalere il buon senso, preferendo non valutare le potenzialità della collaborazione di un centro culturale di rinomanza mondiale come il Barbican con la compagnia teatrale simbolo della cultura inglese.
Infine, Sheffiel non ha mancato di stigmatizzare il comportamenti di Adrian Noble, direttore dimissionario della RSC, che ha rinunciato al suo incarico dopo aver prodotto la rottura, evitando di portare a compimento il piano da lui concepito.
The Independent 15.5.2002

 
  Politiche culturali

Jean_Jacques Aillagon, ministro della cultura francese, si presenta
Lunga intervista concessa dal neo ministro a Le Monde in occasione della inaugurazione del Festival di Cannes, sua prima uscita pubblica.
Tra gli argomenti affrontati, la preoccupazione per la difesa della diversità culturale minacciata dalla concentrazione nelle mani di grandi società multinazionali di produzione e distribuzione del prodotto culturale, film ed editoria in primo luogo.
Per fare fronte a questo problema, Aillagon propone di concordare una politica a livello europeo, vista anche l'interesse della Germania ad adottare un modello di tipo francese per il sostegno della produzione cinematografica.
Su questa eventualità, tuttavia, incombe il destino di Vivendi Universal che attualmente, in forza degli accordi stipulati con il governo, è la fonte di finanziamento privata più significativa del cinema francese. Le difficili condizioni finanziarie del colosso francese incombono sulla possibilità di continuare a dirottare risorse derivanti dalle trasmissioni televisive via satellite verso il cinema.
Le Monde 15.5.2002

 

 
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