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  14.4.2002
  Spettacolo

Sempre più musical tratti da film
La lista è molto lunga. Si va dalle vecchie glorie - Chitty Chitty Bang Bang del 1968 e Il laureato del 1967 - ai più recenti The Producers, The Lion King, The Full Monty, 42nd Street, Beauty and the Beast, Sweet Smell of Success e Thoroughly Modern Millie: tutti questi sono tratti da film e al momento sono show in scena a New York o a Londra. Mentre fino agli anni '60 era Broadway a fornire i soggetti al cinema - West Side Story, My Fair Lady, The Sound of Music, Oliver!, tutti vincitori di Oscar - ora la tendenza si è invertita: trarre un musical da un film è un investimento commercialmente meno rischioso che produrre un soggetto originale perché si giova della pubblicità della pellicola con la quale condivide il titolo.
The New York Times 14.4.2002

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  12.4.2002
  Cinema

Protezione del copyright e diritti dei consumatori in collisione
Sherie Tree di quindici anni è una appassionata del film Moulin Rouge.
Grazie alla linea DSL di cui dispone nella sua casa di Los Angeles, Sherie scarica il film usando il software per lo scambio di file Morpheus. Da allora, vede e rivede il film sul suo computer. 
Sherie non si sente né un pirata, né ha l'idea di arrecare danno ad alcuno: semplicemente desidera soddisfare il suo desiderio e poter vedere lo spettacolo per il quale una campagna pubblicitaria battente e una comunicazione a vasto raggio ha creato curiosità ed attesa.
Sherie non lo sa, ma lei e tutti quelli come lei sono l'incubo degli studios di Hollywood.
Secondo le stime i film che vengono scambiati giornalmente attraverso Internet sono 350.000, e la previsione è che essi diventino 1 milione entro la fine dell'anno, sull'onda della sempre più ampia disponibilità delle connessioni veloci. 
Quantificare la perdita di entrate che l'industria cinematografica subisce per il  mancato pagamento dei diritti d'autore è questione controversa, ma i produttori sono sicuri che si debba aggiungere una cifra considerevole a quella già considerevole di 3 miliardi di dollari dovuta alla duplicazione illegale di videocassette.
Di fronte al disastro, la Motion Picture Association of America - MPAA -  ha deciso di correre ai ripari attaccando sul fronte legislativo.
La MPAA ha dunque chiesto al congresso USA di rafforzare la protezione del copyright attraverso una legislazione che metta fuorilegge la copia, senza badare all'uso che l'utilizzatore intende farne.
In secondo luogo ha chiesto l'approvazione di una norma che metta fuori legge  l'hardware per la lettura dei DVD che ne consente la copia.
Facciamo qualche esempio per capire la situazione.
Primo caso: una legge del 1992 consentiva la copia per uso personale, ma è stata corretta da un'altra approvata nel 1998 per la quale eseguire la copia delle tracce di un CD sull'hard disk è reato. E ancora: la Corte suprema ha stabilito che è legale registrare le trasmissioni tv, ma lo standard della HDTV, la televisione ad alta definizione di prossima introduzione, è concepito in modo da impedire la registrazione dei programmi. Ed infine: è un reato vendere lettori di DVD che permettono si scorrere velocemente la pubblicità che si trova all'inizio del programma e di saltare direttamente al film. Pubblicità obbligatoria, dunque.
La cosa ha fatto andare su tutte le furie le associazioni che si occupano della difesa dei diritti dei consumatori, che rivendicano la libertà di utilizzare i prodotti come meglio gli acquirenti ritengono comodo e opportuno.
Joe Kraus, cofondatore di DigitalConsumer.org, è uno dei più battaglieri su questo fronte. A suo modo di vedere, se i detentori del copyright hanno il diritto di trarre un profitto dal loro prodotto, i consumatori hanno il diritto, una volta che hanno acquistato il contenuto, di usarlo per scopi non commerciali senza limitazioni.
Kraus spiega che la regolamentazione di difesa del copyright ha le sue radici agli albori della Costituzione americana, quando Thomas Jefferson (1743 - 1826) aveva intuito che la libera circolazione delle idee era un fondamento della crescita dell'innovazione. Per questo motivo, il monopolio concesso ai detentori di brevetti aveva un limite temporale contenuto: prima della scadenza il possessore dell'idea poteva godere dei vantaggi economici che ne derivavano, ma al termine del periodo stabilito egli era obbligato a mettere il frutto della sua creatività a disposizione della collettività.
Oggi lo spirito è molto cambiato tanto che il periodo di possesso del diritto d'autore è stato progressivamente aumentato e proprio in questi giorni è in discussione un ulteriore allungamento a 95 o 70 anni per le opere create prima o dopo il 1977.
Il rischio, dice Kraus, è che "nel suo sforzo di trovare un nuovo modello commerciale, l'industria dell'intrattenimento intenda eliminare la nozione di uso dei diritti individuali e usare la tecnologia per controllare completamente il contenuto."
DigitalConsumer.org propone una carta dei diritti del consumatore basata su tre principi: il diritto di visione in differita, cioè la possibilità di registrare e vedere in un diverso momento un programma; il diritto di trasportare da un sistema all'altro il contenuto, come ad esempio trasformare i brani di un cd in mp3 per ascoltarli in un lettore portatile; il diritto di eseguire copie di salvataggio dei supporti, in pratica la possibilità di duplicare CD e DVD.
Naturalmente la MPAA non è d'accordo, ma neanche l'industria tecnologica se la sente di aderire alla posizione delle major di Hollywood, constatando come esse siano sempre state anche in passato contrarie allo sviluppo delle innovazioni tecnologiche.
L'industria preferirebbe che fosse il mercato a regolare la questione dei diritti, senza un intervento legislativo.
Una regolamentazione, sostiene ad esempio Vadasz, vice presidente della Intel, sarebbe un disastro perché rischierebbe di rallentare, se non impedire, le imprevedibili innovazioni che la ricerca potrebbe partorire.
Tra l'altro, il mondo dell'industria sostiene di essere in possesso di soluzioni tecnologiche basate sulla crittografia tali da scongiurare la pirateria. Questi trucchi sarebbero già stati sviluppati per uso militare, ma la loro adozione necessita di un accordo tra le industrie dell'intrattenimento riguardo agli standard da adottare, accordo che queste non riescono a trovare.
La questione è dunque piuttosto articolata. 
Resta il fatto che Sherie, dopo aver piratato il film, si è comperata per 19 dollari il DVD quando questo è finalmente uscito, e ha obbligato amici e familiari a seguirla al locale multiplex per vedere la pellicola al prezzo di 9 dollari al biglietto.
Questo lascia supporre che se l'industria cinematografica cambiasse modello commerciale e rendesse disponibile i contenuti a prezzi ragionevoli contemporaneamente su  media differenti - cinema, DVD, televisione - la pirateria diminuirebbe.
Leggi qui la dichiarazione dei diritti dei consumatori.
Christian Science Monitor 12.4.2002

 

  Politiche culturali

Banche e arte: un connubio produttivo
Cosa può fare una banca per migliorare la qualità della città? Una risposta viene dalla Spagna, dove la Fondazione la Caixa di Barcellona ha aperto in febbraio il centro culturale CaixaForum, il cui ruolo si affianca a quello dei musei dando vita ad uno spazio culturale per la promozione dell'arte contemporanea.
"Cosa può fare una Fondazione bancaria per migliorare la qualità della vita in una città, per creare occasioni di lavoro e di crescita intellettuale e civile per i cittadini? Investire in cultura è la risposta della Fondazione la Caixa di Barcellona, che il 25 febbraio ha inaugurato il nuovo CaixaForum: uno spazio di 12mila mq per mostre, per attività culturali e per la propria collezione di arte contemporanea. Questa risposta non è nata dalle preferenze di un Consiglio di amministrazione o di un Presidente illuminati; la decisione di costruire (fisicamente e intellettualmente) un nuovo istituto di cultura a Barcellona, che di musei e istituzioni culturali è già molto ricca, è nata da una indagine che ha confermato questo tipo di investimento come in assoluto il più coerente e produttivo per una città moderna."
Il Giornale dell'arte 12.4.2002

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  11.4.2002
  Arti

Il Grande Slam delle Biennali
Non c'è città alla ricerca di un po' di notorietà che non abbia la sua biennale. Istanbul, Seul, Tirana sono mete di turisti dell'arte ansiosi di spingersi verso mete se possibile ancora più esotiche per vedere le opere di artisti itineranti come i professionisti dei tornei del tennis.
Financial Times 11.4.2002

 

  Spettacolo

Lucio Ardenzi è il nuovo presidente dell'Ente Teatrale Italiano
"Finisce dopo nove anni il periodo di commissariamento straordinario per l'Eti. Ardenzi, ottantunenne, da decenni impegnato sul fronte della produzione teatrale, ha ricevuto nello spazio del Teatro Valle il testimone da Renzo Tian (ultimo commissario straordinario dell'Ente e successore nello stesso ruolo di Maurizio Scaparro), che lo ha salutato auspicando Una sempre maggiore centralità dell'Eti nella vita culturale del paese."
Il Messaggero 11.4.2002

Cosa succede alla English National Opera?
Non si proprio nascondere che la English National Opera abbia infilato durante l'ultima stagione una impressionate serie di flop. Il caso più clamoroso è stato l'allestimento del Ballo in maschera di Verdi messo in scena dal regista Calixto Bieito, ma anche La vestale di Spontini, in cartellone al momento, sta raccogliendo critiche negative in quantità.
La debacle della direzione di Nicholas Payne e del direttore musicale Paul Daniel sta ha innescato la spirale delle lamentazioni e del rimpianto del bel tempo che fu, quando la ENO era diretta da Peter Jonas, dal direttore Mark Elder e dal regista David Pountney, quando le produzione avevano qualità è longevità oggi sconosciute, almeno secondo i critici londinesi.
The Guardian 11.4.2002

 
  Politiche culturali

Il cacciatore buono
La Massachusetts Advocates for the Arts, Sciences and Humanities è una associazione che da 10 anni si occupa di combattere contro la diminuzione dei finanziamenti pubblici alla cultura.
L'associazione è nata per controbattere la drastica contrazione dei finanziamenti che lo stato del Massachusetts ha operato tra gli anni '80, quando il budget era di 20 milioni di dollari, e il 1992, quando esso è stato  ridotto a 3,5 milioni.
MAASH si finanzia attraverso le quote associative delle organizzazioni culturali che pagano in proporzione al loro bilancio una quota che può variare tra i 20 e i 7.500 dollari all'anno.
Punto di forza della sua azione in favore della cultura è il reddito che le industrie creative del New England producono. 
Una ricerca commissionata lo scorso anno dal New England Council ha valutato in 4,3 miliardi di dollari il monte salari prodotto da questo settore che occupa il 3,5% della forza lavoro. La stessa ricerca ha valutato in 6,6 miliardi di dollari il reddito generato dall'indotto nel settore del turismo culturale.
Viste queste cifre, MAASH ritiene che non ci sia ragione perché il governo non finanzi la cultura adottando le misure fiscali opportune perché una parte della ricchezza generata grazie cultura e alle arti possa ritornare ad esse sottoforma di sovvenzioni pubbliche.
Disponendo di un budget di 135.000 dollari - 50mila dei quali dati dalla sola Boston Foundation - MAASH ha assunto per 50mila dollari Daniel R. Hunter come direttore part time. Hunter - tra l'altro, un nome una garanzia, visto che il suo cognome significa cacciatore - è direttore del Boston Playwrights' Theatre e ha 17 anni di esperienza nel campo delle politiche culturali. Il suo compito sarà di pianificare l'attacco alle pubbliche istituzioni per sostenere le buone ragioni della cultura.
Boston Globe 11.4.2002

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  9.4.2002

A Suzan-Lori Parks il Premio Pulitzer per il teatro: è la prima donna di colore a vincerlo
Qui trovi l'elenco di tutti i vincitori del più prestigioso premio americano per la letteratura, la saggistica, il teatro, la musica e il giornalismo.
The New York Times 9.4.2002

 

  Arti

Il Turner Prize si apre ai suggerimenti del pubblico
In accordo con The Guadian, la scelta degli artisti selezionati per il Turner Prize terrà conto degli artisti segnalati dai lettori del quotidiano.
The Guardian 9.4.2002

 

  Spettacolo

Giuseppe Patroni Griffi, splendido ottantenne, alla direzione artistica del Teatro Eliseo
Il neo direttore ha detto: "Sono felice di ritornare lì dove sono sempre stato. Il teatro di via Nazionale ha rappresentato la mia prima casa artistica, sin da quando, ancora giovanotto, alla metà degli anni Quaranta, arrivai a Roma da Napoli. [...] Punterò sui testi: l’opera drammaturgica è al centro di tutto, dopodiché vengono l’attore e il regista. ma attenzione alle novità per forza e comunque. [...] C’è tanta gente improvvisata che scrive per la scena: il cosiddetto teatro minimalista, che dura solo una stagione, non mi interessa. Allora preferisco pescare nel repertorio del Novecento: grandi autori a volte dimenticati, che vanno rivalutati."
Patroni Griffi succede a Luca Barbareschi, licenziato in tronco.
Corriere della sera 9.4.2002

Minore audacia nell'edizione 2002 di Printemps de Bourges
Printemps de Bourges è in cerca di stabilità: l'edizione 2002 si presenta con un programma meno audace rispetto ai due anni precedenti. Meno spettacoli - 40 contro 63 nel 2001 - ma di maggior richiamo - gli inglesi Cranberries e Garbage - per cercare di ripianare un deficit di 90mila euro mascherano una foresta di artisti francesi affidabili - Christophe, Brigitte Fontaine, Murat, Tarmac.
Liberation 9.4.2002

Il programma di Printemps de Bourges.

Il National Theatre alla ricerca del pubblico giovane
La nuova stagione al National Theatre di Londra cerca di avvicinare al teatro il pubblico dei giovani. La campagna condotta la stagione precedente aveva già raddoppiato il pubblico sotto i 25 anni. Ma il risultato è stato giudicato insufficiente perché comunque questo non ha superato il 13% dell'audience totale.
Per migliorare il rapporto con il pubblico giovane, il teatro ha deciso una serie di interventi.
Innanzi tutto ha messo in cartellone per la stagione da maggio a settembre 13 nuove commedie, con un occhio particolare alle aspettative del pubblico di riferimento.
Poi ha trasformato il Lyttleton Theatre - una delle sale che compongono il complesso - creando una nuova sala provvisoria da 100 posti, destinata alle produzioni di testi di giovani autori, la cui costruzione ha però costretto a sacrificare 200 posti della sala Lyttleton. 
Infine, il prezzo massimo del biglietto è stato contenuto a 18 sterline (29 euro), quando il prezzo per i posti migliori raggiunge normalmente le 35 sterline.
Sotto il profilo finanziario, l'operazione è rischiosa per il teatro. Nonostante il budget di ogni singola produzione sia ridotto all'osso, l'insieme delle 5 produzioni per la sala maggiore costa 250.000 sterline (400.000 euro), quanto tre produzioni tradizionali, mentre le 8 per quella più piccola hanno un budget di 5.000 sterline ciascuna (8.000 euro). Il pareggio finanziario sarà raggiunto solo se le produzioni saranno un successo, mentre 3 produzioni tradizionali di successo per un periodi di 5 mesi porterebbero al teatro un profitto di 1 milione di sterline.
The Guardian 9.4.2002

Una commedia bestiale
Un architetto innamorato di una capra, Ovidio ambientato in una piscina e un Lincoln nero assassinato da suo fratello in scena a Broadway sono i soggetti delle tre le commedie del momento in scena a Broadway secondo Michael Billington del Guardian.
La più controversa, ma anche la più significativa sotto il profilo teatrale-drammaturgico, è The Goat or Who is Sylvia? di Edward Albee, l'autore di Chi ha paura di Virginia Woolf? La nuova commedia di Albee racconta la vicenda di un architetto, all'apice della carriera professionale, innamorato di una capra. La storia, dipanata attraverso i dialoghi tra il protagonista, la moglie ed un amico, mette in scena gli inconfessabili recessi dell'animo umano, mettendo in discussione con brutalità la certezze del focolare domestico.
Più provocatoria nella messa in scena che nel contenuto invece, la messa inscena delle Metamorfosi di Ovidio diretta da Mary Zimmerman nella quale l'azione si svolge dentro ed intorno ad una grande piscina,.
Infine, Topdog/Underdog di Suzan Lori-Parks, vincitrice del Pilitzer Prize, mette in scena attraverso il contrasto tra i due fratelli neri Lincoln e Booth - l'uno chiamato come il presidente americano, l'altro come il suo assassino - il gioco dei ruoli della protesta politica.
The Guardian 9.4.2002

 

  Musei

Nuovo padiglione per il Museo Thyssen-Bornemisza a Madrid
Il nuovo edificio, che sorgerà accostato all'attuale, sarà completato nel 2003. Esso ha una superficie di 8.000 mq e ospiterà in 16 sale una selezione di 200 opere della collezione della baronessa Carmen Thyssen-Bornemisza, che ne conta 655.
Il costo dell'estensione progettata dagli architetti Francesc Pla e Manuel Baquero è di 15 milioni di euro.
El Pais 9.4.2002

Abitare sopra un museo
Robert e Arlene Oltman tempo fa acquistarono un terreno a Pasadena con l'idea di costruirci la loro casa ed un edificio commerciale. Con il passare del tempo, hanno però ripensato al loro progetto e si sono convinti che non desideravano abitare sopra un negozio o un ristorante. Così hanno deciso di vivere al terzo piano di un edificio che avrebbe ospitato il Pasadena Museum of California Art.
L'idea ha trovato l'appoggio del sindaco della città ed è stata realizzata con una spesa di 5 milioni di dollari (6 milioni di euro).
Il Museo è dedicato all'arte, all'architettura e al design californiani dal 1850 ai giorni nostri.
Los Angeles Times 9.4.2002

 

  Architettura

Rileggere l'architettura degli anni '60 e '70
Un numero significativo di edifici pubblici costruiti in Francia durante gli anni '60 e '70 è oggi soggetto ad un processo di rinnovo concepito per dare loro nuovo senso nelle mutate esigenze e sensibilità contemporanee.
Gli architetti impegnati nei progetti hanno scelto di mantenere le caratteristiche originali degli edifici, simbolo dello spirito del tempo, limitandosi ad adattare gli interni alle nuove funzioni.
Esempi di questa tendenza sono il teatro Le Cargo a Grenoble, il teatro di Pont-Audemer, il  Centre national de la danse a Pantin, l'ambasciata di Francia a Varsavia.
Le Figaro 9.4.2002

L'erba del vicino è sempre più verde
Gli americani guardano all'Europa. Boston dovrebbe imparare la lezione di Barcellona per ripensare la città e gli spazi pubblici della città, studiando il modello del sindaco Pasqual Maragall che, tra il 1982 e il 1997, è stato l'artefice del rinascimento della città.
Boston Globe 9.4.2002

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  8.4.2002
  Spettacolo

Al via Printemps de Bourges
La 26esima edizione più eclettica del panorama francese comprende non solo la usuale selezione di musiche che spaziano dall'elettronica alla popolare, ma anche per la prima volta una serie di proiezioni di documentari musicali.
Dal 9 al 14 aprile 2002
Le Monde 8.4.2002

 

  Cinema

Nasce una nuova Hollywood sull'Isola di Man
Famosa per il Tourist Trophy, una spericolata corsa motociclistica che si corre per le tortuose strade dell'isola, e come paradiso fiscale, l'Isola di Man si sta costruendo una nuova economia come location per produzioni cinematografiche.
Oltre ad essere stata il luogo dove che ha fatto da teatro a Svegliati Ned, girato nel villaggio di Cregneash, negli ultimi 7 anni sull'isola sono stati prodotti 39 film.
Per sostenere il settore, il governo dell'isola ha deciso di investire 25 milioni di sterline (40 milioni di euro) oltre ai 15 già in dotazione alla Film Commission (24 milioni di euro) per finanziare la produzione cinematografica e televisiva nei prossimi 5 anni, e, nei prossimi giorni sarà inaugurato un nuovo studio con  11mila mq di palcoscenici costato 1,7 milioni di sterline (2,7 milioni di euro).
Le possibilità di produzione e i vantaggi fiscali offerti dall'isola sono stati apprezzati dagli studios hollywoodiani, Warner Brothers e Fox in testa, e da BBC e Channel 4, che hanno iniziato a considerale l'Isola di Man tra le loro opzioni favorite.
Come primo risultato della politica del governo locale, il valore medio delle produzioni è passato da 4 a 10 milioni di sterline con un significativo riflesso positivo sull'economia dell'isola soprattutto nel settore dell'ospitalità, ma offrendo anche nuove opportunità di lavoro a settori della popolazione quali i pensionati, assoldati come comparse.
The Guardian 8.4.2002

 

  Media ed editoria

Random House compra per 8,25 milioni di dollari i diritti del prossimo romanzo di Charles Frazier
Il libro dell'autore di Ritorno a Cold Mauntain, pubblicato in italiano nel 1998, sarà probabilmente terminato nel 2005. L'offerta di Random House è la più alta mai fatta per    un libro di narrativa.
Il produttore Scott Rudin ha acquistato i diritti cinematografici per 3 milioni di dollari.
Newsweek 8.4.2002

 

  Politiche culturali

Niente più soldi dalla città di Berlino alla Stiftung Preußischer Kulturbesitz
Il sistema di finanziamento della cultura tedesco, basato su fondi elargiti tanto dallo stato federale quanto dalle singole regioni, è stato messo in discussione dalla decisione di Berlino, che sotto il profilo amministrativo è un città-stato, di ritirare il suo sostegno dalla Stiftung Preußischer Kulturbesitz, la biblioteca statale berlinese.
La cosa ha messo a soqquadro il mondo tedesco della cultura perché si teme essa possa essere la prima mossa di un progressivo disimpegno dei governi locali dal finanziamento della cultura.
Frankfurter Allgemeine Zeitung 8.4.2002

 

  Beni culturali

La Russia restituisce alla Germania 111 finestre a mosaico
Il Parlamento russo ha deciso di restituire le 111 finestre del 14esimo secolo della Marienkirche a Francoforte sull'Oder, prese dall'esercito russo nel 1945 e trasportate a San Pietroburgo come bottino di guerra.
Le finestre saranno ricollocate l'anno venturo al loro posto nella chiesa, gravemente danneggiata dai bombardamenti e ricostruita solo dopo il 1990.
La restituzione delle finestre avviene in seguito ad un accordo russo-tedesco secondo il quale la Germania si è impegnata a finanziare il restauro dei monumenti religiosi distrutti dalla Wehrmacht.
L'annuncio è stato dato pochi giorni prima della vista del presidente Putin in Germania per rinegoziare il debito russo verso i tedeschi.

DW-World.de 8.4.2002

 

  Musei

Un russo alla corte di Thomas Krens
Vladimir Potanin, magnate russo del petrolio e del nichel, è entrato a fare parte del consiglio di amministrazione della Fondazione Guggenheim di New York, garantendosi il posto con una donazione annua di circa 1 milione di dollari.
Potanin, che ha creato la sua fortuna durante gli anni senza regole che sono seguiti alla caduta del regime comunista, siederà accanto a Gianni Agnelli, Terry Semel, capo di Yahoo, e ai discendenti di Meyer Guggenheim.
Sebbene Potanin dichiari il proprio amore per l'arte, è del tutto evidente che egli, come altri oligarchi russi, stia cercando in questo modo un riconoscimento internazionale, entrando nei salotti buoni della alta società e del mondo degli affari internazionali, e guadagnando un riconoscimento che le discutibili origini della propria fortuna non garantiscono.
Thomas Krens, interrogato ha proposito, ha affermato, in nome della real politik, che "coi tempi che corrono, non si può tanto andare per il sottile."
Tuttavia, qualcuno ha sollevato qualche dubbio sulla questione. Per esempio, Peter Reddaway, professore di scienze politiche alla George Washington University, ha commentato: "Il Guggenheim avrebbe dovuto vendere la sua reputazione con maggiore cautela. In Russia il vento può cambiare ad ogni momento. Gli oligarchi potrebbero essere accusati di crimini molto importanti."
Financial Times 8.4.2002

 

 
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