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  25.3.02 - 29.3.02

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  29.3.2002
  Beni culturali

Il British Museum ammette la vendita di opere d'arte africana e se ne pente
Circa 30 sculture in altorilievo, appartenenti ad un gruppo di 203 opere saccheggiate nel 1897 durante la spedizione punitiva organizzata dall'esercito  inglese nel del Benim e poi acquistate dal British Museum, sono state vendute dal museo tra gli anni '50 e il 1972 perché giudicate di scarso valore.
Le opere avrebbero dovuto entrare a fare parte del museo nazionale nigeriano a Lagos, ma di gran parte di esse sono state perse le tracce.
Il caso è un grave infortunio per i curatori del British, i quali hanno giudicato gli altorilievi di scarso valore perché i soggetti rappresentati erano presenti anche in altri manufatti valutati di maggior pregio. Essi avevano pensato che un solo esempio di coccodrillo, tigre o divinità valesse tutti gli altri, il che è come pensare che una Madonna vale tutte le altre rappresentazioni dello stesso soggetto.
Questi fatti, per il quali il museo inglese si è dichiarato dispiaciuto, ripropongono il problema della restituzione delle opere saccheggiate nelle colonie e oggi conservati presso il British Museum.
The Art Newspaer 29.3.2002

 

  Musei

Aperte le nuove sale per le esposizioni temporanee del Musée d'Orsay
Con la mostra Mondrian, de 1892 à 1914, les chemins de l'abstraction sono state riaperte le sale per le esposizioni temporanee del Musée d'Orsay, rinnovate dopo anni di tentennamenti.
Le Figaro 29.3.2002

Novità in vista per il sito web del Louvre
A partire dal 2003 saranno messe in linea nel sito web del museo parigino 35.000 riproduzioni delle opere esposte nelle sale e 130.000 riproduzioni dei disegni del gabinetto delle stampe. L'accesso sarà gratuito; i testi di commento saranno in francese e in inglese.
Nel 2004 saranno attivati nuovi servizi interattivi, newsletter tematiche e la biglietteria online. L'anno successivo sarà la volta degli strumenti educativi, rivolti a famiglie ed insegnanti.
Aperto dal 1995, il sito web del Louvre riceve 6 milioni di visitatori all'anno.
Le Monde 29.3.2002

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  28.3.2002
  Arti

Chi l’ha visto d’autore
Tracey Enim aveva perso il suo gatto dalle parti di Spitalfields, nell’Est End londinese, dove vive. Per ritrovarlo ha fatto quello che molti fanno: ha attaccato un po’ ovunque degli avvisi segnalando la cosa. Il problema è stato che essi sono diventati un oggetto da collezione e si dice siano stati venduti a 1.000 euro.
La galleria che la rappresenta è rimasta sconcertata dall’accaduto: un suo esponente ha affermato che i poster non erano stati fatti per essere delle opere d’arte concettuale. Tracey Enim, uno dei più quotati giovani artisti inglesi, ha destato molto scalpore l’anno scorso esponendo in occasione della selezione per il Turner Prize un’opera consistente nel proprio letto, sfatto.
Per la cronaca, nonostante gli avvisi siano spariti in breve tempo, Docket, il gatto fuggitivo, è stato ritrovato.
BBC News 28.3.2002

Costruisci il tuo film: il cinema del futuro
Come ti immagini tra cinquanta anni? A partire da questa domanda fatta ai un gruppo di giovani giapponesi, l'artista Miwa Yanagi ha iniziato la sua opera di mutazione di immagini, dando espressione alle fantasie e ai desideri, e ne ha proiettato i risultai sullo schermo
Luc Courchesne, canadese, ha collocato gli spettatori al centro di una tazza da caffè gigante, sulle cui pareti sono proiettate le immagini di paesaggi che danno la sensazione di essere a migliaia di chilometri di distanza da dove si è realmente. Entrando nel paesaggio si incontrano delle indicazioni che segnalano le direzioni possibili: gli spettatori scelgono e viaggiano.
In ICinema, gli spettatori vanno alla ricerca di indizi e passaggi come archeologi alla scoperta delle meraviglie di una grotta del paleolitico guidati dal raggio luminoso della  torcia elettrica.
Interattività è la parola d'ordine del cinema del futuro, una via di  mezzo tra realtà virtuale e video-instalazione, che è stato presentato a les Cinémas du futur, mostra che si tiene al Festival Exit in corso presso la Maison des arts di Créteil. "Quello che abbiamo voluto mostrare - dice Richard Castelli, curatore della mostra - è l'interattività e l'immersione dello spettatore creando delle installazioni che si rigenerano in permanenza."
Liberation 28.3.2002

 

  Cinema

Hollywood perde 18.000 posto di lavoro
La perdita è dovuta allo spostamento delle produzioni a studi situati ad esempio a Vancouver, Toronto o Sydney, dove i costi di produzione sono inferiori.
Secondo l'analisi compiuta da Christopher Thornberg dell'University of California, i posti di lavoro persi, pari all'11,8% del totale, saranno difficilmente recuperati perché  la tendenza a spostare le produzioni fuori dalla California è  stabile nel tempo.
Secondo il suo parere, Hollywood si sta sempre più trasformando in un centro amministrativo, di progettazione e di  gestione, piuttosto che di produzione.
"In alcuni anni Hollywood sarà come Silicon Valley, dove sono concepite le idee, ma i prodotti sono fabbricati in Asia."
BBC News 28.3.2002 

 

  Politiche culturali

Privati e separazione delle carriere nei piani del presidente della Biennale Bernabè
L’assenza dei privati è uno dei nodi da sciogliere, per il presidente della Biennale. Lo statuto, così com’è, non può attirarli, osserva: “Oggi la Biennale è una società di cultura. È un ente anomalo: non è una società, non è una fondazione, non è un ente pubblico. È difficile trovare soggetti disposti a entrare in una cosa dove non è chiara la gestione delle risorse”. Quindi, aggiunge Bernabè, occorre “modificare la natura dell’ente”. Senza far diventare le nomine dei responsabili di settore dall’essere valide per un mandato, com’è oggi, a quadriennali. “Non possiamo irrigidirci con scelte quadriennali che rischiano di fermare la ricerca, l’innovazione, la sperimentazione, che è congeniale alla natura stessa della Biennale”, dice il presidente. Che intende intervenire secondo questa linea: “A mio giudizio, il nuovo statuto dovrà prevedere da un lato i curatori delle attività permanenti che aiutano a sviluppare le attività di informazione e diffusione sul territorio, i programmi, gli danno una logica; dall’altro i direttori artistici da scegliere di anno in anno o per singola manifestazione. A mio parere bisogna dividere queste competenze.”
Kw Art 28.3.2002

Cambia la Giunta municipale e il Centre d'art contemporain di Hérouville-Saint-Clair perde i finanziamenti
La nuova Giunta municipale di Hérouville-Saint-Clair a maggioranza UDF ha stabilito di diminuire i suoi finanziamento al Centre d'art contemporain de Basse-Normandie del 66%.
La riduzione del finanziamento mette in forse l'organizzazione delle attività del centro tra le quali spicca Rencontres vidéo art plastique, una delle manifestazioni più importanti della Francia nel settore video.
La decisione ha suscitato le proteste degli artisti.
Le Monde 28.3.2002

 
  Ci hanno lasciato

Dudley Moore
Dudley Moore è stato un artista molto versatile: attore teatrale negli anni '60, ha lavorato per Hollywood negli anni '70 e '80, per poi diventare, dopo una serie di tracolli artistici e personali, pianista negli anni '90.
Tra i suoi film più noti sono 10 e Arthur, e negli anni '60 prese parte con successo al musical Beyond the Fringe.
The New York Times 28.3.2002

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  27.3.2002
  Arti

La contro-biennale in rete
Se visitate il sito www.whitneybiennial.com non troverete, come potreste legittimamente aspettarvi, la documentazione e le opere d'arte della ufficialissima Biennale d'arte americana del Whitney Museum di New York.
Niente di tutto questo. Troverete le opere di net-art, vale a dire quelle opere concepite espressamente per essere viste sulla rete, raccolte da Miltos Manetas, artista di origini greche che vive a Manhattan.
Manetas ha registrato il dominio alcuni mesi fa e lo ha usato per raccogliervi 180 opere - ben di più delle dieci presenti nel sito ufficiale della Biennale - per lo più eseguite da artisti non professionisti il più giovane dei quali ha nove anni, utilizzando soprattutto la tecnica flash. Questo ha reso le opere più snelle da scaricare rispetto a quelle della esposizione ufficiale, con grande gioia dei visitatori che on sono costretti a lunghe attese.
Infine, il sito prevede un sistema di votazione: potete esprime il vostro gradimento, e le opere meno apprezzate saranno eliminate dalla mostra.
Liberation 27.3.2002

 

  Spettacolo

Festival di Avignone: nel 2002 più spettacolo e meno mercato
Per la prima volta da anni, il numero di spettacoli previsti dal programma del Festival di Avignone - dal 5 al 27 luglio 2002 - è calato rispetto a quello dell'anno precedente.
In questo, il direttore Bernard Faivre d'Arcier ha seguito le indicazioni emerse nel 2001, contenendo il periodo in tre settimane e limitando il numero degli spettacoli a circa 30.
Faivre d'Arcier ha presentato le sue scelte così: " Non c'è un asse tematico, nessuna cornice che delimita il campo della nostra curiosità. La posta in gioco non è di fare digerire a dei consumatori dei prodotti culturali." Dei propositi del tutto inusuali per lui, che suonano coma un'autocritica.
Liberation 27.3.2002

Rinnovato il Cortile d'onore del Palazzo dei papi
Un nuovo allestimento per il Cortile d'onore del Palazzo dei papi di Avignone: modifiche nella disposizione del pubblico e nell'acustica dovrebbero migliorare tanto la visione che il suono.
Quest'anno gli spettacoli nel Cour d'honneur saranno solo due, ma rimarranno in scena per un numero maggiore di repliche. Sono previsti Platonov Cechov per la regia di Eric Lacascade, e noBody con la coreografia di Sasha Waltz.
Le Monde 27.3.2002

 

  Media ed editoria

200mila euro di libri italiani venduti al Salon du livre
Ivan Cecchini, direttore della Associazione Italiana Editori, è entusiasta del risultato ottenuto con la partecipazione al Salone del libro di Parigi. 20.000 libri venduto e pieno di pubblico per le 150 iniziative collaterali.
Il Sole 24 Ore 27.3.2002 

Editions du Laquet fa come e anche meglio dei grandi editori
"Arriva il momento in cui si è obbligati a scegliere: restare un microeditore, o svoltare, acquisire un'altra dimensione, e entrare nella competizione." Dominique Barbier, direttore e fondatore delle Editions du Laquet non ha dubbi. Creata nel 1990, la sua casa editrice risponde ad una regola fondamentale: essere indipendente. Per Barbier questo vuole dire "pubblicare per il piacere di farlo ed operare delle scelte editoriali motivate da tutto salvo che da esigenze commerciali ed economiche." 
Ma come fare a resistere in un mercato nel quale Vivendi e Hachette - direttamente o attraverso società controllate - coprono i due terzi del mercato?
In primo luogo, Barbier ha pensato di controllare direttamente la distribuzione, perché i il sistema che funziona per i grandi non si adatta ai piccoli editori. 
Così, utilizzando le stesse tecniche dei grandi ma su scala ridotta, affidando la distribuzione ad una propria rete, i risultato non è mancato. "Siamo presenti dappertutto, perfino alla Fnac!" dice con orgoglio.
In alcune settori come il teatro, poi, una piccola casa editrice può fare meglio di una grande perché gli autori preferiscono dialogare con un vero editore, piuttosto che con un macchina per fabbricare libri. Insieme all'articolo, è disponibile il video dell'intervista con Dominique Barbier.
Digipresse 27.3.2002

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  26.3.2002
  Arti

L'unico aspetto oltraggioso di Mirroring Evil è la sua debolezza artistica
La mostra sul nazismo e l'Olocausto al Jewish Museum di New York, non è insultante, né fatua, né sensazionalistica o gratuita: l'ironia è che tutta l'arte presentata non vale una protesta, tranne che sotto il profilo artistico. Una buona parte di essa non fa male a nessuno, e questo è il vero crimine.
The Village Voice 26.3.2002

 

  Cinema

Randy Newman vince l' Oscar alla 16esima nomination
Randy Newman, 58 anni, viene da una famiglia di musicisti che hanno messo la loro arte a servizio del cinema: zio e fratelli lavorano tutti nell'ambiente, e il giovane Rendy ha iniziato presto a frequentare gli studi di registrazione.
La sua prima canzone nel 1962, quando era ancora un teenager, e il suo primo album è del 1968: in controtendenza con la moda del momento, Newman aveva preferito i suoni dell'orchestra a quelli della musica psichedelica. I testi parlavano delle depressioni di personaggi sgradevoli e disturbati. Insomma: la sua era la musica di un depresso bohemien.
Questo ha fatto diventare Newman un autore di culto per un ristretto gruppo di supporter, guadagnandogli il plauso della critica, ma senza grandi successi di vendita.
La svolta è venuta quando ha deciso di eliminare i testi dalle canzoni e di  valorizzare la sua capacità di scrivere musica eccellente.
Il primo grosso colpo è la colonna sonora di Regtime di Milos Forman del 1981: le sue melodie non erano più soffocate dalla sua voce e sottolineavano in modo emotivamente coinvolgente le scene del film.
"Non voglio la vostra pietà" ha detto Newman rivolgendosi ai membri della Academy of Motion Picture Arts and Sciences al momento di ricevere l'Oscar per If I Didn't Have You dalla colonna sonora di Monster, Inc.
New York Times 26.3.2002

 

  Media ed editoria

Littératures pirates: fiera del libro a dimensione conviviale
In corso - è aperto dal 19 al 27 marzo - Littératures pirates, fiera del libro alternativa al Salon du livre.
Secondo gli organizzatori, l'editore Amok, Littératures pirates vorrebbe proporre un modo diverso, meno commerciale, di intendere il libro al giorno d'oggi, offrendo in un contesto conviviale, a dimensione umana, della letteratura che punta più alla qualità che alla quantità.
Una atteggiamento radicale che sembra aver attratto un pubblico particolare di amatori che ha frequentato le sale del minuscolo salone durante le ore notturne, dopo aver visitato quello ufficiale.
Digipresse 26.3.2002

 

  Politiche culturali

Erogazioni liberali: 17 milioni di euro dai privati
Secondo il ministro della cultura Giuliano Urbani in sei mesi dalla piena applicabilità dell'articolo 38 delle legge 342/2000, che consente ai mecenati di dedurre integralmente dall'imponibile Irpeg le somme erogate, "il totale delle erogazioni è rimasto ampiamente sotto la soglia prevista dalla legge, e cioè 139 milioni di euro. Il totale delle richieste di deduzione Irpeg ha raggiunto una cifra di poco inferiore ai 17 milioni di euro." Ai beni culturali è andato il 37,4% del totale (6 milioni e 358 mila euro), afferma il ministero, mentre lo spettacolo ha ricevuto il 62,6% dei finanziamenti.
KwArt 26.3.2002

 

  Beni culturali

Jacques Renard si dimette da presidente del Centre des monuments nationaux
Jacques Renard era sotto osservazione da alcuni mesi per la gestione disinvolta dei 115 monumenti nazionali sotto la sua cura.
La scelta di Renard di organizzare eventi spettacolari nei luoghi storici aveva infatti suscitato le critiche soprattutto dei conservatori dei monumenti, preoccupati dall'uso improprio che di essi si stava facendo.
Le sue dimissioni, date in accordo con il ministro della cultura Catherine Tasca, sanciscono la sconfitta del tentativo di aprire i monumenti nazionali alla creazione artistica contemporanea, tramutandoli in centri di animazione culturale.
Liberation 26.3.2002

I precedenti della vicenda dall'archivio di DiArte

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  25.3.2002
  Arti

Gli americani fanno man bassa della fotografia antica francese
La vendita presso Sotheby's della collezione di fotografie del 19esimo secolo di André Jammes ha fruttato globalmente 11,8 milioni di euro. Tra i compratori, in particolare evidenza gli americani.
Liberation 25.3.2002

 

  Spettacolo

Il peso dei valori intangibili
"Di fatto, l´offerta di musica è superiore alla domanda. E il cd non è che uno dei tanti possibili sistemi per ascoltarla. Un sistema con molti difetti. Ha il grave handicap di essere a pagamento; è rigido e superato rispetto all'Mp3; e non ha l´appeal dei vecchi album in vinile con le copertine che facevano sognare. Già. Li ricordate, gli ellepì? Erano oggetti da possedere; riprodurli su cassetta ti dava sì la musica gratis, ma non il fascino del feticcio. Il cd non ha invece alcun valore aggiunto rispetto alla copia casalinga. Quando ne comperi uno, non ti comperi un sogno. Comperi soltanto un pezzetto di plastica con un po' di musica sopra."
La Stampa 25.3.2002

 

  Cinema

A Beautiful Mind vince l'Oscar per il miglior film
Denzel Washington e Halle Berry miglior attore e attrice.
La Repubblica.com 25.3.2002

Uscite dei film contemporanee in tutto il mondo per combattere la pirateria
Allo scopo di combattere la diffusione di copie pirata su cassette, DVD e il download da Internet, le date di uscita dei film negli USA e nel resto del mondo stanno sempre più coincidendo.
Un esempio di questa strategia adottata dagli studios è la prossima uscita del nuovo episodio di Star Wars, previsto per il 16 maggio negli USA e per il 17 in Francia.
Negli USA, nel 2001 il valore del mercato legale delle cassette e dei DVD è stato circa doppio rispetto a quello delle sale cinematografiche - 18,2 contro 9,6 milioni di euro. Questo spiega l'importanza di adottare strategie per limitare i danni economici -  non quantificabili - della pirateria. 
Un problema ancora da risolvere è quello delle uscite dei film per ragazzi, legati al calendario scolastico, a meno di non uniformare i calendari scolastici di tutto il mondo a quello americano!
Liberation 25.3.2002 

 

  Media ed editoria

Sull'onda del successo, Italia ospite permanente al Salon du livre di Parigi
"È possibile che dal prossimo anno l´Italia sia una specie di ospite permanente, che ci sia cioè uno stand tutto italiano dove saranno acquistabili libri dei nostri editori, in italiano. L´anno scorso erano ospiti i tedeschi, venne il cancelliere Schroeder ad inaugurare il padiglione insieme a Lionel Jospin, arrivò Günter Grass per un memorabile e affollatissimo incontro. Ivan Cecchini, direttore dell'Associazione italiana editori, invece sta tirando bilanci entusiasmanti. Solo con il 20 per cento di quanto abbiamo fatto fino ad adesso, potremmo già pagarci l´allestimento di un padiglione più piccolo l´anno prossimo.
La Stampa 25.3.2002

Non c'è ragione di essere depressi, ma gli editori tedeschi non se ne sono accorti
Atmosfera contraddittoria alla Fiera del libro di Lipsia. La grande affluenza di visitatori - 77.000 in quattro giorni - non è stata un motivo di gioia per gli editori che non sembrano aver apprezzato il risultato, forse più occupati di piangere miseria sui bilanci non soddisfacenti che a cogliere l'occasione per proporre nuove idee al pubblico.
In effetti, alcuni tentativi di guidare il mercato librario fuori dalle secche nelle quali sta navigando sono sembrati senza speranza.
Ad esempio, nella convinzione di attrarre il pubblico dei ragazzi Werner Dornscheidt, direttore della mostra, aveva deciso di organizzare una importante sezione dedicata ai fumetti. In realtà, essa è risultata sovradimensionata, è i ragazzi si sono mostrati molto più interessati ai reeding che ad essa.
Frankfurter Allgemeine Zeitung 25.3.2002

 

  Beni culturali

Nuovo visitor centre alla abbazia di Whitby: non si poteva fare peggio
L'abbazia di Whitby, costruita a partire dal settimo secolo sulla collina prospiciente il porto della cittadina dello Yorkshire, è attualmente proprietà di English Heritage, ente pubblico che ha grossomodo i compiti delle soprintendenze italiane.
Grazie ad un finanziamento di 3,5 milioni di sterline (5,6 milioni di euro) provenienti dai fondi della lotteria nazionale, English Heritage ha costruito un visitor centre utilizzando e modificando i ruderi del salone dei banchetti costruito nel 1672. Per poter fare questo, sono stati demoliti i muri con i quali erano state tamponate le finestre circa 200 anni or sono, dopo che l'edificio fu abbandonato e lasciato andare in rovina.
Questa modifica è una inaccettabile insensibilità verso la conservazione dell'aspetto storico del monumento.
Telegraph 25.3.2002

 
  Musei

La National Gallery non deve essere una alternativa alla nuova arte, ma un archivio di possibilità
La National Gallery è stata per troppo tempo un luogo alternativo alla modernità, un museo dove l'arte si è fermata a prima del cubismo, e che non ha saputo cogliere i nessi tra Maestri antichi e contemporaneo. 
Ciò di cui si sente il bisogno è una museo meno influenzato dall'approccio elitario all'arte ereditato dalla borghesia ottocentesca, che non ha saputo apprezzare la modernità artistica, e che, per la legge del contrappasso, è sfociato nel tentativo di dimenticare il passato, del quale la Tate Modern è un esempio  riuscito.
"L'incarico al populista Saumarez Smith suggerisce che il consiglio di amministrazione della National Gallery sa che deve ridefinire il proprio audience. Ma devono rivolgersi al nuovo, visualmente colto pubblico con maggiore intelligenza, non con meno."
Dunque più Goya, Van Gogh, Michelangelo, ma meno Barocco genovese, per cortesia!
The Guardian 25.3.2002

 

 
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