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  10.3.2002
  Arti

Rinascimento afgano
Ringraziando i liberatori, la comunità artistica afgana riemerge dal sottosuolo ridando spazio e vitalità alla creazione. Ogni artista ha una storia da raccontare su come è sopravvissuto alla censura e all'oscurantismo dei Talebani. Musei, televisione, poesia, arti visive e cinema sono in pieno fermento per recuperare le testimonianze dell'identità culturale afgana e per dare al paese un futuro.
"La cultura afgana è stata distrutta molte volte. Da Alessandro il Grande. Dagli Inglesi. Nel 13esimo secolo Genghis Khan attaccò Herat e uccise tutta la popolazione. Sedici persone erano fuori città per diversi motivi. Tornarono per trovare che la città non esisteva più. Prima piansero, poi decisero di ricostruirla, e erano solo in 16. Harat risorse dalla ceneri. Noi lo faremo ancora" dice Makhtoum Rahim intervistato da Andrew solomon.
The New York Times 10.3.2002

 

  Cinema
"E nemmeno si accorgono di essere razzisti"
"Quello che voglio essere è una attrice di colore che lascia il segno spingendosi in direzioni dove nessuna donna ha osato finora."
Così Halle Berry che avrà la possibilità di fare la differenza il 24 marzo, quando potrà essere la prima attrice di colore a vincere l'Oscar per la sua interpretazione di Leticia in Monster's Ball.
Una vittoria la aiuterebbe nella sua battaglia contro il razzismo di Hollywood, spesso talmente radicato da non essere neppure percepito da chi lo esercita.
"Quello che è più duro da digerire - racconta Halle Berry - è quando c'è una storia d'amore con una star di prima grandezza e non c'è ragione per la quale io non possa avere la parte, e ti dicono: Oh, certo ci piace Halle, ma non vogliamo che questa parte sia interpretata da un nero."
The New York Times 10.3.2002
Halle Berry

 

 

  Musei

La strada verso la concessione in uso del bene culturale è lastricata di incognite
Dice il ministro della cultura Giuliano Urbani: "La legge istitutiva del '99 già riconosce la necessità che per la piena valorizzazione del patrimonio artistico lo Stato chieda la collaborazione di Regioni, Enti locali e società civile (cioè dei privati), in quanto il patrimonio è troppo esteso perché possa essere sufficiente il solo intervento statale. In quest'ottica nell'ultima Finanziaria abbiamo previsto il passaggio della gestione da aggiuntivo a global service. Il cambiamento rispetto alla Ronchey, misurato in percentuale, è come dal 20 al 100 percento. Siamo passati dalla complementarietà marginale al tutto."
Ma che tipo di soggetto potrà gestire un museo? E che cosa cambia in termini di tutela? "La legge parla di fondazioni o società per azioni che rispondano al Codice civile - sintetizza Urbani -. Le esperienze vitali di Palazzo Grassi a Venezia, del Fai, della Galleria Colonna a Roma dimostrano che non esiste alcun pericolo per la gestione da parte dei privati. In termini di tutela non cambia nulla in quanto si tratta di un dovere dello Stato e viene esercitato dai soprintendenti."
Il ministro ipotizza anche la possibilità di offrire alle aziende la deducibilità fiscale del 100% dei finanziamenti per i restauri, e prevede una revisione delle fondazioni liriche, a suo parere ancora troppo legate, soprattutto al sud, ai finanziamenti pubblici del Fondo unico per lo spettacolo.
Il Sole 24 Ore 10.3.2002

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  9.3.2002
  Arti

I gossip di Louisa
Louisa Buck è una sorta di Marta Marzotto del mondo dell'arte contemporanea londinese. Grande conoscitrice dei personaggi che lo animano e grande frequentatrice delle opening che contano, ha scritto Moving Targets, un vademecum e who is who dell'arte contemporanea britannica. La Tate Gallery ha guarda caso pubblicato la seconda edizione aggiornata del volume.
Su The Art Newspaper Louisa Buck rende conto degli ultimi avvenimenti, vernissage della mostra di Andy Worhol alla Tate in testa. Ça va sans dire.
The Art Newspaper 9.3.2002

 

  Beni culturali

Ricostruire i Buddha di Bamiyan o no?
Alla ipotesi di ricostruire i Buddha distrutti dai Talebani, sostenuta da Peter Bucherer-Dietschi, direttore del Museo Afghano di Basilea con l'appoggio dell'UNESCO, il sottosegretario ai beni culturali del governo italiano Sgarbi contrappone l'impossibilità di ricreare ciò che è stato distrutto.
Le ipotesi contrapposte saranno presentate nelle prossime settimane in due  convegni in preparazione a Roma e in Afghanistan.
Il Giornale dell'arte 9.3.2002

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  8.3.2002
  Arti

Trovato uno studio di Gauguin finora sconosciuto
Un olio su carta du Gauguin delle dimensioni di 33,5 x 47,5 cm è stato trovato a Douai da Patrick Declerck. L'attribuzione è stata eseguita sulla base della scritta autografa di Mette Gauguin, sua moglie, apposta sul retro che attesta: "cette étude a été faite par Paul Gauguin en 1876 à Paris."
In realtà, l'opera potrebbe essere più facilmente del 1875, cioè precedente a Pont roulant au bord de la Seine, quadro per il quale l'olio ritrovato sembra essere uno studio preparatorio.
Le Figaro 8.3.2002

 

  Spettacolo

Lo scandalo non paga
L'allestimento dissacrante di Un ballo in maschera di Giusepe Verdi prodotto dalla English National Opera - ENO - non ha portato nuovi spettatori al teatro, anzi. Per ammissione della stessa compagnia, ha allontanato il pubblico tradizionale del teatro.
Il controverso allestimento comprende una scena di violenza omosessuale - arbitrariamente aggiunta dal regista Calixto Bieito - e, in un altro quadro, il coro canta  seduto su delle tazze da gabinetto.
Nicholas Payne, direttore generale della ENO ha affermato che lo spettacolo non sta andando bene e che "lo scandalo non ha aiutato il botteghino." I biglietti venduti coprono solo il 57% dei posti disponibili.
The Independent 8.3.2002

 
  Media ed editoria

David Wise compra 20mila copie del suo libro per truccare le classifiche
David Wise, giornalista del Washington Post, ha comperato online nel sito di Barnes & Noble 20mila con la speranza di farlo salire nelle classifiche dei best seller USA.
La Stampa 8.3.2002

 
  Beni culturali

Fuori i nomi
Il Ministero per i Beni e le Attività culturali ha comunicato i nomi dei Soprintendenti che si insedieranno negli uffici rimasti vacanti.
Nel comunicato emanato dal Ministero si specifica che sono state scelte le professionalità più elevate esistenti nei ruoli statali integrate da esperti esterni nella misura prevista dalla legge.
Comitato degli architetti del Ministero per i Beni e le Attività culturali e UIL hanno protestato per la nomina di persone esterne.
Una delle nomine più contestate è quella di Liana Lippi alla soprintendenza per i beni architettonici ed il paesaggio di Ancona. 58 anni, già professoressa di lettere alle scuole medie, ora in pensione, la Lippi è stata "segretaria del Partito socialista italiano per Sanseverino, ha curato per Sgarbi il coordinamento delle mostre sui fratelli Salimbeni e i maestri del Rinascimento; si è candidata in varie elezioni insieme al critico d’arte ed è stata assessore alla cultura del paese marchigiano quando il sottosegretario ne era sindaco. Alle ultime regionali ha coordinato la lista Liberal Sgarbi."
Kw Art 8.3.2002

La prova della doppia piega
Conservare giornali e periodici dovrebbe essere uno dei compiti delle biblioteche, ma a tutto c'è un limite, sembrerebbe dire l'iniziativa della British Library che nel 1999 ha deciso di vendere al miglior offerente un importante collezione di periodici. Ad acquistarli ci ha pensato Nicholson Baker, americano, ricorrendo al proprio patrimonio personale.
Perché le biblioteche si disfano dei periodici. Innanzitutto perché occupano un sacco di spazio. Troppo per i loro bilanci. Poi perché la carta su cui sono stampati i giornali è acida e i tecnici sostengono che non resisterà a lungo. Meglio dunque trasferire tutto su microfilm o su supporti digitali e disfarsi dei supporti fisici originali.
Cosa si sperde? È presto detto. Se è vero che l'informazione viene conservata - ma non ci sono prove riguardo alla resistenza dei microfilm nel tempo - cosa ne direste di una fotocopia dei marmi Elgin? Insomma si perderebbe l'originale.
Baker ha raccontato il problema della conservazione dei periodici in un libro intitolato Double Fold. La piega cui si fa riferimento nel titolo è la prova attraverso la quale i bibliotecari capiscono se la carta di un giornale è prossima a deteriorarsi, e quindi va microfilmato e poi sacrificato. Essa consiste nel piegare e ripiegare un angolo del foglio - come quando volete marcare la pagina dove avete interrotto la lettura - fino a quando il triangolo di carta non si stacca: in base al numero di volte necessarie si stabilisce la resistenza della carta.
Independent 8.3.2002

Le segnalazioni seguenti sono dall'Archivio di Diarte. I link agli articoli originali non sono più attivi

I bibliotecari buttano i libri: continua la denuncia della distruzione del materiale a stampa
Il romanziere Nicholson Baker in Double Fold: Libraries and the Assault on Paper cita nomi e cognomi dei principali responsabili di questo massacro culturale, enumera le pubblicazioni scomparse per sempre, ed invita tutti coloro che hanno a cuore la difesa della cultura a contribuire alla American Newspaper Repository, un'organizzazione che ha fondato con il fine di immagazzinare pubblicazioni destinate al macero. Nel giro di pochi mesi ha già raccolto seimila volumi, ed ora si trova  in possesso di esemplari unici dei quali non esistono copie in microfilm.
La Repubblica 9.5.2001

Nelle biblioteche americane non c’è più posto per i libri
Patricia Battin, bibliotecaria della Columbia University di New York, ha proposto la distruzione dei libri dopo averli microfilmati, per porre rimedio alla mancanza di spazio nelle biblioteche. Le fondazioni Ford e Mellon, le Biblioteche di Ricerca delle Università di Chicago e Yale e la Biblitoeca del Congresso hanno aderito. Ma i microfilm sono meno durevoli della carta, nell'operazione di microfilmatura il 6% del testo va perduto, i microfilm hanno costi di conservazione crescenti. Nicholson Baker, autore di Le Biblioteche e l’assalto alla carta, ha proposto, provocatoriamente, di mettere in vendita i libri, così che essi siano conservati a spese dei cittadini.
La Stampa 1.5.2001

Non gettate il giornale!
Nicholson Baker, romanziere, sta conducendo una battaglia per salvare il materiale scartato dalle biblioteche. Egli ha comperato per 180.000 dollari (360 milioni di lire) 7.500 volumi della raccolta di quotidiani USA che la British Library stava alienando, allo scopo di salvare i giornali intesi anche come oggetto fisico e la storia che essi rappresentano. Il tutto sarà conservato, insieme ad altro materiale analogo, presso l’American Newspaper Repository, una istituzione non-profit fondata dallo stesso Baker.
Electronic Telegraph 4.11.2000

 
  Musei

Jean-Jacques Aillagon presidente del Centre Pompidou
Fedelissimo di Jacques Chirac, per il quale era già stato assessore alla cultura del comune di Parigi, Jean-Jacques Aillagon, 55 anni, è stato confermato dal consiglio dei ministri presidente del Centre Pompidou. 
Nominato alla guida del centro culturale parigino nel 1996, Aillagon è la prima persona a ricoprire questa carica per tre mandati consecutivi: grazie alla modifica del suo statuto introdotta per favorire la realizzazione di progetti di medio o lungo periodo, egli rimarrà alla guida del Centre Pompidou per 5 anni .
Parlando della situazione del Centre, Jean-Jacques Aillagon sottolinea l'insufficienza dei finanziamenti statali - 65 milioni di euro all'anno - che coprono solamente gli stipendi e i costi ordinari, lasciando scoperti i finanziamenti per l'attività espositiva e artistica, per sostenere le quali il centro deve fare ricorso a risorse proprie.
Per questo motivo, egli ritiene auspicabile che lo stato approvi dei provvedimenti fiscali che favoriscano il mecenatismo e la sponsorizzazione.
Aillagon sottolinea anche la necessità che il governo si faccia promotore di una politica chiara nei confronti delle arti contemporanee, evitando la creazione nell'area parigina di istituzioni concorrenti. Pur negando ogni riferimento a riguardo, sembra di poter leggere in questa sua affermazione la preoccupazione per la possibile sovrapposizione delle attività del Centre Pompidou con quelle del recentemente inaugurato Palais de Tokyo, della progettata Cité de l'architecture et du patrimoine e della Fondation Pinault, quest'ultima totalmente privata, ma avversario temibile nell'aggiudicarsi i  finanziamenti di aziende e mecenati, sempre più necessari, ma scarsi in questo momento a causa della recessione economica.
Liberation 8.3.2002

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  7.3.2002
  Cinema

Il ministro perde l'aereo e l'accordo non si firma
Il ministro della cultura israeliano Matan Vilnai, in ritardo a causa di una riunione con il primo ministro Sharon, ha perso l'aereo per Parigi dove avrebbe dovuto firmare un accordo per la coproduzione di film tra Francia e Israele.
L'accordo è molto vantaggioso per Israele perché apre il mercato europeo alla produzione cinematografica israeliana. Esso prevede che i film siano prodotti con una partecipazione del 90% di capitali francesi: in questo modo le pellicole sono considerate europee, e quindi rientrano nelle quote di film prodotti nel vecchio continente che le televisioni e le sale sono obbligate a programmare per legge.
L'insorgere di problemi tecnici e politici tra i ministeri della cultura e degli esteri del governo israeliano hanno prolungato le trattative per la definizione dell'accordo, in discussione da più un anno. Ora è possibile che il French film council, nell'imminenza delle elezioni presidenziali francesi, non sia più interessato a concludere la cosa.
Ha'aretz 7.3.2002

 

  Spettacolo
Dan Jemmett vuole il teatro shakerato, non mescolato
"Quando leggo un testo come Amleto o Ubu mi annoio subito. Tutte quelle parole! Tutti quei personaggi! È incomprensibile! Visto che di fronte a questi testi mi sento come un bambino, per di più stupido, ne traggo vantaggio, e lascio che si scatenino in me gli stessi impulsi che fanno agire e parlare  Guignol." 
Jemmett è un simpatico dissacratore, che assolve con determinazione alla sua missione.
Nato a Londra nel 1967, figlio di attori, ha studiato in Inghilterra filosofia contemporanea, ma anche arti plastiche, teatro e danza al Goldsmith College, e dal 1998 vive a Parigi.
Nel 2002 ha prodotto due spettacoli: prima Shake, forma abbreviata che sta per Shakespeare, e ora è in scena con Presque Hamlet. In entrambi gli spettacoli, Jemmet strapazza, decompone e trita i testi teatrali scespiriani, passandoli irriguardosamente attraverso il tipico senso anglosassone dell'ironia, per restituirli in forma comica e irriverente.
Le Monde 7.3.2002
Il regista Dan Jemmett

 

 

  Media ed editoria

15 concorrenti per l'acquisto delle frequenze di Tv6
Tv6 è stata il canale televisivo indipendente russa, costretto alla chiusura il mese scorso, i cui servizi sulla Cecenia sono stati sgraditi al Cremlino.
L'acquisto delle frequenze occupate dalla tv è conteso tra 15 cordate di offerenti. La situazione sembra ancora molto fluida e suscettibile di accordi tra i concorrenti.
Tra di loro, alcuni giornalisti dell'emittente, sostenuti da un gruppo di 12 uomini d'affari, si sono presentati dopo aver cercato invano di trovare un accordo con Yevgeny Primakov e Alexander Volsky, uomini vicini al Cremlino. Questi, hanno dunque deciso di presentare una propria offerta con la benedizione di Putin, ma accordi all'ultimo minuto tra i due gruppi non sono esclusi.
Altri ex-giornalisti hanno preentato una offerta con il supporto del fondo americano TPG-Aurora, proponendo una televisione commerciale e meno orientata alla politica.
Tra i contendenti anche la Gazprom, già proprietaria dei canali THT e NTV.
Moscow Times 7.3.2002

I precedenti dall'archivio di DiArte

 

  Beni culturali

Jean-Noël Jeanneney nominato presidente della Bibliothèque nationale de France
La nomina è stata convalidata dal consiglio dei ministri, su proposta del ministro della cultura Catherine Tasca.
Jean-Noël Jeanneney, nato nel 1942, docente universitario, ha avuto una brillante carriera politica durante la presidenza di François Mitterrand, per il quale è stato a due riprese ministro al commercio estero e alle comunicazioni. Particolarmente ferrato nel settore audiovisivo e archivistico, è stato anche presidente di Radio France - 1982-1986 - e di RFI - 1983-1986. È stato anche membro della Commission supérieure des archives - 1980-1988.
Con il ritorno della destra, ha ripreso la sua attività di storico, per la quale vanta diverse pubblicazioni.
Jeanneney prende il posto di Jean-Pierre Angremy, dimessosi per raggiunti limiti di età.
Le Monde 7.3.2002

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  6.3.2002
  Arti

Londra capitale dell'arte contemporanea? Sembra proprio di sì.
Alla Royal Academy la grande mostra intitolata Paris. Capital of the Arts. 1900-1968, "un resoconto fascinoso e pieno di spunti su quello che è stato forse il più grande centro propulsivo della creatività europea del secolo appena trascorso"; alla National Portrait Gallery una mostra che celebra i cento anni del Times Literary Supplement, e una dedicata a Mario Testino, fotografo peruviano del mondo della moda e dello star-system; alla White Chapel Gallery mostra di Nan Goldin intitolata Devil's Playground, con foto accumulate in quasi trent'anni di lavoro per testimoniare la vita, la gioia, il dolore, la nascita e la morte; alla Tate Modern mostra dedicata a Andy Warhol.
La Stampa 6.3.2002

Surrealisti al Centre Pompidou
In mostra a Parigi pittura e ready made del movimento guidato da André Breton. Contrariamente a quanto possa fare supporre il titolo, un po' banale, della mostra - La Révolution surréaliste - scelto dal curatore Werner Spies, storico dell'arte specialista di Max Ernst e già direttore del Musée national d'art moderne, essa raccoglie una collezione di opere di grande interesse del periodo tra il 1919 - anno in cui Breton e Soupault concepiscono Champs magnétiques, prime applicazioni della scrittura automatica - e il 1945, anno dell'occupazione tedesca. 
In mostra opere di Breton, Dali, Ernt, Picasso, Tanguy, Miro, de Chirico, Duchamp, Meret Oppenheim, che Spies, vero conoscitore della materia, ha saputo ottenere da musei di New York, Düsseldorf e Madrid, oltre che dacollezionisti privati.
Le Monde 6.3.2002

 

  Spettacolo

Il Festival di Sanremo rappresenta il 3% del fatturato: all'industria musicale italiana serve una politica pubblica
A sostenerlo è Riccardo Clary, presidente di Emi Italia, che chiede al governo l'attuazione di un pacchetto di misure che favoriscano l'industria musicale. Clary chiede una maggiore attenzione del settore pubblico che favorisca la creazione musicale nazionale, e propone la riduzione dell'IVA, la tutela dei punti vendita come accade per le librerie, la reintroduzione dell'educazione musicale nelle scuole, il sostegno all'export e la lotta alla pirateria.
Il Sole 24 Ore 6.3.2002.

Il restauro della Scala suscita perplessità e proteste
Durante alcuni incontri pubblici svoltisi a Milano è stata messa sotto accusa la mancanza di un progetto globale per il restauro del teatro e l'intenzione di sostituire l'attuale palcoscenico meccanico con uno controllato elettronicamente.
Andante 6.3.2002

Daniel Barenboim rinuncia al concerto a Ramallah
Il pianista e direttore d'orchestra ha rinunciato a recarsi a Ramallah perché la sua sicurezza non poteva essere garantita.
BBC News 6.3.2002

Daniel Barenboim a Ramallah
Oggi Daniel Barenboim si recherà a Ramallah, la città palestinese circondata dai carri armati israeliani, dove è confinato Arafat. Barenboim, in aperto contrasto con il  governo incontrerà i giovani palestinesi impegnati ad imparare musica classica.
"Suonerò a Ramallah - aveva detto Barenboim durante una conferenza stampa convocata a Gerusalemme - per dimostrare che non c'è soluzione militare (al conflitto) né da un punto di vista morale né da un punto di vista strategico."
Il Manifesto 6.3.2002

La Royal Shakespeare Company nella tempesta senza capitano
Edward Hall ha ufficialmente lasciato la Royal Shakespeare Company - RSC. 
Edward Hall è tra i registi più promettenti della RSC, figlio di uno dei suoi fondatori, Sir Peter Hall.
Le sue dimissioni avvengono durante le prove per la messa in scena dell'Edoardo III - una commedia raramente rappresentata, attribuita a Shakespeare - a causa dei contrasti con Greg Doran, vice-direttore artistico incaricato di sostituire il titolare Adrian Noble, impegnato in una produzione fuori dalla compagnia.
La mossa di Hall coincide con un momento particolarmente delicato per la RSC, con Noble più interessato a seguire la lucrosa produzione del musical Chitty Chitty Bang Bang in scena nel West End londinese, che a guidare la compagnia, lasciata ad attraversare mari tempestosi senza pilota.
Così l'ultima produzione - Sogno di una notte di mezza estate - ha avuto recensioni pessime, mentre la definizione dei piani per la costruzione del nuovo teatro a Stratford-upon-Avon richiederebbe una sua presenza più attiva.
Independent 6.3.2002

54 milioni di sterline per rinnovare la Royal Festival Hall
Via libera finale al progetto di ristrutturazione della Royal Festival Hall, la sala da concerto che fa parte del complesso di istituzioni culturali situate sulla sponda sud del Tamigi.
I lavori riguarderanno il rifacimento dei foyer, dell'ingresso verso Waterloo Bridge, la costruzione di una nuova ala per ospitare lo staff e gli uffici, il miglioramento della acustica della sala, molto criticata.
I lavori dureranno tre anni e costeranno 82 milioni di euro.
The Guardian 6.3.2002

 

  Cinema

Cantanti-attrici: non sempre il successo avuto in un campo è replicato nell'altro
Glitter con Mariah Carey è stato un disastro. Ma Crossroads confezionato attorno a Britney Spears ha incassato 17 milioni di dollari nel primo weekend di proiezione; Queen of the Damned con Aaliyah, morta in un incidente aereo lo scorso agosto, è al primo posto nella classifica degli incassi; A Walk to Remember con la star diciottenne Mandy Moore ha avuto un discreto risultato nel suo primo mese di programmazione.
Tuttavia, questi risultati sono lontani da quelli di vecchi leoni e leonesse come Frank Sinatra, Doris Day, Elvis Presley o Barbra Streisand. Cher vinse un Oscar con Stregata dalla luna, e Whitney Houston con The Bodyguard ha incassato 122 milioni di dollari negli USA. Senza poi contare la pesistenza del loro successo nel corso degli anni.
The New York Times 6.3.2002

2001 anno fantastico per Hollywood
Secondo il rapporto della Motion Picture Association of America - MPAA - i film USA hanno incassato 8,41 miliardi di dollari nel 2001, ben al di sopra dei 7,7 del 2000.
I costi medi di produzione e di commercializzazione dei film sono scesi da 82,1 milioni di dollari del 2000 a 78,7 milioni del 2001.
Il numero di biglietti venduti è stato di circa 1,5 miliardi, 5% in più rispetto al 200 e cifra assoluta più alta dal 1959.
Il costo medio di promozione e distribuzione dei film è cresciuto da 4 milioni di dollari a 31 milioni di dollari.
Jack Valenti, presidente di MPAA ha ammesso la sorpresa di fronte a cifre così positive.
BBC News 6.3.2002

 

  Media ed editoria

Channel 5 cancella i quiz nel prime time
Seguendo quanto fatto da chanel 4, la televisione commerciale inglese Channel 5 ha eliminato i programmi di quiz che usualmente trasmetteva in prima serata. Al loro posto verranno messi in onda programmi definiti da Andrew Newman, capo dei programmi di entertainment, "più freschi, moderni e intelligenti, rimanendo tuttavia popolari e di facile visione.
The Guardian 6.3.2002

 

  Politiche culturali

Sovrastimati i ritorni economici degli investimenti in strutture culturali e sportive
Questa la conclusione di uno studio condotto in Canada dal C.D. Howe Institute.
John Palmer, il ricercatore della University of Western Ontario che ha prodotto il report, sintetizza in questo modo le conclusioni della ricerca: "La ricerca conduce inesorabilmente alla conclusione che i benefici derivanti dalle attività culturali e sportive non sono lontanamente così grandi come i loro sostenitori pretendono. L'effetto moltiplicatore è normalmente ridotto e può essere perfino negativo in alcuni casi. La creazione di posti di lavoro è minima."
Palmer sostiene che politici e cittadini sono stati indotti erroneamente a credere che stadi e teatri fossero forieri di sviluppo economico e di benefici sociali il cui valore sarebbe stato molte volte superiore al loro costo iniziale.
Riferendosi ai grandi progetti culturali in programma nell'Ontario - Royal Ontario Museum, Art Gallery of Ontario, Canadian Opera Company, Toronto Symphony Orchestra -, Palmer ha affermato: "Come amante della cultura credo che questi progetti siano fantastici. Ma se fossi un povero, mi chiederei perché i miei soldi debbano essere spesi per il divertimento dei ricchi."
National Post 6.3.2002

Leggi il rapporto - in formato pdf.

 

  Architettura
Libeskind suscita la perplessità degli abitanti di Dresda
Daniel Libeskind ha progettato la costruzione nel centro di Dresda di un edificio - probabilmente destinato a contenere un supermercato dell'arte - la cui estetica ha suscitato le perplessità degli abitanti della città tedesca per il contrasto suscitato dalle sue linee tese e spioventi con l'architettura barocca degli edifici del quartiere di Neustadt.
In effetti però, l'edificio, è stato inteso come un elemento di rottura con il panorama circostante, capace di attrarre tanto l'occhio quanto i compratori verso le attività commerciali al suo interno.
La questione è stata oggetto di una discussione pubblica durante la quale l'architetto americano ha difeso il progetto dalle obiezioni degli abitanti e dei difensori del patrimonio architettonico storico dei Dresda.
Il costo della costruzione è stimato in 11 milioni di euro
Frankfurter Allgemeine Zeitung 6.3.2002
La maquette del progetto di Daniel Libeskind a Dresda

 

 

  Ci hanno lasciato

Pasolini avrebbe fatto oggi 80 anni
Scrive Goffredo Fofi: "Come sarebbero stati i suoi 80 anni? Non artisticamente, ma proprio politicamente, egli fu un intellettuale e un cittadino di coerenza straordinaria ed è possibile, dunque, immaginare un Pasolini vecchio certamente sconfitto, ma certamente non-riconciliato. Un fantasma si aggira per l’Italia e tiene compagnia ai non-riconciliati rimasti. Il fantasma di Pasolini è tutt’ora tra noi, e che la destra e la sinistra di oggi abbiano finito col dimenticarlo lo rende ancora più necessario e più caro."
Il Messaggero 6.3.2002

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  5.3.2002
  Arti

Perché Sgarbi se la prende tanto?
Scrive il giornale australiano a proposito della diatriba tra Sgarbi, Bernabè e Hughes: "Un aspetto sorprendente di tutto questo è che solo un mese fa Sgarbi ha spinto a dimissione anticipate il precedente presidente della Biennale in modo da insediare Bernabè, già manager della Telecom. Un aspetto ulteriormente sorprendente è che solo il consiglio di amministrazione può nominare i direttori di sezione."
"Paolo Costa, sindaco di Venezia di centro sinistra e vice presidente della Biennale, dice che Sgarbi ha dato fuoco alle polveri perché può solo dare suggerimenti sulla nomina dei direttori. L'eccessiva impazienza di Sgarbi - dice Costa - sta danneggiando la Biennale."
The Ege 5.3.2002

Robert Hughes rinuncia alla direzione della Biennale arti visive. Sgarbi striglia Bernabè
Commentando la decisione del critico australiano, il sottosegretario Vittorio Sgarbi ha puntato l'indice su possibili errori da parte del Presidente della Biennale di Venezia.
"L'indecisione da parte di Bernabè è stata grande - aggiunge il sottosegretario che aveva fortemente sostenuto il critico australiano - Bernabè non ha mai detto che Hughes non andava bene, ha semplicemente parlato di malattia, di soldi. Non amo chi gioca a scarica barile e non voglio che lo 'smacco' dell'attesa di Hughes ricada su di noi"
Kw Art 4.3.2002

"La vita è troppo corta per perdere tempo con gli indecisi"
Questo il caustico commento di Rodert Hugues a spiegazione del suo rifiuto dell'offerta di dirigere la Biennale arti visive 2003. A suo parere, la Biennale è in uno stato di confusione tale da chiedersi se sarà mai organizzata. Egli lamenta la mancanza di decisioni sull'attribuzione delle responsabilità e sulle linee guida della manifestazione.
New York Post 28.2.2002

 

  Spettacolo

La critica situazione della Brooklyn Orchestra
Reputata la migliore delle orchestre non stabili di New York, nonostante il suo direttore Robert Spano sia uno dei più promettenti giovani conduttori d'orchestra, la Brooklyn Orchestra si trova da 10 anni in una difficile situazione economica dalla quale non riesce a sollevarsi. La diminuzione dei finanziamenti alla cultura a seguito dell'attacco dell'11 settembre 2001 ha messo ulteriormente in difficoltà il complesso.
The New York Times 5.3.2002

 

  Media ed editoria

Su Internet la documentazione scientifica per combattere il monopolio degli editori
Non più di 6 gruppi editoriali concentrano nelle loro mani la proprietà della maggioranza delle testate scientifiche: la Reed Elsevier-Harcourt controlla da sola il 42% di tutte le riviste scientifiche.
Contro questo monopolio dell’informazione scientifica oltre duemila ricercatori  di 138 paesi del mondo - con centinaia di italiani - hanno firmato la petizione per la creazione sul Web di una "biblioteca pubblica della scienza". Nello stesso senso va l'iniziativa della Soros Foundation, che ha finanziato con 3 milioni di dollari (3,41 milioni di euro) la creazione di una banca dati per l'archiviazione degli articoli scientifici.
Il Messaggero 5.3.2002

Il sito della Budapest Open Access Initiative delle Soros Foundation

 

  Architettura
Skylight di Rogers a Francoforte
Nuova costruzione di Richard Rogers a Francoforte: si tratta di un edificio alto 63 metri situato nei pressi della torre gotica Eschenheim, con la quale instaura una intensa dialettica estetica.
L'edificio - che porta riconoscibili i segni dello stile di Rogers nelle facciate  funzionaliste e nelle tubazioni per la ventilazione esterne - ospita abitazioni nella parte superiore, uffici e attività commerciali in quella inferiore.
Skylight si colloca nella tendenza - iniziata a Francoforte con le ricostruzioni postbelliche degli anni '50 - ad affiancare, quando non a sostituire gli edifici antichi della città con i nuovi simboli della modernità. 
Tuttavia, nel progetto dell'edificio Rogers ha prestato particolare attenzione alla sua integrazione con le memorie del passato, anche se la sua dimensione ridicolizza la vicina antica torre Eschenheim.
Frankfurter Allgemeine Zeitung 5.3.2002

 

 
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