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  25.2.02 - 3.3.02

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  3.3.2002
  Spettacolo

Per chi sono le Biennali?
Nel 2002 sono previste almeno 17 Biennali in 15 nazioni. L'anno passato sono state 16.
La proliferazione delle mostre Biennali di arte contemporanea sta iniziando ad essere motivo di riflessione.
Una tendenza che sembra ormai assodata è il tentativo di usare le Biennali come uno strumento di marketing delle città. In questo senso vanno interpretati gli avvicendamenti al vertice della Biennale di Venezia, ora sottoposta ad un più stretto controllo politico.
Tuttavia la loro organizzazione non sembra sfuggita dalla mani dei curatori, anzi. Il partito dei curatori ha molto potere nell'indirizzarne il gusto, e sembra  farlo proponendo indistintamente ovunque nel mondo i medesimi prodotti della ricerca artistica: di conseguenza spesso gli stessi artisti sono onnipresenti, causando una percepibile uniformità delle esposizioni.
The New York Times 3.3.2002

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  1.3.2002
  Spettacolo

Alla Whitney Biennal of American Art massimo ecumenismo espressivo
"Il curatore Lawrence Rinder, in forza allo staff del Whitney Museum, conferma l’apertura ad artisti non necessariamente nati o residenti negli Usa, e rimarca l’attenzione riservata alla multimedialità: la Biennale, giunta al suo settantunesimo appuntamento, si avvale di settori riservati alla Video-art (a cura di Chrissie Iles), alla Internet-art (con progetti selezionati da Christiane Paul) e alla Sound e Performance art, con opere scelte da Debra Singer."
Tuttavia, se le nuove tecnologie occupano una parte di rilievo nella mostra, uno spazio significativo è stato riservato alla pittura, meno gettonata di questi tempi.
Il Giornale dell'arte 1.3.2002

The European Fine Art Fair a Maastricht si apre all'arte contemporanea
La fiera, ampliata rispetto alla passata edizione sia nella durata - 1 giorno in più - che nel numero degli espositori - 9 matricole -, è aperta dall'8 al 17 marzo 2002.
"La XV Fiera di Maastricht si distingue per una presenza più forte nel contemporaneo: sono 32, su un totale di 201 partecipanti, gli espositori nella sezione «Arte Moderna», con un’offerta che dai «soliti» impressionisti e Picasso, arriva ad Arp, Baselitz, Calder, Gilbert & George, Naum Gabo o Mapplethorpe."
Il Giornale dell'arte 1.3.2002

 

  Beni culturali

Le rive del Tevere abbandonate a sé stesse
Diversamente da altre capitali europee, Londra e Parigi in testa, che hanno fatto del fiume che le attraversa una risorsa culturale e turistica, Roma non sembra essere sensibile all'impiego delle rive e delle acque del Tevere.
The Art Newspaper 1.3.2002

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  27.2.2002
  Spettacolo

Un direttore di troppo allo Stabile di Torino
"È certo che mi sono trovato in una posizione strana, squilibrata, con un consiglio di amministrazione, un presidente, Agostino Re Rebaudengo, gli assessori che decidono tutto" spiega Massimo Castri. "Poi, nel luglio scorso è arrivata la faccenda di aiutare Teatro Settimo, un problema non nuovo, mi pare. Ma, da oggi, il teatro di Gabriele Vacis verrà non tanto e non solo accorpato come stabile di innovazione allo Stabile torinese, ma i direttori saranno due, altro che unico!"
Corriere della sera 27.2.2002

La divisione tra direzione artistica e amministrativa la ragione delle dimissioni di Castri
Questa la valutazione del presidente dello Stabile torinese, Agostino Re Rebaudengo: "La ragione di fondo sta nel fatto che il cda ha immaginato, a scadenza del mandato di Castri, nel 2003, di dividere la direzione artistica e organizzativa. Su questo abbiamo riscontrato una posizione molto rigida di Massimo, che voleva restare direttore con un vice a suo insindacabile giudizio." 
Sullo sfondo per il presidente, la vicenda dell'acquisto del teatro Settimo, con l´arrivo di Gabriele Vacis come responsabile del settore innovazione.
Walter Le Moli nominato nuovo direttore dal consiglio di amministrazione "s´è già reso disponibile - ha detto Re Rebaudengo - a trovare, con il cda, una figura amministrativa che l´affianchi."
La Stampa 26.2.2002

Cambia l'orizzonte del mercato musicale: l'industria del disco per la bussola
Per la prima volta nella storia, il numero di CD vergini venduti negli USA ha superato quello dei CD registrati. 
Anche le forme di distribuzione e di promozione della musica stanno cambiando: non solo Internet, ma anche le radio FM, i cui dj erano un veicolo decisivo per spingere i prodotti sul mercato, sta trovando un concorrente nei canali satellitari radiofonici specialistici e di nicchia.
Le innovazioni tecnologiche stanno dunque creando le condizioni per eliminare la mediazione degli specialisti del marketing.
Contemporaneamente, i musicisti rivendicano una fetta più grossa dei proventi dalla vendita degli album, cercando di imporre alle etichette condizioni contrattuali a loro più favorevoli. 
I questo panorama, l'industria discografica sembra faticare a trovare le strategie per arrestare la perdite di quote di mercato.
La consegna dei Grammy Awards sembra voler di nascondere con il glamour di una liturgia inattuale i cambiamenti in atto.
Christian Science Monitor 27.2.2002

Nel 2001 negli USA la vendita di CD cala del 10% a causa della pirateria
Lo sostiene la Recording Industry Association of America - RIAA - citando una ricerca secondo la quale il 23% dei consumatori di musica afferma di non  comperare dischi nuovi avendo la possibilità di scambiare i file musicali attraverso Internret e di copiare i CD con i masterizzatori.
Le vendite di CD negli USA sono passate da 14.3 miliardi di dollari nel 2000 a 13.7 miliardi nel 2001.
BBC News 26.2.2002

Cantanti in libertà

Il progetto di ammodernamento del Teatro Mariinsky suscita controversie
Il Teatro Mariinsky, costruito nel 1860 a San Pietroburgo, necessita di essere ammodernato ed ampliato. L'incremento delle attività, il desiderio di attrarre un flusso di turisti - e di denaro - più consistente dell'attuale, richiede la trasformazione del teatro in un complesso culturale dotato di strutture sceniche e di servizi per il pubblico adatti allo scopo.
Il progetto, che ha la sua guida nel direttore artistico Valery Gergiev, è stato oggetto di un concorso internazionale di architettura, dal quale è uscita vincitrice la proposta dell'architetto USA Eric Owen Moss. Moss ha ideato la costruzione di un nuovo edificio alto 50 metri di acciaio e vetro accanto a quello storico, insieme ad un ponte che li unisce.
Il progetto ha suscitato reazioni negative accesissime sulla stampa russa, molta della quale ha chiesto un nuovo concorso internazionale .
Andante 27.2.2002

 

  Cinema

Amen di Costa-Gavras accende il dibattito in Francia
L'uscita del film diretto dal regista greco Costa-Gavras sul rapporto tra il Vaticano e papa Pio XII con il nazismo e il suo silenzio sull'olocausto scatena le reazioni della chiesa e dei gruppi cattolici integralisti. Liberation propone un completo dossier sul film.
Liberation 27.2.2002

Costa-Gavras forza il silenzio della Chiesa
Il film del regista di Z mostra in un modo molto documentato ma troppo romanzato l'atteggiamento della Chiesa di fronte alla Shoah.
"A differenza di Steven Spielberg, completamente orientato verso la riuscita spettacolare del suo progetto, o di Roberto Benigni, che fa della caratteristiche estreme della situazione un plus-valore per gli effetti che intende ottenere, Costa-Gavras è un regista attento al dibattito sul razzismo e la Shoah, e sensibile agli interrogativi morali che esso solleva. Il suo film, a differenza di quelli dei suoi illustri predecessori, ha la decenza di non cercare alcun happy end."
Le Monde 27.2.2002

Costa-Gavras: "Pio XII ha parlato di razze, non degli ebrei, cioè di una religione
Interrogato dal giornalista di Le Figaro sulla ragione che ha lo spinto a non includere nel film il discorso tenuto da Pio XII il Natale del 1942, nel quale il Papa accennava al massacro di centinaia di migliaia di persone innocenti a causa della loro nazionalità o della loro origine etnica, Costa-Gavras ha risposto: "Il Papa parla di razza: gli ebrei non sono una razza ma una religione. Non cito il suo discorso perché parlare di razze significa parlare degli Slavi e degli zingari, ma non degli ebrei, che per me non sono una razza."
Le Figaro 27.2.2002

 

  Beni culturali

Lostart.de mette in linea la lista dei dipinti sequestrati da nazisti per trovare i proprietari
I musei tedeschi stanno compiendo una ricerca per determinare la provenienza delle opere che compongono le loro collezioni. Lo scopo dell'indagine è di determinare quali di esse siano state sequestrate dai nazisti a proprietari ebrei.
Una volta stabilita la provenienza, Internet diventa lo strumento attraverso il quale sono ricercati i proprietari, o i loro eredi, che, costretti a scappare dalla Germania, si trovano ora sparsi per il mondo.
DW-World.de 27.2.2002

Visita Lostart.de

 

  Musei

Israel Museum di Gerusalemme rinuncia ad una donazione di 42 milioni di dollari
A causa della situazione politica ed economica attuale in Israele, il piano per la costruzione di un visitors' centre e per il rifacimento dell'ingresso dell'Israel Museum di Gerusalemme è stato soppresso.
A causa dell'Intifada e del crollo del turismo mondiale il numero di visitatori del museo è dimezzato, con una diminuzione dell'80% di quelli stranieri.
I direttori del museo hanno valutato che il centro sarebbe costato 1 milioni di dollari all'anno per la sua gestione, troppo per le casse del museo. Un tentativo di convincere Martin Gross di New York, il donatore dei 42 milioni di dollari (48 milioni di euro) necessari a finanziare il progetto, a ridimensionare il progetto è stato vano. Il museo ha quindi perduto la più sostanziosa donazione mai offerta a una istituzione israeliana.
la costruzione della nuova struttura aveva suscitato una ondata di opposizione nella comunità locale a causa della sua estetica povera e della sua dimensione imponente.
Ha'aretz 27.2.2002

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  26.2.2002
  Spettacolo

"Esiste una diffusa opinione non favorevole allo statalismo assoluto come si configura oggi in Italia. E´ anche la mia opinione"
Ad esprimerla, l'opinione, è il sottosegretario Vittorio Sgarbi, interrogato a proposito del finanziamento pubblico al teatro d'opera. 
In alcuni teatri gli incassi da botteghino coprono percentuali molto basse del budget.
"Una situazione evidentemente malata. Se un teatro assistito dal denaro pubblico sfugge al confronto sui risultati, sulla quantità degli spettatori, sul numero dei biglietti venduti, il risultato più importante che raggiunge è quello di penalizzare la vera creatività." 
Spendo, ma non creo? 
"Peggio: faccio quello che voglio, anche se quello che faccio non interessa nessuno, e oltretutto assorbe molte risorse che potrebbero avere una diversa destinazione."
La Stampa 26.2.2002

 

  Media ed editoria

La Rai ha bisogno di un progetto che coniughi qualità emessa e qualità percepita
I dati di audience sono: 25,4% di share per Canale 5, 20,6% per Raiuno; metà del pubblico di Raiuno ha più di 54 anni. 
Non "è ipotizzabile una Rai fuori mercato. L'economia nazionale ha bisogno della Rai e dei suoi spazi pubblicitari e commerciali; ne hanno bisogno l'industria dell'audiovisivo e il suo indotto. La debolezza della concessionaria pubblica verso i consumatori [...] è misurabile soprattutto dalla esiguità di giovani che le prestano tempo ed attenzione. [...] Le prime dichiarazioni dei presidenti Rai sono sempre effettuate a caldo. [...] L'attuale presidente in pectore, Antonio Baldassarre, ha affermato che vorrebbe una Rai che segua i suoi gusti. Speriamo ci ripensi. Ci si perdoni la brutalità ma l'impresa televisiva pubblica ha bisogno di un progetto per il pubblico che coniughi qualità emessa e qualità percepita."
Il Sole 24 Ore 26.2.2002

Artisti e scrittori propongono la loro tv. Una volta al mese
"
Tele+ chiama scrittori, comici, artisti, e magari in un domani anche sportivi, a costruire la tv che amano. Un’intera serata (quattro ore) a loro disposizione per trasmettere quello che preferiscono, quello che credono sia giusto la gente veda. Comincia stasera, a partire dalle 21, Alessandro Baricco." Il mese prossimo sarà la volta di Alessandro Bergonzoni.
Il Messaggero 26.2.2002

Hdp  compra le radio del Sole 24 Ore
Hdp - proprietaria di Rizzoli Corriere della sera - ha acquistato per 46 milioni di euro la totalità del gruppo Sper, che controlla  Radio Italia Network, la syndication Cnr e l'agenzia di stampa Agr.
"Radio Italia Network è la settima emittente commerciale nazionale con oltre due milioni di ascoltatori nel giorno medio; Cnr è invece una syndication radiofonica nazionale costituita da 68 emittenti regionali con 5,7 milioni di ascoltatori nel giorno medio. I ricavi consolidati del gruppo Sper sono ammontati nel 2001 a circa 26 milioni di euro. Con questo accordo «Il Sole 24-Ore» non esce dal settore radiofonico, nel quale resta attiva «Radio-24 Il Sole-24 Ore», l'unica emittente italiana talk and news."
Il Sole 24 Ore 26.2.2002

La CGT propone di tassare i quotidiani gratuiti
Il quotidiano gratuito Metro è in distribuzione da due settimane a Parigi, e le reazioni dei lavoratori della carta stampata stanno diventando più dure: due autisti che distribuivano il giornale sono stati minacciati dai manifestanti inferociti.
La CGT ha formalizzato le sue richieste allo scopo di proteggere i lavoratori della carta stampata da eventuali danneggiamenti causati dall'uscita del nuovo concorrente.
In primo luogo ha chiesto uno studio sull'impatto dei giornali gratuiti su quelli a pagamento. La proposta del sindacato è di tassare i gratuiti per creare un fondo di aiuto alla stampa.
In secondo luogo la CGT chiede che siano definite le regole alle quali i gratuiti devono sottoporsi in caso di diritto di risposta in caso di diffamazione.
Infine, il sindacato chiede che Metro sia costretto a stampare e distribuire il giornale secondo i sistemi consolidati. Attualmente Metro è stampato in Lussemburgo.
Liberation 26.2.2002

 

  Politiche culturali

19 intellettuali inglesi a sostegno di Mario Fortunato, direttore dell'Istituto di cultura italiano a Londra
Su iniziativa di Colin Firth, 19 intellettuali inglesi - tra cui Ken Loach, Harold Pinter, Doris Lessing, Nick Hornby, Hanif Kureishi, Tom Stoppard, Rupert Everett, Salman Rushdie, Elizabeth Mastrantonio - hanno scritto a Silvio Berlusconi per chiedere assicurazioni circa la sorte del contratto di Mario Fortunato, direttore dell'Istituto di cultura italiano a Londra.
I firmatari della lettera, pubblicata da La Repubblica e da The Independent, paventano il fatto che Fortunato sia rimosso dal suo incarico: lo stile frizzante di Fortunato, la sua omosessualità dichiarata, non sembrano essere apprezzati dal governo italiano.
Liberation 26.2.2002

Attori e scrittori in soccorso del direttore dell'Istituto di cultura italiano
Independent 23.2.2002

Il difficile compito di Kate D. Levin
In termini italiani, Kate D. Levin sarebbe l'assessore alla cultura del comune di New York. A lei spetta un compito ingrato: il nuovo sindaco, Michael R. Bloomberg, ha diminuito del 15% il budget dell'assessorato destinato alla promozione culturale, e del 20% quello destinato agli investimenti "in conto capitale."
Tutto il mondo artistico e culturale newyorchese l'aspetta al varco per vedere come gestirà questa difficile situazione.
Quelli dalla memoria più lunga, come Norma P. Munn, presidente dello New York City Arts Coalition, ricorda che l'ultimo drastico taglio al budget della cultura, avvenuto nel 1992, richiese sei anni per essere recuperato.
The New York Times 26.2.2002

Più soldi alle organizzazioni culturali minori di New York
Kate D. Levin, responsabile per la cultura del governo municipale di New York, ha intenzione di riformare la distribuzione di fondi alle organizzazioni culturali della città. Al momento, l'85% dei fondi vanno a un gruppo di solo 35 organizzazioni, tra cui Metropolitan Museum of Art, Carnegie Hall e Lincoln Center.
Secondo uno studio preparato da Alliance for the Arts, la mancanza di un tessuto di organizzazioni culturali vivaci potrebbe causare la "diminuzione di importanza di New York come centro culturale di importanza primaria."
Sulla base di questa considerazione, Levin ha intenzione di adottare uno scema di budget più flessibile per distribuire più fondi alle piccole organizzazioni culturali. 
Levin ha anche annunciato altre misure, come l'intenzione di creare spazi per gli artisti a costi ridotti, un programma di sostegno del mercato dell'arte, e un piano per la raccolta di statistiche di base sull'impatto economico delle istituzioni culturali sulla città.
The New York Times 16.2.2002

 

  Musei

Disponibili 80 miliardi di lire per i Grandi Uffizi. I lavori termineranno nel 2005
La realizzazione del progetto di ampliamento del museo aveva avuto subito un  rallentamento. 
"Il ministro ha assicurato che ci sono 80 miliardi, ma, ha detto, il loro uso finora è stato in parte rallentato da alcune norme legislative, ad esempio la legge Merloni sugli appalti nel settore dei beni artistici."
Kw Art 26.2.2002

Apre a Barcellona CaixaFórum
Il nuovo centro culturale ha trovato spazio nella Fábrica Casarramona, un edificio industriale costruito tra il 1909 e il 1911 dall'architetto e politico catalano Josep Puig i Cadafalch. Esso ospita 72 opere scelte tra le 800 della  collezione di arte contemporanea creata dalla Fundación La Caixa a partire dal 1985 sotto la direzione di María Corral.
La ristrutturazione dell'edificio, iniziata nel 1998, è costata 30,05 milioni di euro.
El Pais 26.2.2002

 

  Architettura

Reichen e Robert, gli Stallio e Ollio dell'architettura
L'uno massiccio, l'altro magro, Reichen e Robert lavorano da 30 anni insieme e sono conosciuti solo con i loro cognomi, proprio come la coppia di comici Laurel e Hardy.
La loro specializzazione è progettare il riuso di edifici industriali: "Siamo diventati i riconvertitori per antonomasia!" scherza Bernard Reichen.
Loro sono i progetti per il riutilizzo degli stabilimenti tessili Leblan a Lille del 1980 - il loro primo progetto di grandi dimensioni in questo campo -, la trasformazione della Grande Halle de La Villette a Parigi del 1985, e la riconversione della fabbrica Menier nel quartiere generale della Nestlé France a Noisiel, nei pressi di Parigi, del 1995.
Le Monde 26.2.2002

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  25.2.2002
  Spettacolo
Tagli ai fondi per la lirica: tutti a casa a vedere l'opera in tv
Il tagli di 40 miliardi (21 milioni di euro) subito dal Fondo unico per lo spettacolo si ripercuote sui bilanci degli enti lirici, costretti a fare quadrare i conti con una riduzione sensibile delle entrate.
Questo sembrerebbe preludere ad una diminuzione dell'offerta di opera nei teatri italiani.
"Attualmente, quelli ritenuti di interesse nazionale sono dodici. Secondo un´ipotesi decisamente liberista, destinata a suscitare molte opposizioni, potrebbero bastarne cinque, scelti per ragioni di eccellenza artistica, di rappresentanza, di opportuni equilibri geo-politici: la Scala di Milano, il Comunale di Firenze, l´Opera di Roma, il San Carlo di Napoli, il Massimo di Palermo. Gli altri sette (Torino, Genova, Verona, Venezia, Trieste, Bologna, Cagliari) verrebbero affidati a finanziamenti regionali e comunali, mentre una ampia politica di defiscalizzazione simile a quella praticata negli Stati Uniti dovrebbe invogliare gli sponsor privati a interventi più generosi."
Di conseguenza "Il tradizionale tipo di pubblico, legato a una fruizione dello spettacolo dal vivo in cui al piacere dell'ascolto si sovrappone il rito mondano dell'andare a teatro, si ridurrà di numero, pagherà sempre più caro il privilegio di riconoscersi in una élite e verrà affiancato da una più ampia platea che si rivolgerà alla televisione, a Internet, ai nuovi meccanismi di riproduzione del suono e dell'immagine come il dvd. Per i melomani video e computer dipendenti i costi saranno minori, maggiore la comodità della fruizione. Come è accaduto per il cinema, anche il consumo dell'opera lirica diventerà meno socializzante, più domestico, più privato."
La Stampa 25.2.2002
Il teatro Carlo Felice di Genova, inaugurato nel 1828

 

Nuovo teatro d'opera in Galles
Finalmente avviata la costruzione del Wales Millennium Centre a Cardiff.
Il centro avrà una sala da 1.700 posti nella quale si esibirà la Welsh National Opera, ospiterà il Urdd youth movement - organizzazione che si occupa dell'educazione artistica per 53.000 giovani gallesi - e la compagnia di danza Diversions.
Il costo stimato dell'opera è di 100 milioni di sterline (161 milioni di euro). L'opera sarà completata nel 2004.
Il Wales Millennium Centre sarà, come sostiene Anthony Freud, direttore generale della WNO, "il faro culturale del Galles, dimostrando il suo impegno verso la cultura e il suo futuro, atteggiamento che attrarrà le produzioni più prestigiose, artisti e pubblico,".
BBC News 25.2.2002

Il progettato dell'esterno del Wales Millennium Centre

 

Orchestrali e direzione uniti per salvare la St. Louis Symphony Orchestra
Notoriamente, i rapporti tra professori d'orchestra e direzione delle orchestra americane sono stati spesso difficili.
In questo caso, però, la grave situazione finanziaria della St. Louis Symphony Orchestra - 10,3 milioni di dollari di deficit nel 2000, con un patrimonio di soli 18 milioni di dollari - ha convinto entrambi a compiere uno sforzo comune per risollevare le sorti del complesso.
A fronte di una riduzione delle paghe dell'8%, i musicisti ora hanno maggiore potere nella decisione degli indirizzi dell'orchestra: due di essi siedono tra i 49 membri del consiglio direttivo e hanno accesso a tutte le care contabili dell'istituzione.
Gli orchestrali, maggiormente responsabilizzati, si sono fatto carico dei problemi, e hanno iniziato a dare il loro contributo anche in campi a loro tradizionalmente estranei, come la raccolta fondi. 
Nonostante ci sia ancora diffidenza tra i donatori, la comunità locale sta iniziando a percepire l'orchestra come un valore da preservare. Questo ha aiutato a risalire la china, anche se la difficile situazione non è ancora stata sanata.
The New York Times 25.2.2002

 

  Beni culturali

La fonte dell'eterna giovinezza
Cristina Acidini Luchinat, direttrice dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze, 
espone il suo punto di vista sul restauro, identificando nella attività di prevenzione e non di cura il nocciolo della attività del restauratore, ma, introducendo la nozione di programma di esistenza, chiarisce che il degrado è inarrestabile.
"Anche l'opera d'arte, come l'essere vivente, ha un programma di esistenza che deve essere valutato, corretto, seguito. Invece, quando si parla comunemente di restauro, la prima immagine che salta agli occhi è quella di un dipinto sporco che, dopo l'intervento, diventa pulito, o di un dipinto lacunato che il restauro reintegra e fa tornare più bello di prima. L'accezione andante è, dunque, quella introdotta dall'infausta formula del ritorno all'antico splendore. Ma l'antico splendore è perso: è passata la storia, con la sua modellazione non sempre gentile."
"Portando alle estreme conseguenze il ragionamento, il nostro scopo sarebbe quello di eliminare il restauro: far si che non siano mai raggiunte quelle condizioni che rendono necessario un intervento. Ma, nella maggior parte dei casi, le opere d'arte non le raggiungono solamente per fattori ambientali o di degrado ma per un naturale deperimento dei materiali."
La Acidini Luchinat sottolinea anche la poca chiarezza esistente quanto alla formazione dei restauratori, "che non danno, sinceramente, uguali garanzie," dove "il blocco di potere dell'università che tende a escludere dalla validazione tutti i percorsi formativi extra-universitari." In particolare, evidenzia la non equipollenza dei titoli rilasciati dai corsi di formazione universitari, che hanno valore legale, e di quelli delle scuole di alta formazione - Opificio e Istituto centrale per il restauro di Roma - il cui titolo non gode del medesimo riconoscimento.
Il Manifesto 25.2.2002

 

 
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