Archivio
  14.1.02 - 20.1.02

 Precedente Seguente

  20.1.2002
  Cinema

I dati dell'affluenza al cinema nel 2001 in Italia secondo Cinetel
Secondo i dati del campione Cinetel - 1856 schermi in 269 città pari al 74% del totale - l'incasso 2001 è stato di 436 milioni e 581 mila euro con un aumento del 4,89% sul 2000. I biglietti venduti sono stati 77 milioni e 270 mila con un incremento del 3,67%. Più bassa che in Francia, Germania, Spagna ed Inghilterra la quota di mercato conquistata dai film europei. "Dobbiamo ancora migliorare - commenta Alberto Francesconi, presidente degli esercenti - perchè probabilmente non si è rivelata efficace l’equazione più schermi-più biglietti. La quota di mercato dei film italiani ed europei occorre che si consolidi almeno al 40 per cento del totale."
Il Messaggero 20.1.2002

Torna su

 

  19.1.2002
  Politiche culturali

Catherine Tasca a tutto campo sulla politica culturale francese
In occasione dell'inaugurazione del Palais de Tokyo, il ministro della cultura del governo francese Catherine Tasca ha risposto alle domande dei giornalisti di Le Monde.
Qual è il posto delle arti plastiche nella politica culturale del governo?
Da una parte abbiamo creato i Fonds régionaux d'art contemporain, dall'altro spingiamo per creare spazi alle nuove forme di espressioni non legate al mercato. L'azione pubblica non può ignorare il mercato, il suo ruolo nella formazione del gusto e nella gerarchizzazione delle opere, ma abbiamo il dovere e la possibilità di offrire un contrappeso, degli spazi di libertà.
La nuova legge sui musei apre ai privati: quali le prospettive?
Cerchiamo una complementarietà accettabile. Non immagino che i grandi musei possano vivere solo di contributi privati. Collaborazioni pubblico-pivato sono augurabili, ma non si può in alcun caso pensare ad una sostituzione. D'altro canto, lo stato non ha i mezzi per costituire una collezione di arte contemporanea a causa dei prezzi di mercato. Per questo la Fondation Pinault, che non ha come obiettivo l'arricchimento delle collezioni pubbliche, è una buona cosa. Inoltre è positivo l'incentivo fiscale contenuto nella legge che spinge le aziende a contribuire all'acquisto dei tesori nazionali.
Come avvicinare il pubblico all'arte?
Intendiamo, con il piano lanciato in collaborazione con il ministero dell'educazione, rafforzare il ruolo dell'educazione all'immagine nell'insegnamento. C'è inoltre bisogno di luoghi come Plateau o il Palais de Tokyo dove il pubblico entra in contatto diretto con gli artisti.
Le Monde 19.1.2002

Per saperne di più su Le Plateau e sul Palais de Tokyo, leggi le segnalazioni di DiArte del 18.1.2002 e del 21.1.2002.

Un emendamento Tremonti alla legge finanziaria 2002 limita le attività delle Fondazioni bancarie nel campo culturale
"La legge finanziaria 2002 introduce importanti e favorevoli aperture sulle possibilità di intervento delle fondazioni anche nel capitale di aziende che non siano strettamente «strumentali» in senso tipico, ma capaci di indurre sviluppo sul territorio. Non vengono invece toccati i settori tradizionali di intervento, inclusi i beni e le attività culturali.
Si tratta quindi di un processo positivo nella determinazione della operatività delle fondazioni. Dove invece l’intervento del ministro Giulio Tremonti sembra preludere a situazioni complesse, e quindi portatrici di ritardi operativi, è nel progetto di riforma degli statuti che apre maggiormente gli organi decisionali a nomine di carattere locale. Il ministro ha ritenuto che le forze politiche dovessero trovare espressione anche nei consigli delle fondazioni e dispone quindi una riforma delle relative norme statutarie. Ciò naturalmente non ha nulla a che fare con il buon funzionamento delle fondazioni.
Inoltre e purtroppo, questa determinazione si accompagna anche alla messa in normale amministrazione delle attività decisionali delle fondazioni, interrompendo la loro progettualità o attività di fornitori di servizi alla collettività nella quale insistono. In alcuni casi questa funzione ha fornito finora importanti iniziative, specie appunto nelle attività di produzione o di valorizzazione dei beni culturali - basti pensare alle iniziative di gestione culturale o a favore delle fondazioni liriche - ed è documentata in questo senso. Anche il ministro Giuliano Urbani, da un altro ufficio del governo, dichiara di pensare molto alle fondazioni bancarie per innervare la sua proposta di gestione allargata dei siti storici statali. L’emendamento Tremonti abbatte queste attività verso la normale amministrazione: uno stop assai pericoloso." Questo è il parere di Giuliano Segre, presidente della Fondazione cassa di risparmio di Venezia.
Il giornale dell'arte 19.1.2002

 

  Musei

Sparite più di 6.000 opere date in prestito dal Louvre ad altre istituzioni
Il Louvre ha al momento in prestito presso altre istituzioni - musei di provincia, ministeri, uffici pubblici - 21.600 opere, delle quali 7.000 sono dipinti, più di quanto non abbia in esposizione nelle sue sale. Da un controllo effettuato su 34.045 opere prestate nel corso di circa un secolo, 6.047 sono perdute o rubate e 699 sono state presumibilmente distrutte durante la guerra. Di queste mancanze non esistono denunce: il furto passa inosservato, o l'autore è un conservatore, un sindaco, un sotto-prefetto, un ambasciatore, se non addirittura un ministro.
Liberation 19.1.2002

Torna su

 

  18.1.2002
  Arti

Le Plateau: a Parigi un nuovo spazio decentrato per la creazione artistica
Aperto a Parigi nel 19esimo arrondissement il centro per l'arte contemporanea Le Plateau, nato dalla lotta degli abitanti del quartiere contro la trasformazione del sito abbandonato dalla la Société française de production - trasferitasi altrove - in un grosso insediamento abitativo. A seguito delle proteste, il progetto è stato ridimensionato e rivisto, comprendendo uno spazio di 700 mq per la creazione di un centro culturale.
Liberation 18.1.2002

 

  Spettacolo
Il declino del disco di classica sintomo di un mercato in crisi
Secondo il Syndicat national des éditeurs phonographiques, le vendite di dischi di classica, dopo aver conosciuto il momento di massima espansione nel1988 con il 14,8% del mercato, sono calate nel 2000 fino al 6,2%. 
Di conseguenza le major stanno chiudendo i loro dipartimenti francesi dedicati alla classica. Lo ha già fatto Warner Classics International chidende la Erato, e la EMI classics France potrebbe fare la stessa fine.
Dalla situazione traggono vantaggio le etichette indipendenti.
Le Monde 18.1.2002

Abeille Musique, etichetta indipendente di classica che ha raddoppiato il fatturato tra il 1998 e il 2001, si guadagna in posto in televisione

 

  Media ed editoria

La legge che impone lo sconto massimo sui libri al 15% ha fatto bene al mercato
Lo sostiene il piccolo editore Sergio Fanucci. "Questa legge ha creato meccanismi positivi a catena. I grandi magazzini hanno modificato le loro politiche: da forti ribassi dei prezzi si è passati a un miglioramento del servizio clienti, aumentando innanzi tutto il numero di libri in vendita. Così si è creato molto spazio per le piccole case editrici. In più, i grandi editori sono tornati a interessarsi delle piccole librerie. La legge sarà in vigore per un anno. Noi speriamo che questi risultati serviranno ad abbassare il tetto degli sconti al 10 per cento."
Il Messaggero 18.1.2002

 

  Musei
Sale chiuse al Louvre: colpa del personale assenteista
Al Louvre le sale chiuse sono sempre troppe: ogni giorno almeno un quarto delle collezioni non è visitabile. Poco personale? Sì, perché molto assenteista - le giornate non lavorate rappresentano circa il 50 per cento - benché già gratificato da un orario di lavoro piuttosto leggero. I negoziati per l'applicazione delle 35 ore (che significano ovunque riduzione del tempo di lavoro) per il Louvre rappresentano invece un aumento: molti dipendenti lavorano oggi una media di mille e 300 ore annuali contro le mille e 600 di legge. L'accusa è contenuta in un rapporto della Corte di conti.
La Stampa 18.1.2002

Henri Loyrette prepara la difesa: la soluzione è nell'autonomia gestionale
Il neo direttore del Louvre si prepara a reagire alle accuse mossa la museo dalla Corte dei conti rivendicando in primo luogo il riconoscimento di una maggiore autonomia nella sua guida, che attualmente fa capo per la parte tutela alla Direction des musées de France, mentre per la gestione è pertinenza della Réunion des musées nationaux - RMN.
Loyrette imputa i problemi messi in evidenza dalla Corte dei conti allo scarso controllo che la direzione del museo attualmente ha sulla gestione del personale e delle entrate. Nel primo caso, egli sottolinea che il personale non fa capo al museo, anche se dal 2003 la situazione cambierà ed esso sara gestito direttamente. Per quanto riguarda il secondo problema, egli lamenta che il 45% delle entrate, pari a 10 milioni di euro, sono versati alla RMN, che poi ridistribuisce i proventi favorendo i musei statali meno ricchi, garantendone la sopravvivenza. Di conseguenza il Louvre riceve meno di quello che dà. "Il  principio mutualistico - dice Loyrette - non è messo in discussione. Si tratta solo di aggiustarlo."
Le Monde 18.1.2002

Le piramidi nel cortile del Louvre

 

Torna su

 

  17.1.2002
  Cinema

È Praga la città emergente dell'industria cinematografica in Europa
Seconda solo a Londra, Praga è diventata la Mecca dei produttori cinematografici. Negli ultimi 11 anni, dopo la caduta del comunismo, centinaia di produzioni cinematografiche - quella di Titanic e di Salvate il soldato Ryan tra le altre - hanno tratto vantaggio non solo delle stupefacenti location offerte dalla città e dei bassi costi, ma anche delle strutture e del personale qualificato la cui origine risale indietro nel tempo. Il giro d'affari annuale è valutato in 200 milioni di dollari. "200 milioni di dollari sono una grande spinta per l'economica locale" dice il produttore ceco Tomas Kreci, "perché si iniettano soldi senza portare via  nulla o inquinale il paese. Non ci sono effetti negativi. La produzione di film è il perfetto investimento straniero." Le prospettive future di tanto successo sono però messe in forse dalla reazione dei produttori americani dopo l'11 settembre.
Christian Science Monitor 17.1.2002

 

  Beni culturali

Un gruppo di parlamentari inglesi fa pressione per la restituzione dei marmi Elgin
90 parlamentari e attori si sono dichiarati favorevoli alla restituzione dei marmi Elgin alla Grecia in occasione delle Olimpiadi del 2004.
The Guardian 17.1.2002

Reclamati dalla Grecia, i marmi del Partenone resteranno al British Museum
Secondo il direttore del museo Robert Anderson i 56 fregi e 19 statue trasportati da Lord Elgin da Atene a Londra non potranno essere restituiti alla Grecia perché il consiglio di amministrazione del museo non ha potere di disporre delle collezioni. 
Il direttore del British Museum fa notare con una punta polemica che Atene, invece di reclamare la restituzione dei pezzi, darebbe prova di maggiore sensibilità se esponesse in modo appropriato le tante sculture del Partenone attualmente ammucchiate nei depositi.
KwArt 15.1.2002

 

  Musei
Il MoMA trasloca
Il Museum of Modern Art di New York trasloca nella sede provvisoria di Queens, vicino all'istituzione sorella PS1 Cotemporary Art Center, per consentire il rinnovo e ampliamento della sua sede storica a Manhattan. La sede sarà provvisoria sarà inaugurata il 29 giugno con tre esposizioni contemporanee basate su una scelta dei capolavori proprietà del museo, tra i quali Matisse, van Gogh, Warhol e Pollock.
Il progetto dei lavori alla sede storica è dell'architetto giapponese Yoshio Taniguchi. Per il suo completamento è prevista una spesa di 650 milioni di dollari (706 milioni di euro).
BBC News 17.1.2002

Nei prossimi 4 anni taglio del 25% ai fondi comunali per i musei di New York
Musei in difficoltà finanziarie a New York. I problemi coincidono con l'avvio dei progetti di ristrutturazione o di ampliamento che molti di essi hanno in programma. Sebbene il finanziamento della città di New York non rappresenti che una parte del budget necessario per il loro completamento, la sua concessione è di grande importanza per convincere altri donatori ad unirsi all'impresa.
Quindi la riduzione dei fondi comunali causa problemi economici a cascata.
I musei colpiti dal taglio sono tanto quelli più orientati ai turisti, quanto quelli rivolti alla comunità locale come il Queens Museum of Art.
Le istituzioni che più hanno da perdere sono: il Metropolitan Museum - 26,2 milioni di dollari promessi dalla città, il New York Botanical Garden - 31,3 milioni, il Museum of Modern Art - 30 milioni, il Queens Museum of Art - 23,7 milioni di dollari, il Solomon R. Guggenheim Museum - 24 milioni, l'Aquarium a Coney Island - 31,4 milioni.
In questo clima, sembrano un sogno irraggiungibile progetti quali la costruzione della nuova sede del Guggenheim Museum sull'East River a Lower Manhattan, il cui costo è stimato in 900 milioni di dollari e per il quale è stato preparato un progetto da Frank Gehry.
The New York Times 16.1.2002 (*)

Il Modern Art Museum di New York

Il nuovo edificio del Queens Museum of Art progettato da Eric Owen Moss

Il nuovo Guggenheim Museum progettato da Frank Gehry

 

  Ci hanno lasciato

È morto il premio Nobel Camilo Jose Cela
Vincitore del Nobel nel 1989, è morto a Madrid all'età di 85 anni lo scrittore spagnolo Camilo Jose Cela. Iniziatore del tremendismo - romanzo di impronta realista - con il suo primo romanzo del 1942 La famiglia di Pascual Duarte, egli si opponeva allo stile lirico che aveva caratterizzato i romanzieri spagnoli del periodo antecedente. La sua prosa è lacerata da immagini violente e grottesche originate dalla guerra civile spagnola, che ha causato più di un milione di morti.
BBC News 17.1.2002

Torna su

 

  16.1.2002
  Spettacolo

Libro bianco delle etichette indipendenti francesi contro l'iperconcentrazione del mercato discografico
In nome del mantenimento della diversità culturale, i produttori indipendenti chiedono la costituzione anche per il disco di sistemi di incentivazione all'investimento analoghi a quelli adottati per il cinema. Uno dei problemi segnalati, ad esempio, è la disparità tra major del disco ed indipendenti nella possibilità di accesso alla pubblicità televisiva, possibile per la musica a partire dal 1988, a causa degli alti costi che essa comporta.
La presentazione del libro pubblicato dall'UPFI - Union des producteurs phonographiques indépendants - avverrà in occasione del 36esimo Midem - Marché international du disque et de l'édition musicale. L'UPFI, creata nel 1993, raggruppa circa 60 produttori discografici indipendenti che rappresentano il 10 % - 15 % del mercato, per un valore di 1,83 miliardi di euro.
Le Monde 16.1.2002

 

  Cinema
"Ciò che resta del cinema è cosa per appassionati, ma il cinema non è fatto per essere un vecchio feticcio nostalgico"

 

Questo il tagliente giudizio di Maurice Pialat, senza dubbio il più grande regista cinematografico francese vivente. A 76 anni, nonostante la sua salute sia compromessa, Pialat spera ancora di tornare a girare, dopo aver terminato nel 1994 la sua ultima opera le Garçu, ma egli stesso non sa dire come e quando. "Il 95% delle persone che appaiono nei film sono morte, ma sono ancora vive se le guardiamo sullo schermo. Io vorrei, dal mio canto, girare dopo la morte. È una illusione, ovviamente. Allora, ad un certo punto, mi sono detto che vorrei piuttosto che tutto sparisse. Gli studi, le sale di montaggio, i cinema i film, che tutto bruciasse, anche i miei film. Adoro vedere mio figlio nei venti minuti in cui recita in Garçu, ma anche questo deve andare in fumo. Questa idea mi è venuta mentre montavo il film, nel momento in cui sentivo la malattia e la vecchiaia sopraffarmi. Mi sento debole. A volte va meglio, faccio le capriole, ma altre volte un nonnulla mi  esaurisce, cado di frequente e non riesco neanche ad aprire la porta di casa."  Il Festival di Angers propone l'integrale de film di Maurice Pialat.
Liberation 16.1.2002

Una breve biografia di Maurice Pialat.

 

  Politiche culturali
Una scelta di vita: le vecchie liturgie culturali di Catherine Tasca Catherine Tasca, ministre de la culture et de la communication / Photo AFP
Catherine Tasca

 

Una scelta di vita è il titolo del volume con il quale Catherine Tasca, ministro della cultura del governo francese, celebra il suo impegno nel campo dell'arte e della cultura, difendendo orgogliosamente una attività pluridecennale. 
"La lettura di questo libro pugnace lascia tuttavia un curioso senso di vacuità. Il suo svolgimento ben oliato non lascia mai spazio a un'emozione o a un dubbio. Nessuna inquietudine sembra perturbare le certezze di Catherine Tasca. Tutte le domande poste da questo inizio secolo sono appena evocate: la necessità della riforma di un ministero asfissiato da una crescita accelerata negli ultimi 20 anni, la balcanizzazione della cultura, la modifica profonda dello statuto dell'arte e dell'artista nella nostra società, il dilagare del modello americano, la messa in causa o il superamento - o meno - della cultura occidentale.
Imperturbabile, il ministro della cultura continua a celebrare le vecchie liturgie del 20esimo secolo in una lingua morta. Le sue prospettive non sono più sufficienti nemmeno per coloro che condividono la sua stessa visione del mondo."
Le Monde 16.10.2002

 

  Musei
Il British Museum in difficoltà finanziarie pensa ai licenziamenti e chiude le sale
Il Gran Court del British Museum
La direzione ha annunciato un taglio del 15% al budget del museo di 45 milioni di sterline (67,5 milioni di euro). Per raggiungere questo risultato il museo chiuderà a turno da 20 a 30 delle sui 100 gallerie, scegliendo tra le meno visitate - quelle con le antichità greche e romane - e ridurrà l'orario di apertura serale del cortile interno. Il piano di risparmio prevede anche licenziamenti tra le 1.000 persone impiegate al museo.
Le difficoltà sono dovute al calo dei turisti e al diminuito finanziamento governativo. Nel 2001 il museo ha avuto 4,6 milioni di visitatori.
Telegraph 16.1.2002

 

  Architettura
Jacques Herzog e Pierre de Meuron premiati con l'Equerre d'argent
La facciata grigio parigino dell'edificio premiato

Il premio, assegnato ogni anno dal gruppo Moniteur a riconoscimento del valore di un'opera situata in Francia, è stato assegnato quest'anno agli architetti elvetici Jacques Herzog e Pierre de Meuron per la costruzione di una casa popolare nella rue des Suisses, 14e arrondissement.
Le Monde 16.1.2002

Torna su

 

  15.1.2002
  Arti

Chiude la galleria londinese Alex Reid & Lefevre
La chiusura della galleria specializzata in opere di impressionisti è un segno dei mutamenti del mercato dell'arte. Spiega Desmond Corcoran, azionista di maggioranza della galleria: "Il mercato è cambiato moltissimo, tanto da non rendere più necessario affrontare i costi di una galleria. Le abitudini dei compratori sono cambiate: i ricchi non vengono più a Londra per fare il giro delle gallerie come un tempo, e le fiere sono una buona occasione che consente ai mercanti di incontrare i clienti. La legislazione europea e le tasse sull'importazione hanno poi dato il colpo finale." D'ora in avanti Corcoran agirà come consulente per i vecchi clienti e per i nuovi che vorranno servirsi dei suoi expertise.
The Art Newspaper 15.1.2002

 

  Spettacolo

Timidi segni di ripresa nella vendita degli album di classica
La fine dell'anno ha portato qualche segno positivo per il mercato della musica classica, con una promettente performance di vendita del formato DVD.
Tuttavia la tendenza rimane negativa: negli ultimi 3 anni, la classica ha perso il 20% delle vendite e ora conta per l'1,8% del mercato discografico. Per un paragone, il jazz è al 2,5%, il rock al 25%.
Andante 15.1.2002

 

  Media ed editoria
La leadership d Michael Eisner, padre padrone della Disney, scricchiola

 

Nonostante sotto la direzione di Eisner la capitalizzazione in borsa della Disney sia passata da 2 a 90 miliardi di dollari, a partire dal 1999 c'è stata una forte diminuzione della redditività della corporate. I profitti operativi del 2001 saranno inferiori del 10-15% rispetto al 2000. Il valore delle azioni è sceso dal massimo di 44 dollari del maggio 2000 agli attuali 22.
Per rimediare, la Disney ha tagliato 600 milioni di dollari di  investimenti, e ridotto il personale di 4.000 unità.
Le cause della debacle sono nel mancato successo delle ultime produzioni cinematografiche - il film di animazione Atlantis è passato senza lasciare traccia di sé -, nel calo di visitatori dei parchi a tema, e nelle difficoltà riscontrate nella gestione delle reti televisive. In particolare, il network ABC ha perduto il 21% di share e il suo margine di profitto è previsto in calo del 24%.
Gli azionisti iniziano a guardare con meno simpatia alla gestione di Michael Eisner, uomo dalle indubbie capacità ma anche dalla personalità piuttosto ingombrante.
Guardian 15.1.2002

 

  Politiche culturali

Due commissioni governative al lavoro per la riforma della legge sulla tutela dei beni culturali. Quali le questioni calde?
La prima commissione è impegnata nella revisione del provvedimento di dichiarazione di interesse storico artistico, la tanto temuta notifica, uno dei punti chiave della protettiva legge del 1939 che regola la tutela dei beni culturali; la seconda ha il compito di riscrivere le leggi 1089 sulle cose di interesse storico artistico e 1497 sulle di bellezze naturali, che già erano state riorganizzate, senza grosse modifiche, in un testo unico nel 1999. 
Uno dei punti controversi è la divisione tra tutela e valorizzazione, se queste due attività possono essere separate e, se sì, a chi debba spettare la tutela: allo stato o può essere decentrata localmente? 
Commenta il giurista Tommaso Alibrandi: "Il vero problema è la distanza dal territorio. Tra un interesse puramente culturale e morale e un interesse economico, prevale l'interesse economico. E allora la vicinanza al territorio della sede decidente è pericolosa. La sede locale è fortemente condizionata dagli interessi locali. Sono sempre stato fautore della tesi che per tutelare ci volesse una certa distanza. Ma questo limitatamente al nucleo forte della tutela: all'imposizione del vincolo, alla titolarità degli uffici di soprintendenza. Non c'è solo il rischio dello speculatore, c'è anche il problema, tanto per fare un esempio, della costruzione di un'autostrada... Per tutto il resto, chiunque possa contribuire è bene che contribuisca..."
Il Manifesto 15.1.2002

 

  Beni culturali

Venezia pensa ad un ticket per i pullman e i grandi motoscafi turistici
Per limitare il numero di turisti giornalieri - in un anno si contano almeno 10 milioni di giornalieri, 30 mila al giorno, contro un milione e mezzo di turisti che pernottano in alberghi - il comune di Venezia pensa di introdurre un ticket da 180 euro i cui proventi potrebbero essere destinati a rimediare ai gusti del turismo di massa, ad esempio lo smaltimento dei rifiuti.
In progetto anche una metropolitana sublagunare da Tessera a Murano e all'Arsenale. "Le difficoltà non sono gravi, perché l´unica linea correrà sotto fondali sicuri e liberi. Il costo non sarebbe favoloso: da 200 a 300 miliardi di lire" dice il sindaco Costa.
La Stampa 15.1.2002

 

  Ci hanno lasciato

È morto Ted Demme
Il 38enne regista di Blow è morto, probabilmente per arresto cardiaco, mentre partecipava ad una partita di pallacanestro fra celebrità.
Il Messaggero 15.1.2002

Torna su

 

  14.1.2002
  Spettacolo

Il segno dei tempi: la WNO licenzia 5 professori d'orchestra per far posto a manager amministrativi
La Welsh National Opera è considerata una delle migliori compagnie inglese ed è portata ad esempio per il suo impegno artistico, la qualità e la quantità delle produzioni. Nonostante ciò, la WNO è incorsa nel processo di stabilisation messo in atto dall'Arts council per riformulare la strategia gestionale dell'istituzione.
Il verdetto è stato: 5 professori d'orchestra licenziati, per fare posto ad un addetto alle relazioni con la stampa e uno per le sponsorizzazioni.
Risultato: depressione del personale e stagione 2001 - 2002 tra le più ottuse a memoria d'uomo.
Telegraph 14.1.2002

Dall'archivio di Diarte:  15 mesi fa The Guardian pubblicava un articolo sulla WNO per dire...

La Welsh National Opera non è un teatro ricco. Tuttavia le sue produzioni sono di qualità e successo. La ricetta: provare molto e fare a meno delle star
Moshe Leiser, belga, e Patrice Caurier, francese, sono i registi di Orfeo e Euridice di Gluck in produzione alla WNO. La coppia mette in pratica una ricetta tanto semplice quanto inusuale in un ambiente dominato dallo star system delle grandi voci liriche, e che risponde perfettamente all’impostazione gestionale del teatro il cui budget non consente di pagare i loro alti ingaggi. Essa si basa su lunghi periodi di prova, impegno nei confronti della compagnia e degli attori, sospetto verso le star che, perennemente in viaggio, si concedono solo per pochi giorni. I due registi, che leggono la musica, partecipano assiduamente alle prove insieme al direttore dell’orchestra, concertando i rispettivi punti di vista sull’interpretazione. Ogni produzione ha un periodo di prove di 6 settimane. Poi essa gira per l’Inghilterra secondo gli impegni presi con l’Art Council al momento di ottenere i finanziamenti. In questo modo alla compagnia è assicurato un audience di 12 milioni di persone.
The Guardian 2.10.2000

 

  Cinema

"In Francia hanno fatto col cinema un’industria e una politica culturale"
Lo afferma Andrea Occhipinti, che coproduce e importa film francesi. Continua: "I frutti si sono visti grazie a un sistema legislativo e di investimenti che aiuta il cinema nazionale, la cui produzione, molto diversificata, cinema d’autore ma anche gran spettacolo, è oggi al 46% del mercato, mentre in Italia siamo sotto al 20%." 
Dopo i successi del 2001, per il 2002 si preannuncia la seconda ondata con Asterix e Obelix missione Cleopatra in uscita in Francia, mentre in Italia arriveranno Vidocq con Depardieu e Tanguy di Chatillez. Al festival di Berlino ci saranno tre titoli francesi di peso: Laissez-Passer di Tavernier, Il vicario di Costa Gavras, 8 donne, da una commedia di Ralph Thomas.
Corriere della sera 14.1.2002

Film assicurati contro il flop, ma gli assicuratori si rifiutano di pagare i danni
I corso a Londra una causa tra alcune compagnie di assicurazione e studios cinematografici. Questi, per avere più facilmente prestiti dalle banche e finanziamenti alla produzione, avevano assicurato i film contro il rischio che i guadagni non raggiungessero il livello sperato. Ora le compagnie di assicurazione si rifiutano di coprire il danno in una decina di casi - altrettanti flop al botteghino - adducendo inadempienze contrattuali da parte delle produzioni.
Sarà il tribunale a decidere chi ha ragione.
Financial Times 14.1.2002

Redford annuncia un fondo per la produzione di documentari finanziato da Soros
Robert Redford ha annunciato la creazione del Sundance International Documentary Fund dotato di 4,6 milioni di dollari (5 milioni di euro) per finanziare la produzione di 50 documentari all'anno nell'arco di 4 anni. 
Il documentario è un genere cinematografico al quale il Sundance Film Festival ha prestato molta attenzione nei 20 anni della sua storia.
Contemporaneamente, il Sundance cable channel, lanciato da Redford nel 1996 per la diffusione di film indipendenti, attiverà un canale dedicato al documentario.
Il fondo è finanziato dal mago della finanza George Soros.
BBC News 14.1.2002

La lunga marcia del cinema indipendente secondo Robert Radford
Robert Redford, inaugurando a Salt Lake City nello Utah 'edizione 2002 del suo festival ha, un po' ottimisticamente, sottolineato il ruolo del cinema indipendente nel registrare e  influenzare, per quanto enormi possano essere, i cambiamenti.
Ricordando i primi anni in cui le sue posizioni di sinistra lo rendevano decisamente poco gradito alla popolazione e alle amministrazioni locali - tra le più conservatrici degli States -, Redford ha parlato dalla più lussuosa sala di concerti della città, all'ombra di quell'enorme tempio mormone cui tutte le strade smembrano portare quando ti infili a Salt Lake. Di strada, nel cinema e in Utah, diceva dal podio, ne abbiamo fatta. E parte delle complesse trattative che hanno caratterizzato il rapporto tra Sundance e comunità locale, sono riflesse nella tradizionale cerimonia di apertura del festival, un'occasione per la mondanità locale di assaggiare un po' di cinema off.
Il Manifesto 12.1.2002

 

  Politiche culturali

I comuni in mano alla destra tagliano la cultura progressiva
Cahors, Montauban, Châteauroux, Nîmes, Strasburgo sono le principali città dove la destra, andata al potere con le elezioni del 2001, ha tagliato fondi e spazi alla cultura progressiva. 
Già dopo le elezioni del 1995, Toulon, Vitrolles, Marignane e Orange, in mano al Fronte nazionale, con iniziative populiste di carattere regionalista hanno dato una dimostrazione della concezione della cultura di quel partito. Con le elezioni successive, che hanno sancito un arretramento della sinistra, hanno confermato la tendenza: sovente assente dal dibattito pre-elettorale, la cultura non si è dimostrata essere uno dei settori nei quali le nuove amministrazioni sono interessate ad investire.
Un incontro alla Laiterie di Strasburgo, centro consacrato alle culture alternative, ha fatto il punto su questo aspetto della politica culturale francese.
Liberation 14.1.2002

La rivoluzione dei sindaci: la cultura terreno di scontro e strumento di comunicazione politica
La grande quantità di strutture culturali diffuse sul territorio francese, frutto anche della politica di decentramento messa in atto dallo governo, è finanziata principalmente dai comuni. Questo le ha messe nella condizione di essere il terreno di confronto tra destra e sinistra, dove la prima accusa l'azione della seconda di elitarismo e trova modo, chiudendo le esperienze avviate in precedenza, di rassicurare il pubblico più spaventato dalla novità artistica e di utilizzare le strutture culturali come una efficace macchina di comunicazione politica.
Liberation 14.1.2002

La Francia riconosce dignità universitaria all'insegnamento dell'arte
Jack Lang, ministro dell'educazione, e Catherine Tasca, ministro della cultura del governo francese, annunciano oggi il piano Art et Culture con il quale gli insegnamenti artistici saranno integrati nei corsi universitari. Questo non solo modificherà l'insegnamento universitario introducendo nuovi orientamenti, ma avrà anche conseguenze sui corsi delle scuole medie, che dovranno prevedere la possibilità di un piano di studi con indirizzo storico-artistico. 
L'accordo Lang-Tasca, tuttavia, non si riferisce solo alla storia dell'arte, ma comprende anche il teatro, il cinema, la danza, le arti plastiche e tutte le discipline che impiegano le nuove tecnologie per produrre arte, che avranno d'ora in poi un posto nell'insegnamento universitario. 
Il piano è finanziato con 2,6 milioni di euro per sostenere i progetti artistici e le residenze degli artisti presso le università.
Le Monde 14.1.2002

 

  Beni culturali
Consiglieri del governo ai ferri corti per un centro commerciale a York
La Clifford's Tower a York

 

English Heritage e la Commission on Architecture and the Built Environment, entrambi consulenti del governo per il patrimonio architettonico, hanno espresso pareri divergenti circa la costruzione di negozi nella Clifford's Tower, situata nel centro storico di York, uno dei siti storici e delle attrazioni turistiche più importanti dell'Inghilterra. 
In particolare la controversia verte sul progetto di ristrutturazione dell'edificio presentato dagli architetti Taylor per conto della società immobiliare Land Securities, che non terrebbe sufficientemente conto dell'insieme storico-architettonico del sito, focalizzandosi solamente sulla conservazione del singolo edificio.
The Guardian 14.1.2002

Pompei pronto al decollo: un generale dell'aeronautica nominato city manager del sito archeologico
Il ministro per i beni e le attività culturali Giuliano Urbani ha nominato come city manager per la soprintendenza di Pompei un militare: è Giovanni Lombardi, generale dell’aeronautica militare. L’alto ufficiale, che non vanta precedenti esperienze nel campo dei beni culturali, sostituisce Gherpelli, che si è dimesso.
“La nomina – afferma in una nota il ministro – è un segnale preciso che il governo intende affrontare i problemi connessi alla gestione e alla valorizzazione di Pompei con la massima determinazione”.
KwArt 14.1.2002

 

(*) Gli articoli del New York Times sono disponibili registrandosi gratuitamente.

 
torna all' inizio della pagina