Le segnalazioni del 10 - 16 settembre 2001

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16.9.2001

ARTI

King Charles Saatchi
Storia, fatti e misfatti del collezionista che quanto nessun altro ha dato fiato al fenomeno della Brit Art.
The Sunday Times 16.9.2001

 

SPETTACOLO

Robert Lepage insieme a Peter Gabriel mettono in scena Zulu Time
Lo spettacolo, prodotto da Ex Machina - la compagnia del compositore e regista Québécois Lepage - utilizza le tecnologie multimediali all'interno della narrativa teatrale. Tra gli artifici scenici lo spettacolo fa uso di sei mostri robot, e mette in scena un D.J., contorsionisti e ballerini di tango a testa in giù. Zulu Time è il pezzo forte di un festival organizzato a New York per celebrare la cultura del Quebec.
The New York Times 16.9.2001 (*)

Iniziato a Parigi il Festival d'Automne
Dal 17 al 21 settembre si tiene a Parigi la 30esima edizione del Festival D'Automne. Iniziato nel 1972 sotto la direzione di Michel Guy, dopo la sua scomparsa nel 1990 il Festival è diretto nel segno della continuità da Alain Crombecque. Le sue proposte offrono uno sguardo sulle avanguardie dello spettacolo e delle arti provenienti dagli Stati uniti, l'estremo oriente,  l'Europa dell'est, senza tralasciare gli artisti francesi emergenti e la musica contemporanea. Il festival ha un budget di 23 milioni di franchi (6,8 miliardi di lire), 9 dei quali provengono dallo stato, 4 dal comune di Parigi, 4 da sponsorizzazioni e 6 da risorse proprie.
Le Figaro 16.9.2001

Il programma del Festival.

 

MEDIA ED EDITORIA

Giuseppe Pontiggia vince il Campiello
"
Con 103 voti e un’ovazione affettuosa ha vinto Giuseppe Pontiggia. Ed era ora, visto che aveva partecipato alla gara da favorito nel ’79 con Il Giocatore invisibile, e aveva poi collezionato nuovi pronostici vittoriosi e nuove delusioni nell’84 con Vite di uomini non illustri."
Corriere della sera 16.9.2001

Frederick Forsyth superato dalla realtà
Nel 1983 Frederick Forsyth aveva pensato ad un romanzo il cui intreccio si sarebbe basto sul dirottamento di un aeroplano da parte di terroristi allo scopo di schiantarlo contro un grattacielo. Lo scrittore aveva deciso di lasciare perdere perché i lettori avrebbero trovato la trama inverosimile e l'idea sarebbe stata troppo facile da copiare.
BBC News 16.9.2001

 

POLITICHE CULTURALI

Lingua e suolo: 20 anni di ricerca dell'identità culturale in Quebec
Quali gli effetti sulla cultura di due decenni di rivendicazioni francofone, stigmatizzate da Mordecai Richler come fanatiche? "Ciò che 20 anni fa diede forza alla cultura Québécois fu l'interrogarsi sui valori tradizionali e l'identificazione di una ampia comunità culturale con un progetto nazionale. Oggi, in tutti i settori culturali e artistici, sotto la spinta della globalizzazione, gli artisti del Quebec sono riconosciuti come individui autonomi. Il progetto per la conquista di una sovranità politica sembra essere riuscito solo a livello di individui. La cultura del Quebec è influenzata dalla vita intellettuale di Parigi (con la quale condividiamo la lingua) e dalla energia creativa di New York (sono i nostri vicini). Se la nostra testa è spesso in Europa e il nostro cuore in America, non è perché abbiamo una personalità schizofrenica, ma è semplicemente il  nostro modo di essere." L'articolo contiene una comprensiva analisi dell'evoluzione del fenomeno, partendo dalla sua primavera caratterizzata dalla intransigenza e dalle rivendicazioni linguistiche, fino al suo autunno, con la speranza che esso porti con sé la consapevolezza di dover superare i pregiudizi e le  tentazioni di imporre una unica identità culturale.
The New York Times 16.9.2001 (*)

 

15.9.2001

SPETTACOLO

Il nouveau cirque al RomaEuropa Festival
"In Italia mancano mezzi, ma soprattutto manca il coraggio. Manca la curiosità per le cose mai viste, e manca il denaro per stimolarla. Non è del tutto giusto dire che il nuovo circo nasce in Francia: pieno com'è di Kantor e anche di Pina Bausch, sarebbe più giusto localizzarlo verso Est. Però in Francia è sbocciato e ha preso piede, in Francia è assistito con venti miliardi di lire all'anno. Non stupisce quindi che oggi si parli di un nuovo circo francese nei giardini dell'Accademia di Francia." Dal 19 al 23 settembre La tribù Iota si esibisce nei giardini di Villa Medici durante il RomaEuropa Festival
La Repubblica 15.9.2001

 

BENI CULTURALI

I capolavori del Rinascimento di ritorno dal Giappone fanno tappa a Roma
Scrive Carlo Bertelli: "Occorre riconoscere che il ministero degli Esteri italiano ha un fiuto per le occasioni. Alla vigilia della seconda guerra mondiale una mostra colossale come questa fu inviata negli Stati Uniti. Fu uno scandalo, nonostante non fossero tempi di stampa libera, e gli assicuratori furono indotti a versare un'elargizione tanto consistente che con quella fu creato l'Istituto Centrale del Restauro. Forse anche oggi al ministero sentivano il pericolo che si avvicinava in questi tristi giorni di settembre e volevano sfidare il destino. Non è di buon gusto chiedere ora chi guadagna con le esposizioni scientificamente inutili che mettono a repentaglio le opere d'arte dei nostri musei. Chi paga lo sappiamo già: è il turismo, umiliato dai tanti cartelli che segnalano l'assenza delle opere prestate; sono i musei che, anziché essere ciò che l'Unesco descrive, ovvero centri di conservazione e di studio, diventano magazzini cui politici e manager possono attingere quando vogliono, per quello che vogliono; è un'idea d'Italia, come quella di un Paese in cui le opere d'arte sono nate e sono di casa e fanno parte della vita di tutti."
Corriere della sera 15.9.2001

Dopo l'attentato di New York nuova cautela sul prestito delle opere d'arte
In occasione del rientro da Tokio delle 170 opere che hanno presentato il Rinascimento italiano in Giappone - opere ora in mostra presso le Scuderie papali al Quirinale - Antonio Paolucci, ex ministro, sovrintendente della Toscana e curatore dell'esposizione, ammette che ora non sarebbe più possibile organizzare un simile evento. "Si è chiusa un'epoca" dice.
La Repubblica 14.9.2001

Dall'archivio di DiArte
L'arte italiana in Giappone
Il Giornale dell'arte marzo 2001

 

14.9.2001

ARTI

Balthus sulla bellezza
"Sono convinto che la bellezza sia oggettiva e possegga canoni universalmente validi. Per questo stavo parlando delle cattedrali. Sono state costruite in un’epoca in cui l’unico risultato possibile era la bellezza, intesa nel senso più ampio del termine." Dalla conversazione tra Balthus e Richard Gere.
Il Giornale dell'arte 14.9.2001

Nessun leale pilota della Luftwaffe bombarderebbe la School of Art  di Mackintosh
La mostra degli artisti che hanno lavorato a Glasgow durante la Seconda guerra mondiale, allestita presso la School of Art fondata e costruita da Charles Rennie Mackintosh, presenta le opere di anni straordinariamente creativi, nonostante tutto. In quel periodo, gli studenti erano impegnati nell'avvistamento notturno degli aerei tedeschi, per il quale erano autorizzati a salire sul tetto dell'edificio. Su di esso, il direttore della scuola W O Hutchison, aveva fatto dipingere a lettere cubitali GLASGOW SCHOOL OF ART BUILT BY CHARLES RENNIE MACKINTOSH, confidando nel rispetto che questa informazione avrebbe generato nei piloti dei bombardieri.
The Herald 14.9.2001

 

SPETTACOLO

Broadway riaccende le luci
Aderendo all'appello del sindaco Rudolph W. Giuliani, i teatri di Broadway hanno ripreso gli spettacoli. Da parte del sindaco e degli operatori è stato giudicato che la ripresa delle attività di spettacolo possa essere una efficace medicina contro il dolore e la paura e perché la popolazione riacquisti fiducia. La League of American Theaters and Producers ha proposto di cantare God Bless America al termine degli spettacoli. Anche i musei riaprono i battenti.
The New York Times 14.9.2001 (*)

 

CINEMA

Lacrime di coccodrillo a Hollywood: ma ci sono le premesse per una nuova morale?
I genitori che martedì scorso erano preoccupati che i loro figli fossero traumatizzati dalle immagini dell'attacco terrorista al World Trade Center, stiano tranquilli. Quelle scene i loro ragazzi le avevano viste già prima molte volte, visto che negli ultimi 20 anni sono stati prodotti negli USA almeno 270 film basati su storie di terroristi, attacchi clamorosi e disastri conseguenti. Ora, di fronte al dolore di un disastro come quello del WTC, i dirigenti degli studios sono molto in imbarazzo. Tuttavia, va detto che film moralmente impegnati come Salvate il soldato Ryan di Steven Spielberg non hanno avuto un grande successo, mentre quelli sul terrorismo, che ora sono tanto biasimati, non solo sono stati premiati dal pubblico, ma propongono una  sofisticata propaganda pro-americana. Un paragone per ipotizzare cosa succederà può essere fatto con quanto accadde dopo l'attacco di Pearl Harbor nel 1941. Un anno dopo venne formato il Bureau of Motion Pictures, un dipartimento del War Information Office. Il suo obiettivo era di fare del cinema uno strumento di propaganda e di costringere gli studios a domandarsi continuamente: questo film aiuterà a vincere la guerra? Può darsi dunque che Hollywood riesca ad assorbire il colpo e a offrire al pubblico pellicole ancora più violente, condite con un ancora più forte messaggio patriottico.
Globe and Mail 14.9.2001

 

MEDIA E EDITORIA

La disfatta della 7
Dopo l'annullamento dello show di Fabio Fazio, presentatori e anchorman in rotta a La7. Contemporaneamente, Giuliano Ferrara ha subito dichiarato la sua disponibilità al progetto di trasformazione in rete all news, Gad Lerner, che dovrebbe essere alla guida del nuovo canale, si mostra più cauto e prende ancora qualche giorno per annunciare le sue decisioni. Tra i possibili nomi da coinvolgere nell’idea di rete tutta notizie viene citato con insistenza quello dell’ex-direttore del Tg3 Lucia Annunziata oggi a capo di A.p-Biscom. Intanto arriva la prima, convinta benedizione politica al nuovo progetto: "Più che il sogno di un terzo polo - dichiara Alessio Butti, responsabile informazione di An, rispondendo a chi considera gli ultimi avvenimenti come il frutto di scambi politici tra il governo e i nuovi vertici Telecom -, si spegne la speranza della sinistra di avere una tv tutta propria. A parte le fantasiose dietrologie, credo che La 7 abbia compiuto la scelta migliore accantonando un palinsesto dai costi faraonici che non avrebbe prodotto risultati di share."
La Stampa 14.9.2001

Cultura e programmi per ragazzi nei canali digitali della BBC
Il ministro della cultura inglese Tessa Jowell ha annunciato la parziale approvazione del piano di sviluppo per i canali digitali presentato dalla BBC. Sono stati approvati i progetti di un canale culturale e di due canali dedicati ai ragazzi, l'uno per quelli sotto i sei anni, l'altro per quelli di età superiore. Non è stato invece approvato il progetto per un canale dedicato ai giovani perché, ha rilevato il ministro, nella stessa area esistono già programmi prodotti dai canali commerciali. Le società televisive private avevano fatto una forte pressione perché questo progetto fosse annullato.
The Times 14.9.2001

A Manhattan riprende il lavoro delle redazioni
CNN, Miramax Film, Conde Nast e molti altri sono stati costretti ad interrompere il loro lavoro e, in alcuni casi, a trovare degli uffici di fortuna per l'impossibilità di usare quelli usuali, troppo prossimi al WTC. La redazione del New Yorker sta preparando il prossimo numero in uscita lunedì, che sarà quasi interamente dedicato all'attacco terroristico: la copertina sarà disegnata da Art Spiegelman e, per la prima volta dopo la bomba di Hiroshima, non conterrà furetti. In esso comparirà un articolo del giornalista specializzato in architettura Paul Goldberg dedicato alla storia della skyline di New York.
Washington Post 14.9.2001

 

BENI CULTURALI

Il Vaticano ordina l'inventario dei beni ecclesiastici
L'inventario dei beni culturali ecclesiastici è stato ordinato dalla legge emanata dallo Stato Vaticano il 25.7.2001. Esso dovrà essere completato entro 24 mesi. Tra le categorie degli oggetti sottoposti a tutela, sulla base dalla nuova normativa sono indicate anche la paleontologia, la preistoria o la numismatica ed i beni coinvolti saranno, tra l’altro, lo sterminato patrimonio documentario e bibliografico, gli archivi “anche per supporto non cartaceo”, il materiale fotografico, i “mezzi di trasporto di interesse storico”, gli strumenti scientifici, le ville, i parchi ed i giardini. Nel testo del provvedimento sono contenute anche norme per la conservazione, l’integrità e la sicurezza dei beni, se ne regolamentano importazione ed esportazione, deposito e prestito.
Exibart 13.9.2001

 

MUSEI

Per un direttore che arriva, un altro che parte. Il V&A e il British Museum
Mentre il British Museum è alla ricerca del suo prossimo capo - con Neil MacGregor, direttore National Gallery, sotto pressione perché accetti di assumersi l'incarico - il Victoria & Albert Museum sembra aver trovato la pace con l'arrivo di Mark Jones, ex direttore dei Museums of Scotland. Per risollevare le sorti del museo abbandonato dal pubblico, il suo piano è di aumentare l'audience valorizzando il patrimonio. Per farlo intende focalizzare con maggiore chiarezza la misison del museo sulla presentazione delle importanti collezioni di arti applicate e di design.
Financial Times 14.9.2001

 

ARCHITETTURA

Cemento armato o acciaio per la costruzione dei grattacieli?
Si apre il dibattito sulle tecniche di costruzione dei grattacieli e sulle norme di sicurezza che li vincolano. Il crollo delle torri è stato dovuto solo in parte all'effetto leva dovuto all'urto degli arerei, che ha scardinato la base delle strutture metalliche, molto rigide, che costituivano l'armatura degli edifici. Il resto lo ha fatto il calore dell'incendio che ha provocato un indebolimento della struttura di acciaio. Questo perde gran parte della sua resistenza già a 450 °C e fonde a 1.400. Il probabile raggiungimento di queste temperature ha causato il cedimento della struttura portante con il conseguente crollo a fisarmonica, partendo dai piani superiori che sono caduti via via sempre più velocemente sopra gli inferiori. Se la struttura fosse stata di cemento, secondo la scuola francese, il crollo sarebbe stato ugualmente inevitabile perché neanche questo materiale è in grado di mantenere la propria capacità portante alla prova del fuoco.
Le Monde 14.9.2001

 

CRONACA

Le conseguenze del piano Vigipirate per la sicurezza sulla vita culturale
Le prime vittime del piani Vigipirate per la sicurezza pubblica sono state le Journées du patrimoine e la Techno Parade, manifestazioni di massa che avrebbero dovuto tenersi nel weekend. Rinviata per solidarietà verso gli USA l'apertura del 54esimo Festival international de musique de Besançon-Franche-Comté, mentre l'Aida è andata regolarmente in scena allo Stade de France di Saint-Denis davanti a 78.000 spettatori. Nessuna variazione di rilievo per la frequentazione di musei, cinema e monumenti.
Le Monde 14.9.2001 

Il Praemium Imperiale a Arthur Miller
Il Praemium Imperiale è uno dei riconoscimenti più prestigiosi al mondo (da non trascurare una borsa di 260 milioni in lire per coloro che ne vengono insigniti), nato nel 1989 ma affonda le sue radici nell’attività della Japan Art Association sorta alla fine del diciannovesimo secolo. Come il Nobel, cerca i suoi laureati in tutto il pianeta, con un’apertura globale. I vincitori del 2001 sono: il drammaturgo Arthur Miller, il musicista Ornette Coleman, l'artista Lee Ufan, la scultrice Marta Pan, l'architetto Jean Nouvel.
La Stampa 14.9.2001

 

13.9.2001

La realtà batte la fantasia e la tv batte il cinema
Ormai da più di 24 ore, dalla piccola La7 alle grandi sorelle Rai e Mediaset, la televisione segue in diretta, con una staffetta tra reti e telegiornali, l'apocalisse scatenata dalla follia terrorista. Per La7 è una sorta di prova generale di quel canale "all news" che vorrebbe (e potrebbe) diventare. Per i network del duopolio è stato un rivoluzionamento di tutti i palinsesti (bloccato anche l'esordio della seconda edizione de "Il grande fratello") per costruire una diretta che ininterrottamente prosegue notte e giorno, con notizie non-stop e dibattiti serali (in 8 milioni hanno seguito l'edizione speciale del "Porta a Porta" di martedì).
Il Manifesto 13.9.2001

La rivincita del dilettante
Gli avvenimenti di martedì a New York hanno dimostrato che le riprese video amatoriali hanno rivoluzionato - e democratizzato - il modo in cui la tv dà le notizie.
Globe and Mail 13.9.2001

Stile New York Times
I grandi uomini si vedono nei momenti di crisi, e lo stesso vale per i grandi giornali: con un'edizione sobria, completa, dai toni misurati, ieri il New York Times ha dato una lezione di giornalismo al mondo. Mentre i quotidiani italiani facevano a gara nell'usare aggettivi ridondanti e affondavano negli stereotipi della guerra e dello "scontro di civiltà", il Times titolava con misura "Attaccati gli Stati Uniti. Un giorno di terrore a New York e a Washington". Sotto, una foto dell'alba sulla parte sud di Manhattan, dove avrebbero dovuto esserci le torri gemelle dello World Trade Center e invece c'era solo una nuvola di fumo e polvere.
Il Manifesto 13.9.2001

Niente come il dolore provoca l'arte
L'espressione artistica trova nel dolore una provocazione: esso scatena rabbia e  profondo dispiacere che generano alte espressioni creative. Da Guernica di Picasso alla Patetica di Tchaikovksy.
The New York Times 13.9.2001 (*)

Senza trovare le parole per dirlo
La tragedia di martedì è stata al di là di ogni immaginazione. E anche al di là di ogni parola.
The New York Times 13.9.2001 (*)

DeLillo più che Clancy
La tragedia di New York ricorda più che i romanzi di Tom Clancy Rumore bianco di Don DeLillo, dove a causa di un disastro ecologico la gente vagava coperta di polvere. Il richiamo ad un genere di romanzi differente da quello di Clancy ci fa percepire un'altra verità. Clancy - e i piazzisti hollywoodiani di spettacolo - possono farci riviere l'intrigo di quello che è successo martedì, ma questo ci dice solo un parte della storia. Essi non ci dicono nulla di un mondo che non può essere diviso in buoni e cattivi, noi e loro. O di un mondo nel quale possiamo ancora avere una fede cieca nella tecnologia e nella sua capacità di renderci sicuri. Martedì la sicurezza elettronica ha fallito del tutto.
Boston Globe 13.9.2001

Tom Clancy non deve aver dormito bene la notte dell'11 settembre 2001
Nei suoi romanzi Debito d'onore (1995) e Potere esecutivo (1996) aveva ipotizzato delle situazioni assai simili all'attacco terrorista a New York e Washington. Nel primo libro si racconta di un pilota giapponese che decide di gettarsi con il suo aeroplano sul Campidoglio, nel secondo di un leader musulmano che attacca il Grande Satana utilizzando le armi batteriologiche.
Le Monde 12.9.2001

Mike Figgis chiede un ripensamento sulla violenza nei film
Parlando dal Festival di Toronto, il regista inglese Mike Figgis ha invocato un ripensamento dei contenuti violenti dei film di Hollywood.
BBC News 13.9.2001

La coda di paglia di Hollywood 
La Touchstone Pictures - proprietà della Disney - ha rinunciato a fare uscire il 21 settembre il film Big Trouble, nel quale i personaggi sono impegnati ad evitare lo scoppio di una bomba collocata su un aeroplano. Sony Pictures non farà uscire Spider-Man perché contiene una scena nella quale un elicottero viene intrappolato da una ragnatela tesa tra le torri del Worl Trade Center. Warner Bros. sta prendendo una decisione riguardo all'uscita di Collateral Damage con Arnold Schwarzenegger, nel quale un terrorista bombarda un grattacielo di Los Angeles. Per quanto riguarda la televisione, tutti i network hanno rinunciato a trasmettere film violenti. Ad esempio ABC ha sostituito a The Peacemaker con George Clooney, nel quale si racconta la vicenda di terroristi nucleari, Hope Floats con Sandra Bullock. La Fox ha rinunciato a programmare Independence Day, nel quale l'Empire State Building esplode.
Nando Times 12.9.2001

Swordfish ritirato dagli schermi inglesi
Il film con John Travolta e Halle Berry contiene una sequenza nella quale esplode un grattacielo.
BBC News 12.9.2001

L'estetica della distruzione
Il un saggio del 1965 intitolato The Imagination of Disaster, Susan Sontag aveva analizzato la moda dei film-catastrofe. La Sontag aveva descritto una estetica della distruzione, al centro dalla quale c'è il piacere intenso di contemplare il disastro, di vedere i muri che si sgretolano, i crateri che si aprono nelle strade di una metropoli. Il cinema hollywoodiano è stato, almeno a partire dagli anni '50, un cinema della catastrofe. La potenza delle sue produzioni, le sue conoscenze tecniche, il suo gusto per la spettacolarità, con l'aggiunta del recente arrivo delle tecnologie digitali, lo hanno portato a fare regolarmente la cronaca dell'Apocalisse. Lo scenario dell'11 settembre era già stato previsto, con solo qualche sfumatura di differenza, dal cinema.
Le Monde 12.9.2001

Cambio di programma per la serata conclusiva dei BBC Proms
Il concerto conclusivo i BBC Proms - il gigantesco festival musicale organizzato dalla BBC - non comprenderà più le consuete fanfare patriottiche britanniche, ma musiche di circostanza al termine delle quali sarà eseguito l'Inno alla gioia, quarto movimento della Nona sinfonia di Beethoven.
BBC Online 13.9.2001

Annullate Les Journées du Patrimoine
Il ministro della cultura francese Catherine Tasca ha annunciato che la 18esima edizione de Les Journées du Patrimoine è stata annullata per non sovraccaricare di impegni le forze impegnate nella difesa della sicurezza nazionale. Il ministro ha inoltre sottolineato l'inopportunità di una festa in un momento di lutto per gli attentati negli Stati Uniti.
Le Figaro 13.9.2001

Sospeso per un giorno il Festival del cinema di Toronto
Ieri, dopo una giornata di shock, il festival del cinema di Toronto ha ripreso le proiezioni annullate alla notizia del massacro al World Trade Center di New York.
Il Manifesto 13.9.2001

Distruggere gli edifici-simbolo: una tradizione antica
La strategia che sta dietro l'attacco alle torri gemelle di Manhattan e al Pentagono non è una novità: la distruzione degli edifici simbolo di una civiltà e del suo potere è una operazione che vanta una consolidata tradizione storica. L'architettura è una testimonianza del passato. Gli edifici - le loro forme, i loro materiali, le loro texture e i loro spazi - rappresentano la cultura nella sua forma fisica più persuasiva. Un paragone adatto per comprendere il significato della distruzione del World Trade Center è il bombardamento da parte dei Croati del Stari Most di Mostar, il piccolo ponte, ugualmente amato da cattolici e musilmani, costruito in epoca ottomana per unire le sponde del fiume Neretva. Ilponte rappresentava più che un collegamento fisico, l'unione simbolica tra le due comunità
Washington Post 13.9.2001

Ricostruire le Twin Towers?
Appena crollate, già si pensa che cosa fare al loro posto. I grattacieli sono più di un  edificio. Essi sono simboli della città, di modernità e di progresso. Ma anche facili obiettivi dei terroristi.
Financial Times 13.9.2001

Forse le mura di Gerico caddero perché non avevano delle buone fondamenta
The biggest foundation è apparso nel New Yorker del 4.11.1972, In esso  quale si racconta la costruzione del World Trade Center a partire dal collaudo delle fondamenta del World Trade Center, la cui profondità è superiore a quella di tutte quelle degli edifici di Manhattan. Lo scavo - profondo da 60 a 100 piedi - da 18 a 30 metri circa, contro i 9 - 12 metri di un grattacielo normale -  A causa dello spostamento della linea di costa dell'isola, la costruzione delle fondamenta è un viaggio archeologico nella storia della città, attraverso strati di detriti e reperti che si sono accumulati nei secoli, prima di raggiungere il Manhattan Schist, la solida roccia sulla quale poggiano i grattacieli di New York.
New Yorker 14.9.2001

 

12.9.2001

I conflitti del futuro saranno culturali
In futuro si opporranno delle civiltà definite essenzialmente dalla loro religione di riferimento - islam, cristianesimo e buddismo. Questa è la tesi che Samuel P. Huntington sostiene in Lo scontro delle civiltà e il nuovo ordine mondiale, pubblicata per la prima volta nel 1993 in un  articolo. "Dopo la caduta del muro di Berlino, la democrazia e la tolleranza sono lontane da trionfare sul pianeta. I valori filosofici e politici dell'occidente non hanno lo stesso successo del suo cibo, dei suoi computer e dei suoi vestiti. Dei giovani che portano jeans, bevono Coca Cola e mangiano Big Mac in un qualunque paese musulmano del Medio oriente sono magari in procinto di preparare un attentato contro un aereo americano."
Le Monde 12.9.2001

Leggi, da The Clash of Civilizations and the Remaking of World Order di Samuel P. Huntington, il primo capitolo intitolato The New Era in World Politics, e il dodicesimo intitolato The West, Civilizations, and Civilization.

Realtà e finzione
A partire dalla Spectre di Ian Fleming, la letteratura è satura di disastri causati da menti perfide, accecate dall'odio o assetate di potere. Il papà di Hannibal Lecter, Thomas Harris in Black Sunday (1975) aveva raccontato un tentativo del terrorismo palestinese di fare esplodere una bomba durante il Super Bowl. Agenti americani e israeliani, impegnati nello sventare il diabolico piano, hanno la meglio. In Goodbye America (1977) Alistair MacLean ipotizza l'esplosione di una bomba atomica provocata da fanatici musulmani allo scopo di provocare un terremoto e fare affondare la California nel Pacifico. In Métamorphose de la vengeance, appena pubblicato, Mark Burnell racconta la storia di una infiltrata in una organizzazione terroristica islamica che sventa un piano di attacco agli USA. Questo sarebbe dovuto avvenire attraverso il dirottamento di 12 aerei di linea trasformati in kamikaze. La protagonista del romanzo, che è mossa dal rancore per la perdita della sua famiglia in un attentato terroristico, si trova  a confronto con il capo dei terroristi, la cui vicenda umana è fatta di sofferenze che rispecchiano esattamente le sue: famiglia distrutta dalla violenza e conseguente ricerca di vendetta attraverso il terrorismo.
Le Monde 12.9.2001

No copyright per le immagini della tragedia
Tutti i network televisivi USA hanno collaborato tra loro scambiandosi le immagini dell'attacco terrorista su New York e Washington. "Non c'è ragione perché qualche televisione sia proprietaria del materiale. Tutto il girato è a disposizione di tutti." Dice Sandy Genelius di CBS News.
Los Angeles Times 12.9.2001

Rivoluzionato il palinsesto delle tv USA
L'industria dell'intrattenimento reagisce con cautela all'attacco terrorista su New York e Washington sospendendo la programmazione e il lancio di film e nuovi programmi.
Los Angeles Times 12.9.2001

Fermo il mondo dello spettacolo USA
A causa dell'attacco terrorista su New York e Washington tutti gli spettacoli - da Disneyworld al concerto di Madonna - sono stati sospesi.
Broadway OnLine 12.9.2001

Latin Grammy awards e Emmy television awards rimandati a data da destinarsi
A causa dell'attacco terrorista su New York e Washington, le due manifestazioni sono state rimandate. Una nuova data non è stata comunicata.
BBC News 11.9.2001

200.000 visitatori al John Lennon Museum di Tokio
Aperto il 9 ottobre scorso, il museo raccoglie in ordine cronologico memorabilia legati alla vita artistica e privata di John Lennon. Esposta anche una replica del piano con il quale Lennon ha registrato Imagine.
The New York Times 12.9.2001 (*)

 

11.9.2001

ARTI

Kounellis ritira la donazione di una sua opera al museo statale di Capodimonte
Dopo i pesanti giudizi negativi di Sgarbi sull'arte contemporanea, l'artista ha deciso di ritirare la donazione di una sua opera al museo di Capodimonte. Kounellis scrive di trovarsi disarmato per l'interventismo di Sgarbi: "ecco adesso l'autorità statale che cancella tutto e detta regole autarchiche e bisogna dire con angoscia che, in questo contesto, la possibilità di trovare uno spazio neutrale, fuori da quella febbre ideologica e da rigidi dogmatismi che, per il "bene" governativo, impongono l'allontanamento di tutte le esperienze formate in un territorio di libertà, mi sembra irrimediabilmente compromessa."
La Repubblica 11.9.2001

Come acqua e olio: tra artisti e imprese un dialogo difficile
L'artista israeliano Eytan Shouker, docente presso la Bezalel Academy of Arts and Design, ha promosso una conferenza sul rapporto tra artisti e imprese. L'idea era di suggerire possibili modelli di collaborazione tra i due mondi, con particolare riguardo alle chance da parte degli artisti di usare la pubblicità come ulteriore possibilità creativa e fonte di guadagno. Nonostante l'ottimo livello degli interventi, la conferenza è stata del tutto improduttiva nel tentativo di avvicinare due modi di pensare completamente opposti. Il momento di maggiore tensione si è verificato quando Shabtai Shavit, ex capo del Mossad - il servizio segreto israeliano - ha vantato il costruttivo apporto dato quella organizzazione  alle arti, attraverso l'acquisto di sculture ora collocate nella sua sede. A queste parole, gli artisti presenti hanno sussultato.
Ha'aretz 11.9.2001

 

SPETTACOLO

Barbie sponsorizza il English National Ballet
La Mattel ha deciso di sponsorizzare il English National Ballet con 85.000 sterline (255 milioni di lire). Spiega Christopher Nourse, direttore della compagnia: "Nel balletto la fantasia è centrale. Si tratta di portare il pubblico in un mondo immaginario. Proprio come fa la Barbie."
Guardian 11.9.2001

Uno spazio sempre maggiore per la musica classica scozzese
Negli ultimi 10 anni, si è fatta sempre più viva in Scozia l'attenzione a promuovere  l'esecuzione e la scrittura di musica classica di compositori locali. James MacMillan e Sally Beamish hanno potuto essere conosciuti e guadagnarsi da vivere grazie a questa intensa campagna, che ha aperto la strada a una nuova generazione di compositori.
The Herald 11.9.2001

Manifestazioni anticastriste a Los Angles in occasione dei Latin Grammy
I manifestanti protestano per le nomination di gruppi cubani ai Grammy Latinos. Tra i cantanti inseriti nella selezione per il premio figurano Francisco Céspedes, Chucho Valdés, Isaac Delgado, Omara Portuondo e Celina González y Reutilio.
El Mundo 11.9.2001 

La lista completa delle nomination.

Miami pericolosa per i cantanti cubani I Latin Grammy trasferiti a Los Angeles
La Stampa 11.9.2001

 

CINEMA

Il Festival di Toronto tra star, film e mercato 
Sembra improbabile che all'edizione 2001 del Festival di Toronto si ripeta l'exploit del 2000, quando venne presentato La tigre e il dragone, film vincitore all'Oscar e campione di incassi. La lavorazione dei film di Hollywood potenzialmente da Oscar è troppo in ritardo perché essi possano essere presentati ora, ma ciononostante al Festival sono presenti molte opere di valore senza un distributore e, simmetricamente, ci sono molti distributori in cerca di buoni film. Le trattative infuriano.
The New York Times 11.9.2001 (*)

 

MEDIA E EDITORIA

Michel Houellebecq o il piacere della provocazione
Michel Houellebecq è un provocatore professionista. Nell'articolo un riassunto della vicenda legata all'uscita di Plateforme e ai suoi pesanti giudizi sulla religione islamica, nonché una ricostruzione delle vicende precedenti che lo riguardano.
The New York Times 11.9.2001 (*)

Per Tahar Ben Jelloun il razzismo antiarabo e antimusulmano è nello spirito dei tempi
Scrive Tahar Ben Jelloun a proposito del romanzo di Michel Houellebecq, Plateforme: "Il fatto più sconvolgente è l'accoglienza quasi unanime riservata dalla stampa parigina che grida al capolavoro e continua a tessere le lodi di questo scrittore provocatore e fiero di esserlo. Il razzista di base è chi focalizza il suo odio contro una categoria di persone e ne valorizza un'altra. Houellebecq e/o il suo personaggio non si fanno nessuno scrupolo a esprimere il loro disprezzo per Arabi e musulmani e la loro ammirazione per gli ebrei: ...gli ebrei sono più intelligenti e più interessanti della media (su Lire). La letteratura non è una scusa. Louis Ferdinand Céline ha pagato caro il suo razzismo antisemita. Eppure si continua a considerarlo, insieme a Marcel Proust, il più grande scrittore del XX secolo. Ma per essere Cèline non basta volerlo. Michel Houellebecq cerca di scrivere come Céline. L'effetto, però, è drammatico."
La Repubblica 10.9.2001

Leggi i precedenti dall'archivio di DiArte.

 

POLITICHE  CULTURALI

Urbani intende concedere i musei in gestione ai privati
Il ministro promette maggiore spazio ai privati nella gestione dei musei allo scopo di massimizzare i ritorni economici ottenibili dai beni culturali. Allo stato dovrebbe rimanere la competenza della tutela. Inoltre, nuova rivoluzione in vista per il ministero della cultura italiano, quando quella proposta dal ministro Melandri era ancora agli inizi.
Il Messaggero 11.9.2001

 

BENI CULTURALI

Piano per il recupero della città fortificata di Ibiza
Dopo 30 anni di abbandono, sarà restaurata la città fortificata di Ibiza inserita nella World Heritage List dell'UNESCO nel 1999. Saranno creati musei, attività commerciali, alberghi e ristoranti con un investimento di 3,5 miliardi di peseta (40,6 miliardi di lire). Il piano prevede una forte partecipazione dei privati: a loro saranno destinati circa 13.000 mq. Saranno demolite alcune costruzioni di epoca recente.
El Pais 11.9.2001

Drancy villaggio ed ex campo di concentramento
Nel campo di concentramento francese di Drancy sono stati rinchiusi tra il 1941 e il 1944 76.000 ebrei; prima di loro, a partire dal 1939 vi furono tenuti prigionieri i militanti comunisti. Per anni si è preferito nascondere la memoria di quanto è accaduto a Drancy. Nel 1999, William Betsch, un fotografo americano, ignorando la consueta indicazione "non resta nulla a Drancy", scopre una grande quantità di testimonianze, soprattutto graffiti, nel sottosuolo del villaggio. Ora esso, per un totale di 40.000 mq, è classificato monumento nazionale. Il problema adesso è come conciliare memoria, conservazione delle testimonianze e vita quotidiana degli attuali abitanti del villaggio.
Liberation 11.9.2001

 

MUSEI

Oggi la popolarità è la misura della qualità artistica
Nonostante le statistiche dell'Associazione dei musei dicano che 100 milioni di visitatori abbiano varcato le soglie dei musei tedeschi, i politici vedono solo sale vuote, sorvolando sul fatto che in esse sono esposti capolavori dell'umanità. Le folle si dirigono invece verso mostre temporanee che drammatizzano le loro collezioni, seducendo il pubblico. Questo solleva molti interrogativi sul futuro dei musei e sul significato del loro patrimonio. Per esempio: dobbiamo considerare le collezioni alla stregua di un fondo di investimento dal quale prelevare di volta in volta dei pezzi per produrre esposizioni superficiali ma attraenti? Quale il ruolo dei musei che, come quelli di arti applicate, hanno un patrimonio meno clamorosamente vendibile sul mercato dell'intrattenimento? L'articolo lancia un grido di allarme di fronte alla logica del mercato che sembra guidare sempre di più le azioni tanto di curatori quanto di artisti, a danno dell'esistenza dei musei di conservazione.
Frankfurter Allgemeine Zeitung 11.9.2001

 

10.9.2001

ARTI

La retorica del socialismo reale domina ancora la scena artistica nell'ex URSS 
L'esposizione delle tele di Grigoriy Shyshko, pittore vissuto in Ucraina, mette in chiaro le difficoltà per la repubbliche dell'ex blocco sovietico di ricostruire la propria identità culturale. Shyshko, artista sostenuto dal regime, morto nel 1994, è ancora riconosciuto in patria come un artista di valore, nonostante i suo quadri esprimano una retorica del lavoro  inaccettabile per l'occhio occidentale.
The Herald 10.9.2001

Balthus a colloquio con Richard Gere
Lungo colloquio tra l'artista e l'attore pubblicato in occasione dell'apertura a Palazzo Grassi di Venezia di una grande mostra di Balthus. Dice Gere: "Tutto ciò che emerge oggi e il commento all'opera d'arte. Nulla è quello che è. Tutto è analizzato e commentato fino alla morte. La purezza dell'immagine non esiste più." Risponde Balthus: "L'espressione di sé stessi è la fine di ogni cosa. È iniziato con il Rinascimento e l'emergere del cosiddetto artista. Sono un grande fan di Tintin. L'ultimo della lista di insulti che il Capitano Haddock proferisce sempre è aritista."
The Art Newspaper 10.9.2001

Litigio sull'eredità di Alberto Giacometti
Il patrimonio, le opere e l'archivio dello scultore (1901 - 1966), valutato in 2,08 milioni di euro, avrebbe dovuto confluire, secondo il volere dalla vedova Annette Giacometti, in una fondazione. Questa avrebbe dovuto conservare la memoria dello scultore ed esporre le sue opere. Tuttavia, alla morte di Annette avvenuta nel 1993, è iniziata una battaglia legale tra l'esecutore testamentario ed estensore dello statuto della fondazione, Roland Dumas, e Mary Lisa Palmer, redattrice del catalogo critico dell'opera dello scultore e presidente dell'Associazione degli amici di Giacometti, l'istituzione transitoria formata allo scopo di costituire la fondazione. La vicenda si complica ulteriormente per le pretese avanzate dal fratello della vedova e per la spartizione dei proventi di una vendita all'asta di alcune opere, organizzata da Jacques Tajan, su mandato di Dumas, per raccogliere il denaro necessario a pagare la tassa di successione. Continua....
Le Monde 10.9.2001

Festival Visa pour l'image a Perpignan: il troppo stroppia
La grande dovizia di immagini presentata al Festival durante le proiezioni notturne in Campo Santo, e la fastidiosa velocità con la quale esse sono state proiettate, ha reso difficile la loro visione e le ha fatte dimenticare in fretta. Molto spesso il contenuto dei reportage è stato deludente. Perpignan perde il confronto con le proiezioni organizzate durante gli incontri di Arles ad inizio luglio.
Le Monde 10.9.2001

 

SPETTACOLO

Cacciato dal sindaco il festival degli artisti di strada diventa dipartimentale
Grazie anche al sostegno del ministro della cultura Catherine Tasca, nonostante la strenua opposizione del sindaco di Saint-Gaudens Philippe Perrot (Rassemblement pour la République), il tradizionale festival degli artisti di strada si terrà ugualmente, non più in un solo villaggio, ma in diversi luoghi del dipartimento della Haute-Garonne. Fino alla metà di novembre Les Pronomades en Haute-Garonne proporranno circa 20 spettacoli.
Liberation 10.9.2011

Leggi i precedenti dall'archivio di DiArte.

Gli inglesi acquistano musica più di chiunque altro al mondo
Secondo i dati rilevati dall'International Federation of the Phonographic Industry un  acquisto medio di 4 CD per persona all'anno pone i consumatori inglesi in testa alla classifica mondiale. La musica classica compre l'8% delle vendite, in crescita rispetto al 2000. Dopo l'Inghilterra, la classifica vede la Danimarca, USA, Norvegia, Svizzera, Svezia, Germania, Islanda, Australia e Giappone.
Gramophone settembre 2001

3 miliardi di file musicali scambiati in un mese
Secondo la società di ricerca Webnoize nel mese scorso attraverso i quattro maggiori servizi di scambio di file sono stati copiati 3 miliardi di canzoni, la maggior parte delle quali illegalmente.
BBC News 10.9.2001

Il sito di Webnoize.

La commedia è scritta dagli appassionati di teatro attraverso Internet
Sarà rappresentata il 12 novembre al Soho Theatre di Londra, come parte del festival della nuova drammaturgia, una commedia il cui testo è in corso di preparazione attraverso Internet. Infatti l'ambientazione, la storia e lo sviluppo dei personaggi è scritto raccogliendo le idee che appassionati di teatro inviano attraverso un website. Il materiale così raccolto è vagliato settimanalmente da una commissione che ha il compito di scegliere le idee migliori. Queste sono poi messe sulla carta dalla drammaturga Sara Clifford.
BBC News 10.9.2001

La presentazione dell'iniziativa da parte del sito web dedicato al teatri in Inghilterra Whatsonstage.com.

 

CINEMA

A Venezia premiato il world cinema
Il palmares della Mostra internazionale del cinema di Venezia - Leone d'ora all'indiano Monsoon Wedding e premio per la sceneggiatura all'iraniano Babak Payami per Raye Makhfi coprodotto da Benetton - ha sancito il peso del world cinema, vale a dire della  produzione cinematografica originaria del sud del mondo, portatrice della sua complessità culturale, ma fabbricata in modo consono ai modelli e ai valori occidentali.
Liberation 10.9.2001

Venezia non ha giovato granché al cinema italiano
Scrive Tullio Kezich: "Pollice verde per Piccioni, accoglienza mista per l’altro film del concorso grande, Luna rossa di Capuano, nessun riconoscimento ai tricolori del concorso piccolo nonostante il plauso critico a Figli di Marco Bechis. Simpatica, nei suoi limiti, l’affermazione del ruspante Tornando a casa di Marra nella Settimana della critica. Tuttavia, considerata l’importanza della vetrina veneziana, il risultato è magro. Sull'onda dei titoli presentati al Lido si sono rinnovare le perplessità sullo stato di salute del nostro cinema, il pessimismo riprende quota."
Corriere della sera 10.9.2001

La Mostra di Venezia minacciata dal gusto internazionale
Al termine di un programma ufficiale deludente, un palmares povero ha premiato film decorativi o di propaganda, perdendo l'occasione di segnalare gradevoli scoperte come Sauvage Innocence di Philippe Garrel, Qui es-tu? di Joao Botelho, Loin, di André Téchiné. "La tentazione di richiamare la memoria di Genova è grande, tanto la selezione della Mostra veneziana è sembrata esemplificativa degli inquietanti progressi di una mondializzazione senza consapevolezza anche nel campo del cinema."
Le Monde 10.9.2001

Quello che c'è da vedere e quello che è meglio evitare
Dopo la chiusura della Mostra, alcuni film che non hanno ricevuto alcun riconoscimento meritano considerazione, mentre altri sono da lasciar perdere. Tra questi ultimi, il film sugli ultimi giorni di Nietzsche a Torino girato dal brasiliano Julio Bressane. Disastrosamente preoccupante lo stato del cinema tedesco, soprattutto se paragonato con il pragmatismo orientato al successo di quello francese. Nonostante la caduta di stile con un brutto film come Fifi Martingale, il cinema francese ha presentato opere di assoluto livello come Reines d'un jour.
Frankfurter Allgemeine Zeitung 10.9.2001

La perduta centralità europea
"Venezia era una volta il luogo di eccellenza del cinema europeo. Fino agli anni '80 era illuogo d'incontro per maestri del cinema del calibro di Ingmar Bergman, Louis Malle, Theo Angelopoulos, Federico Fellini e Jean-Luc Godard. Dopo di allora, le cose sono cambiate e i film europei hanno vinto il Leone d'oro solo raramente. Ora la scena è dominata da film provenienti dall'Asia e dall'america latina, paesi nei quali il cinema è ancora un mezzo di comunicazione essenziale per veicolare verità scioccanti e per rompere taboo, mentre il pubblico europeo riceve dosi quotidiane di orrori dalla televisione e dai video.
Frankfurter Allgemeine Zeitung 9.9.2001

Intelligenza superficiale
Steven Spielberg gira troppi film e troppo in fretta. Questa è senza dubbio la spiegazione del fiasco di A.I. Il film è composto da due parti molto differenti. In primo luogo un tunnel lungo due ore che espone il soggetto con una banalità stupefacente: una coppia cerca di riempire l'assenza del loro figlio con un un robot. Al ritorno del figlio legittimo, se ne sbarazzano come fosse un cane. In tutta questa parte, Spielberg si affida a due o tre trovate, facendo appello alla tecnica quando si trova a corto di idee. La seconda parte, che dura una mezzora, è collocata 2000 anni più tardi. In questa il regista innesta una marcia differente e da spazio a una accelerazione kubrckiana che si esprime attraverso il piacere del gioco, nel quale Spielberg è un vero maestro.
Liberation 10.9.2001

Niente star e tanta sostanza al festival di Dauville
L'assenza delle star ha giovato al Festival di Dauville, dove il cinema indipendente americano ha dimostrato di essere in crescita.
Le Monde 10.9.2001 

In Jack Lemmon nunca cenó aquí raccontati 13 anni del Festival del cinema di San Sebastián
Diego Galán (Tangeri, 1946) è stato a capo del Festival Internacional de Cine de San Sebastián per 13 anni. Pubblicati ora in un libro i suoi ricordi: dal coraggio e la fragilità di Bette Davis, alle paure di Lana Turner, Susan Sarandon, Fernando Fernán-Gómez o Antonio Banderas.
El Pias 10.9.2001

Non trattateli come cani!
Con l'aumentare dell'impiego di animali nei film di Hollywood crescono le preoccupazioni per come essi sono trattati sul set. La American Humane Association's Film and Television Unit veglia sul loro benessere.
The New York Times 10.9.2001 (*)

Il sito della American Humane Association Film Unit.

 

MEDIA E EDITORIA

"Più di così non possiamo fare e non vogliamo fare"
A dirlo è Marzia Corraini, editrice e organizzatrice del Festivaletteratura di Mantova, che continua: "Non aumenteremo né gli appuntamenti né gli spazi, perché la città non lo sopporterebbe." In cinque giorni 35 mila persone hanno affollato il Festival. Molti i mantovani, moltissimi i pendolari da Milano, Bologna, Brescia, Verona. Il resto (gli alberghi in città sono pochi e prenotati da luglio) arrivano da Roma, da qualche città del Sud. L'anno scorso si era di poco superata quota trentamila, ma i numeri sono questi. La quantità potrebbe frantumare un meccanismo in cui vige una sola regola: il contatto diretto, fisico, fra chi legge e chi scrive, un rapporto che vive durante gli incontri pubblici, ma anche con le colazioni o passeggiando per Piazza delle Erbe.
La Repubblica 10.9.2001

Le sponsorizzazioni coprono metà del budget
Gli organizzatori elencano le cifre: 2Le spese di quest’anno? Circa un miliardo e 400 milioni, coperte per il 30 per cento dagli enti pubblici: 270 milioni versati dalla Regione, 80 dalla Provincia, 85 dal Comune. La vendita dei biglietti ha reso circa 200 milioni. Il resto è finanziato dagli sponsor che vanno dalle banche al bar all’angolo, alla profumeria in piazza." L’anno scorso il ministro Melandri venne qui a fare promesse. Non richieste. E non mantenute. L’altro giorno il sottosegretario Sgarbi ha dichiarato di considerare la manifestazione di Mantova la più importante tra quelle letterarie e di voler sollecitare un coinvolgimento dei Beni culturali. Gli organizzatori hanno commentato con un "si vedrà."
Corriere della sera 10.9.2001

La Libray of Congress organizza il primo National Book Festival
Sotto gli auspici della first lady Laura Bush, si è svolto sabato a Washington la prima edizione del National Book Festival. Circa 25.000 persone sono accorse ad incontrare una sessantina di autori statunitensi.
Washington Post 10.9.2001

Rupert Murdoch cerca una partecipazione in Channel 5
Attraverso la sua BSkyB, Rupert Murdoch potrebbe acquistare una partecipazione nel canale indipendente Channel 5. In questo modo il magnate della comunicazione  riuscirebbe nel suo sogno di insidiare la BBC sul suo terreno, quello della televisione generalista.
Guardian 10.9.2001

 

BENI CULTURALI

Cade la casa sulla cascata
La famosa abitazione progettata da Frank Lloyd Wright nella foresta dalla Pennsylvanian sta cedendo e necessita di costosi restauri che ne stabilizzino la struttura protesa sulla cascata dalla quale ha preso il nome. L'articolo racconta la storia di un edificio nato nel 1939 come una scommessa vinta contro le leggi della ragione e della statica, che a 70 anni di distanza dalla sua costruzione sembra stiano prendendosi la rivincita.
Guardian 10.9.2001

 

MUSEI

E se lo avessero lasciato vuoto?
L'apertura del Museo ebraico di Berlino ha posto una nuova questione riguardo al rapporto tra funzione dei musei e significato, o bellezza, dell'architettura degli edifici museali. Il labirinto di sale di nudo cemento dell'edificio progettato da Daniel Libeskind aveva una forza evocativa assai maggiore della collezione allestita ora al loro interno.
Frankfurter Allgemeine Zeitung 10.9.2001

Restituiti all'Alaska i totem presi alla fine dell''800
La Smithsonian Institution, il Field Museum di Chicago, il Peabody Museum di  Harvard, il Johnson Museum di Cornell e il Burke Museum presso l'University of Washington hanno restituito 4 totem e 5 frammenti architettonico presi in Alaska nel 1899, durante la costruzione della ferrovia finanziata dall'imprenditore Edward H Harriman.
The Art Newspaper 10.9.2001

Apre il Museo Guggenheim di Las Vegas
L'inaugurazione presso il Venetian Resort del museo nato dalla collaborazione del Guggenheim con l'Hermitage di San Pietroburgo è prevista per questo mese.
The Art Newspaper 10.9.2001

Museo imprenditore
L'Earth Sciences Geochronology Laboratory, un dipartimento del Royal Ontario Museum, si è visto tagliare i fondi perché la direzione del museo lo ha stimato non solo capace di finanziarsi attraverso la vendita a terzi di servizi, ma anche di essere in grado di portare un profitto al museo.
The Art Newspaper 10.9.2001

Inizio difficile per il National Museum of Korea
Il museo, la cui costruzione è iniziata nel 1997 e il cui completamento era previsto per il 2002, è ancora ad uno stadio precoce della sua edificazione. Il progetto del National Museum of Korea, cha avrebbe dovuto essere il quinto più grande museo al mondo, è al momento oggetto di una revisione che ne ridimensionerà le ambizioni.
The Art Newspaper 10.9.2001

 

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