Donne al lavoro
La ricerca di una occupazione




La disoccupazione è uno dei problemi più gravi che i governi nazionali e gli organismi europei si trovano a dover affrontare. Il rapporto ISTAT 1996 denuncia che 2.763.000 italiani (12,1%) sono senza lavoro, e di questi 1.428.000 sono donne. I rapporti successivi indicano qualche scostamento in senso positivo di questo dato, in particolare a favore dell'occupazione delle donne. Resta però un dato allarmante, che probabilmente non dà conto della situazione reale del lavoro femminile, in parte sommerso, in parte non riconosciuto, in parte svolto tra le mura domestiche. Le donne hanno molto spesso percorsi professionali discontinui, interrotti, con frequenti "ritorni a casa" che non vengono vissuti come "disoccupazione", ma come volontaria assenza dal mercato del lavoro per occuparsi dei figli, del marito, dei parenti anziani. Per questo il dato ISTAT rischia di essere approssimato per difetto. Ma anche quando una donna è in "cerca di un lavoro", alla fine di un percorso di studi, dopo un licenziamento, dopo un periodo di inattività, si muove in modo molto diverso dal suo equivalente maschile. Non importa il titolo di studio, l'esperienza maturata, il contesto sociale: ci sono comportamenti molto diffusi, ma dei quali si parla poco, perché ogni donna affronta il problema della ricerca di una occupazione come un fatto "privato".
L'atteggiamento più tipico è la "sottovalutazione" delle proprie capacità ed esperienze, che si traduce spesso in curriculum o lettere di presentazione incomplete ed inefficaci. Non si citano esperienze di lavoro "nero", oppure attività di volontariato. Un percorso di studio interrotto è visto come una vergogna, e non come una possibile integrazione di un percorso formativo. Si vorrebbe presentare una carriera lineare e brillante -di studio o di lavoro-, e in mancanza di questo si preferisce il silenzio.
Le donne spesso tendono a non "dare valore" a ciò che fanno o hanno fatto, a non riconoscersi alcune capacità che invece ora cominciano ad essere richieste dal mercato del lavoro.
E il primo passo è proprio parlare delle proprie esperienze, confrontarsi con altre persone, capire punti di forza o di debolezza. Poi provare a scrivere, per mettere ordine nei fatti della propria vita. Da questi esercizi nasce un curriculum, che verrà modificato più e più volte.
E qui si ritrova un altro comportamento molto diffuso tra le donne: non riconoscendo un valore "particolare" alle proprie competenze e attitudini, la ricerca del lavoro spesso avviene in modo generico. Si risponde a ogni genere di inserzione, si inviano decine di curriculum, si attivano contatti in ogni direzione. Con il rischio di disperdere forze e tempo.
Essere disponibili a svolgere qualsiasi attività rende statisticamente più facile per le donne rientrare nel mercato del lavoro, ma a prezzo di un minore livello di soddisfazione. Le donne sono più "flessibili" e più facilmente integrabili in un mercato del lavoro complesso come quello attuale, ma ogni donna deve porsi degli obiettivi e attuare una strategia per raggiungerli: identificare quindi modi, tempi, strumenti da utilizzare.

Donna al lavoro: un sito per le donne

E' un problema così diffuso che in Italia e in molti paesi europei vengono organizzati dei corsi per "cercare lavoro", rivolti in particolare alle donne. Dalla collaborazione tra ricercatrici, orientatrici, esperti di comunicazione, programmatori informatici, è nato il sito Donna al Lavoro, finanziato dall'Unione Europea e dal Ministero del Lavoro.
Il sito è stato progettato per accompagnare le donne alla ricerca di una nuova occupazione, e sfruttando una programmazione fortemente interattiva consente di scrivere e riflettere sulle proprie esperienze, valorizzare le proprie competenze e capacità, progettare percorsi di ricerca di un lavoro, non generico, ma rispondente alle proprie aspettative.
L'attività svolta normalmente in aula nei corsi citati in precedenza, viene resa possibile a tutte le donne che si collegano al sito. La parte informativa, sul mercato del lavoro femminile, sulle tendenze in atto, sulla legislazione, sugli incentivi economici, completata da suggerimenti e indirizzi, va ad integrare le sezioni di orientamento, ed offre strumenti molto concreti per realizzare un piano di ricerca di un lavoro.
Questo sito si differenzia in modo significativo dalle Banche Dati di incontro Domanda/Offerta, che cominciano ora a diffondersi anche in Italia sulla rete, e risponde ad esigenze non risolte dalle iniziative di orientamento presenti sul territorio nazionale.