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I mutamenti del lavoro visti dalla rete |
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Quando l'abito fa il monaco Lavoro autonomo di seconda generazione? Telelavoro? La Rete come mezzo per scambiare risorse, idee e progetti fra giovani aspiranti imprenditori di sé stessi? A quanto pare, le aspirazioni degli Italiani sono più tradizionali: stipendio fisso, un conto in banca e non se ne parla più, come recitava una vecchia canzonetta. Così molti siti si adeguano, offrendo i propri servigi a chi si prepara ad affrontare la regina delle prove per conquistare un reddito garantito: il mitico colloquio di assunzione. Nel mare dei consigli abbiamo pescato, con un po' di malizia, i più divertenti.
Iniziamo da
Banca Lavoro
sito che propone un pletorico "decalogo del buon colloquio" (per impararne i suggerimenti, un disgraziato dovrebbe studiare mesi) da cui segnaliamo alcune chicche. Per affrontare il Cerbero di turno (in questo caso s'immagina sia una donna dal nome italicissimo: Margherita Pizza), il candidato dovrebbe evitare di "arrivare in ritardo presentando ansimante una mano sudaticcia". Non meno importante tenere presente che "non sono solo le parole che contano: tutto il nostro corpo comunica, e non solo quello. Il nostro interlocutore ci ascolta anche con la vista e con il tatto, speriamo non con l'odorato" (sic!). Infine un piccolo trucco (che ci viene suggerito da una "giovane scienza" che si chiama "programmazione neurolinguistica") per entrare in sintonia con Margherita Pizza: "Provate a giocare allo specchio con lei. Se si avvicina col busto a noi, fate lo stesso, e idem se abbassa il tono di voce o se aggrotta le sopracciglia incrociando le braccia (...) pare che funzioni". Più sobri i suggerimenti del sito
Il lavoro nelle aziende private, dal quale ci limitiamo a citare, oltre ad un irresistibile "Sii spontaneo" (!?), la seguente nota sull'abbigliamento ideale: "Anche la presenza è molto importante, e l'abito a volte può fare il monaco; l'abbigliamento va curato, ed è consigliabile optare per uno stile classico". Un tema sul quale insiste anche Informalavoro, una pagina del
sito del comune di Torino che ingiunge: "Presentati al colloquio in modo ordinato, non eccessivamente elegante, ma neppure sciatto o con vestiti sdruciti". Consiglio non meno "originale" di quest'altro: "Accertati della data, dell'ora e del luogo del colloquio".Infine, tanto per non accreditare l'idea che simili florilegi si trovino solo nei siti che si occupano di relazioni industriali tradizionali, mentre quelli innovativi ne sarebbero esenti, concludiamo con Polaris, un sito sul telelavoro che ospita una fantozziana descrizione del rapporto fra Italiani e new media, di cui offriamo qui sotto ampi stralci. "Siamo arrivati! Siamo quelli del sole e del mandolino, quelli della trippa e della pajata, quelli del panettone e di Tangentopoli (...) Siamo gli Italiani! Siamo considerati così perché si guarda sempre ai grandi numeri, alle masse oceaniche, ma mai a quella realtà minuta e particolare che qualcuno oltreconfine chiama, con una punta di disprezzo, il Miracolo italiano. (...) Ora ci siamo accorti del Telelavoro. Una pratica molto in voga nelle Provincie estreme dell'Impero (la Britannia, la Gallia, le terre dei barbari germanici, il Nuovo Mondo che noi non conoscevamo). Non ce ne siamo accorti prima perché questi popoli amano esprimersi in quello strano e primitivo idioma che non si legge come si scrive, molto lontano dal nostro aulico Latino. Che tempi! A Roma se ne comincia a parlare. Speriamo solo che non avvenga come al solito, cioè mentre a Roma si parla Sagunto viene espugnata. Comincio a sospettare che quando si tratta di innovazione tecnologica, qualcuno dei popoli delle Provincie lontane corrompa qualche nostro Senatore, in modo che parli e straparli senza mai giungere al dunque (...) Credo che in realtà abbiano paura di noi, della nostra capacità di reagire. Ogni volta che accade si fanno sempre male. Perché non siamo quelli del mandolino, del sole e del cellulare. Siamo gli eredi di quelli che ![]() l'elmo che vedete qui sopra lo calzavano ben allacciato in testa (...) l'Italia s'è desta, dell'elmo di Scipio s'è cinta la testa". |