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Alang Ajak, una bambina di sei anni, venne fatta prigioniera da un gruppo di arabi sudanesi che razziarono il suo villaggio nel 1991. Venne condotta a Shendi, centro di commercio di schiavi del XIX secolo, che ora serve come punto di transito per ragazzi e ragazze che vengono imbarcati su navi dirette verso il Golfo Persico. L'uomo che la acquistò ne fece dono al figlio,
Abdul Rohman, la cui moglie, Zeinab, decise di marchiare la bambina "nel caso venisse persa".
Alang Ajak


"Dopo che mi ebbero marchiato come un animale" dice Alang, "decisi di fuggire, a rischio di subire la tortura, la punizione inflitta a chi tenta la fuga".

Altre storie simili, corredate da foto drammatiche, si trovano al sito dell'American Anti-slavery group, dove ci sono anche una serie di articoli comparsi sulla stampa, estratti di relazioni e una bibliografia sulla schiavitù contemporanea.

L'American Anti-Slavery Group segnala inoltre l'uscita di un libro sulla schiavitù contemporanea e i movimenti anti-schiavismo, Silent Terror: A Journey into Contemporary African Slavery, scritto da Samuel Cotton, un afro-americano antiabolizionista che ha raccolto diverse testimonianze nel corso di un viaggio clandestino nella Repubblica islamica di Mauritania e denuncia anche le responsabilità americane nel mantenimento della schiavitù.

Per maggiori notizie sul libro, che si può ordinare via e-mail:
http://members.aol.com/casmasalc/silent_terror.html

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