Il CORRIERE DELLA SERA (4.2.1998)

Se “Alfabeta” è stata una delle più originali riviste italiane, è anche perché i suoi pezzi tracciavano percorsi atipici attraverso discipline e forme espressive differenti: romanzi, film, arte, saggi filosofici e scientifici, teatro, tv, musica e fotografia arditamente accostati. Una formula che sembrerebbe divertente rivisitare con strumenti multimediali, "mixando" testi, foto, filmati, quadri, brani musicali, registrazioni, interviste. Infatti qualcuno lo sta facendo. Dove? In "nessun luogo", cioè in "erewhon", la rivista multimediale di arti letteratura e scienze che ha adottato il titolo del romanzo satirico di Samuel Butler, titolo appropriato per un oggetto che riversa in video una massa di informazioni che, se non viaggiasse in rete, richiederebbe montagne di carta.

Il progetto nasce dall'incontro fra Sandro d'Alessandro (ex direttore editoriale della Feltrinelli ) e Federico Pedrocchi (che dirige TiConUno, società di produzione, formazione e consulenza nel campo multimediale).

"Collaborare è stato facile - dice d'Alessandro - Federico ha una lunga esperienza come giornalista culturale e scientifico e io non ho mai trascurato gli aspetti tecnici del mio lavoro, per cui imparare a ‘smanettare’ in HTML non è stato un problema". Ma non c'erano già molti siti culturali in Italia? "Più che in Inghilterra - conferma Pedrocchi - malgrado i navigatori inglesi siano ben più numerosi. Ma si tratta di prodotti "leggerini", mentre noi vogliamo sfatare l'idea che i testi su Internet debbano essere per forza brevi". Però leggere testi lunghi in video è faticoso... "Noi vorremmo che si visitasse erewhon come una libreria", replica d'Alessandro, "dove si possono leggere poche righe o molte pagine. Non vogliamo offrire cultura in pillole per tutti, ma un mix di informazione e approfondimento; di certi argomenti sono un semplice curioso e mi basta piluccare, di altri sono un cultore e voglio approfondire".

"Anche per la grafica - aggiunge Pedrocchi - abbiamo fatto scelte innovative: molti credono che Internet debba attirare lettori con i fuochi d'artificio, noi abbiamo optato per una grafica elegante ma scarna: il progetto è di Salvatore Gregorietti e Tullio Pericoli ha messo a disposizione i suoi disegni".

Accende il computer per dimostrare come si viaggia in "nessun luogo", e appare appunto il disegno di Pericoli che affianca il sommario. Si naviga negli scaffali, pesando Gilles Deleuze e Paul Watzlawick, Philp Dick e James Hillman. Brevi presentazioni, estratti, recensioni, ma anche suoni, immagini, e link con altri siti web, che conducono, per esempio, a una lunga intervista a Hillman e al Visible Human Project, l'"atlante" del corpo realizzato con il corpo di un condannato a morte (il collegamento rinvia al libro Ghiaccio Blu, di Pino Corrias, dedicato all'inquietante vicenda). Infine un esempio di trasversalità tipo "Alfabeta" in versione multimediale: i colori dei quadri di Kandinskij collegati a brani dell'Isola dei senza colore, di Sacks.

Non solo libri. Ascoltiamo il rock all'epoca della Thatcher. Visitiamo i progetti che stanno cambiando il volto di Berlino, in una sezione bilingue (italiano e inglese) corredata da link con siti che ci aggiornano sullo stato dei lavori. Seguiamo le lezioni dei "Visiting professor" ospitati nella sezione "Campus". Giochiamo con l'interfaccia "Territorio": si vaga con il mouse e quando diventa un indice si clicca. Il premio può essere la voce di Michel Tournier (parte di una intervista che "erewhon" ha realizzato per un'altra sezione), oppure quella di Stefano Benni che legge Bar Sport. Infine una curiosità: scopriamo come si accede al sito dei 56 discendenti degli ammutinati del Bounty che vivono sull'isola di Pitcairn.

Per essere un numero zero non c'è male, ma quando uscirà l'uno? Pedrocchi e d'Alessandro rispondono rinviando a Dare i numeri, uno degli articoli in rete con il numero zero. Dove leggiamo che, mentre alcune sezioni cambieranno con ritmo settimanale, o ancora più rapido, altre resteranno immutate per mesi, per cui sarà difficile decidere quando il numero zero diventa uno, due e via di seguito. Così c'è chi propone di imitare gli orologi: zero, zero e mezzo, uno, uno e un quarto... Ne stanno discutendo.

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