Calcio e letteratura
di Claudio Agostoni

 

 
Calcio e letteratura in Italia non hanno mai avuto un rapporto serio e consolidato. Non mancano prestigiose eccezioni. Pasolini e Umberto Saba hanno scritto pagine stupende. E Giacomo Leopardi nel 1821 scrisse un'ode dedicata a Carlo Didimi di Treia, una stella del pallone (all'epoca una sorta di incrocio tra la pallavolo e il tennis). E Vittorio Sereni presagì in tempi non sospetti gli odierni veleni tra l'Inter (di cui era tifoso) e la Juventus:


Il verde è sommerso in neroazzurri.
Ma le zebre venute di Piemonte
sormontano riscosse a un hallalì
squillato dietro barriere di folla...


Ma pur sempre di eccezioni si tratta. Una vera e propria letteratura calcistica non esiste, anche se il nostro è l'unico paese al mondo che può vantare tre testate quotidiane sportive. Il direttore Cannavò mi perdoni ma di sicuro il suo giornale (la mitica 'Gazza') non si segnala per la qualità di chi ci scrive. Anche qui abbiamo avuto delle eccezioni che hanno prodotto ottimi libri (Brera su tutti). Tra i giornalisti tutt'ora in campo meritevole di nota è Storie esemplari di piccoli eroi. E' un libro di Cesare Fiumi, penna sportiva del Corriere della Sera. Come recita il sottotitolo si tratta di un viaggio nello sport dell'Italia di ieri, racconti epici da un tempo scaduto. La storia più antica è del 1912, la più recente è del 1951. I protagonisti, che si raccontano in prima persona, non sono solo calciatori, ma anche ciclisti, motociclisti e duecentometristi. Tra i protagonisti posso provare a stendere una formazione che funzioni (cercando di far si che funzioni anche col contrappunto da campanone dei cognomi tronchi): Buffon, Ferrario, Lodetti, Tagnin, Lorenzi, Meroni, Da Rin, Balmamion, Pivatelli, Blason e Pascutti. Dalle pagine dedicate a Giovanni "baslèta" Lodetti: "...Altri tempi i miei. Penso al raduno ad Asiago, con il Milan nel '62, quando mi convocarono a discutere il mio primo contratto. Gipo Viani e Nereo Rocco parlarono tra loro per dieci minuti, come se io non ci fossi, e poi mi guardarono e chiesero a bruciapelo: 'Beh, tu?'. 'Sono qui per il contratto'. 'Ma sei tu che devi pagare noi che ti facciamo giocare...' Molto semplicemente era una battuta, eppure corrispondeva alla verità."
L'avere nominato un protagonista del calibro di Nero Rocco ci impone di segnalare un libro a lui dedicato. Trattasi di El Paron del giornalista triestino Giuliano Sadar. Dalla mitica esperienza con il Padova ai successi rossoneri, dall'innamoramento granata all'addio.
La prefazione è a cura dell'attuale CT degli azzurri Cesare Maldini, che fu lanciato in serie A proprio da Nereo Rocco. Insieme lavorarono per il Torino negli anni in cui giocava uno dei personaggi più bizzarri e umani della storia del calcio italiano: Gigi Meroni. La sua meravigliosa e malinconica storia è raccontata nel libro La farfalla granata del sociologo Nando Della Chiesa. Una storia che vede come fondale una scorpacciata di canzoni di Eduardo Vianello e uno scatenamento danzereccio a base di twist nelle balere della riviera. Erano anni, quelli, in cui chi portava il numero 7 faceva l'ala destra e non il cursore di fascia. Con il suo estro e la sua poesia, dentro e fuori dal campo, e grazie alla sua bizzarra imprevedibilità probabilmente fu, nell'ambiente calcistico, l'unico interprete della domanda di libertà che investì l'universo giovanile negli anni sessanta. E proprio a quegli anni, spesso, corre il ricordo dei protagonisti dei racconti che compaiono su Il pomeriggio dell'atleta stanco, una piccola antologia di sensazioni, odori e rumori ben noti a chi ama l'attività motoria. Gli autori sono Giampiero Comolli, Daniele Azzolini, Sandro Onofri, Manilo Santanelli, Valeria Viganò e Marco Lodoli.
Di quest'ultimo imperdibile il raccontino dal titolo "Spopolamenti"dove si scopre che la vita può essere divisa in cicli legati alle proprie esperienze di calciatore. E così si scopre che anche Lodoli è uno dei tanti scrittori che, spesso a livello amatoriale, hanno calcato un campo di calcio. Valgano ad esempio, in campo internazionale, i trascorsi calcistici di Osvaldo Soriano che giocava come 'puntero' in Argentina o quelli di Albert Camus, che militò come portiere in una squadretta algerina. Anche lo scrittore romano Fernando Acitelli ha calcato i campi spelacchiati della periferia della sua città: terzino destro nelle giovanili della Standa e poi titolare nella Romulea. E' appena uscita la sua raccolta di poesie La solitudine dell'ala destra, che come sottotitolo recita 'storia poetica del calcio mondiale'. E' il ritratto, in versi, di 185 calciatori che hanno fatto la storia di questo sport: da Giuseppe Meazza a Nils Liedholm, da Pelè ad Eusebio, da Bruno Conti a Ronaldo passando per Felice Levratto, Amaro Amancio, Kevin Keegan e Thomas N'Kono. Esemplificativa del suo lavoro la pagina scritta per Klaus Augenthaler, rude ex libero del Bayer Monaco:


Fuoriuscito dalla Guerra dei Trent'anni,
t'allineasti su sentieri di sbronza
a fronteggiar agguati palatini,
brandeburghesi,protestanti,cattolici
e della marca luterana.
Nei tornei d'Europa
il tuo volto
fu l'effigie del saccheggio,
l'alito dello stupro.
Era sui cross dal fondo
che rammentandoti dei lanzichenecchi
ponevi a ferro e fuoco l'inoffensivo
bargello.


Per una volta si può essere d'accordo con Alessandro Baricco che del lavoro di Acitelli ha scritto sulla Stampa di mercoledì 8 aprile che "la cosa più bella è l'indice". Ma non è una condanna al libro. "Dall'indice...ti arrivano nomi come acqua che va a riva: Platini, Piola, Tardelli. Poi, l'onda: un nome che per te sta in bilico tra il ricordare esattamente tutto e il non avere mai saputo niente. Si solleva la superficie del pensiero, si inalbera nel rotondo sforzo di disseppellire qualcosa che corrisponda a quel nome, e tu, con la memoria , ci scivoli sopra, ed è velocità, in costume da bagno a fare surf sulla nostalgia, piccoli Proust da California...". Per certi versi svolge la stessa funzione dell'album delle figurine. Ma in quel caso c'è la foto ad aiutarti e spesso è proprio lei a spegnere l'onda, e soffocare la microavventura della mente ancor prima che sia iniziata. Per gli ultras delle figurine Panini (e per Veltroni) segnaliamo però che è uscito un costoso World Cup Panini Collections 1970-1994. Per chi invece più prosaicamente si volesse accontentare di un buon bignami per un ripasso sulla storia dei mondiali che hanno preceduto quello francese segnaliamo Storie e miti dei mondiali di Gianni Minà e Darwin Pastorin. Per ogni edizione tre sezioni: la cronaca, i vincitori e i vinti e una interessante documentazione fotografica. A voi, se ne avrete il tempo e la voglia, scrivere l'ultimo capitolo: quello dei mondiali di Francia 1998.


CESARE FIUMI
Storie esemplari di piccoli eroi
1996 - Universale Economica Feltrinelli
219 pagine, Lire 14.000

GIULIANO SADAR
El Paron - Vita di Nereo Rocco
1997 - Edizioni Lint Trieste
261 pagine, Lire 26.500

NANDO DALLA CHIESA
La farfalla granata
"La meravigliosa e melanconica storia di Gigi Meroni, il calciatore artista"
1995 - Edizioni Limina
191 pagine, Lire 25.000

AA.VV.
Il pomeriggio dell'atleta stanco
1995 - Edizioni Theoria
124 pagine, Lire 10.000

FERNANDO ACITELLI
La solitudine dell'ala destra
"Storia poetica del calcio mondiale"
1998 - Einaudi Tascabile
218 pagine, Lire 15.000

AA.VV.
World Cup Panini Collection 1970-1994
1998 - Franco Cosimo Panini Editore
399 pagine, Lire 95.000

GIANNI MINÀ - DARWIN PASTORIN
Storie e miti dei mondiali
1998 - Franco Cosimo Panini Editore
187 pagine, Lire 26.000