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Alessandro Boffa Sei una bestia, Viskovitz Garzanti 1998 |
La presentazione dell’Editore Una lumaca con due sessi, un pappagallo che parla d’amore, un ghiro che fa sogni erotici, un cane antidroga buddista, un microbo con un complesso d’inferiorità, un leone innamorato di una gazzella, un camaleonte alla ricerca di se stesso, uno squalo, un verme, uno scarafaggio... Viskovitz è ognuna di queste bestie e molte altre ancora, alle prese con le loro bizzarrie, nevrosi, vanità. Ma è la condizione umana, in tutta la sua dignità e scostumatezza, a essere rappresentata attraverso queste esilaranti metamorfosi. Al contempo, questo è anche un originalissimo romanzo d’amore. Oggetto del desiderio è la schizzinosa e bellissima Ljuba, la porca, la cagna, la gazzella... E’ una passione bestiale, quella tra Viskovitz e lei, che dura dall’inizio dei tempi e non avrà mai fine. Sei una bestia Viscovitz è un tour de force di comicità e intelligenza, dove il gergo scientifico diventa invenzione linguistica, la battuta aforisma, il colpo di scena illuminazione filosofica. Attacchi folgoranti danno vita a intrecci pieno di sorprese, che spaziano dalla gag comica al western, dall’apologo al thriller. E’ una raffica di favole ironiche che illuminano un mondo in cui si fatica a essere animali e si finisce per diventare bestie. Alessandro Boffa è nato a Mosca. Ha fatto il biologo in Italia, vive tra la Thailandia e Roma. Questo è il suo primo libro. Dalla stampa E’ indubbiamente voce singolare, tra gli esordienti, questa di Boffa. Anche per il background culturale che (...) si riconosce soprattutto in due filoni: da un lato le lunghe parallele tradizioni della favolistica alla Fedro e dei Bestiari inaugurati dal Phisiologus (...); dall’altro, la lezione della lingua scientifica di Primo Levi e della sua capacità di tradursi in fluido racconto. Ermanno Paccagnini, Il Sole 24 Ore, 1.2.1998 Il barnum di Alessandro Boffa (...) è uno specchio che riflette e mai giudica: supremo, efferato copione. Via via, il trasformista Viskovitz è una formica, uno squalo, un camaleonte, un ghiro, una lumaca... Ogni metamorfosi è un sipario che cade, una ghigliottina ironica e comica, di una comicità chapliniana, che svela questo o quel numero del nostrano circo. Bruno Quaranta, tuttolibri, 5.2.1998 Qfwfq è tornato. Per chi ha amato l’inafferrabile protagonista delle Cosmicomiche di Italo Calvino è emozionante ritrovarne più di trent’anni dopo lo spirito - quel misto di razionalità e ironia unito al dono della metamorfosi e a quello dell’onnipresenza - nel protagonista di (...) Sei una bestia Viskovitz. A.C.P., L’Espresso, 12.2.1998 Ben vengano libri come i racconti dell’esordiente Alessandro Boffa, Sei una bestia, Viskovitz, intrisi di umori morali e, senza ostentazione, metaforici. (...) Vera novità rispetto alla prosa iperletteraria, leziosamente calibrata, della gran parte della nostra giovane narrativa. Giovanni Pacchiano, Corriere della sera, 22.2.1998 ... è un libretto incantevole. (...) La bestia funziona come una sorta di radiografia che, nell’elementarità del suo schermo, svela (non denuncia) le deformazioni nascoste. In realtà il libretto non ha nulla di accusatorio ma nasconde altri intenti moralistici: è un viaggio riflessione (che se ha qualche asprezza è per il veleno dell’intelligenza) nei nostri pensieri (umani) e passioni. I più alti e i più bassi. Tra i più alti c’è l’amore, il più antico (e ossessivo) dei vizi umani. Del quale Viskovitz, in ognuna delle sue metamorfosi, non manca di fare esperienza. E ogni volta è una conquista e una sconfitta. Angelo Guglielmi, L’Espresso. 26.2.1998 |