Sulle tracce di Artù
a cura di Carlo Formenti

Quattro luglio 1998: l'archeologo inglese Kevin Brady scopre una piccola lastra d'ardesia (8 per 14 pollici) e sussulta: fra le parole incise nella pietra decifra un nome, Artognou. L'eccitazione è giustificata, dal momento che Brady, assieme ad un'équipe di colleghi dell'Università di Glasgow, sta scavando fra le rovine d'un edificio del VI secolo, a Tintagel (Cornovaglia).
 
Il periodo corrisponde e il posto è esattamente quello dove, secondo la leggenda, sarebbe nato il mitico Signore di Camelot.
Un esame più accurato consente di decifrare l'intera scritta: "Pater Coliavificit Artognou", che il Professor Charles Thomas, dell'Università di Exeter traduce: "Artognou, padre d'un discendente di Coll, ha eretto questo edificio". E' la prova definitiva della "storicità" di Re Artù? Intervistati dai redattori del sito "Early British Kingdom" gli archeologi invitano alla prudenza: è solo la prova che è esistito un personaggio che si chiamava così. Ma il commento redazionale è meno reticente: che quella pietra sia stata trovata a Tintagel non può essere una banale coincidenza!

Re Artù vi ha sempre fatto sognare? L'idea che possa essere veramente esistito vi emoziona? Allora la Rete è il vostro posto: i siti "arturiani" sono centinaia. E dal momento che navigarli tutti richiederebbe mesi, pensiamo di fare cosa gradita offrendo il percorso che abbiamo selezionato grazie ai link suggeriti proprio da "Early British Kingdom" (ogni indirizzo è corredato da un'accurata scheda di presentazione).

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Le immagini "di copertina" provengono dai siti Camlan The Caer, Camelot and Arthurian Legend, The Quest.


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