Giocare on line: come?


"Panel" è una definizione inglese tipica dei convegni. Il panel è il gruppo di oratori chiamati a dire la loro. A Milia se ne incontrano almeno una ventina, di panel. Tanti sno i seminari.
Per quali ragioni il panel del seminario Il futuro dei giochi on line fosse composto da un gruppo di signori molto tristi, di poche parole, vestiti di abiti scuri, resterà un interrogativo inevaso. Commentando con altri seduti in sala, si e' detto: il 90% dei giochi multimediali ci propone guerre, duelli massacranti, un numero spropositato di violentissimi combattimenti a base dell'intero campionario delle arti marziali; insomma, questi che li fanno sono gente stanca, schiacciata nell'animo da anni di guerra.
Oppure preoccupata da un futuro ancora incerto.
Ciò che bisogna capire ( e si è dibattuto) è se Internet è un valido supporto per i giochi interattivi e, in particolare, quelli multiutente, perché è questa la carta che la rete offre all'industria attuale dei giochi su CD Rom. Migliaia di persone sparse per il mondo (c'è chi pensa a ordini di grandezza più elevati) che giocano lunghissime partite incontrandosi via Internet.
Due problemi consistenti: come ci si guadagna e probabilità di successo. Iniziando da quest'ultimo fattore - il successo - il dato controverso e' che la complessità grafica e sonora attualmente presente nei CD Rom non è supportabile dalla rete. Gli utenti sono abituati a standard molto elevati, non confrontabili con quelli erogabili da un web. Certo, nell'arco di qualche anno la rete potrebbe essere ben più veloce; ma allo stesso tempo, nel mondo off-line, si affacciano supporti come il DVD, 10 volte più potenti di un CD Rom ma sempre utilizzabili da un personal computer, o da un televisore.
Tuttavia, la rete ha i numeri. Se un gioco potesse funzionare su Internet, bene, gli utenti potrebbero essere milioni. Sono cifre che fanno brillare gli occhi ai venditori di giochi. Solo che, questi milioni, dovrebbero in qualche modo pagare. Due sono le strade prefigurate al seminario.
La pubblicità: eccola, si affaccia anche da queste parti. Potrebbe apparire qualche marchio volante, durante il gioco? Sono stati sollevati molti dubbi in proposito. Magari uno sponsor in apertura, ma il business non puo' essere questo. Altra idea: si paga una tariffa oraria. Questa può essere una soluzione, tenendo però in conto che i giochi multiutente on line dovrebbero avere la caratteristica di durare molto, con partite di mesi. Si è parlato di tariffe da 800 lire orarie. E' una strada aperta.
Il gioco on line apre anche una possibilità interessante, proprio determinata dalle basse performance tecnologiche della rete. La strada è quella delle "buone idee", e cioè concentrarsi su contenuti originali, coinvolgenti, che non richiedano effetti speciali. Se si inventasse un nuovo Monopoli, insomma, la rete andrebbe benissimo.
Infine, una curiosa difficoltà: i bari. Molti giochi richiedono un comportamento corretto da parte dei contendenti. In molti casi l'anonimato del giocatore consentito dalla rete, insieme ad altre astuzie informatiche, potrebbe creare notevoli difficoltà alla comunità "giocante", potendola anche distruggere. Vi sono mezzi per evitarlo? Il seminario è finito senza indicazioni in merito.


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