Una strana visita allo stand cinese


Domenica mattina, 8 febbraio, ore 9. Si aprono i saloni di Milia e allo stand che raccoglie un pool di aziende cinesi c’è più gente che in tutto il padiglione. Sono tutti di nazionalità cinese, però, impegnati a superare la tradizione “fotografica” giapponese: standisti, giornalisti, delegati, editori, tutti fotografano tutto quello che accade.
Siamo i primi visitatori che arrivano allo stand e questo ci consegna alla cronaca non solo fotografica ma anche video. Almeno tre videocamere ci riprendono mentre discutiamo dei prodotti esposti.
E attaccati alle pareti.
Lo stand è ampio e tutte le pareti sono ricoperte di CD Rom, brochure, confezioni di CD Rom, manifestini vari. E’ una sfida alla statistica delle micro catastrofi: ogni 50 secondi circa qualcosa si stacca dai pannelli e viene colto al volo e "riappiccicato". Sembra una gag di Charlie Chaplin. Il fatto è che si divertono pure loro. Una grande simpatia emana da questo gruppo di persone, di assoluta gentilezza e disponibiulità. Sbarcano a Milia per la prima volta e con prodotti tutt’altro che approssimati.
Il Cd Rom sulle giade cinesi raccoglie 2000 pezzi in un archivio interattivo che costituisce un patrimonio di enorme interesse, ben poco frequentato nei nostri paesi occidentali.
Il cinese parlato è un altro CD Rom. Propone con l'audio in più lingue (inglese, francese, tedesco, italiano e spagnolo) diverse situazioni, con dialoghi annessi. Naturalmente tutto è confronato con il cinese parlato. Finiamo la visita allo stand, ricevendo anche un CD Rom in omaggio.
Più tardi apriamo la confezione. E' vuota!

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