B r a s i l e   m u l t i m e d i a l e


Che il Brasile sia terra di contraddizioni è un dato acquisito. Che lo sviluppo dell’industria multimediale brasiliana sia oggi una perfetta sintesi di tali contraddizioni, è fatto meno noto.
A Milia 98 un seminario sul Brasile on-line e off-line ha descritto perfettamente tale quadro. Una cascata di cifre e relative analisi ha reso perfettamente la situazione. Vediamo le più significative.
Fenasoft, fiera di hardware e software a San Paolo. Nell’edizione del 1995 registra un afflusso di 700 mila visitatori in cinque giorni, e da quel momento si mantiene su questi livelli.
Nello Stato di San Paolo sei milioni di persone sono attualmente in attesa di una linea telefonica. Ma i personal computer installati in Brasile sono circa 5,6 milioni e le proiezioni per il 2000 sono di 15,8 milioni. In valori assoluti sono trend superiori a quelli italiani.
Una linea ISDN a 64k per collegamenti a Internet costa circa 1200 dollari al mese, contro i 30 dollari degli Stati Uniti. Universo on line, sito web in testa alla classifica dei siti brasiliani più visitati, raggiunge 20 milioni di hits al giorno nel dicembre dello scorso anno, circa 100 mila visitatori quotidiani. E diventa il settimo web più consultato al mondo.
Mentre in tutto il mondo uno dei principali problemi nella distribuzione dei CD Rom è rappresentato dal fatto che quella che dovrebbe essere la naturale rete di diffusione, ovvero le librerie, non svolge a tutt’oggi alcun ruolo significativo, in Brasile le librerie vendono regolarmente CD Rom. La nostra lingua portoghese, CD rom educational, vende 20 mila copie in novembre e dicembre del 1997. Tuttavia, nei negozi che vendono software il problema principale è che spesso i venditori non conoscono affatto il contenuto dei pacchetti in vendita. L’acquirente deve sapere esattamente cosa comprare.

Tutte le analisi di mercato, e quelle sociologiche, segnalano un forte interesse da parte del pubblico nei confronti della produzione multimediale. Sia per prodotti locali che per quelli di altri paesi. Parliamo, ovviamente, delle grandi aree metropolitane, ovvero San Paolo e Rio. J.P. Frydman, presidente della Editora Tulipa Negra, osserva che il fenomeno non è culturalmente sorprendente. Alla base della cultura di massa brasiliana vi è una forte apertura verso tutto ciò che è innovazione, e forte è anche l’interesse per le culture di altri popoli. Sebbene modi e valori locali siano fortemente sentiti. Non si tratta, quindi, di passioni esterofile ma di un reale atteggiamento interculturale, accentuato anche da una società in cui la percentuale di giovani è molto elevata.

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