Un percorso libero e disordinato di immagini
di Vittorio Lingiardi


(Vittorio Lingiardi, Compagni d'amore. Da Ganimede a Batman. Identità e mito nelle omosessualità maschili, Raffaello Cortina Editore 1997, Introduzione: pp.19-22)

... Reduce da girotondi dialettici sempre meno promettenti sul tema "Natura o Cultura?" e da dibattiti insolubili tra essenzialisti e costruzionisti,(15) ho deciso di prendere una vacanza dai modelli teorico-esplicativi e di rivolgermi alle immagini. Mi sembrava che solo le immagini, così mutevoli, potessero interrompere il circolo vizioso. Le immagini, più che le teorie, appartengono alle storie, e per vivere abbiamo bisogno di storie: "se avessi letto solo psicoanalisi" - scrive Roy Schafer (1995, p. 200) - "non sarei mai riuscito a raggiungere quel livello di sensibilità che mi permette di fiutare quando l'ideologia si prolunga in ciò che in ambito psicoanalitico circola invece come un fatto assodato".
Ne consegue una sorta di disorientamento creativo che consegna la nostra soggettività a una posizione che, con la filosofa Rosi Braidotti (1994), definirei "nomade". Il soggetto nomade è un mito, ma anche un'invenzione politica che ci consente di riflettere a fondo spaziando attraverso diverse categorie e livelli di esperienza, di rendere indefiniti i confini senza bruciare i ponti. Una caratteristica del lavoro analitico è del resto quella di favorire una "creazione comune" del mito e della metafora personali dell'analizzando (S.Mitchell, 1996).
Così ho deciso di risparmiare al lettore ipotesi onnicomprensive, preconfezionate ed esaurienti sulla sessualità, astenendomi al tempo stesso dal proporre, come fanno molte psicologie, un progetto d'amore senza sofferenza. Mi sono limitato a descrivere un percorso libero e disordinato di immagini, nato dall'incontro analitico tra il racconto di un amore tra uomini e un famoso mito greco. Molte delle vicende che narro non vanno necessariamente ricondotte all'immaginario omosessuale, qualunque cosa esso sia, ma penso che possano parlare all'esperienza e al desiderio di tutti. Così viene anche a cadere l'utopico progetto di una "classificazione" dei gusti sessuali. Si apre, invece, una possibilità di lettura di respiro più ampio, in cui a fantasia di ciascuno può trovare, più o meno liberamente, diversi percorsi individuativi e soluzioni di compromesso. Alla vita sessuale bene si adattano le parole di Jung (1928a, p. 69) quando, riuscendo a superare lo spirito del tempo, ci ricorda che un progresso comincia sempre quando "un singolo individuo, cosciente del suo isolamento, imbocca una nuova strada passando per luoghi fino a quel momento mai percorsi". E che per farlo deve anzitutto "riflettere sulla sua realtà fondamentale - prescindendo completamente da ogni autorità e da ogni tradizione - e far diventare cosciente la sua diversità".(16)
Soprattutto in Italia, i contributi di derivazione junghiana sull'omosessualità sono scarsi. In molti casi la psicologia analitica ha preferito non formulare ipotesi originali, limitandosi a una rielaborazione delle teorie freudiane. Eppure, anche se le obiezioni che si possono sollevare alle posizioni di Jung sulla sessualità sono molte, bisogna riconoscere che le sue idee suscitano sempre dibattiti appassionanti. Gli scritti junghiani nascondono preziose chiavi di lettura per entrare nel mondo fantastico della sessualità, ma certi concetti (come Logos e Eros, Animus e Anima) vanno prima liberati dalle originarie costrizioni di genere. Fatto questo lavoro, quelli che ci rimangono sono superbi strumenti per introdurci alla psiche.
Ciò che devono fare gli psicoanalisti è studiare entro quali condizioni, preferenze e credenze si sviluppa la conoscenza che vanno costruendo. Capire come le varie culture, o il bambino, costruiscono le loro teorie del mondo. Teorie che di regola si dispongono in forma di racconti che rispecchiano le esperienze che hanno contribuito a costruire quelle teorie. A questo generale spostamento di interesse dalla conoscenza dichiarativa a quella procedurale (Bordi, 1996, p. 24), devo la mia propensione per le versioni ermeneutiche, più rivolte a capire come si interpreta che non all'oggetto dell'interpretazione.
Il mio intento è il raggiungimento di una verità narrativa che permetta al paziente di organizzare la propria esperienza. Oggi l'analista deve ritenersi un coautore di una storia, costruita sulla matrice relazionale, che è importante sia plausibile e coerente perché l'analizzando arrivi a una soggettività "autentica", sufficientemente elastica, come è il mondo che lo circonda, e aperta all'imprevedibile. Qualcosa che trasmetta al paziente "l'apprendere a stare nell'incertezza" (Bordi, 1996, p.24).
Un altro passo era liberare il discorso sessuale dagli obblighi della scienza. La psicoanalisi e la biologia sono vertici di osservazione imprescindibili, ma molte cose sfuggono ai tentativi di sistematizzazione e forse, per risolversi in ambito clinico, devono rimanere "aperte" sul piano teorico. Un modo, questo, di restituire la sessualità al suo mondo fantastico, un antidoto al pericolo di quella forbice sempre più tagliente le cui lame sono le scienze psichiche e le scienze biologiche.

Compagni d'amore è frutto di un lavoro di amplificazione che prende le mosse da alcune associazioni di un mio paziente, che chiamerò Sergio, e dall'ipotesi di un legame tra certi aspetti dell'omosessualità maschile e la ricerca di un'esperienza iniziatica e spirituale. La presenza di un caso clinico è puramente suggestiva: esso va considerato uno spunto, una fonte come altre, che ho utilizzato per organizzare le mie riflessioni. La comparsa dell'immagine di Ganimede nelle associazioni di Sergio durante le sedute d'analisi, ha tuttavia notevolmente contribuito a sviluppare le mie ricerche sul mito, delle quali naturalmente io solo mi assumo la responsabilità. A partire dal motivo mitologico del rapimento di Ganimede, ho così provato ad analizzarne contenuti simbolici, espressioni artistiche e "immagini collettive".
Il mio lavoro non ha alcuna pretesa "scientifica" o di rigore metodologico. Si tratta piuttosto di una lunga "libera associazione", in linea con l'ipotesi hillmaniana di una base poetica della mente. Implicitamente ho voluto anche mettere in discussione l'ambiguo, e storicamente recente, matrimonio tra sessualità e scienza. Sono infatti la vitalità simbolica e la ricchezza immaginale del mito di Ganimede a costruire la trama del libro, mostrando la "necessità" della coniunctio Zeus-Ganimede, le cui figure dominanti sono spesso inconsciamente attive nel promuovere e dirigere certi legami d'amore tra uomini. Alcune di queste figure ci riportano al valore iniziatico della relazione omosessuale, segnato dalla direzione verticale del rapimento (terra ® cielo) e dal suo percorso simbolico (materia ® volo ® spirito). Da esse prende vita un mondo fantastico, popolato dalle implicazioni amorose della coppia Puer-Senex, dal masochismo amoroso come ombra del bisogno archetipico di venerare, dall'aquila come animale dello spirito, dalla coppa di Ganimede, dall'ala platonica. E poi il piede ferito, le frecce di San Sebastiano, l'ascensione sciamanica, i recinti sacri di Sodoma, la voce di Maria Callas, i marinai di Walt Whitman.
Non si tratta di una sequenza di fatti che conduce a una diagnosi, come dovrebbe avvenire per una storia clinica, ma, come direbbe Hillman (1972b, p. 59), di uno "scompiglio concentrico che punta sempre al di là di se stesso ...".

Note

15. Nell'ultimo decennio, nel campo dei gay and lesbian studies si è sviluppato, soprattutto in ambito angloamericano, un dibattito filosofico tra essenzialisti e costruzionisti sociali circa il modo di concettualizzare la sessualità umana e in particolare l'orientamento omosessuale. Secondo l'approccio del costruzionismo sociale, fortemente influenzato dall'opera di Michel Foucault, è il contesto socioculturale a formare il comportamento sessuale umano. In questo senso la conoscenza non riflette la realtà, ma è piuttosto un prodotto del discorso. Per gli essenzialisti, invece, le categorie e le identità sessuali rappresentano caratteristiche personali fisse, oggettive, transculturali e transtoriche e le persone si differenziano in categorie sulla base della loro sessualità. Tali differenze possono derivare da fattori biologici (neuroendocrini, anatomici, genetici), da fasi precoci dello sviluppo o da fattori non meglio specificati. Può essere utile confrontare alcune formulazioni basilari delle due correnti (Altman, Vance, Vicinus, 1989):

1) L'orientamento sessuale rappresenta una caratteristica universale transculturale e transtorica (essenzialisti) - L'orientamento sessuale è diverso a seconda della società e del periodo storico (costruzionisti).

2) L'orientamento sessuale è innato (essenzialisti) - L'orientamento sessuale è costruito (costruzionisti).

3) L'orientamento sessuale è immutabile (essenzialisti) - L'orientamento sessuale è mutabile (costruzionisti).

4) L'orientamento sessuale rappresenta una caratteristica su cui l'individuo non ha possibilità di scelta (essenzialisti) - L'orientamento sessuale può essere per certi aspetti scelto dall'individuo (costruzionisti).

16.In materia sessuale, scrivere l'ultima parola è difficile e pericoloso. Ho cercato di non perdere di vista l"'elogio del dubbio" suggerito da Jung a chiunque si cimenti nello studio della sessualità, dubbio che poi ho rivolto a Jung stesso. "Nel caso della sessualità" - scrive Jung (1928a, p. 65) - "ci si pone un interrogativo: questo interrogativo indica l'esistenza di un dubbio, il dubbio che i nostri concetti morali (...) e le istituzioni legali che vi si basano, non siano sufficienti o adeguati allo scopo (...). La concezione sulla natura della sessualità che ha prevalso finora da noi è adeguata o no? (...) Oggi il conflitto tra ethos e sessualità non è una pura e semplice collisione tra pulsionalità e morale, ma una lotta per il diritto all'esistenza di una pulsione o per il riconoscimento di una forza che in questa pulsione si manifesta, forza che a quanto pare non ha voglia di scherzare e di conseguenza non vuole neppure rassegnarsi alle nostre leggi morali da benpensanti."

Opere citate

Roy Schafer (1995) The evolution of my views on non-normative sexual practices. In: Domenici, Lesser (a cura di) Disorienting Sexuality. Routledge, New York-London, pp.187-202.

Rosi Braidotti (1994) Soggetto nomade. Femminismo e crisi della modernità. Donzelli, Roma 1995.

S.Mitchell, (1996) Gender and sexual orientation in the age of postmodernism: The plight of the perplexed clinician. Gender & Psychoanalysis, 1 (1), pp.45-73.

Jung (1928a) Energetica psichica, Opere, vol.8.

Bordi, (1996) Seminari milanesi. Quaderni del Centro milanese di psicoanalisi Cesare Musatti, 1.

Hillman (1972b) Note sull'opportunismo. Tr. it. in: Saggi sul Puer. Raffaello Cortina Editore, Milano 1988.

Altman, Vance, Vicinus,et al. (1989) Homosexuality, Which Homosexuality? GMP Publishers, London

© Raffaello Cortina Editore 1997