Un quarto di secolo di aerosol art
a cura di Carlo Formenti

 


Ciò che segue è un collage di frasi tratte dal libro "Style: Writing from the Undeground. (R)evolution of Aereosol Linguistics" , pubblicato nel 96 da Stampa Alternativa assieme a IGTimes (pp. 113, L. 25.000, traduzione italiana con testo inglese a fronte).
Se non trovate il libro in libreria potete rivolgervi a Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri, C.P.97, 01100 Viterbo Italy, tel. 0761.532277, fax 0761.352751.


"Per prima cosa non si chiamano nemmeno graffiti, si dice writing. Graffiti è un termine sociologico che si è iniziato a usare nei confronti della cultura durante gli anni '70".

"Il writing è un vero e proprio movimento. Nel corso di gran parte della sua esistenza, le firme di parecchi writer hanno mostrato caratteri propri e peculiari, difformi dal modo usuale di scrivere. A ciò ha fatto seguito il masterpiece, la padronanza della bomboletta, la continua creazione ed evoluzione della lettera".

"Usare una bomboletta spray non dà automaticamente diritto ad entrare nelle file dei writer. Nel campo dell'aerosol, si definisce writer una persona la cui occupazione principale è dipingere firme o pezzi in un qualsiasi stile, semplice o complesso che sia".

"In apparenza il writing è una derivazione dell'alfabeto, ma il significato complessivo della sua evoluzione e trasformazione va oltre al limitato campo dell'alfabeto..."

"Fu negli anni '70 che i loro nomi iniziarono a comparire con una frequenza allarmante. Pur venendo da situazioni, razze e colori diversi, la maggior parte dei primi writer era di origini Latine e Africane".

"Nei suoi circa 26 anni di crescita come movimento, la scrittura con le bombolette è fiorita in tutto il mondo. Il significato di questo raggio di diffusione è della massima importanza, perché contiene le componenti in grado di spiegarci il suo stato di continuo mutamento".

"Da principio, l'idea era quella di scrivere un nome, magari seguito da un numero, che poteva essere un indice della tua provenienza, il numero di una strada o quello di un caseggiato".

"Chi lo ha inventato? Se ne può discutere, ma sappiamo senza ombra di dubbio che uno fra i primi writer riconosciuti per la propria influenza sui primi anni di questa 'cultura di strada' è stato Taki 183, un ragazzino di origine greca, dell'upper west side di Manhattan".

"Brooklyn era conosciuta per i suoi numerosi stili indecifrabili, decorati e simili a una scrittura a mano. Queste firme erano quasi sempre raffinate e squisitamente ornate: riccioli, frecce e barre che creavano una scrittura immediatamente riconoscibile".

"Ultimo ma non meno importante è il Bronx, che finì per avere il ruolo di 'Mecca dell'Aerosol'. I suoi primi writer, di origine latina ma più che altro africana, pur influenzati da Brooklyn e Manhattan, si fecero conoscere con stili propri".

"L'unicità dello stile individuale era della massima importanza per la firma di un writer, perché era, in quel momento, l'unico metodo significativo per rappresentare la propria esistenza".

"Notte o giorno, un autobus alla fermata o al deposito, un treno che si fermava in stazione o che veniva parcheggiato nei lay-up sotterranei o sopraelevati, nei tunnel o nei depositi, qualunque superficie che si muovesse e si potesse dipingere era destinata subire la furia delle bombolette dei writer".

"Fare le foto divenne più comune quando le autorità iniziarono a cancellare sistematicamente i pezzi dai treni, all'incirca verso il 1974".

"Se un writer adatta una lettera, per esser precisi, deve poi creare tutte le altre lettere del pezzo, che non esistono. Quindi devi innovare partendo da un'influenza, o creare un alfabeto che non esisteva prima".

"Pur essendo la lettera il fattore principale del writing, quando si parla di stile e evoluzione non si può trascurare l'importanza del colore. Ancora dopo tre decenni, il colore e la maniera di darlo continuano a cambiare. Come per gli altri aspetti della cultura, i canoni e le loro variazioni si sono sviluppati e mossi in diverse direzioni con l'evoluzione delle tecniche spray. Riflessi di luce, motivi e sfumature sono indubbiamente parte del bagaglio dei writer quanto gli stili di lettere".

"L'obiettivo principale del 'bomber' è quasi sempre la quantità, opposta alla qualità, in modo da 'uscire', anche se non nella maniera più stilosa".

Per i writer hardcore aver stile significa di solito dipingere in una maniera che è quasi un brevetto esclusivo di quel writer particolare. La frase 'aver stile' si può riconnettere alle capacità tecniche, ma quando si parla del 'fattore stilistico' si indica più spesso la relazione con le lettere e le loro qualità originali, innovative strutturali".

"Se riuscissi a leggere una delle mie lettere senza essere un conoscitore del mio stile, allora avrei commesso qualche errore perché non dovresti essere in grado di capire".

"Qualità invece della quantità. Ecco un aspetto tipico dello stylist , la cui scelta di inseguire il pezzo definitivo gli dà la soddisfazione più grande. Il tempo non ha nessuna importanza..."

"Quella sensazione di dipingere sui treni, non la puoi ricreare. E' tutta un'altra storia. Non voglio dire che è l'adrenalina che ti entra in circolo, ma uno che disegna coi gessetti sui cartelloni neri della pubblicità non si assume gli stessi rischi di uno che entra nei depositi. Il terzo binario è lì, e sai che scotta".

"Nell'insieme, questa cultura è stata presentata al pubblico da tutti tranne che dai veri writer. Lo stigma del vandalismo e dell'illegittimità come forma d'arte l'hanno sottoposta a discredito, senza un ulteriore esame e senza il beneficio del dubbio. I 'professori d'arte' proclamano che, quello che loro non possono insegnare, non può e non potrà mai avere un riconoscimento. Essenzialmente stanno dando alle masse una regola, una 'legge su ciò che ha rilevanza' secondo i loro standard, basata però sul disprezzo verso la cultura...Nell'era dei cosiddetti 'Post Graffiti', sembra che tutto ciò che sia privo degli aspetti fondamentali della cultura del writing, venga fatto passare per una specie di 'evoluzione' verso una forma d'arte più progressiva, in realtà si tratta solamente di lavori che simboleggiano una forma d'arte simile, o comunque legata, a quello che era in passato il writing, come a indicare che questa nuova direzione è legittima o migliore rispetto a ciò che è stato creato e dipinto sulle metropolitane".

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