Quegli occhi hanno visto la morte
di Franco Rella
Note

(Franco Rella, Negli occhi di Vincent. L'io nello specchio del mondo, pp.52-67, Feltrinelli 1998)


 
paragrafo 2

Su Albrecht Dürer cfr. almeno E.PANOFSKY, La vita e le opere di Albrecht Dürer, tr. it. di C. Basso, Feltrinelli, Milano 1979; R. KLIBANSKY, E. PANOFSKY, F. SAXL, Saturno e la melanconia, tr. it. di R. Federici, Einaudi, Torino 1983.

M. ZAMBRANO, Verso un sapere dell'anima, a cura di R. Prezzo, Cortina, Milano 1996, p. 49.

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S. WEIL, Quaderni, a cura di G. Gaeta, Adelphi, Milano 1982-1994.
Le tesi sul concetto della storia in W. BENJAMIN, Angelus Novus, a cura di S. Solmi, Einaudi, Torino 1962: "C'è un quadro di Klee che s'intitola Angelus Novus. Vi si trova un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ha gli occhi spalancati, la bocca aperta, le ali distese. L'angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi. Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e ricomporre l'infranto. Ma una tempesta spira dal paradiso, che si è impigliata nelle sue ali, ed è così forte che egli non può più chiuderle. Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro, a cui volge le spalle, mentre il cumulo delle rovine sale davanti a lui al cielo. Ciò che chiamiamo progresso è questa tempesta".
Come ben sapeva l'"antico marinaio" di Coleridge, come ben sappiamo, la bonaccia, quando anche il mare marcisce, è peggio di qualsiasi tempesta.

paragrafo 6

R.ESPOSITO, L'origine della politica. Hanna Arendt o Simone Weil?, Donzelli, Roma 1996.

paragrafo 7

Per Rembrandt mi limito a citare il grande libro di G. SIMMEL, Rembrandt. Un saggio di filosofia dell'arte, a cura di G. Gabetta, SE, Milano 1991.
V.VAN GOGH, Lettera a Theo dell'ottobre 1885. La frase citata nel mio testo è scritta in francese nella lettera a Theo: "Che nobile sentimento, di una profondità abissale, il faut être mort plusieurs fois pour peindre ainsi (...). Rembrandt, lui, sonda così profondamente il mistero tanto che dice cose per le quali non ci sono parole in nessuna lingua" (Correspondance générale, Gallimard, Paris 1990).
A.CAMUS, Taccuini, tr. it.. di E. Capriolo, Bompiani, Milano 1992, vol. III, p. 128.

paragrafo 11

I.BRODSKIJ, Poesie italiane, a cura di S. Vitale, Adelphi, Milano 1996, p. 19.

paragrafo 12

I. BRODSKIJ, Poesie italiane, cit., p. 51.

 
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