Tutte le sfumature del grigio


L'isola dei senza colore di Oliver Sacks (Adelphi 1997) è un viaggio nell'Oceano Pacifico che nasce da interessi specifici del celebre neuropsicologo americano. Pingelap e Pohnpei, nella Micronesia, sono isole in cui parte della popolazione soffre di acromatopsia, una forma di cecità cromatica completa ed ereditaria che costringe chi ne è colpito a vivere al riparo dalla luce. A Guam, alcuni abitanti dell'isola, i chamorro, sono esposti a una malattia devastante e tuttora inspiegata, il lytico-bodig, che si manifesta con una sorta di paralisi progressiva spesso accompagnata da demenza.

In questo libro la descrizione di affascinanti casi clinici, che hanno reso famoso Sacks e apprezzati i suoi lavori precedenti anche da lettori non specialisti, è inserita nel genere narrativo del diario di viaggio.
Michele Di Francesco (il sole-24 ore, 22.5.97) osserva che "Si tratta tuttavia dell'estensione naturale di un atteggiamento che già ben conosciamo. Un principio guida dell'opera di Sacks è infatti l'idea che per capire la vita interiore dell'individuo - sia sano che malato - occorre capire il suo mondo." E aggiunge giustamente che: "Passare dalla sindrome neurologica alla forma di vita in cui essa si manifesta è una mossa inevitabile per Sacks, il quale (...) non tenta affatto di eludere il lato soggettivo delle patologie della coscienza individuale, ponendosi anche nel loro caso la domanda resa celebre da Thomas Nagel su che effetto fa essere in questo o in quello stato mentale."

In un'intervista rilasciata a Gianfranco Bangone, che ha curato un ampio servizio sull'uscita italiana dell'Isola dei senza colore (il manifesto, 29.4.97), Sacks conferma l'originalità del suo nuovo libro e precisa il suo rapporto con la letteratura.
G.Bangone - Nel suo libro l'esplorazione del Pacifico è in primo piano: lei cita Darwin e il Beagle, Melville, Stevenson, von Humboldt, ma anche Paul Theroux. Non mancano anche riferimenti a grandi narratori moderni dell'evoluzione come Steven Jay Goud. L'acromatopsia e il lytico-boding sembrano così vestirsi di letteratura. Questo per dire che L'isola dei senza colore si discosta un po' dai suoi libri precedenti...
O.Sacks - E' vero, il Pacifico è il punto di incontro di grandi narratori, di letture che mi hanno influenzato molto, ma è anche lo scenario per determinanti lavori di carattere scientifico. E' per me difficile discriminare i due generi: ad esempio le Galapagos, e molto prima di leggere Darwin, le avevo conosciute come le isole malignamente incantate, descritte da Melville in Las Encantadas. Sono rimasto molto impressionato da alcune letture giovanili, ad esempio Conan Doyle, Melville e Stevenson. Più tardi è prevalso in me un approccio più scientifico e il mio libro preferito è ancora la Relation Historique di Alexander von Humboldt. Non a caso nel primo capitolo del libro parlo della dracena di Tenerife, un esemplare vecchio di seimila anni, per dire che in me il senso del mito, del romantico e del mistero andava sottomettendosi alla passione della curiosità scientifica...

Del colore e della visione Sacks si era già occupato in Un antropologo su Marte, in particolare nel saggio Il caso del pittore che non vedeva i colori, dove si racconta il caso del signor Jonathan I. Qui avevamo già conosciuto un compagno di spedizione di Sacks nelle isole dei senza colore, Bob, l'oculista Robert Wasserman. L'altro compagno è Knut Nordby, un ricercatore sulla visione all'Università di Oslo, specialista di acromatopsia ed egli stesso acromatopsico.
"Ed è attraverso Knut - scrive Bangone nel servizio citato - che Sacks scopre che la confusione dei verdi - così come può essere percepita la vegetazione tropicale da una persona dotata di una visione cromatica normale - nasconde una polifonia di luminosità, forme, tessiture facilmente identificabili le une dalle altre."

I brani del libro che proponiamo, per gentile concessione di Adelphi, riguardano il formarsi in Sacks della curiosità per le alterazioni della percezione cromatica e la sua lettura del Paese dei ciechi di H.G. Wells; la costituzione della squadra "al tempo stesso neurologica, scientifica e romantica" diretta alla volta dell'isola dei senza colore; l'incontro con la più abile tessitrice di Pingelap, affetta da acromatopsia come la sorella di Knut, Britt, che diceva: "Bisogna essere completamente ciechi ai colori per poterli osservare."

Da bambino soffrivo di emicranie visive...
Una spedizione neurologica, scientifica e romantica
La più abile tessitrice di Pingelap