Un viaggio di ricerca etnografica del giovane Kandinsky
di Tulliola Sparagni



(Dal catalogo Kandinsky - Opere dal Centro Georges Pompidou, Mazzotta 1997, p.54)

...più che allo studio universitario la formazione "spirituale" di Kandinsky sembra legata ad altri avvenimenti. Nel 1889, dal 28 maggio al 30 luglio, il giovane intraprende un viaggio di ricerca etnografica nella regione di Vologda, a nord-est di Mosca, come membro della Società imperiale di scienze naturali, antropologia ed etnografia: scopo della spedizione era appunto l'approfondimento della mitologia e delle credenze popolari degli antichi Komi (i Sirieni) di origine finnica. Quel viaggio lo segnerà indelebilmente, come affermerà più volte l'artista. Il rapporto con i contadini, con i loro usi e costumi, si concentra essenzialmente nella magnificenza cromatica dei loro abiti e delle loro case. "Non dimenticherò mai le grandi case di legno ricoperte di incisioni. In queste case meravigliose ho vissuto un'esperienza che non si è più ripetuta da allora. Esse m'insegnarono a muovermi nel quadro, a vivere in esso." (V.Kandinsky, Sguardo al passato (1901-1913), 1913, in Tutti gli scritti, vol.II, Milano 1974, p.161)
L'esperienza nell'izba contadina, con le sue pitture, le icone e i mobili decorati, lascerà una traccia non solo simbolica nel lavoro dell'artista. Quasi cinquant'anni più tardi, nel 1937, Kandinsky affermerà: "L'origine della mia pittura astratta sarebbe da ricercare nei pittori russi di soggetti religiosi dal X al XIV secolo e nei dipinti popolari russi che ho potuto vedere per la prima volta durante un viaggio a nord della Russia quand'ero studente all'Università di Mosca. Fu un'impressione violenta." (Lettera ad André Dézarrois, 31 luglio 1937, cit. in Ch. Derouet, J. Boissel, Vassily Kandinsky - Oeuvres de Vassily Kandinsky (1866-1944), Paris, 1984, p.13) Nell'autunno del 1889 presenta una relazione del viaggio, Credenze dei Permi e dei Sirieni, e in seguito dedicherà altri due scritti a quella spedizione...

(Sulla spedizione del 1889 e più in generale sui rapporti di Kandinsky con il retaggio folclorico e primitivo russo, cfr. P. Weiss, Kandinsky and Old Russia - The Artist as Ethnographer and Shaman, New Haven-London, 1995)

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