Futurismo: undici grandi temi - 4

L'individuo

di Enrico Crispolti


(Da Futurismo. I grandi temi 1909-1944, pp.17-18, Mazzotta Editore)

 
Ecco poi l'individuo nuovo, futurista: uomo e donna singoli nel trasformato rapporto ambientale, l'interiorità singola dunque, il comportamento individuale, pur relativamente alla dimensione moderna di "uomo moltiplicato", entro infatti il grande numero (e dunque verso I"'automa quotidiano"); i rapporti del singolo con gli altri, con il mondo, in una nuova antropologia globale fondata su un radicale rinnovamento gnoseologico e sensitivo. E perciò il ritratto, la configurazione individuale, ma anche il corpo, il vestito, e appunto la visibilità del comportamento, e l'erotismo, in particolare l'eros riletto in chiave analogica meccanica. Occorre tuttavia intendersi: nella mostra si è configurato il tema dell'individuo sia in quanto fenomenologia iconologica della visibilità individualizzata dell’uomo futurista, nella sua condizione dunque di consapevolezza di un'implicazione in situazioni di dinamismo e simultaneità; sia tuttavia anche in quanto suggerimento di uno scavo specifico nella sua interiorità, attraverso o persino malgrado quella visibilità ideologicamente rappresentativa ma alquanto stereotipante. In quale modo insomma i futuristi rappresentassero l'individuo singolo in una prospettiva di dominante grande numero, appunto di "uomo moltiplicato"; e come quell'individualità poi scandagliassero in un a fondo psicologico, di rilevazione del tutto individuale.

Ma i futuristi negavano l'individualismo, in quanto esasperato, solipsistico soggettivismo, rispetto a una preminente oggettività di risposta emotiva al riscontro materiale della realtà. Altrettanto che infatti negavano la tradizionale centralità dell'uomo nell'universo. Sempre nel manifesto tecnico La pittura futurista è detto espressamente: "La nostra nuova coscienza non ci fa più considerare l'uomo come centro della vita universale." Riscattavano invece energicamente la dimensione dell'individuo quale nodo dinamico emotivo-immaginativo di interferenti simultaneità di provocazioni materiali e rispondenze psichiche. In proposito, polemizzando con i cubisti, Carrà parla infatti di "individuazione": "cioè il mondo plastico reso attraverso l'individualità dell'artista, è per noi sola forza creatrice di verità estetiche" (Piani plastici come espansione sferica nello spazio, in "Lacerba", Firenze, 15 marzo 1913). E Severini scrive qualche anno dopo: "il est certain que chaque individu est un centre d'irradiation universelle, en même temps qu'un point d'intersecation des forces centripètes. Chacun de nous est le carrefour où se croisent et se compénètrent toutes les vies de l'univers en même temps que de nous-même part une vie-force qui se répand en expansion centrifuge." Nella condizione d'"une relation plus qu'étroite entre le côté physique et le côté psychique de l'individu entre le côté matériel et le côté moral, entre l'organisme et ce qu'on appelle l'âme" (Les art plastiques d'avant-garde et la science moderne, in "Mercure de France", Parigi, 1 febbraio 1916, in Archivi del futurismo, cit., vol. I, pp. 214-215).

Esemplificazioni di caratterizzazione psicologica e comportamentale individuale, qui dalle analisi di Boccioni (Dinamismo di una testa di donna, 1914), di Sironi (Autoritratto, 1913), di Melli (Ritratto di V. Costantini, 1913), di Carrà, di Russolo, di Erba, all'autoritratto e ritratto ma anche al costume di Balla e di Depero, alle formulazioni d'uomo "meccanico" di quest'ultimo come di Prampolini (Ritratto di Marinetti - Sintesi plastica, 1924-25), di Fillia, di Diulgheroff (L'uomo razionale, 1928), di Rosso, di Tullio d'Albisola, a immagini "meccaniche" dell'eros (La geometria della voluttà, 1923 c.). Dunque in un ampio ventaglio fenomenologico d'interpretazione psicologica, che del resto, dagli anni Dieci all'esordio dei Quaranta (altri ritratti, più evocativi, sono qui nella polarità guerra), attraversa tanto l'iniziale fase "analitica" della ricerca pittorico-plastica futurista, quanto la successiva "sintetica", e maggiormente appunto l'ulteriore "meccanica", la più spinta nell'interpretazione formale analogica; sino alla prospettiva di primitività "cosmica".

© Gabriele Mazzotta Editore

L'immagine riprodotta è: 4/28. Enrico Prampolini, Ritratto di Marinetti. Sintesi plastica, 1924-25.
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