Futurismo: undici grandi temi - 2

La velocità

di Enrico Crispolti


(Da Futurismo. I grandi temi 1909-1944, pp.14-15, Mazzotta Editore)

 
Quindi, tema connesso e più specificamente qualificante, la velocità: il mito della macchina, la bicicletta, la motocicletta, l'automobile, il treno, la nave, l'aereo, le comunicazioni, specificabili in altri più particolari luoghi iconici. Strutturalmente risulta forse la polarità più tipica dell'immaginario futurista, nel senso di una radicale mutazione del rapporto di percezione della realtà ambientale, sia urbana sia naturale, sotto l'incidenza della nuova velocizzante sollecitazione meccanica, che brucia le distanze, accelera le sensazioni, essenzializza la sensibilità aprendone nuove prospettive di valenza psichica e mentale: dal dinamismo umano a quello degli strumenti e idoli meccanici. Alla velocità anzi Marinetti, nel manifesto La nuova religione-morale della velocità, datato 11 maggio 1916, attribuisce appunto un valore morale: "La velocità, avendo per essenza la sintesi intuitiva di tutte le forze in movimento è naturalmente pura. La lentezza, avendo per essenza l'analisi razionale di tutte le stanchezze in riposo, è naturalmente immonda." Del resto un altrettanto celebre enunciato, il quarto, del manifesto del 1909, pronunciava: "Noi affermiamo che la magnificenza dei mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. Un automobile da corsa..."

E la consapevolezza della velocità insinua una nuova nozione di spazio e di tempo, inducendo intuitivamente verso una coscienza (come oggi si dice) di globalizzazione degli eventi. Lo rileva chiaramente Severini nel suo manifesto Le analogie plastiche del dinamismo, steso nel 1913: "La velocità ci ha dato una nuova nozione dello spazio e del tempo e per conseguenza della vita stessa, niente di più logico che le nostre opere futuriste caratterizzino tutta l'arte della nostra epoca con la stilizzazione del movimento che è una delle manifestazioni più immediate della vita" (in Archivi del futurismodi Maria Drudi Gambillo e Teresa Fiori,De Luca, Roma,1959 e 1962, vol. I, p. 80). E sette anni dopo, nel suo Primi principi di una estetica futurista (Vallecchi, Firenze, 1920), spiega Soffici: "Cominciamo col dire che le misure stesse sulle quali si ordinano le sensazioni e i pensieri - lo spazio e il tempo - si trovano per noi consapevolmente alterate. Lo sviluppo formidabile della velocità negli spostamenti da un punto all'altro della terra e dell'aria ha prodotto un tale effetto; ed è un fatto che, per chi corre o vola fulmineamente in automobile o in aeroplano, la sua nozione delle distanze e della durata differisce molto da quella che potevano averne gli uomini del passato. Dal che deriva che le stesse dimensioni del globo, stabilite - psicologicamente - sulla lunghezza dello sforzo necessario a misurarne l'estensione, si trovano oggi ridotte in modo considerevole; e ciò non senza una correzione sensibile delle idee fondamentali relative al mondo; e persino dei concetti della metafisica" (in Archivi del futurismo, cit. vol. I, p. 582).

La velocità dapprima sollecita come sensazione nuova che trasforma la percezione conoscitiva della realtà. E dunque qui esemplificative immagini diverse di velocità meccanica o umana o animale di Balla (da Bambina che corre sul balcone, 1912, a Velocità di motocicletta, 1913), di Boccioni, di Sironi (Il ciclista, 1916-17 c.), di Erba. Poi si fa visione sintetica, si assume in stile, in un processo immaginativo d'essenzializzazione analogo - e connesso - a quello che ha portato alla configurazione aerodinamica. E dunque ecco immagini di Depero (Treno partorito dal sole, 1924), e di Dottori (La corsa per Trittico della velocità, 1926), di Giannattasio, e le stilizzazioni, specificamente d'arte "meccanica" di Pannaggi, Benedetta, Fillia, Rosso, Benedetto, fino a quelle “aeropittoriche" e "aeroplastiche" di Tato, Bot, Delle Site. Si dipana infatti nel tempo un'articolata fenomenologia di proposizioni futuriste nella rispondenza al tema della velocità.

© Gabriele Mazzotta Editore

L'immagine riprodotta è: 2/12. Benedetta, Velocità di motoscafo , 1923-24.
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