San Teilhard de Chardin
Parte seconda

Troviamo echi di questo dibattito in altri due siti francesi di stile serio e "ufficiale": quello della "Fondation Teilhard de Chardin", ospitato dal Museo di Storia Naturale di Parigi e suddiviso in tre sezioni: le prime due ospitano materiali su vita e opere del filosofo, la terza informazioni sulle iniziative della Fondazione; e quello della "Association des Amis de Teilhard de Chardin", che offre gli atti dei convegni annuali organizzati dall’Associazione ed estratti da un suo Bollettino cartaceo. Interessante la pagina dei link: i siti ai quali rinvia sono pochi ma "certificati"

Diversa la ricezione di Teilhard de Chardin in America, dove il filosofo francese viene celebrato dall’ala più snob e "tecnofila" della cultura New Age come un guru. Una breve esplorazione di quest’area può partire da un articolo di Anodea Judith che mette in risalto come il concetto di Terra pensante di Teilhard de Chardin anticipi di decenni la Teoria di Gaia del biofisico James Lovelock (Cfr. "Le nuove età di Gaia", Bollati Boringhieri, Torino 1991). Di più: secondo Judith, le idee di Teilhard de Chardin sono in grado di integrare e assorbire quelle di Lovelock: se il secondo descrive il pianeta come un superorganismo che trascende l’opposizione fra materia inorganica e materia vivente, il primo regala un cervello a Gaia. E i concetti di Noosfera e Punto Omega sono una geniale anticipazione di Internet e dell’integrazione fra sistemi naturali e artificiali in una sorta di Megarete ecologica. L’articolo si trova in "Gaia Mind"; una specie di "sito-catalogo" di New Age, con sezioni dedicate a meditazione, astrologia e vari tipi di profezie millenariste.

Più sobrio, anche se non privo di bizzarrie, il sito "Provenzano & Sons", raccomandato dai tre siti francesi "ufficiali" citati in precedenza. Si tratta di pagine curate da Joe e Dan Provenzano, padre e figlio ed entrambi ricercatori in fisica, i quali, partendo da Teilhard de Chardin, elaborano una concezione che definiscono "Filosofia dell’Energia Cosciente", con l’intento di "proiettarsi" al di là dell’insensata contrapposizione fra materialismo e spiritualismo.

Infine segnalo una pagina che, pur non essendo americana (è inserita nel magazine olandese Mediamatic), è ugualmente preziosa per capire come la cultura di cui stiamo parlando stia colonizzato l’immaginario d’Oltreoceano anche grazie ad Hollywood: mi riferisco al lungo e interessante articolo di Paul Groot che si occupa dell’influenza di Teilhard de Chardin e di altri autori sulle visioni "tecnognostiche" che alcuni registi americani diffondono attraverso i loro kolossal fantascientifici.

Per un'immagine di Teilhard de Chardin dal web della "Fondation Teilhard de Chardin" cliccare qui.

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