Il caso Sokal
Tori nevrotici, fluidità femministe e imbarazzanti silenzi
di Federico Pedrocchi

 
Articoli ne sono apparsi, sul caso Sokal. Non tanti, ma si sono visti anche sulle pagine culturali di quotidiani, quindi con un impatto potenziale che avrebbe dovuto dimostrarsi sufficiente a generare un gran botto. Invece, di rumore se n'è sentito poco e arrivati ad oggi si galleggia nel silenzio.

Alan Sokal, brillante fisico americano e personaggio noto per il suo atteggiamento poco accademico, ha scritto un libro insieme con Jean Bricmont, belga, fisico pure lui: Frodi intellettuali, il titolo nell'edizione francese dell'ottobre 97. Ora esce anche l'edizione americana.

Il libro raccoglie citazioni da saggi di famosi intellettuali francesi; Deleuze, Guattarì, Lacan e altri ancora. L'attenzione è posta all'uso che in questi saggi si fa sia di concetti che di strumenti ricavati dalle scienze fisiche e matematiche. E quest'attenzione ha prodotto segnalazioni sorprendenti; alcune che possono aprire ad un dibattito d'opinioni, altre che non possono che suscitare sconcerto totale. Sparse in letture separate e lontane fra loro non hanno suscitato attenzione, finora; raccolte in un solo testo fanno, come si dice, il loro bell'effetto.

In Francia, ovviamente, c'è stato un consistente dibattito nei primi mesi d'uscita del libro. I saggi citati da Sokal/Bricmont sono tratti da opere di francesi. Fuori della Francia - anche in Italia, per esempio - se n'è parlato e se ne parla poco. La sensazione è che il silenzio sia motivato da non pochi timori.

 

Veniamo alla sostanza. La questione si è sviluppata, nei suoi toni più moderati, intorno a brani come il seguente, scritto da Jean Baudrillard:

"Forse la storia stessa deve essere interpretata come avente una natura caotica, nella quale l'accelerazione mette fine ad ogni linearità, e la turbolenza generata dall'accelerazione fa definitivamente deviare la storia dalla sua fine, proprio come tale turbolenza allontana gli effetti dalle loro cause".

Sokal e Bricmont sostengono che l'uso, in casi come questo, di terminologie mediate dalla fisica è totalmente fuori luogo, non solo perché applicato a fenomenologie che nulla hanno a che vedere con quelle che l'hanno generato, ma anche perché è confusa la stessa trasposizione, ove si mescolano accelerazioni, turbolenze, linearità. Insomma, un doppio pasticcio mortale.

Alcuni (anche gli autori) protestano, soprattutto invocando la prevedibile - bisogna dirlo - decontestualizzazione: si tira fuori un pezzetto di un libro e si monta un'impalcatura polemica solo su quello.

In altri casi ogni dibattito d'opinione è fuori luogo. Cita casi esplosivi Richard Dawkins, nella sua ampia recensione di Frodi intellettuali apparsa su Nature. E qui citiamo Dawkins, personaggio di rilievo nella biologia contemporanea, e Nature, la più prestigiosa rivisita scientifica in circolazione. Lo facciamo perché l'abbinata dovrebbe generare molto rumore. Invece, come si diceva all'inizio, c'è ancora molto silenzio.

Dawkins cita Sokal che cita Lacan; e il brano di Lacan è il seguente:

"Quindi, calcolando la significazione secondo il metodo algebrico qui utilizzato, e cioè


S(significante)

= s (l'asserzione),
s(significato)

con S=(1) si ottiene: s= radice quadrata di  -1".

 

Commenta Dawkins: "Non è necessario essere dei matematici per vedere che tutto ciò è ridicolo".

E "ridicolo" è forse la definizione più benevola.

Il problema è che, poco oltre, Lacan si lancia in un parallelo fra l'organo erettile maschile e, ancora una volta, questa benedetta radice quadrata di -1 che, evidentemente, deve averlo colpito con una forza tanto possente quanto era la sua ignoranza della matematica. Giustamente Dawkins prosegue sostenendo che tali livelli di frode intellettuale screditano così tanto l'autore da rendere inutile ogni attenzione alla globalità della sua opera. E' una bella discussione che si potrebbe aprire; nel caso di Lacan è un pezzo significativo della psicanalisi che andrebbe buttato via.

Non degli psicanalizzati, tuttavia.

Infatti, chiunque abbia lavorato almeno due mesi nella redazione di una rivista scientifica, sa che un paio di lettere mensili scritte da pazzi che usano la matematica come Lacan, è cosa normale.

 

Terrificanti anche le sensazioni che si possono avvertire da citazioni tratte dai saggi di Luce Irigaray ove la filosofa femminista sostiene che ricerche come la meccanica dei fluidi sarebbero poco sviluppate a causa dell'impostazione maschilista della Fisica, la quale privilegia le cose rigide e solide. Ancora una volta Dawkins ricorda giustamente che le notevoli difficoltà che si incontrano nelllo studio dei fluidi derivano dal fatto che le equazioni finora elaborate per descrivere il loro comportamento - le equazioni di Navier-Stokes - sono tremendamente difficili da risolvere. E' vero che la percentuale di donne nella ricerca fisica avanzata è bassa rispetto agli uomini (ed è vero che serie analisi su possibili paradigmi maschili nella scienza vanno fatte), ma in questo caso i fisici andrebbero criticati, casomai, non per la loro "rigidità" ma per la loro "impotenza". Sono anni che tentano di descrivere bene la fenomenologia dei fluidi e non ce la fanno.

 

La recensione di Dawkins su Nature è ampia ma non può certo contenere tutte le numerose citazioni reperibili nel libro.

A pag. 135 dell'edizione francese incontriamo Baudrillard che afferma come "..le guerre moderne si svolgano in uno spazio non euclideo", mentre a pag. 27 è ancora Lacan che colpisce annunciandoci che "la struttura del nevrotico è quella del toro", ove il riferimento non è all'animale (sarebbe stato decisamente meglio) ma al toro come struttura geometrica. E infatti Lacan motiva questa affermazione con un suo aderire agli sviluppi più avanzati della Topologia.

 

Il peso delle analisi compiute da Sokal e Bricmont con il loro libro non sarebbe stato tanto consistente se il testo non fosse stato preceduto da un malefico articolo scientifico scritto da Sokal stesso un anno prima e inviato alla rivista americana Social Text, che da vent'anni è riconosciuta come uno degli strumenti più interessanti nel panorama delle riflessioni di carattere socio-politico.

Titolo dell'articolo: "Trasgredire i confini: verso un'ermeneutica trasformativa della gravità quantica". Non si corre il rischio di presentarsi come i soliti furbi a posteriori sostenendo che già da questo titolo qualche fondato sospetto avrebbe dovuto emergere. Sta di fatto che il testo non era altro che un collage di linguaggi pescati in vari testi, sia francesi che americani, proprio quelli con le performance iperboliche poi analizzate in Frodi Intellettuali. In breve: Sokal aveva confezionato un articolo burla e la rivista, serenamente, l'aveva pubblicato. L'autore disvelava rapidamente l'inganno ma la frittata era già fatta.

 

Fra le critiche - spesso anche insulti - lanciate contro Sokal e Bricmont per il loro libro troviamo anche argomenti seri. Alcuni sostengono che l'uso di metafore è uno strumento importante nello sviluppo di teorie. Altri sottolineano che la pretesa della scienze fisiche e matematiche di detenere il copyright sull'uso corretto dei concetti da esse usati è una pretesa arrogante.

E' vero, sono argomentazioni che sollevano interessanti questioni ma non sembrano applicabili al caso Sokal. I due autori hanno molte ragioni nel dichiararsi convinti che l'uso trasversale di concetti e linguaggi non sia affatto da impedire, che possa essere ricco di risultati, ma che ogni volta che si vuole farlo un serio atteggiamento culturale dovrebbe condurre ad una motivazione precisa delle ragioni che portano a tale uso, a come si ritiene di dimostrare che la trasversalità sia possibile e funzioni.

Sostenere che la nevrosi sia toroidale senza aggiungere altro c'entra poco con l'uso delle metafore nelle scienze.


Alan Sokal, Jean Bricmont, Impostures intellectuelles, Odile Jacob 1997

Alan Sokal, Jean Bricmont, Fashionable Nonsense, Picador USA 1998 (nov.)

Il quotidiano francese Libération cura da un anno sul proprio web un dibattito sul caso Sokal. E' un forum aperto agli interventi di tutti con un livello medio degli interventi piuttosto buono.
(http://www.libe.com/forums/sokal/forumlist.html)

Transgressing the Boundaries: Towards a Transformative Hermeneutics of Quantum Gravity, questo il titolo originale dell'articolo inviato da Alan Sokal alla rivista Social Text e da questa pubblicato. Articolo completamente falso, come si è già detto più sopra, ma assolutamente verosimile.
Sempre sul web di Libération è disponibile il testo integrale.
(http://www.libe.com/sokal/parody.html)